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Cent'anni di solitudine

By Gabriel Garcia Marquez

(635)

| Mass Market Paperback | 9788804483366

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Book Description

A Macondo, in una città invisibile alla geografia, luogo rapinosamente inventato dal talento di Gabriel Garcia Marquez, tutto e nulla accade fino a formare un disegno vasto e complesso. L'America Latina, come nessuno ci ha mai raccontato.

2425 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non è il punto finale che determina questa storia

    Tipico romanzo sudamericano, sinceramente non mi ha entusiasmato.
    Molto leggero, un romanzo di compagnia, a volte anche travolgente.
    Ho letto furiosamente le pagine finali per sapere come sarebbe finita la storia ma sono rimasta un po' così, a bocca ...(continue)

    Tipico romanzo sudamericano, sinceramente non mi ha entusiasmato.
    Molto leggero, un romanzo di compagnia, a volte anche travolgente.
    Ho letto furiosamente le pagine finali per sapere come sarebbe finita la storia ma sono rimasta un po' così, a bocca asciutta.
    Non è il punto finale che determina questa storia, come si evince dalle vicissitudini della famiglia Buendia,
    Inoltre devo ammettere che non ho mai perso il filo del racconto, sebbene i nomi dei personaggi maschili si somigliassero tutti (Aureliano-Arcadio).

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    Eugeniafarte said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Aburrido

    Quizás sea por que cuando lo leí era muy jovencita, pero este libro no me gustó nada. Se me hizo tedioso y muy pesado. No le encontraba ningún sentido a la historia, ni una trama argumental fija con suficiente "chicha" como para engancharme.

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    Reah 29 said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Mi regalarono questo libro che ero poco più che adolescente. L'ho riletto qualche anno fa. Ogni volta me ne innamoro, trovandoci rivelazioni altre volte nascoste. Favola, storia, metafora, poesia, o tutt'uno, è il racconto di un uomo, della sua famig ...(continue)

    Mi regalarono questo libro che ero poco più che adolescente. L'ho riletto qualche anno fa. Ogni volta me ne innamoro, trovandoci rivelazioni altre volte nascoste. Favola, storia, metafora, poesia, o tutt'uno, è il racconto di un uomo, della sua famiglia, della possibilità che si ha, se si ha volontà, di costruire il proprio mondo, il proprio Macondo.
    Con una mano sul cuore. A Marquez! Perché ci sono Uomini che segnano il tempo, evolvendolo in sogno con le loro parole.
    Nel link, un pezzo su Remedios la bella.
    http://germogliare.wordpress.com/2011/08/19/in-un-certo…

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    Agara said on Oct 5, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Recensione su http://bookshelf54.blogspot.it/2014/08/gabriel-garcia-marquez-centanni-di.html

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    Hella said on Sep 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    «Non c’erano misteri nel cuore di un Buendía che le fossero impenetrabili, perché un secolo di cartomanzia e di esperienza le aveva insegnato che la storia della famiglia era un ingranaggio di ripetizioni irreparabili, una ruota giratoria che avre ...(continue)

    «Non c’erano misteri nel cuore di un Buendía che le fossero impenetrabili, perché un secolo di cartomanzia e di esperienza le aveva insegnato che la storia della famiglia era un ingranaggio di ripetizioni irreparabili, una ruota giratoria che avrebbe continuato a ronzare fino all’eternità, se non fosse stato per il logorio progressivo e irrimediabile dell’asse.»

    Cent’anni di solitudine possiede il raro talento (una formula alchemica, si teme, perduta per sempre) di scoraggiare ogni imbrigliamento teorico/descrittivo, riducendo qualsiasi abbozzo di sintesi a uno sciupio di incantesimo. Individuare linee di continuità e di frattura nel destino dei personaggi, incasellarli nel loro quadratino genealogico, regolarizzare, imbrigliare possono sembrare allettanti ai più, perché pongono una pezza al disordine e rassicurano il nostro animo neoclassico. Tuttavia nell’atto di ordinare si smarrisce quella melodiosità che solo è figlia del caos e del lavorio ininterrotto di mille piccoli rumori fastidiosissimi, di mille splendide interferenze, di mille metafore crocchianti come biscotti e crude come agonie. Una melodiosità da ballata, fatta di strofe e ritornelli, piena di svolte inaspettate e di avvitamenti ciclici che riportano al tempo di partenza, un tempo bloccato, presente tutto assieme, dove parlare di piani temporali è semplicemente assurdo. Una ballata o una profezia (che poi è il libro stesso, stando alle carte di Melquíades).
    Polveroso, apocalittico, grottesco, infinitamente triste, a tratti buffo, a tratti insensatamente crudele, lascia in cuore la stessa solitudine che è il sigillo apposto su Macondo e sui Buendía, nessuno escluso. Si capisce che siamo Buendía tutti.

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    Chiara Pagliochini said on Sep 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una fiaba lunga cent'anni

    L'opera più famosa di Gabriel Garcia Marquez racconta la saga della famiglia Buendìa attraverso un orizzonte temporale di circa 100 anni, da quando José Arcadio Buendía, e sua moglie Ursula Iguarán fondano la cittadina di Macondo all'interno di una z ...(continue)

    L'opera più famosa di Gabriel Garcia Marquez racconta la saga della famiglia Buendìa attraverso un orizzonte temporale di circa 100 anni, da quando José Arcadio Buendía, e sua moglie Ursula Iguarán fondano la cittadina di Macondo all'interno di una zona impervia e paludosa, sin quasi ai giorni nostri. Il loro secondogenito, Aureliano, sarà alla testa di un gruppo di ribelli rivoluzionari e girerà il mondo nel tentativo di ottenere migliori condizioni di vita per la popolazione della sua regione.
    Nel frattempo numerose altre vicende si intrecciano a Macondo: l'amore (non corrisposto) di Amaranta (sorella di Aureliano) per un compositore italiano innamorato a sua volta della bella Rebeca (sorellastra di Aureliano e Amaranta Buendìa), la pazzia del vecchio Josè Arcadio, le guerre civili, l'arrivo del treno e delle compagnie bananiere, e innumerevoli altre tragedie. La famiglia Buendìa si avvierà verso la modernità vivendo ancora dolori, addii e ritorni; e mentre le generazioni si succederanno, al centro della scena si alterneranno nuovi amori e innumerevoli altre avventure familiari.
    Non avevo mai letto il capolavoro di Gabriel Garcia Marquéz, e la sua morte recente mi ha dato lo spunto per avvicinarmi a quest'opera che gli ha permesso di vincere il premio Nobel. Lo stile è particolare, sembra di assistere ad una narrazione epica in cui compaiono elementi magici e riferimenti a fatti realmente accaduti, sapientemente mescolati tra loro. Sullo sfondo la storia del Sudamerica, fatta di lotte per la libertà, povertà e arretratezza, un gran senso della famiglia e tanta solidarietà.

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    Fabry1804 said on Sep 18, 2014 | Add your feedback

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