Certi bambini

Di

Editore: Einaudi

3.7
(751)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 148 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806166530 | Isbn-13: 9788806166533 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Bambini , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Rosario, undici anni, un completino da calciatore nella borsa degliallenamenti, va a compiere la sua prima esecuzione di camorra al terminedi un lungo tirocinio d'istruzione a uccidere. Tornando nel suo quartiere inmetropolitana, ripercorre a ritroso le tappe più significative del cammino chelo ha portato fino a quel punto. E la storia di Rosario diventa il racconto diun mondo spaventoso che è il nostro mondo. De Silva racconta uno dei peggioridelitti che la criminalità contemporanea abbia scelto di commettere, il furtodell'infanzia.
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  • 2

    Ancora una volta una scelta d lettura basata su una foto di copertina, terribile nella sua crudezza. Uno scugnizzo dallo sguardo duro e inquietante, già avvezzo alle peggiori esperienze, che aspira fi ...continua

    Ancora una volta una scelta d lettura basata su una foto di copertina, terribile nella sua crudezza. Uno scugnizzo dallo sguardo duro e inquietante, già avvezzo alle peggiori esperienze, che aspira fino a risucchiarsi le guance un mozzicone, in una triste ma veritiera emulazione di individui "di rispetto" più grandi. Il fotografo non avrà dovuto faticare molto per trovare un tale soggetto da ritrarre.
    Un De Silva diverso dal suo solito mood dell'avvocato Vincenzo Malinconico, un po' riflessivo, un po' stazzonato. No, qui si parla di bambini che crescono troppo in fretta in un mondo di sopraffazione, prevaricazione, violenza, dove la vita non è un bene prezioso, dove non si fanno progetti, dove mors tua vita mea. E se persino il borsone da piccolo calciatore viene usato per un incontro di morte, sporcando così la giocosità che è naturale associare a dei bambini che corrono dietro ad un pallone, allora queste piccole vite non hanno possibilità di redenzione.
    La scrittura mi è apparsa a tratti discontinua, il testo per certi versi sembra incompiuto, quasi non si sia voluto arrivare a scandagliare l'abisso del male, ma solo a farlo intravedere, a segnalarci che c'è.
    Niente sufficienza.
    Colonna sonora:
    http://www.youtube.com/watch?v=cpGbzYlnz7c
    You better watch how you talkin' and where you walkin'
    Or you and your homies might be lined in chalk.
    Ecco.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha convinta

    De Silva solitamente mi piace nel breve respiro ("Mancarsi" su tutti), ma qui mi ha proprio delusa. Lo stile è piatto, a volte un po' confuso. La trama tutto sommato banale e mai incisiva, anche nel t ...continua

    De Silva solitamente mi piace nel breve respiro ("Mancarsi" su tutti), ma qui mi ha proprio delusa. Lo stile è piatto, a volte un po' confuso. La trama tutto sommato banale e mai incisiva, anche nel tratteggiare il carattere del protagonista. Non c'è giudizio nello sguardo dell'autore, ma nemmeno partecipazione e quindi il libro risulta un po' freddo a mio avviso.

    ha scritto il 

  • 3

    Certi bambini

    Certi bambini possono essere bambini e crescere nella loro famiglia giocando, andando a scuola, facendo i capricci, come è giusto che sia. Certi bambini invece sono figli del dolore,della guerra, dell ...continua

    Certi bambini possono essere bambini e crescere nella loro famiglia giocando, andando a scuola, facendo i capricci, come è giusto che sia. Certi bambini invece sono figli del dolore,della guerra, della camorra o di genitori che non li hanno voluti. Questi sono i bambini di cui parla De Silvia, tentando, a mio avviso invano, di trovare comunque uno spazio di crescita e di dolcezza. L'ho letto d'un fiato e l'ho sognato. De Silva ha un lato oscuro che lascia interdetti.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccolo (come lunghezza) grande pugno nello stomaco. Un'infanzia corrotta e violenta, gettata via ancora prima che fiorisca. Piccoli bambini lasciati a sé stessi studiano da manovalanza camorrista. Un ...continua

    Piccolo (come lunghezza) grande pugno nello stomaco. Un'infanzia corrotta e violenta, gettata via ancora prima che fiorisca. Piccoli bambini lasciati a sé stessi studiano da manovalanza camorrista. Uno spaccato dipinto con grande realismo, senza nessun fronzolo, brutale e vero. Si legge d'un fiato, e lascia l'amaro in bocca.

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzo che vuole colpire, e in un certo senso ci riesce: ma non mi piacciono i mezzucci.
    L'ostentazione della sessualità, per me, è un mezzuccio.
    Il dialetto, per me, è un mezzuccio.
    Far coincidere n ...continua

    Romanzo che vuole colpire, e in un certo senso ci riesce: ma non mi piacciono i mezzucci.
    L'ostentazione della sessualità, per me, è un mezzuccio.
    Il dialetto, per me, è un mezzuccio.
    Far coincidere nello stesso personaggio due realtà- sicario della camorra contro tenero nipotino che cura la nonna e fa volontariato- secondo me è un mezzuccio.

    Poi, io ho le mie idee, che saranno sbagliatissime, ma sono quelle e sono mie... Ci sono infanzie rubate che tuttavia non si armano di pistola, e in una scala di priorità, la mia solidarietà va all'infanzia di quei bambini, secondariamente alle vittime di quelle pistole, e per ultima ai bambini di De Silva.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Sotto il cavalcavia per il quartiere popolare nuovo c’è una breve galleria con una madonnina in fondo.......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-autore/aut-d/de-silva-diego/certi-bambini-diego-de- ...continua

    Sotto il cavalcavia per il quartiere popolare nuovo c’è una breve galleria con una madonnina in fondo.......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-autore/aut-d/de-silva-diego/certi-bambini-diego-de-silva/

    ha scritto il 

  • 3

    Il linguaggio è semplice, chiaro, la prosa asciutta ma a tratti tagliente, resa tale da qualche parola dialettale durante le conversazioni dei personaggi. Abbondano i dialoghi e le descrizioni dei luo ...continua

    Il linguaggio è semplice, chiaro, la prosa asciutta ma a tratti tagliente, resa tale da qualche parola dialettale durante le conversazioni dei personaggi. Abbondano i dialoghi e le descrizioni dei luoghi fanno da sfondo ai comportamenti e agli avvenimenti che coinvolgono i personaggi, contribuendo a rafforzarne stati d’animo ed emotività. Il suo stile è fatto di immagini tratte dai vicoli di una città senza nome. Uno stile a volte un po’ brusco, affrettato con cui termina solitamente il capitolo e poi tutto il racconto. Nonostante l’astensione dal giudizio che caratterizza lo stile di De Silva, l’autore riesce fortemente a trasmettere la decadenza, lo squallore, la tristezza che accompagnano lo spaccato di vita descritto nel romanzo e che colpisce fortemente il lettore.. Il libro è il racconto di un viaggio in metrò che procede lungo due direzioni opposte: da una parte conduce – senza possibilità di tornare indietro verso un futuro certo e già segnato, inconsapevolmente scelto, fatto di criminalità; dall'altra si tratta di un viaggio volto capire dove e quando questo tragico destino è divenuto inesorabile.
    Libro intenso, che arriva dritto al cuore perché reale, dal gusto amaro che sa immortalare la parte amara della vita. E’ un libro che attraverso la figura di Rosario intenerisce il cuore e in qualche modo commuove, che fa riflettere e colpisce, che coinvolge fino all’ultima pagina. Con linguaggio ipnotico ma privo di pathos De Silva lascia un segno, scuotendo la coscienza e dimostrandosi uno dei più originali scrittori dei nostri tempi.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno spaccato antropologico

    Il racconto è strutturato in modo a mio avviso interessante, rendendo bene la figura del protagonista.
    Credo che alcuni aspetti rimangano di difficile comprensione per chi non conosca almeno un minimo ...continua

    Il racconto è strutturato in modo a mio avviso interessante, rendendo bene la figura del protagonista.
    Credo che alcuni aspetti rimangano di difficile comprensione per chi non conosca almeno un minimo della realtà napoletana rappresentata. Utile integrare con altri punti di vista che permettano di acquisire ulteriori chiavi di lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    La storia si dipana rapidamente raccontando di un ragazzino, Rosario, a metà tra un personaggio da libro Cuore ed un piccolo Jack lo squartatore.
    L'ambientazione imprecisata rimanda ad un quartiere po ...continua

    La storia si dipana rapidamente raccontando di un ragazzino, Rosario, a metà tra un personaggio da libro Cuore ed un piccolo Jack lo squartatore.
    L'ambientazione imprecisata rimanda ad un quartiere popolare della città di Napoli.
    Si sovrappongono storie di ordinaria microcriminalità, delinquenza giovanile, scontri tra bande rivali, regolamenti di conti tra teppistelli ed impulsi sessuali adolescenziali.
    Apprezzabile il tentativo di rendere la freschezza della colorita parlata dialettale per iscritto, ma il realismo del racconto stenta a stare in piedi.
    Sarebbe un buon testo se venissero smussati alcuni eccessi e venissero eliminate alcune scene improbabili.
    Rosario ha continui sbalzi comportamentali tra un bambino ingenuo, un ragazzo sbandato su un motorino ed un adulto cinico pluriomicida.

    ha scritto il 

  • 5

    De Silva non si smentisce mai! Straordinaria giornata di un bambino partenopeo, e non interessa il perché, i motivi o le conseguenze a lungo termine di ciò che fa. Perché seguire i passi di Rosario è ...continua

    De Silva non si smentisce mai! Straordinaria giornata di un bambino partenopeo, e non interessa il perché, i motivi o le conseguenze a lungo termine di ciò che fa. Perché seguire i passi di Rosario è già di per sè un'esperienza che rimane dentro.

    ha scritto il 

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