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Changing Places

A Tale of Two Campuses

By David Lodge

(121)

| Paperback | 9780140046564

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Book Description

When Phillip Swallow and Professor Morris Zapp participate in their universities' Anglo-American exchange scheme, the Fates play a hand, and each academic finds himself enmeshed in the life of his counterpart on the opposite side of the Atlantic. Nob Continue

When Phillip Swallow and Professor Morris Zapp participate in their universities' Anglo-American exchange scheme, the Fates play a hand, and each academic finds himself enmeshed in the life of his counterpart on the opposite side of the Atlantic. Nobody is immune to the exchange: students, colleagues, even wives are swapped as events spiral out of control. And soon both sun-drenched Euphoric State University and rain-kissed University of Rummidge are a hotbed of intrigue, lawlessness and broken vows...'Not since Lucky Jim has such a funny book about academic life come my way' - "Sunday Times".

33 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non vedevo l'ora di finirlo per potermene liberare. Ma, arrivata alla fine, è arrivata la mazzata! Non è un finale aperto, è un non-finale totalmente inutile e irritante.
    La trama di per sé non sarebbe male, ma è stata scritta in modo molto noioso, c ...(continue)

    Non vedevo l'ora di finirlo per potermene liberare. Ma, arrivata alla fine, è arrivata la mazzata! Non è un finale aperto, è un non-finale totalmente inutile e irritante.
    La trama di per sé non sarebbe male, ma è stata scritta in modo molto noioso, che non cattura.
    I personaggi al di fuori del loro mondo riscoprono il proprio "io" che altrimenti era stato represso dalla routine.

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    Tatu said on Nov 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Prurito!

    Questo libro mi ha dato un prurito indicibile! E osano paragonare Lodge al maestro Wodehouse? Da pazzi!

    "Scambi" mi è sembrato un inutile sfoggio di se stesso da parte dell'autore, a partire dalle frequenti colte citazioni, continuando con l'utiliz ...(continue)

    Questo libro mi ha dato un prurito indicibile! E osano paragonare Lodge al maestro Wodehouse? Da pazzi!

    "Scambi" mi è sembrato un inutile sfoggio di se stesso da parte dell'autore, a partire dalle frequenti colte citazioni, continuando con l'utilizzo di più stili narrativi, o con il banalissimo finale... umorismo poco e niente, e spesso grossolano da morire: del tipo che ti aspetteresti da un ragazzino, per intenderci. Della trama, poi, neanche a parlarne...
    E, in tutta sincerità, non ho nemmeno trovato alcun "messaggio" degno di nota che l'autore volesse trasmettere al lettore (come in molti, leggo, vorrebbero far credere).

    In una sola parola: bocciato!!!

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    Bradley88 said on Nov 6, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Gli anni '70 in salsa anglosassone

    I libri ambientati negli anni ’70, se scritti bene, sono come delle madelaine che mi riportano la memoria di un’epoca che per me è stata di formazione e per il mondo occidentale di rivoluzione sociale. Così Changing Places non è semplicemente un conf ...(continue)

    I libri ambientati negli anni ’70, se scritti bene, sono come delle madelaine che mi riportano la memoria di un’epoca che per me è stata di formazione e per il mondo occidentale di rivoluzione sociale. Così Changing Places non è semplicemente un confronto divertito tra la cultura europea e quella americana, ma è anche il confronto tra le rispettive reazioni ai fermenti sociali che porteranno cambiamenti radicali nei rapporti d’autorità e nei rapporti uomo/donna sia in Europa che negli Stati Uniti. Lodge ci racconta tutto con umorismo e leggerezza, evitando banalità e luoghi comuni e riuscendo a evidenziare gli aspetti fondamentali di ciò che stava accadendo. Incluse le contraddizioni. Come ad esempio il fatto che nonostante la California fosse molto più avanti nella rivoluzione sessuale rispetto all’Europa, l’aborto era legale solo in Inghilterra e in Svizzera. O che l’educazione e la cultura europea, pur nel loro conformismo di fondo, erano molto più rispettose nei confronti dell’identità femminile che non la competitiva cultura americana, dove sembra esserci spazio solo per vincitori e vinti (losers).
    Lodge sperimenta anche con la forma narrativa, passando dal racconto “alternato”, al romanzo epistolare, a un blog ante-litteram fatto di notizie prese dalla stampa, per finire con la sceneggiatura cinematografica. E questo gli consente anche un piccolo “coup de theatre” finale.
    La felicità legata ai successi politici, alla vittoria della propria causa, alla res pubblica piuttosto che al proprio privato, è davvero, come osserva Swallow, il sapore di quegli anni. Un sapore piccante, ma molto, molto gustoso. Riservato a noi ragazzi degli anni '70. Che né i nostri padri, né i nostri figli hanno potuto conoscere.

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    Cxr said on Apr 14, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Il libro come romanzo tradizionale non è granché. La trama è improbabile, i personaggi principali poco definiti, incongruenti (il protagonista Swallow impiega pochi giorni per diventare disinvoltamente ciò che non era mai stato per un decennio), quel ...(continue)

    Il libro come romanzo tradizionale non è granché. La trama è improbabile, i personaggi principali poco definiti, incongruenti (il protagonista Swallow impiega pochi giorni per diventare disinvoltamente ciò che non era mai stato per un decennio), quelli secondari praticamente delle macchiette.
    Ma il libro è degli anni sessanta, e l'autore è un professore e critico letterario e questo libro è un suo giocattolo: è pieno di "meta"-citazioni (uno dei due protagonisti è un esperto di Jane Austen; si citano spesso le pagine di un fantomatico "Manuale per scrivere romanzi"; le pagine finali sono esplicite nel ricordare al lettore che quello che legge è stato scritto da un autore e non è una storia accaduta, e che i personaggi sono un insieme di parole scritte e non hanno una loro psicologia), si fa uso (e a volte abuso) di molte forme diverse di narrazione. E poi c'è la presa in giro degli ambienti accademici sia inglese che americano, e (non molto) il sense of humour inglese, e le sorprese di un inglese in America e di un americano in Inghilterra, e poi ci sono le rivolte studentesche, gli hippy, la liberazione della donna...

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    Marcello said on Apr 13, 2013 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    Come un film di Woody Allen

    E’ un libro che fa sorridere.
    Non che ti butti per terra facendotela addosso dalle risate (posto che a me le robe tipo “Zelig” o “Vacanze di Natale” anziché farmi ridere mi provocano una sensazione di subitaneo fastidio e irritazione…); ho detto “ ...(continue)

    E’ un libro che fa sorridere.
    Non che ti butti per terra facendotela addosso dalle risate (posto che a me le robe tipo “Zelig” o “Vacanze di Natale” anziché farmi ridere mi provocano una sensazione di subitaneo fastidio e irritazione…); ho detto “sor-ri-de-re”.

    Ci sono tutti gli ingredienti giusti:
    - 1 professore inglese un po’ sfigato, privo di ambizioni, mediocre, fin troppo per bene, annoiato e noioso
    - 1 moglie pienotta, ottima cuoca, madre premurosa, annoiata e noiosa pure lei
    - 1 professore americano di successo, presuntuoso e pieno di sé, poco amato da figli e (quasi) ex mogli
    - 1 (quasi)-ex moglie emancipata attivista per la liberazione della donna
    - 1 serie di altri personaggi caricaturali
    - un pizzico di “English humour”
    - una manciata di situazioni tipiche dell’ambiente accademico
    - situazioni al limite dell’assurdo q.b.
    - il tutto condito dallo sfondo delle contestazioni studentesche del 1969

    Mescolare il tutto con delicatezza e servire fresco.

    Ciac, si gira.

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    Casper said on Apr 10, 2013 | 13 feedbacks

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