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Cent'anni di solitudine

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 2

By Gabriel Garcia Marquez

(2941)

| Hardcover | 9788481304466

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Book Description

Cent'anni di solitudine uscì nel 1967, e fu subito un evento epocale, con effetti dirompenti sulle acque allora un po' stagnanti del romanzo mondiale. Dal non ancora quarantenne Gabriel García Márquez giungeva improvvisamente il capolavoro capace di Continue

Cent'anni di solitudine uscì nel 1967, e fu subito un evento epocale, con effetti dirompenti sulle acque allora un po' stagnanti del romanzo mondiale. Dal non ancora quarantenne Gabriel García Márquez giungeva improvvisamente il capolavoro capace di rivitalizzare, se non addirittura di ricreare, un genere e un punto di tangenza fra letteratura e mondo; e giungeva in forma di vero e proprio diluvio narrativo senza freni né regole, sostenuto da una tensione visionaria e da una carica fantastica assolutamente soverchianti ogni eventuale strettoia razionale.
Macondo e la famiglia Buendía, con la grandiosa figura di Ursula e il succedersi degli Aureliani e degli Arcadii, costituiscono il nucleo di un mondo felice e aurorale, che si accampa su territori del tutto impregiudicati, non sfiorati dal giudizio né da qualsiasi altra forma di selezione dell'esistente, alieni dalla paura e dalla recriminazione. I morti che tornano e le assunzioni al cielo, le predizioni degli zingari e i neonati con la coda di porco, le ragazze che mangiano terra, i cantori bicentenari e un'infinita serie di altri personaggi penetrano l'universo percettivo del lettore, violandone e sovvertendone le inerti paratie concettuali. E nel far questo, disegnano una dimensione "altra" del tutto priva della necessità di un Assoluto, dominata da una speranza pagana irriducibile all'osservanza di qualsivoglia comandamento, calata in un inconscio ignaro di Freud.
È una dimensione che continua a coinvolgerci e a travolgerci con la forza inarrestabile di un'etica del miracolo libera da tentazioni di esorcismi, o di riscatti; un'etica germinata nelle pieghe di un tempo fuori dal tempo, "una ruota giratoria che avrebbe continuato a ronzare fino all'eternità, se non fosse stato per il logorio progressivo e irrimediabile dell'asse".

2405 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Per terminare questo libro ho impiegato esattamente un mese.
    E' stato, però, un mese estremamente lungo, piene di critiche, di abbandoni della lettura, di riprese del libro e sì... anche di apprezzamenti.

    Fin dall'inizio, non sono stata coinvolta p ...(continue)

    Per terminare questo libro ho impiegato esattamente un mese.
    E' stato, però, un mese estremamente lungo, piene di critiche, di abbandoni della lettura, di riprese del libro e sì... anche di apprezzamenti.

    Fin dall'inizio, non sono stata coinvolta particolarmente nella narrazione.
    La storia non mi prendeva e, detto sinceramente, non mi interessava nemmeno molto. Andando avanti con la lettura ho incontrato un così gran numero di personaggi che, anche volendo, mi sarebbe impossibile ricordare per intero.
    Inizialmente l'ho considerata come un diffetto del libro e, solo quando l'ho terminato, ho compreso che erano tutti necessari per raggiungere l'obiettivo di questo romanzo.
    Garcìa, in sostanza, ci rende partecipi della nascita della stirpe dei Buendìa e della sua fine, e si pone come obbiettivo quello di narrare la vita, piena di scelte giuste e sbagliate, dei componeneti inizili di questa stirpe, e di renderci testimoni di come il destino e le scelte dei fondatori della famiglia, vengano addottate irrimediabilmente anche dai successori, creando così un ciclo continuo degli stessi sbagli, dovuto al tragico errore di chiamare i discendenti Josè Arcadio e Aureliano.
    L'unico personaggio che cerca di impedire, senza risultato, il ripetersi continuo dei tragici errori è Ursula, ma invecchiando si rende conto che non può andare contro il destino e abbandona, così, le sue speranze di salvare la stirpe, che in pochi secoli si estinguerà.

    Alla fine del libro riusciamo anche a comprendere il perchè del titolo: infatti per un secolo, tutti i componenti di questa famiglia non sono riusciti a legarsi affettivamente a niente e a nessuno, e sono stati destinati o, meglio, castigati a vivere una vita di solitudine.
    Aureliano e Amaranta Ursula, riescono, però, a spezzare questo ciclo usando la sola e unica forza in grado di prevalere sempre e comunque su tutto: la forza dell'amore.
    Sono infatti gli unici, nella storia della famiglia, ad amarsi veramente e a dare alla luce un figlio generatosi dall'amore.
    Proprio perchè questo ciclo è stato spezzato, la dinastia si estingue.

    Devo dire che l'idea di base non è malvagia, ma per riuscire ad apprezzarla e a comprenderla, bisogna giungere alla fine del libro, che di per sè, non ci motiva molto a continuare la lettura. Infatti, personalmente, ho fatto una grande fatica a leggerlo, e solo perchè odio abbandanorare a metà i libri, ho deciso di arrivare fino alla fine. Sinceramente, nemmeno la scrittura mi ha ammagliata particolarmente, e ne sono dispiaciuta, perchè mi aspettavo di più da Garcìa.

    Il particolare che mi ha incuriosito maggiormente è stato la narrazione della guerra, della quale, ad esser sinceri non conoscevo nulla, e sulla quale ho imparato molto. Mi ha davvero affascinata e mi ha colpita molto l'idea con la quale Garcìa ce l'ha raccontata e cioè, con il collocare il colonnello Aureliano Buendìa in una posizione strategica per la guerra. La considero davvero una buona trovata.

    Nonostante tutte le critiche e i pochi aspetti positivi trovati in questo libro, terminandolo mi sono resa conto di quanto mi abbia acculturata e di quanto mi abbia arricchita a livello di crescita personale, e quindi, per queste ragioni, lo premio con quattro stelle.

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    Iustinabradan said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    No. Ma proprio no eh. Roba che un'antipatia così violenta per dei personaggi di un libro non l'avevo da Confessioni di una maschera.
    Magari provo L'amore ai tempi del colera, ma questo tenetemelo lontano.

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    Laurina-la-fangirl-assassina said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un suggerimento

    Se avete intenzione di leggere questo libro vi consiglio di stamparvi l'albero genealogico della famiglia..

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    Martinit said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il libro più bello che io abbia mai letto, un libro che cambia la vita, che muta in possibile l'impossibile, che rimane dentro con i suoi personaggi, le sue storie, le sue mille vite, la magia e fantasia...imperdibile!

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    Tiziana1970 said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Volevo arrivare al punto in cui mangiano l'intonaco.

    Non ce l'ho fatta.

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    The Girl said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    scusate

    Io non riesco ad esprimere un giudizio positivo su questo libro....troppe generazioni con lo stesso nome mi han provocato forti emicranie. Forse alla fine, nell'apice della tragedia della solitudine si riesce a vedere uno spiraglio.

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    Michele Paolucci said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

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