Chagrin d'école

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Editeur: Editions Gallimard

3.6
(4154)

Language: Français | Number of pages: | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , Spanish , Catalan , Galego , German , English

Isbn-10: 2070396843 | Isbn-13: 9782070396849 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Biography , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Description du livre
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  • 0

    La stefi è fatta così. Carne e spirito, senza ingerenze

    I.

    A bologna gli insegnanti e i genitori di una scuola
    stanno combattendo da anni contro la curia per una storia

    di benedizioni pasquali degli spazi scolastici
    benedire i muri i banchi le matite i lav ...continuer

    I.

    A bologna gli insegnanti e i genitori di una scuola
    stanno combattendo da anni contro la curia per una storia

    di benedizioni pasquali degli spazi scolastici
    benedire i muri i banchi le matite i lavandini

    leggo stamane che è uscita l'ultima puntata
    una sentenza dice che non è ingerenza clericale

    che va tutto bene che non si deve discriminare il sentimento
    religioso eccetera

    eccetera

    II.
    un mio amico dice che divide il mondo in due gruppi:
    quelli che bestemmiano e quelli che non bestemmiano

    in un testo di brecht il giudice Azdak, che in realtà non è
    un giudice ma è un proletario, agli sgherri che lo arrestano

    dice
    come state cani?

    com'è il mondo dei cani?

    III.
    io ho un'amica che insegna a scuola. E' simpaticissima
    un giorno mi dice che a pelle lei e quella di religione si odiano

    Le faccio, ieri sera, ma stefi, come mai?
    E lei: boh.

    Ma è successo qualcosa? Ma no no no, dice lei.
    Non ci parliamo mai.

    L'unica volta che io le ho detto qualcosa, in consiglio di
    classe, è stata in ottobre, fai te, quando ho detto

    che secondo me il corso di religione non dovrebbe esserci
    in una scuola laica.

    IV.
    La stefi è fatta così.

    dit le 

  • 5

    "Fa rumore un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire."

    In questo saggio l'autore ci parla del mondo della scuola, attraverso due punti di vista differenti, a volte contra ...continuer

    "Fa rumore un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire."

    In questo saggio l'autore ci parla del mondo della scuola, attraverso due punti di vista differenti, a volte contrapposti ma che coabitano nel sistema scolastico: l'insegnante da una parte e gli alunni - bravi o meno bravi che siano- dall'altra. È un dialogo questo diario, un suggerimento su come diffondere creativamente e bene i vari saperi che spesso finiscono con l'essere un mero contenuto frontale, noioso e/o difficile, che non arriva a tutti insomma. È anche una messa in gioco che muove dalla passione e dall'amore che l'autore ha per un sapere che sia stimolante e che sia trasmesso con curiosità, criticità e passionalità, un arrivare dentro l'essenza delle cose e non soltanto al raggiungimento di un sei. Ne servirebbero molti di insegnanti come Pennac nella scuola di oggi!

    dit le 

  • 3

    Tra il saggio e l'autobiografia, con ironia e semplicità l'autore propone le sue riflessioni sulla scuola e sull'insegnamento.
    Un diario insolito che mostra l'altra faccia del somaro e racconta l' ...continuer

    Tra il saggio e l'autobiografia, con ironia e semplicità l'autore propone le sue riflessioni sulla scuola e sull'insegnamento.
    Un diario insolito che mostra l'altra faccia del somaro e racconta l'insegnamento come passione, come atto di amore per gli alunni e per il sapere.

    dit le 

  • 5

    Il bellissimo saggio di Pennac sulla scuola

    L'autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fann ...continuer

    L'autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "marioli", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.
    E' un romanzo non romanzo, una sorta di reportage nel passato dell'autore di quando era un somaro che si collega e si mescola alla sua esperienza di insegnante e di scrittore. Quindi, un asino che, aiutato da alcuni suoi cari professori, è riuscito a laurearsi e a vincere l'"asinità".Un libro che mi ha risvegliato ad amare lo studio, invece di subirlo passivamente come "una cosa da fare". E secondo me l'intento dell'autore è proprio questo: trasmettere a noi così come ha fatto con i suoi alunni l'amore per il sapere. Bellissimo. E poi ci sono decine e decine di citazioni dei suoi autori e dei suoi romanzi preferiti e che faceva leggere in classe ai suoi alunni. Un professore che ci ricorda che anche lui, in un non lontano passato, era un alunno come gli altri. Anzi, un asino, la peggior specie!

    La mia videorecensione: https://youtu.be/k905LQHjMKY

    dit le 

  • 4

    Poiché c'era la lettura. Non sapevo, allora, che mi avrebbe salvato. All'epoca leggere non era l'assurda prodezza di oggi. Considerata una perdita di tempo, ritenuta dannosa per il rendimento scolasti ...continuer

    Poiché c'era la lettura. Non sapevo, allora, che mi avrebbe salvato. All'epoca leggere non era l'assurda prodezza di oggi. Considerata una perdita di tempo, ritenuta dannosa per il rendimento scolastico, la lettura dei romanzi ci era proibita durante le ore di studio. Da ciò la mia vocazione di lettore clandestino: romanzi ricoperti come libri di scuola, nascosti ovunque si potesse, letture notturne alla luce di una pila, esoneri da ginnastica, tutto andava bene purché potessi ritrovarmi solo con un libro. È stato il collegio a darmi questo piacere. Lì avevo bisogno di un mondo soltanto mio e fu quello dei libri.

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  • 4

    Frasi dal libro

    “I nostri studenti che “vanno male” (studenti ritenuti senza avvenire) non vengono mai soli a scuola. in classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, de ...continuer

    “I nostri studenti che “vanno male” (studenti ritenuti senza avvenire) non vengono mai soli a scuola. in classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde accumulati su un substrato di passato disonorevole, di presente minaccioso di futuro precluso.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2016/04/23/diario-di-scuola-daniel-pennac/

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