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Centuria

cien breves novelas-río

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4.3
(300)

Language:Español | Number of Pages: 204 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , English , Turkish

Isbn-10: 8433930168 | Isbn-13: 9788433930163 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    Affrontato con circospezione, se non con qualche diffidenza, mi ha invece conquistato immediatamente. La capacità, reiterata più di cento volte, di contenere in due pagine scarse un racconto compiuto ...continue

    Affrontato con circospezione, se non con qualche diffidenza, mi ha invece conquistato immediatamente. La capacità, reiterata più di cento volte, di contenere in due pagine scarse un racconto compiuto ha dello strabiliante e precorre con grande padronanza narrativa i tentativi attuali di scrivere racconti in un tweet o a base di tweets. I registri narrativi sono i più vari: malinconico, ironico, grottesco, surreale, umoristico, onirico. Altrettanto vari sono i personaggi che compaiono in queste paginene stranianti, geometriche, labirintiche: signori soli, con qualche mania o caratteristica peculiare, signore fuori moda, dinosauri, fantasmi, fate, briganti, unicorni, animali talora con tratti umani, città, deserti pensanti e altro ancora. Non ci si annoia mai e si passa da un racconto all’altro senza smettere di essere sorpresi, fino all’ultima pagina. Si comprende bene la sintonia con Calvino.

    said on 

  • 4

    Cento raccontini da una pagina, concentratissimi "romanzi sottovuoto" («... vuole una mia definizione del romanzo? Quaranta righe più due metri cubi di aria. Io ho lasciato solo le quaranta righe», eb ...continue

    Cento raccontini da una pagina, concentratissimi "romanzi sottovuoto" («... vuole una mia definizione del romanzo? Quaranta righe più due metri cubi di aria. Io ho lasciato solo le quaranta righe», ebbe a dire l'Autore) che, pur con alti e bassi (alcuni secondo me sono dei veri capolavori, ma non ne mancano di pesantucci perché troppo cervellotici e/o ripetitivi) mi hanno avvolta in un turbine straniante di sogni, visioni, paradossi, ossessioni e ogni tipo d'arzigogolo mentale attorno all'Uomo, al Tempo, al Nulla.
    L'atmosfera fantastica e sottilmente inquietante che si respira nella maggior parte di essi (o quantomeno nei miei preferiti) mi ha rammentato ora Cortàzar, ora Buzzati, ora forse anche un certo Borges e un certo Calvino, pur tutti declinati in senso più puntuto, metafisico, astratto.
    Su tutto, una prosa sempre splendida, cristallina, di raffinatissima semplicità.

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  • 0

    “Il drago, ovviamente, è stato ucciso dal cavaliere. Solo un cavaliere può uccidere un drago - ad esempio, non un militare di carriera, né un campione sportivo. Ci sono cavalieri che si vantano di ave ...continue

    “Il drago, ovviamente, è stato ucciso dal cavaliere. Solo un cavaliere può uccidere un drago - ad esempio, non un militare di carriera, né un campione sportivo. Ci sono cavalieri che si vantano di aver ucciso più draghi: mentono. Non è nel disegno del mondo consentire l’uccisione di più di un drago ad un cavaliere; e a molti anche questo è negato; taluno, anzi, viene dal drago abbattuto, prima che questi cada sotto i colpi di altro, predestinato cavaliere. Il drago giace trafitto, dissanguato e tuttavia esangue, in mezzo a bisce, rane, conchiglie; codesti animali non mostrano la parentela del drago, ma al contrario la sua estraneità. Infatti, il punto che non deve sfuggire è che il drago è eterogeneo rispetto al luogo della propria morte, rispetto agli animali, al cielo, e soprattutto rispetto al cavaliere. Dei draghi non si sa molto, ma in genere i cavalieri ignorano anche il poco che se ne conosce. Che esistano regioni in cui i draghi dimorano, regioni lontane e forse tecnicamente inaccessibili, molti credono, e pare verosimile. Da quelle regioni si allontanano; viaggiano sempre soli: nessuno ha mai saputo di una coppia di draghi, una famiglia, due draghi amici. Il drago si dirige verso il luogo della propria uccisione. Che si sappia, questo è il modo di morire consentito ai draghi. Il drago si dirige verso le mura della città, in cui tuttavia non penetra mai; non ha interesse per i villani, ma cerca cavalieri, giacché solo da uno di questi otterrà morte. Talora il drago si apparta in una grotta, se ne fa ricetto, accumula sassi sulla soglia. Il drago emette dalla bocca fuoco: che tiene luogo di favella. Egli ha verosimilmente molte cose da dire, ma la lunga solitudine l’ha reso disavvezzo, e l’intima fatica esce in lingue di fiamma. Colpisce, in tutta la vicenda del cavaliere e del drago, la assoluta inintelligenza del cavaliere nei confronti del drago. Non ne avverte le distanze, la solitudine, la grandezza immane e deforme, né decifra i segni del fuoco. Ignora le fatiche che il drago ha voluto affrontare per giungere puntuale ad un terribile appuntamento. Il cavaliere ignora di essere egli stesso giunto ad un appuntamento. Se, fermo sul suo bel cavallo, poggiasse la lancia al suolo, reggendola pianamente, senza ira e paura, il drago, vedendo delusa la sua brama di morte, forse inizierebbe il colloquio.”

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  • 5

    Cento romanzi-fiume di una pagina

    Questa opera di Manganelli rientra di diritto nell'elitario (e poco frequentato) club dei libri innovativi e di alta qualità letteraria - insieme al Calvino di "Le città invisibili" o al Queneau di "I ...continue

    Questa opera di Manganelli rientra di diritto nell'elitario (e poco frequentato) club dei libri innovativi e di alta qualità letteraria - insieme al Calvino di "Le città invisibili" o al Queneau di "I fiori blu" o il Borges di "L'aleph". Pare che la sfida di Manganelli sia nata da uno delle solite insulse richieste di riviste per le masse: "ci dica cento libri con cui imparare a leggere e ci faccia una presentazione di una cartella per libro". Manganelli risponde da par suo con cento romanzi in cento pagine - sono romanzi completi, che spaziano dall'amore, alla morte, dai rapporti interpersonali, passando per bestiari fantastici (echi di Borges e Cortazar) e avventure di cavalieri e draghi (come non pensare a Calvino?).
    Sembrerebbe un gioco intellettuale, ma è tutt'altro - lo stile è perfetto, formalmente ineccepibile, ricco di vocaboli desueti ma affascinanti e veramente senza alcuna minima macchia. Nella splendida introduzione lo stesso Calvino dice che "nessuno rappresenta più di Manganelli nello stesso tempo la tradizione e l'avanguardia".
    I protagonisti dei cento romanzi sono "signori" definiti icasticamente in una singola riga, breve e potentissima - paradossi e capovolgimenti di punti di vista ad ogni passo che rivelano amare realtà.

    Ecco, la cosa più sorprendente e straordinaria è che Manganelli riesce comunque in questa struttura così limitante a dirci qualcosa di noi, del nostro essere, della nostra vita con un sguardo profondo, intelligente, colto e totalmente originale.

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  • 4

    Contes philosophiques

    La letteratura può essere vista come la celebrazione del processo logico colto nel pieno dell'azione. Il piacere della narrativa è figlio e fratello del piacere che dà un ragionamento che fila fino al ...continue

    La letteratura può essere vista come la celebrazione del processo logico colto nel pieno dell'azione. Il piacere della narrativa è figlio e fratello del piacere che dà un ragionamento che fila fino alle sue estreme conclusioni, quali che siano. "Non poteva che finire così", si dice spesso di un bel film, di un buon romanzo. Ognuno di questi "cento piccoli romanzi fiume" è il dispiegamento di uno spunto più o meno filosofico, esposto all'inizio e sviluppato sotto forma di racconto. Una forma estrema, teorica, astratta e forse un po' leziosa di conte philosophique, dove i postulati non vogliono dimostrare nulla se non il potere della speculazione e quello limitrofo dell'immaginazione, con cui spesso, nello scorrere delle pagine, finisce per confondersi.

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  • 2

    Da molti considerato un libro imprescindibile eppure non ha fatto breccia. Ho letto libri con uno stile migliore e la storia, beh, la storia semplicemente non esiste.

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  • 5

    Questa è una pagina di test:
    Le risorse disponibili non consentono al momento la stesura di una recensione appropriata.
    Vi preghiamo di riprovare a collegarvi in un secondo momento e di rivolgervi nel ...continue

    Questa è una pagina di test:
    Le risorse disponibili non consentono al momento la stesura di una recensione appropriata.
    Vi preghiamo di riprovare a collegarvi in un secondo momento e di rivolgervi nel frattempo a commentatori dal lignaggio adeguato al compito.
    Nel porgervi i nostri più sentiti saluti
    vi invitiamo ad acquistare e a leggere al più presto "Centuria" di Giorgio Manganelli.
    Cordialità*
    La redazione 

    *: c'è un tizio al lavoro da me che conclude tutte le sue spettacolari e-mail zeppe di shiftare, planning, goal, sharing e solite fesseriole inglisc, con un incredibile "cordialità". 
    Non sto inventando, esiste davvero. E nessuno fa niente.
    Poi dici che uno dev'essere pure pacifista oltre che sobrio, vegano, ambientalista, animalista, progressista, femminista, salutista, democratico e bersaniano. 

    Viva  la guerriglia, viva il cordiale.

    said on 

  • 4

    Se stai per leggere Giordano, Baricco o De Luca fermati, hai letto ...

    Vogliamo mettere con Centuria? uno dei pochi romanzi, a modo suo, sperimentali e riusciti del 900 Italiano?

    said on 

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