Cercando Alaska

Di

Editore: Rizzoli (Oltre)

3.9
(1938)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 299 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Svedese , Portoghese

Isbn-10: 8817045195 | Isbn-13: 9788817045193 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lia Celi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Miles Halter, solitario collezionista di Ultime Parole Famose, lascia la tranquilla vita di casa per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, una prestigiosa scuola in Alabama. È qui che conosce Alaska. Brillante, buffa, svitata, imprevedibile e molto sexy, per Miles diventa un enigma, un pensiero fisso, una magnifica ossessione.
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  • 3

    Un John Green pericoloso

    Non avrei mai pensato che John Green, scrittore per antonomasia di romanzi per ragazzi, potesse pubblicare un libro così controverso.
    L'età dell'adolescenza confusa l'ho superata da un po', eppure tro ...continua

    Non avrei mai pensato che John Green, scrittore per antonomasia di romanzi per ragazzi, potesse pubblicare un libro così controverso.
    L'età dell'adolescenza confusa l'ho superata da un po', eppure trovo questo libro stranamente disturbante.

    Il protagonista, Miles, è il classico teenager che muove i primi passi nella vita, e naturalmente prova grandi emozioni e delusioni nell'affrontare per la prima volta il mondo degli adulti: prendersi le proprie responsabilità, anche per le bravate infantili, amare ed essere amati, domandarsi il senso ultimo del resto della tua vita.

    Ci sono molte domande potenti disseminate tra le pagine, benché amabilmente sommerse dall'involucro tipicamente alla John Green. Come al solito, il protagonista ha una naturale propensione alla narrazione, combinata dalla passione per le ultime parole dei personaggi famosi. Infatti spesso vengono chiamate in causa le biografie di persone illustri a mo' di commento degli eventi, e anche la ragazza che Miles vorrebbe conquistare, Alaska, parla spesso attraverso cirazioni letterarie.
    Come sempre, i ragazzi di John Green hanno amici molto stretti che rimpiazzano la famiglia in questa fase di esplorazione del sé, e secondo la tradizione il protagonista si innamora della più 'alternativa' di tutti: Alaska, naturalmente bellissima, unica, particolare e affascinante come null'altro al mondo.

    La solita formula 'ragazzo sfigato rincorre ragazza stupenda' in questo romanzo viene riproposta con un maggiore sbilanciamento nei ruoli - Miles diventa poco più che il testimone delle mirabolanti imprese di Alaska, una specie di dottor Watson al liceo, e Alaska è il centro ultimo di tutta la storia, tanto che l'introspezione di Miles è subordinata allo sviluppo di lei.
    Quello che trovo particolarmente stonato in questo titolo è il ruolo di Alaska: è una ragazza alquanto negativa, perché la morte tragica della madre le ha lasciato una ferita emotiva impossibile da sanare. Dato che lei non sa più come vivere senza sentire il lutto, sfrutta il suo grande fascino per crearsi un seguito di amici adoranti, pronti a farla ridere e a considerarla importante quando il trauma bussa alla sua porta.
    Però, come tutti i castelli di carta, anche quello di Alaska deve crollare: la depressione trascurata, una tendenza all'alcolismo e l'egocentrismo giovanile distruggono la sua illusione di potersi creare un mondo perfetto, ma il prezzo da pagare per la realtà è il più alto - è la vita.

    Letto da adulta, è un libro molto interessante che tocca il problema dell'ingenuità dei ragazzi. Non è un mito che tutti si credano immortali e invincibili, così quando la morte li tocca è uno shock tremendo rendersi conto di quanto sia effimera la vita. Per questo, la vita post-Alaska di Miles è autentica, è un conflitto continuo tra la sciocca speranza che sia uno scherzo e l'atroce consapevolezza che lei non c'è più, che lui dovrà svegliarsi ogni giorno sapendo che non la rivedrà mai più. La ricostruzione impietosa della realtà, molto meno fantasmagorica della finzione creata dalla ragazza, è un boccone amaro per la sua banda, che non vuole ammettere che Alaska sia stata meschina con tutti.

    L'idolatria iniziale di questa Alaska, odiosa e insopportabile è il lato pericoloso di John Green. Solo chi ha l'esperienza alle spalle può veramente intuire cosa c'è dietro a questa ragazza, poiché la descrizione entusiasmante che ne fa Miles e i suoi amici è altamente fuorviante. La natura manipolatrice e vampiresca di questa ragazza, che attira a sé chiunque possa nutrire la sua illusione di felicità e successo viene spacciata come autenticità e punto di arrivo nell'attuazione del sé.
    Se Margot invitava il lettore a cercare oltre, a indagare la quotidianità in cerca del fantastico, se Hazel Grace rappresentava la speranza ostinata che sfida la fredda statistica, Alaska è il fallimento nella crescita, è la mancata iniziazione al mondo degli adulti.
    Bisogna cercare Alaska non per essere come lei, ma per essere diversi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Cercando Alaska” di John Green non mi è piaciuto per niente!! Non c’è stato un solo momento della lettura in cui abbia pensato “dai sì potrebbe piacermi”. A pagina 8 volevo già lanciare il Kobo dal ba ...continua

    Cercando Alaska” di John Green non mi è piaciuto per niente!! Non c’è stato un solo momento della lettura in cui abbia pensato “dai sì potrebbe piacermi”. A pagina 8 volevo già lanciare il Kobo dal balcone (per ovvie ragioni non l’ho fatto!).
    I protagonisti di questo romanzo sono tale e quali a quelli di “Città di carta“. Il personaggio femminile, Alaska (“Perché ti chiami Alaska?” “Perché i miei genitori erano fighi e all’età di 8 anni mi hanno fatto scegliere il mio nome su di un mappamondo!” ma che cretinata è? ), è spocchiosa, lunatica, se la tira ‘na cifra e fa la tipa vissuta, colleziona libri in attesa di leggerli. In confronto Il giovane Holden è un ragazzino amabile e simpaticissimo!
    Il protagonista maschile, invece, è un mollaccione, una vera nullità, che ovviamente si innamora di Alaska. Ah sì, dimenticavo! La sua qualità migliore è memorizzare le ultime parole di personaggi famosi. (Che? A che serve? Cioè in quale universo parrallelo fa figo sapere le ultime parole di qualcuno? Beh, a me non interessa!)
    Tutti i ragazzini di questa scuola sembrano degli universitari che hanno già vissuto tutte le esperienze in fatto di sesso, droga (e rock ‘n’ roll!), fumo e alcol. Si dilettano a fare scherzi praticamente ogni santo giorno, come neanche Bart Simpson fa, e sono pure bravissimi a scuola!!!
    A metà del libro succede qualcosa (e menomale!!! Perché a parte la descrizione dei personaggi non c’è nulla di interessante!): Alaska, ubriaca, si lancia dritta e svelta con la sua macchina contro un camion e muore. Ok, arrivata a questo punto ho seriamente pensato che si smuovesse qualcosa. Invece, no!!! A questo punto tocca sorbirci ‘sti ragazzini che cercano di capire se l’amica si è suicidata oppure era solamente ubriaca e non capiva cosa stava succedendo mentre guidava. E indovinate un po’? Alla fine del libro non scoprono niente!! La scuola finisce e amen. PUNTO! Tipo 150 pagine inutili!!
    Ammetto, però, che fino alla morte della protagonista il libro è passabile, noioso, ma passabile: ragazzini che ne combinano di tutti i colori in un college americano.

    Ogni volta che finisco un libro di John Green mi esce sempre un “Booooh!!!“.
    A me non trasmettono mai nulla!! Manco “Colpa delle stelle” mi ha commossa!! (No, neanche il film!!!) Per non parlare poi di “Città di carta” che ha il finale più inconcludente del mondo!! Sto ancora cercando di capire cosa voleva trasmettere l’autore.

    Da quello che avete capito, non mi sento di consigliarlo, ma tra i tre che ho letto di Green lo colloco al secondo posto, dopo “Colpa delle stelle“. La lettura scorre veloce, anche perché se non fate presto a finirlo rischiate di morire di noia! In 3/4 giorni si legge facilmente.

    ha scritto il 

  • 2

    Senza lasciare traccia :(

    Letto per caso,subito dimenticato. Non ne vale la pena, a meno che non si abbia molto tempo davanti e non si sappia cosa fare, ma forse sono meglio i cruciverba

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Probabilmente il migliore di Green :)

    Recensione qui:

    https://www.facebook.com/430426870380639/photos/a.432492686840724.1073741828.430426870380639/891246757631979/?type=3&theater

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo di formazione che racconta la ricerca di un “Grande Forse”, di risposte esistenziali o più candidamente di se stessi, dell’amicizia, dell’amore, della sessualità, una ricerca sul significato ...continua

    Romanzo di formazione che racconta la ricerca di un “Grande Forse”, di risposte esistenziali o più candidamente di se stessi, dell’amicizia, dell’amore, della sessualità, una ricerca sul significato del dolore, sul senso della vita e della morte.
    L'autore riesce, con uno stile leggero e scorrevole a raccontare una storia coinvolgente che si lascia piacevolmente leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Esta es la clase de libro que no debe de leerse la sinopsis que está en la contraportada. ¡Yo me fui directo a leerlo así! Y después de leer la sinopsis cuando terminé el libro, me di cuenta que no ha ...continua

    Esta es la clase de libro que no debe de leerse la sinopsis que está en la contraportada. ¡Yo me fui directo a leerlo así! Y después de leer la sinopsis cuando terminé el libro, me di cuenta que no había manera de describir esta historia.
    La única forma que se me ocurre de contarles de qué trata es de un chico que se llama Milles que ingresa a un Instituto (College en E.E.U.U) y conoce a Chip y a Alaska, Ambos tienen personalidades animadas y que son diferentes sobre el resto de las personas.
    Milles le gusta recordar las últimas frases de las personas famosas antes de fallecer.
    Chip es un chico que odia a los estudiantes con dinero, populares y estirados.
    Alaska es una chica que le encanta fumar, los libros y el sexo.

    Milles comienza a desarrollar una clase de admiración-amor por Alaska por lo que se obsesiona con ella de alguna manera y podemos ver cómo durante la primera parte del libro nos platica cómo es que su relación con ella y Chip.
    No solamente es interesante ver cómo es que se llevan, sino ver enterarnos cómo es su vida estudiantil, los pensamientos reflexivos de Milles y las conversaciones graciosas que mantiene con sus amigos.
    Lo interesante de todo esto es que Milles sacaba pensamientos reflexivos de todo lo que sucede incluso llega a relacionarlo con una clase de religión lo que hace que toda la historia te deje pensando.

    Sí recomiendo esta historia aunque sigo pensando que no es mucho mejor que Bajo la Misma Estrella. La razón de esto es que considero que ambas historias tienen el mismo mensaje que intenta dejar John Green. Está bien leerla como referecia de las primera obra de Green y cuando quieras leer un libro que sabes que no te hará pasar un mal rato. Sin embargo, debido al ritmo que tiene y el mensaje que tiene considero que, en comparación, Bajo la Misma Estrella es mucho mejor.

    Aún así, si piensan leer Buscando a Alaska, yo diría que se fueran de lleno al libro. No lean la sinopsis y simplemente, limitense a disfrutarlo.

    ha scritto il 

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