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Chaos calme

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Editeur: Grasset & Fasquelle

3.7
(5226)

Language:Français | Number of pages: 504 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Italian , German , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 2246724317 | Isbn-13: 9782246724315 | Publish date: 

Translator: Dominique Vittoz

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Description du livre
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  • 4

    Un buon inizio, un prosieguo davvero notevole (l’immagine di questo padre che aspetta tutti i giorni davanti alla scuola la figlia dopo la perdita improvvisa della madre è davvero molto potente ed evo ...continuer

    Un buon inizio, un prosieguo davvero notevole (l’immagine di questo padre che aspetta tutti i giorni davanti alla scuola la figlia dopo la perdita improvvisa della madre è davvero molto potente ed evocativa, così come il ruolo quasi di confessore che assume con colleghi e amici che vengono nella sua macchina per condividere il proprio disagio e non per consolare un vedovo) ma poi la storia perde di mordente, soprattutto alla fine con l’arrivo dei super manager.
    Nonostante lo stiracchiamento finale della storia, un bel libro scritto molto bene.

    dit le 

  • 4

    originale

    Lara, moglie di Pietro Paladini, muore improvvisamente mentre lui salva una donna da annegamento sicuro. A questo punto e al ritorno a scuola di sua figlia Claudia si innescano delle nuove abitudini a ...continuer

    Lara, moglie di Pietro Paladini, muore improvvisamente mentre lui salva una donna da annegamento sicuro. A questo punto e al ritorno a scuola di sua figlia Claudia si innescano delle nuove abitudini a cominciare dal sostare di Pietro sulla panchina davanti alla scuola.. Una volta instaurata l'abitudine é un via vai di amici, colleghi, parenti che vanno a sincerarsi che Pietro non soffra, e poi si aprono le cateratte della propria sofferenza

    dit le 

  • 4

    Profondo

    Un continuo scrutare l'animo umano, fatto con grande semplicità, quasi come fosse semplice.
    Stupendo libro, a mio modo di vedere peggiora un pochino nel finale.

    dit le 

  • 4

    Cos'è il caos calmo, se non quell'equilibrio instabile che precede una rivoluzione? L'attimo in cui vengono definiti predatori e preda, l'attimo in cui si decide chi è il Padre e chi il Figlio, l'atti ...continuer

    Cos'è il caos calmo, se non quell'equilibrio instabile che precede una rivoluzione? L'attimo in cui vengono definiti predatori e preda, l'attimo in cui si decide chi è il Padre e chi il Figlio, l'attimo in cui la realtà diventa tale; irreversibile, si sarebbe tentati a dire.
    Il caos calmo è quell'istante di esitazione che precede una risposta netta, tanto breve e insignificante quanto decisiva. Quei mesi di attesa, di attesa beckettiana, fuori ad un cancello di una scuola. Quei mesi di stallo dopo i quali, si sa, tutto cambia. Ma non si sa in quale direzione. Caos calmo è quell'estraniazione dal mondo che precede l'ingresso in un mondo fisso e immutabile - almeno fino ad un altro caos calmo. La pausa prima del possibile disastro, o del possibile successo. Il momento in cui, ascoltando le vite degli altri, capisci chi sei. E che non sai dove andrai, ma sai dove vorrai andare. il caos calmo poi si spezza, per un'insignificante battuta, e devi veramente cominciare. Lanciarti dal trampolino, nonostante tutta la paura, perché non puoi rimanere sulla pedana a guardare la piscina, o voltarti indietro e scenderci.
    "Non posso continuare. Continuerò."

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    La morte improvvisa di una moglie solitamente provoca smarrimento, disperazione, desolazione e molto altro ancora, ma non è questo il caso.Pietro, infatti, reagisce in un modo completamente diverso, n ...continuer

    La morte improvvisa di una moglie solitamente provoca smarrimento, disperazione, desolazione e molto altro ancora, ma non è questo il caso.Pietro, infatti, reagisce in un modo completamente diverso, non piange, non chiede aiuto e non sente la mancanza della moglie, il perché neanche lui lo capisce e questo dubbio lo tormenterà per tutto il libro.L'unica cosa di qui il protagonista si preoccupa è della figlia : una bambina piccola come reagirà alla morte della madre?Ad ogni modo, Pietro vuole proteggere sua figlia da tutto e tutti, perciò decide di essere il più presente possibile nella sua vita, anche per colmare l'assenza della madre, mettendo in secondo piano il suo lavoro e rimanendo tutti i giorni sotto la scuola della figlia.Un gesto d'amore infinito, che mi ha commosso varie volte.Il libro è scorrevole, talvolta lento a causa della descrizione della quotidianità, ma è stato piacevole leggerlo per scoprire sempre più a fondo la condizione e lo stato d'animo del protagonista e di sua figlia : caos calmo.

    dit le 

  • 3

    sicuramente un libro che fa riflettere ma io personalmente non amo i libri lenti....la vicenda si snocciola attraverso le riflessioni del protagonista che spesso si perde in fanasticherie o vecchi ri ...continuer

    sicuramente un libro che fa riflettere ma io personalmente non amo i libri lenti....la vicenda si snocciola attraverso le riflessioni del protagonista che spesso si perde in fanasticherie o vecchi ricordi....la vita và avanti nonostante il lutto subito, ma l'unico a rimanere immobile sembra essere proprio il protagonista...

    dit le 

  • 3

    Meglio del fim

    Mi è piaciuto molto.
    Il bello è che pure il film, visto qualche anno fa, mi era piaciuto. Ma dopo aver letto il romanzo, il film, rivisto, mi ha fatto solo incazzare.

    dit le 

  • 0

    Una morte improvvisa. Un giovane vedovo. La dedizione assoluta alla figlioletta e l'incapacità di vivere il dolore per la perdita della moglie.

    Molto bello.

    dit le 

  • 1

    Terrificante. E’ il primo aggettivo che mi è venuto in mente a caldo dopo la lettura di questo romanzo.
    Pietro Paladini è un altro essere umano appartenente alla cosiddetta categoria dei privilegiati. ...continuer

    Terrificante. E’ il primo aggettivo che mi è venuto in mente a caldo dopo la lettura di questo romanzo.
    Pietro Paladini è un altro essere umano appartenente alla cosiddetta categoria dei privilegiati. E’ giovane, benestante, con un buon lavoro e una moglie amorevole e una dolce figlia al proprio fianco.
    Un giorno, proprio mentre sta salvando una sconosciuta dall’annegamento, la sua vita perfetta finisce in frantumi: sua moglie muore a causa di un improvviso aneurisma cerebrale.
    Da quel giorno la vita di Pietro cambia totalmente, l’uomo si rifugia nella sua auto, perennemente parcheggiata davanti la scuola della figlia e comincia a osservare il mondo, traendone osservazioni che hanno più il sapore di assolute certezze…
    Romanzo che è salito agli onori della cronaca grazie all’omonimo film di e con protagonista Nanni Moretti(più che altro è salito agli onori della cronaca per la bollente scena di sesso tra Nanni e Isabella Ferrari).
    Lo dico con franchezza: oltre a non aver proprio capito il senso di tutta la storia, oltre a non averci trovato alcun risvolto filosofico e nessun insegnamento utile di vita, ho trovato questo film agghiacciante sotto alcuni punti di vista.
    Parto dall’inizio: la scena del salvataggio.
    Ma che cos’è? Cosa mi dovrebbe rappresentare? Un uomo che cerca di salvare una donna dall’annegamento(e che cerca allo stesso tempo di salvare la vita anche a sé stesso dato che, come so bene, quando una persona sta per annegare il suo primo istinto è quello di aggrapparsi al suo salvatore, trascinandolo a fondo con sé) il pensiero che ha in testa è quello di, passatemi il termine, di incularla? Questo mentre sta per annegare insieme alla donna trova tutto così eccitante da avere un’erezione e desiderare ardentemente un rapporto anale con lei? Mah…forse c’è una spiegazione che intrinseca che io non sono riuscita a cogliere…
    E poi c’è il tema principale della storia, la morte della moglie.
    Una moglie tanto amata, così amata che della sua morte non frega niente non soltanto a lui, ma soprattutto alla figlia…una bambina di dieci anni che perde improvvisamente la madre e non fa una piega, non versa nemmeno una lacrima…per lei è come se le si fosse rotta una bambola o morto il canarino…una totale assenza di sentimenti, di emozioni e di affetto da parte di questi personaggi che a me inquieta parecchio…forse Veronesi ha voluto dimostrarci che al giorno d’oggi siamo totalmente incapaci di rapportarci con il pensiero della morte tanto da tenerci il più lontano possibile già solo dall’affrontare l’argomento, che siamo totalmente incapaci di provare sentimenti veri, autentici, forse è questo, altrimenti non riesco davvero a trovare una spiegazione a tutto questo totale “anaffettismo”.
    E poi c’è la famosa scena di sesso immortalata da Nanni Moretti, qui descritta come se ci trovassimo davanti a un racconto amatoriale di uno scrittore principiante o, peggio ancora, davanti a un film porno di bassa lega, al limite della volgarità…
    E poi, dulcis in fundo, lo stile con cui tutta la storia è stata scritta, uno stile che lascia a desiderare, un profluvio di parole simil “Ulisse” di Joyce ma che non ha affatto la stessa presa emotiva.
    Pessimo, pessimo, pessimo…l’ennesimo prodotto di consumismo, un romanzo che racconta il nulla e, detto con sincerità, lo fa anche male.
    E’ presto per giudicare, ma Veronesi mi sembra un Mazzantini al maschile e non è di certo un pregio per uno scrittore…
    Da notare che questo romanzo ha vinto il Premio Strega…non aggiungo altro…

    dit le 

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