Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Cercando Alaska

Di

Editore: Rizzoli (Oltre)

4.0
(1499)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 299 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Svedese , Portoghese

Isbn-10: 8817045195 | Isbn-13: 9788817045193 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lia Celi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

Ti piace Cercando Alaska?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Miles Halter, solitario collezionista di Ultime Parole Famose, lascia la tranquilla vita di casa per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, una prestigiosa scuola in Alabama. È qui che conosce Alaska. Brillante, buffa, svitata, imprevedibile e molto sexy, per Miles diventa un enigma, un pensiero fisso, una magnifica ossessione.
Ordina per
  • 3

    Comprato perché mi piaceva la copertina, senza neanche sfogliarlo, non avevo capito fosse dedicato a un pubblico adolescente.
    Comunque è stata una lettura piacevole, l'avessi letto 20 anni fa, mi avre ...continua

    Comprato perché mi piaceva la copertina, senza neanche sfogliarlo, non avevo capito fosse dedicato a un pubblico adolescente.
    Comunque è stata una lettura piacevole, l'avessi letto 20 anni fa, mi avrebbe appassionata.

    ha scritto il 

  • 3

    Le ultime parole

    "Cercando Alaska" è un libro che pensavo diverso. Ne avevo tanto sentito parlare e auspicavo ad una storia appassionante e coinvolgente fin dall'inizio. So che l'autore scrive bene (avevo già letto "C ...continua

    "Cercando Alaska" è un libro che pensavo diverso. Ne avevo tanto sentito parlare e auspicavo ad una storia appassionante e coinvolgente fin dall'inizio. So che l'autore scrive bene (avevo già letto "Colpa delle stelle" che mi era piaciuto) e forse questo ha innalzato troppo le aspettative, perché invece questa storia è stata per tre quarti di una banalità sconcertante. La narrazione è scorrevole, però ho fatto fatica ad andare avanti perché non succede niente, i capitoli si succedono l'uno all'altro e continuavo a chiedermi quando la storia sarebbe entrata davvero nel vivo. E' una storia ambientata in un college americano, con protagonisti adolescenti, e viene descritto lo scorrere delle giornate in maniera fin troppo approfondita, raccontando particolari banali che non vale la pena di sapere, e dialoghi nei minimi dettagli che anch'essi non vale la pena di sapere. Ogni capitolo riporta nel titolo una sorta di conto alla rovescia ed è naturale chiedersi cosa succederà allo scadere del conto, quindi vi è aspettativa nell'attenderlo, ma vi è anche delusione perché si arriva a metà libro e ancora niente, perché il conto alla rovescia finirà solo al raggiungimento di ben tre quarti del libro. Nonostante non sia una lettura particolarmente lunga o difficile ho impiegato dieci giorni ad arrivare alla fine del conto e da quel punto solo un giorno per finire il libro, perché da lì in poi il coinvolgimento finalmente c'è e la storia si risolleva. "Cercando Alaska" è un romanzo dal timbro tipicamente adolescenziale, ma con dei personaggi principali che ricoprono male il ruolo di adolescenti, si prendono troppo sul serio, hanno modi di fare senza spensieratezza, sono fin dall'inizio troppo nostalgici e cerimoniosi, con un cipiglio da veterani di guerra (uno dei ragazzi si fa addirittura chiamare "Il colonnello" e più volte l'ho trovato poco credibile), ma sorprendentemente, nonostante tutti i piccoli difetti che non fanno assolutamente gridare al capolavoro, una volta terminata la lettura sono stata contenta di averla intrapresa, perché sul finale il libro riesce a dare un senso a tutta la storia rivelandola per quello che è, ovvero un romanzo di formazione. Certo, non me la sento di dargli un voto alto perché inizialmente manca del tutto di mordente e i protagonisti come ho già detto non sono poi caratterizzati così bene, ma ci sono tante belle riflessioni e frasi che trasmettono tanto al lettore e in definitiva i pregi permettono di sorvolare abbastanza sui difetti, quindi una sufficienza è più che meritata.

    ha scritto il 

  • 3

    e 1/2

    Tutto sommato non male, una storia che mi ha fatto ricordare anni passati ormai da tempo, gli anni delle domande e dei perchè..."Ecco perchè ho paura: ho perduto qualcosa di importante, non riesco più ...continua

    Tutto sommato non male, una storia che mi ha fatto ricordare anni passati ormai da tempo, gli anni delle domande e dei perchè..."Ecco perchè ho paura: ho perduto qualcosa di importante, non riesco più a trovarlo, e ne ho bisogno."
    ... e delle risposte... "Se solo potessimo vedere l'infinita catena di conseguenze derivanti da ogni nostro minimo gesto. E invece ce ne rendiamo conto soltanto quando rendersene conto non serve più a nulla."
    Scritto bene, anche se il linguaggio dei ragazzi, rapportato all'età che stanno vivendo, l'ho trovato un po' datato, sarà che non son più abituata a sentir parlare così.

    ha scritto il 

  • 2

    Buono quanto un panino dell'happy meal. Ne ho preso uno solo in vita mia, solo per la macchinina: ho mangiato solamente le patatine ché l'hamburger, dopo un morso è finito nel cestino. E al negozio di ...continua

    Buono quanto un panino dell'happy meal. Ne ho preso uno solo in vita mia, solo per la macchinina: ho mangiato solamente le patatine ché l'hamburger, dopo un morso è finito nel cestino. E al negozio di giocattoli di fianco al fast food vendevano macchinine migliori allo stesso prezzo del menù.

    ha scritto il 

  • 3

    Giovani che parlano come i vecchi

    Libro leggibile, scorrevole, ma poco altro.
    Probabilmente un adolescente lo apprezza di più (bello il significato di cercare Il grande forse).
    Quello che invece non mi è piaciuto per nulla (e non so s ...continua

    Libro leggibile, scorrevole, ma poco altro.
    Probabilmente un adolescente lo apprezza di più (bello il significato di cercare Il grande forse).
    Quello che invece non mi è piaciuto per nulla (e non so se dipenda dall'autore o dal traduttore), è il modo di parlare dei personaggi, che sarebbe perfetto se si trattasse di un gruppo di arzilli vecchietti, ma che non si addice per niente a un gruppo di giovani studenti. Più andavo avanti con la lettura, più annotavo espressioni come: mi sono inzuccato; che sagoma; cribbio; ruzzoloni; porca l'oca; cialtrone; menare il can per l'aia; cicisbei... Cicisbei???? Dai su, non scherziamo.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    Las personas fueron creadas para ser amadas. Las cosas fueron creadas para ser usadas. La razón por la que el mundo está en caos, es porque las cosas están siendo amadas y las personas están siendo us ...continua

    Las personas fueron creadas para ser amadas. Las cosas fueron creadas para ser usadas. La razón por la que el mundo está en caos, es porque las cosas están siendo amadas y las personas están siendo usadas.

    ha scritto il 

  • 2

    Delusione

    Dopo "Tutta colpa delle stelle" la lettura di questo libro è stata deludente. Ho trovato la storia scontata e a volte manchevole di un filo logico. Non mi è piaciuto, finito per inerzia.

    ha scritto il 

  • 3

    This is the first book ever written by the now-pop-icon John Green and the second I've read by him after his last (forgive the pun), The fault in our stars and I'm definitely starting to sense a theme ...continua

    This is the first book ever written by the now-pop-icon John Green and the second I've read by him after his last (forgive the pun), The fault in our stars and I'm definitely starting to sense a theme here.
    Either John Green feels particularly akin to teenage tragedy or at some point he thought it would be a good idea to dig out his breakthrough novel, polish it a bit softening the rough edges and make it his biggest success.
    This not to say that this is a bad book or that it is identical to The fault in our stars but one cannot ignore some similarities in themes such as finding a meaning in life that could justify present sufferings and reconciling with the dead. All mixed with the usual bunch of aphorism that young readers generally adore.
    What I like about Green's teenagers is that they always feel real, in this book more than in the other since they don't just talk in witty remarks like Gus and Hazel but have some believable conversation, even if more shallow (which is alright, we are not talking of philosophy masters here). Moreover I appreciate an author who can honestly contemplate the possibility that kids smoke, drink and have actual sex without any kind of judgmental remark from his side.
    On the other hand I found Looking for Alaska less heartfelt than his future works, there was not the same emotive impact and despite some very good scenes when the protagonists organize their pranks it felt more predictable and less engaging, partly because I never really came to like Alaska completely.
    Alaska is just the king of volcanic, extrovert girl that shy, nerdy boys like Miles would fall for but I've always had difficulties liking characters who enjoy reminding people about how messy they are, especially since they make it the perfect excuse for their moodiness and inherent selfishness.
    Read almost a decade after its publication Looking for Alaska shows all the author immaturity and looks like a rehearsal of more mature works especially in the character definition which reminds of what done in later novels: Miles is so much similar to Will Grayson and the Colonel often seems a quieter, straighter version of Tiny Cooper; besides the mystery at the core of the second half of the book could really have been solved in a couple of pages but it is dragged on so that the main characters overcome the different stages of grief.
    Green being Green, he inserted in the novel the right amount of food for thought and I particularly liked the brief excuses in the Religion Theme: as oversimplified as it was it gave good hints on how to approach religion from a dispassionate yet understanding point of view. And of course the author couldn't refrain from some cunning plot trick such as using the chapters' titles to count the remaining days till a mysterious life-altering event so keeping the readers glued to the pages for hours in a row but, unlike The fault in our stars, this story is quite easy to forget, after turning the last page.

    ha scritto il 

  • 4

    Naturalmente lo stile di John Green si riconosce. è un autore molto bravo, mi piacciono gli argomenti che tratta e come li tratta. Il libro è bello mi ha preso fin dall'inizio. Mi è piaciuta l'idea d ...continua

    Naturalmente lo stile di John Green si riconosce. è un autore molto bravo, mi piacciono gli argomenti che tratta e come li tratta. Il libro è bello mi ha preso fin dall'inizio. Mi è piaciuta l'idea di dividere il libro in un ante-eventum e un post-eventum. Quale sia l'evento non me lo aspettavo davvero, e ne sono rimasta molto colpita. John Green riesce sempre a regalare forti emozioni, in tutto quello che scrive

    ha scritto il 

Ordina per