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Cent ans de solitude

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Editeur: Seuil

4.4
(23782)

Language:Français | Number of pages: 390 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Chi simplified , Spanish , Portuguese , German , Italian , Japanese , Dutch , Swedish , Catalan , Latvian , Polish , Turkish , Greek , Croatian , Hungarian , Norwegian , Finnish , Danish , Czech , Romanian

Isbn-10: 2020015374 | Isbn-13: 9782020015370 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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  • 5

    Il precursore del realismo magico sudamericano

    Questo libro ha fatto conoscere nel mondo Garcìa Màrquez e il filone del cosiddetto "realismo màgico", tipico di vari autori sudamericani; vale assolutamente la pena di averlo nella propria biblioteca.
    Un consiglio: se non conoscete questo filone letterario, non fermatevi qui; ci sono altri ...continuer

    Questo libro ha fatto conoscere nel mondo Garcìa Màrquez e il filone del cosiddetto "realismo màgico", tipico di vari autori sudamericani; vale assolutamente la pena di averlo nella propria biblioteca.
    Un consiglio: se non conoscete questo filone letterario, non fermatevi qui; ci sono altri autori che vale la pena di conoscere. Un nome su tutti: Manuel Scorza, quello di Garabombo l'invisibile e Rullo di tamburi per Rancas.

    dit le 

  • 2

    Deludente. Per molti motivi: la “trama”, la scrittura, la motivazione. Non so nemmeno se sia corretto chiamare trama un’accozzaglia di eventi semi casuali, mezzi magici e mezzi campati per aria, con personaggi che si muovono e agiscono senza una caratterizzazione, cambiando personalità e agendo f ...continuer

    Deludente. Per molti motivi: la “trama”, la scrittura, la motivazione. Non so nemmeno se sia corretto chiamare trama un’accozzaglia di eventi semi casuali, mezzi magici e mezzi campati per aria, con personaggi che si muovono e agiscono senza una caratterizzazione, cambiando personalità e agendo fuori dal personaggio senza alcuna ragione. Al 30% del libro si era già esaurita la parabola ragionevole della storia, il resto mi è sembrato attaccato con lo scotch, giusto il finale “magico” regala un micro picco di attenzione.
    La scrittura è deludente: piatta e poco efficace, si gioca da subito alcuni espedienti interessanti e poi casca nel piattume più piatto.
    Ma soprattutto non ho capito cosa volesse dire e raccontare. Una storia fantastica? Bah. Un’analisi storica di cent’anni di sudamerica attraverso le vicissitudini di una famiglia? Riuscito poco e male, l’evoluzione sociale resta sullo sfondo e quando viene in primo piano lo fa a caso (vedi industria bananiera) e talmente mischiato con la magia e il sovrannaturale da non far intravedere una tesi sottostante. Una tesi morale? Se sì, non si capisce quale, il che la dice lunga sull’efficacia.
    Quindi un libro senza scopo, senza trama e scritto maluccio. Pensavo decisamente meglio, da un acclamato Nobel per la letteratura, ma evidentemente sono io che non capisco…

    dit le 

  • 4

    O colonnello, mio colonnello!

    Per anni ho provato a leggere le opere di Marquéz, iniziando a più riprese diversi suoi lavori - tra cui questo suo stesso Cent'anni di solitudine - solo per abbandonarli due pagine dopo: alla fine ho rinunciato, rassegnandomi ad una mia totale incapacità di apprezzare quest'autore. ...continuer


    Per anni ho provato a leggere le opere di Marquéz, iniziando a più riprese diversi suoi lavori - tra cui questo suo stesso Cent'anni di solitudine - solo per abbandonarli due pagine dopo: alla fine ho rinunciato, rassegnandomi ad una mia totale incapacità di apprezzare quest'autore.

    È passato qualche altro anno, ora vivo a Monaco e sono capitato in una libreria italiana: ho sentito che questa volta le cose potevano andare diversamente, e così è stato.

    È una storia bellissima, che mi ha ricordato a tratti La casa degli spiriti della Allende, e spesso i tratti immaginifici del miglior Saramago; ma senza quello stile tortuoso, e piuttosto con grande linearità. Sono le vicende ad essere ingarbugliate, e sono certo che una buona stampa dell'albero genealogico dei Buendìa farebbe un figurone in qualsiasi salotto.

    È un bel libro, e merita di essere letto. Se non riuscite a leggerlo, non abbiate fretta - e prendete in considerazione una breve trasferta!

    dit le 

  • 5

    Un viaggio fantastico

    Un viaggio fantastico all'interno del quale perdersi e confondersi, ritrovarsi e reinventarsi. Una famiglia come allegoria della vita. Un libro magico che ti sorprende ad ogni pagina, dalla prima, all'ultima, a tutte e 500.

    dit le 

  • 5

    He recorrido las acuosas calles de Macondo intentando comprender la viruela de la soledad que a veces recorre mis venas y en esa divagación me he encontrado suspirando por una epidemia de olvido que se pose en mi mente. No puedo dejar de experimentar, tras leer este libro, que algo se ha quebrado ...continuer

    He recorrido las acuosas calles de Macondo intentando comprender la viruela de la soledad que a veces recorre mis venas y en esa divagación me he encontrado suspirando por una epidemia de olvido que se pose en mi mente. No puedo dejar de experimentar, tras leer este libro, que algo se ha quebrado en mí y que me tomó demasiado tiempo el aceptar que una parte de mí pertenecía a este libro.

    dit le 

  • 4

    In una realtà metaforica, influenzata da magie e superstizioni locali, il libro narra la storia della famiglia Buendia e della cittadina di Macondo. Una grande saga famigliare che ripercorre i principali eventi che hanno riguardato la Colombia a cavallo tra otto e novecento.
    Stilisticamente ...continuer

    In una realtà metaforica, influenzata da magie e superstizioni locali, il libro narra la storia della famiglia Buendia e della cittadina di Macondo. Una grande saga famigliare che ripercorre i principali eventi che hanno riguardato la Colombia a cavallo tra otto e novecento.
    Stilisticamente l'autore sembra indeciso se usare un taglio epico o uno favolistico, finendo per alternare piacevolmente i due.

    dit le 

  • 3

    La storia è bella, nel complesso è un buon libro, ma non ho trovato il capolavoro di cui parlano tutti.
    Sarà che con gli scrittori sudamericani non ho un buonissimo rapporto, ma questo libro non mi ha trasmesso grandi sensazioni.

    dit le 

  • 5

    Cent'anni di solitudine

    Forse è il miglior libro che abbia letto, sicuramente quello che mi ha ispirato di più. La storia di una famiglia "malata", dal suo inizio, alla sua fine, è il contorcersi della vita e dell'inspiegabile, è vero che non si può descrivere questa modalità di scrittura s enon come "realismo magico", ...continuer

    Forse è il miglior libro che abbia letto, sicuramente quello che mi ha ispirato di più. La storia di una famiglia "malata", dal suo inizio, alla sua fine, è il contorcersi della vita e dell'inspiegabile, è vero che non si può descrivere questa modalità di scrittura s enon come "realismo magico", quello che si legge sembra possibile, anche l'impossibile. Il racconto è fatto in modo da affrontare i momenti duri che si possono affrontare in vita e le difficoltà di alcune persone.

    dit le 

  • 2

    Sono stato sempre molto incuriosito da questo libro, forse per il titolo, che mi è sempre sembrato molto strano..
    Purtroppo, subito dalle prime pagine ho capito che sarebbe stato un grosso sacrificio concludere la lettura.

    Un libro noioso, ripetitivo e soprattutto lento.
    Person ...continuer

    Sono stato sempre molto incuriosito da questo libro, forse per il titolo, che mi è sempre sembrato molto strano..
    Purtroppo, subito dalle prime pagine ho capito che sarebbe stato un grosso sacrificio concludere la lettura.

    Un libro noioso, ripetitivo e soprattutto lento.
    Personaggi strani, ma non nel senso buono del termine, chiamati tutti con lo stesso nome, cosa che rende ancora meno chiara la lettura. Racconto di vite inutili, monotone e prive di qualsiasi significato. A tratti strappa qualche sorriso, ma niente di ché.

    Delusione e noia.

    dit le 

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