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Cercando Alaska

By John Green

(261)

| Paperback | 9788817045193

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Book Description

Miles Halter, solitario collezionista di Ultime Parole Famose, lascia la tranquilla vita di casa per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, una prestigiosa scuola in Alabama. È qui che conosce Alaska. Brillante, buffa, svitata, imprevedibile e m Continue

Miles Halter, solitario collezionista di Ultime Parole Famose, lascia la tranquilla vita di casa per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, una prestigiosa scuola in Alabama. È qui che conosce Alaska. Brillante, buffa, svitata, imprevedibile e molto sexy, per Miles diventa un enigma, un pensiero fisso, una magnifica ossessione.

268 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Lo que empieza siendo una historia algo tonta sobre adolescentes al final termina siendo una historia de amistad genial. Me ha encantado.

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    Isa de Marcos said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Coinvolgente ma non troppo...

    Leggere "Cercando Alaska" dopo "Colpa delle stelle" forse non è una grande idea, ed effettivamente venendo prima ha un suo perchè.
    Nel senso che nel secondo c'è più maturità nella scrittura del libro e, avendo la morte come parte dell'argomento prin ...(continue)

    Leggere "Cercando Alaska" dopo "Colpa delle stelle" forse non è una grande idea, ed effettivamente venendo prima ha un suo perchè.
    Nel senso che nel secondo c'è più maturità nella scrittura del libro e, avendo la morte come parte dell'argomento principale in entrambi i libri, i paragoni si sprecano.
    Leggendo qualcosa di più maturo prima si rischia di non aprezzare il primo romanzo dell'autore come dovrebbe essere.
    Qui la morte viene trattata parlando di un probabile suicidio, con annesse problematiche di un'adolescente che ha perso la madre da piccola (e di cui si incolpa), e come vivono e reagiscono alla morte gli amici.
    Il libro coinvolge nella ricerca di Alaska (come poi vuole il titolo) ma non si arriva ad una grande conclusione, i personaggi non dicono molto di se, si concentra solo sul capire Alaska, prima e post morte, senza però dirci alla fine chi è Alaska, lasciando un senso di amarezza.
    Non so forse sono io a non averlo capito, forse penso che sia un libro un po' più complicato di quello che in realtà è (infondo è uno young adult) ma non ne sono uscita completamente soddisfatta.
    La scrittura di Green rimane comunque semplice, ma in questo caso poco dettagliata, carina la parentesi delle ultime parole dei personaggi famosi come passione del narratore.
    Lo consiglio comunque ma ad un pubblico più giovane.

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    Nyka 86 said on Sep 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le ultime parole

    Ho letto questo libro dopo aver amato quest’autore con Colpa delle stelle e aver visto recensioni entusiastiche e forse avevo aspettative troppo alte. Mi è piaciuto, ma non mi ha fatta impazzire. Per tutta la parte dei giorni “prima” mi sono anche un ...(continue)

    Ho letto questo libro dopo aver amato quest’autore con Colpa delle stelle e aver visto recensioni entusiastiche e forse avevo aspettative troppo alte. Mi è piaciuto, ma non mi ha fatta impazzire. Per tutta la parte dei giorni “prima” mi sono anche un po’ annoiata. Lo stile del libro è quello che mi aspettavo dall’autore, a prima vista spensierato ma con un sottofondo filosofico che, secondo me in questa storia, è stato esagerato. Nel complesso però è un bel libro con una storia, forse non originale, ma che fa riflettere. Secondo me la frase riportata sul retro della versione che ho letto io lo rappresenta al meglio: “La prima sbronza e il primo scherzo. Il primo amico e la prima ragazza. Le ultime parole”.

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    Chiaretta said on Sep 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finito di leggere in un periodo molto particolare... Mi ha dato un assaggio di una cosa che mi tormenta da sempre: quel che succede a chi rimane.

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    premilcuore said on Sep 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se gli essere umani fossero precipitazioni atmosferiche
    io sarei stato una pioggerella, lei un ciclone.

    Secondo libro di Green che leggo, molto più avvincente di Colpa delle stelle. Anche se ho attribuito ad entrambi quattro stelline, Cerc ...(continue)

    Se gli essere umani fossero precipitazioni atmosferiche
    io sarei stato una pioggerella, lei un ciclone.

    Secondo libro di Green che leggo, molto più avvincente di Colpa delle stelle. Anche se ho attribuito ad entrambi quattro stelline, Cercando Alaska ne meriterebbe almeno 4 e mezzo. Mi sono piaciuti tantissimo i personaggi di questa storia, Alaska è davvero un ciclone che travolge tutti i suoi amici. Fino a travolgere se stessa. Alaska è uno di quei personaggi che non potrai conoscere davvero, come non potranno Chip, Ciccio, Takumi e Lara. Nessuno potrà capire mai come fosse veramente Alaska, cosa portava dentro sè, quanto fosse complesso il labirinto da cui doveva uscire.
    Ancora una volta Green è stato capace di farti affezionare ai suoi personaggi e a stravolgere gli eventi. E ancora una volta conclude uno dei suoi libri in modo esemplare. Così come in Colpa delle stelle lascia le ultime parole alla lettera di Augustus, qui lascia la scena a Ciccio e al suo tema di fine anno. Per essere un appassionato di ultime parole famose, devo dire che Green riesce sempre a concludere in maniera giusta le sue storie lasciandoti con un pizzico di tristezza e malinconia. Anche con Cercando Alaska, dopo l'ultima parola, mi sono ritrovata a riflettere sulla vita e sulla morte, sull'importanza dei momenti vissuti ma soprattutto sull'importanza di andare avanti, sempre a comunque.

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    Fefa990 said on Sep 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi aspettavo qualcosa di meglio, e tuttavia....

    "non puoi diventarmi così necessaria e poi morire, Alaska, perché ora io non sono più quello di prima, irrimediabilmente, e mi dispiace averti lasciato andare via, sì, ma è stata una scelta tua. Mi hai lasciato senza un forse, prigioniero del tuo mal ...(continue)

    "non puoi diventarmi così necessaria e poi morire, Alaska, perché ora io non sono più quello di prima, irrimediabilmente, e mi dispiace averti lasciato andare via, sì, ma è stata una scelta tua. Mi hai lasciato senza un forse, prigioniero del tuo maledetto labirinto."

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    Ninive said on Sep 20, 2014 | Add your feedback

Book Details

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