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Centuria

cien breves novelas-río

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4.3
(289)

Language:Español | Number of Pages: 204 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , English

Isbn-10: 8433930168 | Isbn-13: 9788433930163 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    Ho fatto sparire l’insalatiera con un gioco di prestigio che ho imparato a nove anni facevo sparire la tovaglia e cascava tutto in un secondo sono cascati quasi tutti i pop corn a terra ma alcuni sono rimasti in aria non so stare, dice Krakovia nel sogno che sta caricando su You Tube, cado o alme ...continue

    Ho fatto sparire l’insalatiera con un gioco di prestigio che ho imparato a nove anni facevo sparire la tovaglia e cascava tutto in un secondo sono cascati quasi tutti i pop corn a terra ma alcuni sono rimasti in aria non so stare, dice Krakovia nel sogno che sta caricando su You Tube, cado o almeno cadevo fino a quando non sono arrivata qui su questo letto ci ho fatto la migliore scopata della mia vita, dico io per sdrammatizzare, questo mi sembra un bene, dice Krakovia, proprio questo mi serviva più pratica e un ritmo che purtroppo non ho più bisogno di cercare e la cosa buffa sai qual è?, mi chiede Krakovia, la cosa buffa è l’insalatiera non la puoi vedere, ce ne sono infinite, ognuno mette i pop corn dove può e finché non è chiaro come i pop corn si sosterranno da soli, ma non disperare, Londra, mi dice Krakovia, non disperare, e te lo dice una che è in coma.

    said on 

  • 5

    Cento romanzi-fiume di una pagina

    Questa opera di Manganelli rientra di diritto nell'elitario (e poco frequentato) club dei libri innovativi e di alta qualità letteraria - insieme al Calvino di "Le città invisibili" o al Queneau di "I fiori blu" o il Borges di "L'aleph". Pare che la sfida di Manganelli sia nata da uno delle solit ...continue

    Questa opera di Manganelli rientra di diritto nell'elitario (e poco frequentato) club dei libri innovativi e di alta qualità letteraria - insieme al Calvino di "Le città invisibili" o al Queneau di "I fiori blu" o il Borges di "L'aleph". Pare che la sfida di Manganelli sia nata da uno delle solite insulse richieste di riviste per le masse: "ci dica cento libri con cui imparare a leggere e ci faccia una presentazione di una cartella per libro". Manganelli risponde da par suo con cento romanzi in cento pagine - sono romanzi completi, che spaziano dall'amore, alla morte, dai rapporti interpersonali, passando per bestiari fantastici (echi di Borges e Cortazar) e avventure di cavalieri e draghi (come non pensare a Calvino?).
    Sembrerebbe un gioco intellettuale, ma è tutt'altro - lo stile è perfetto, formalmente ineccepibile, ricco di vocaboli desueti ma affascinanti e veramente senza alcuna minima macchia. Nella splendida introduzione lo stesso Calvino dice che "nessuno rappresenta più di Manganelli nello stesso tempo la tradizione e l'avanguardia".
    I protagonisti dei cento romanzi sono "signori" definiti icasticamente in una singola riga, breve e potentissima - paradossi e capovolgimenti di punti di vista ad ogni passo che rivelano amare realtà.

    Ecco, la cosa più sorprendente e straordinaria è che Manganelli riesce comunque in questa struttura così limitante a dirci qualcosa di noi, del nostro essere, della nostra vita con un sguardo profondo, intelligente, colto e totalmente originale.

    said on 

  • 4

    Contes philosophiques

    La letteratura può essere vista come la celebrazione del processo logico colto nel pieno dell'azione. Il piacere della narrativa è figlio e fratello del piacere che dà un ragionamento che fila fino alle sue estreme conclusioni, quali che siano. "Non poteva che finire così", si dice spesso di un b ...continue

    La letteratura può essere vista come la celebrazione del processo logico colto nel pieno dell'azione. Il piacere della narrativa è figlio e fratello del piacere che dà un ragionamento che fila fino alle sue estreme conclusioni, quali che siano. "Non poteva che finire così", si dice spesso di un bel film, di un buon romanzo. Ognuno di questi "cento piccoli romanzi fiume" è il dispiegamento di uno spunto più o meno filosofico, esposto all'inizio e sviluppato sotto forma di racconto. Una forma estrema, teorica, astratta e forse un po' leziosa di conte philosophique, dove i postulati non vogliono dimostrare nulla se non il potere della speculazione e quello limitrofo dell'immaginazione, con cui spesso, nello scorrere delle pagine, finisce per confondersi.

    said on 

  • 2

    Da molti considerato un libro imprescindibile eppure non ha fatto breccia. Ho letto libri con uno stile migliore e la storia, beh, la storia semplicemente non esiste.

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  • 5

    Questa è una pagina di test:
    Le risorse disponibili non consentono al momento la stesura di una recensione appropriata.
    Vi preghiamo di riprovare a collegarvi in un secondo momento e di rivolgervi nel frattempo a commentatori dal lignaggio adeguato al compito.
    Nel porgervi i nos ...continue

    Questa è una pagina di test:
    Le risorse disponibili non consentono al momento la stesura di una recensione appropriata.
    Vi preghiamo di riprovare a collegarvi in un secondo momento e di rivolgervi nel frattempo a commentatori dal lignaggio adeguato al compito.
    Nel porgervi i nostri più sentiti saluti
    vi invitiamo ad acquistare e a leggere al più presto "Centuria" di Giorgio Manganelli.
    Cordialità*
    La redazione 

    *: c'è un tizio al lavoro da me che conclude tutte le sue spettacolari e-mail zeppe di shiftare, planning, goal, sharing e solite fesseriole inglisc, con un incredibile "cordialità". 
    Non sto inventando, esiste davvero. E nessuno fa niente.
    Poi dici che uno dev'essere pure pacifista oltre che sobrio, vegano, ambientalista, animalista, progressista, femminista, salutista, democratico e bersaniano. 

    Viva  la guerriglia, viva il cordiale.

    said on 

  • 4

    Se stai per leggere Giordano, Baricco o De Luca fermati, hai letto ...

    Vogliamo mettere con Centuria? uno dei pochi romanzi, a modo suo, sperimentali e riusciti del 900 Italiano?

    said on 

  • 5

    Il signore che prende ogni mattina il Regionale Veloce delle 6,52 é schivo e distinto ma di temperamento indolente. Sempre più spesso gli accade di autoemarginarsi dal proprio tempo e dalla società che lo circonda. Non è tuttavia per questo motivo che legge Centuria di Manganelli (rigoros ...continue

    Il signore che prende ogni mattina il Regionale Veloce delle 6,52 é schivo e distinto ma di temperamento indolente. Sempre più spesso gli accade di autoemarginarsi dal proprio tempo e dalla società che lo circonda. Non è tuttavia per questo motivo che legge Centuria di Manganelli (rigorosamente un brano al giorno perché pensa che, pur occupando l’esiguo spazio di una pagina, ognuno di essi abbia davvero la densità del romanzo e meriti intorno a se un opportuno margine di spazio e silenzio). Trae da tali letture indiscutibili indicazioni morali, seppure stenti a riconoscere di quale morale si tratti.

    Trova che questi piccoli romanzi fiume somiglino a certi sogni ricordati male, parzialmente, che proprio per tale motivo appaiono enigmatici, inquietanti, vagamente minacciosi. Talvolta si accontenta di prendere a prestito qualche divertito sguardo sull’orrore, raccontato con lezioso puntiglio; altre si convince di avere a che fare con un Buzzati liofilizzato, metafisico oltremisura ed ostinatamente astratto. Una volta, dopo la lettura, si è assopito ed ha sognato di attraversare la piazza d’Italia di De Chirico assieme a De Chirico che, sia detto per inciso, è un pittore che non ama.

    Il signore ogni mattina considera il campionario di situazioni surreali, miniature di nevrosi, paradossi filosofici, metafore esistenziali e suggerimenti criptici con l’estremo rigore che gli consente la sua innata pedanteria. Pur vergognandosi rimescola confortevoli fatalismi utilizzando il volume del Manganelli a scopi bibliomantici, aprendolo a caso e traendo auspici per il divenire.

    said on 

  • 5

    Un libro imperdibile

    Meraviglioso. I racconti sono della lunghezza ideale, densi di ironia e, nel loro surreale approccio, densi di implicazioni. Manganelli ha la capacità di aprire universi sconosciuti e lasciare che il lettore da solo continui a immaginare il resto.

    said on 

  • 5

    Con quest'opera, Manganelli mantiene quanto promesso dal sottotiolo del suo libro: "Cento piccoli romanzi fiume". 100 romanzi racchiusi ciascuno in una pagina (in realtà ce ne sono un po' di più come bonus), in cui si descrivono situazioni al limite del paradossale, ci sono colpi di scena, incurs ...continue

    Con quest'opera, Manganelli mantiene quanto promesso dal sottotiolo del suo libro: "Cento piccoli romanzi fiume". 100 romanzi racchiusi ciascuno in una pagina (in realtà ce ne sono un po' di più come bonus), in cui si descrivono situazioni al limite del paradossale, ci sono colpi di scena, incursioni nel fantastico, conclusioni inattese, tutto sempre racchiuso in un'unica pagina per ogni racconto.
    Se all'inizio la cosa puzza un po' di mero esercizio di stile (nonostante la vulcanica fantasia dell'autore unita ad una capacità di dosare e pesare correttamente ogni singola parola), presto si rimane rapiti da questo fiume di parole che fa navigare la mente verso situazioni a volte puramente astratte e altre volte terribilmente realistiche.
    Le centurie aggiunte dopo non hanno la stessa forza delle originali (in particolare la decina relativa alla prigione -> che tra l'altro non riesce a rispettare il concetto di assoluta indipendenza e autoconclusività di una centuria rispetto a tutte le altre; le centurie sulla città invece sono un po' migliori).

    said on 

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