Chaos calme

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Editeur: Grasset & Fasquelle

3.7
(5324)

Language: Français | Number of pages: 504 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Italian , German , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 2246724317 | Isbn-13: 9782246724315 | Publish date: 

Translator: Dominique Vittoz

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Description du livre
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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    Un viaggio all'interno della mente del protagonista nel corso della sua elaborazione del lutto per la scomparsa della moglie: bello (anche se a tratti un po' lento). La tecnica utilizzata dall'autore ...continuer

    Un viaggio all'interno della mente del protagonista nel corso della sua elaborazione del lutto per la scomparsa della moglie: bello (anche se a tratti un po' lento). La tecnica utilizzata dall'autore è eccezionale e si regge tutta sull'inganno: l'indifferenza di Pietro Paladini e del mondo che lo circonda verso la morte della propria donna ci abbaglia per tutto il libro. Crediamo che il protagonista e sua figlia abbiano superato il lutto in modo indolore e tranquillo, senza traumi, continuando a vivere la propria vita di sempre e facendo conto sul proprio legame: le esortazioni degli altri personaggi (fratello, cognata, amici di Pietro) a consultare uno psicologo sembrano superflui. Il lettore è convinto che Pietro e Claudia ce la stiano facendo, per quanto sembri incomprensibile: la figura di Lara (moglie-madre defunta) si staglia sullo sfondo come quella di una donna poco amata, poco compresa, di cui nessuno sente la mancanza.
    In effetti, nel corso del romanzo Pietro apprenderà cose di Lara che non sapeva e, soprattutto, che con l'indifferenza verso sua scomparsa ha ingannato in primo luogo se stesso.

    dit le 

  • 3

    senza comprendere fino in fondo la maggior parte delle cose che accadono ma, proprio per questo, con la capacità di viverle molto intensamente ( p.46 )
    stai molto attenta con me, perché io sono buono ...continuer

    senza comprendere fino in fondo la maggior parte delle cose che accadono ma, proprio per questo, con la capacità di viverle molto intensamente ( p.46 )
    stai molto attenta con me, perché io sono buono ( p.59 )
    c'è sempre un padre dietro le soddisfazioni che gli uomini si prendono nella vita ( p.67 )
    tutti avranno la loro occasione di tradire, e quelli che non tradiranno saranno traditi ( p.74 )
    pareva uno stormo di uccelli dopo uno sparo ( p.80 )
    quella perfezione, da sola, non serve a un bel niente perché equivale più o meno alla perfezione nel legarsi le scarpe prima di una partita a tennis; ma sta di fatto che è stata raggiunta, il che autorizza a credere che ce ne sia dell'altra da raggiungere ( p.111 )
    il tempo scorre in un verso solo, e ciò che si vede ripercorrendolo all'indietro è fuorviante ( p.114 )
    siamo solo incidenti in attesa di capitare ( p.116 )
    ella ci abbandonò entrambi, perciò possiamo diventare amici e ubriacarci insieme e raccontarci di tutte le altre che hanno fatto altrettanto. tante eh? e allora ci dev'essere un problemino in noi, non credi? se ci abbandonano tutte un motivo ci sarà- ci abbandonano per un altro, perfino per niente, cristo, siamo stati capaci di farci abbandonare per il nulla. nemmeno col nulla la spuntiamo ( p.125 )
    tanto le cose vanno come devono andare, punto e basta. che cazzo sto qui a farmi problemi? ( p.127 )
    dall'ingorgo di propositi che mi paralizzava è emerso un atto modesto, grigio, da burocrate ( p.134 )
    eravamo troppo uguali per non sentirci obbligati a cogliere ogni pretesto per mostrarci diversi ( p.182 )
    ma non l'ho mai fatto e, via via che non lo faccio, questo proposito diventa sempre più vago e irrealizzabile ( p.183 )
    si invitano a cena una sera sì e una no e dopo il primo stuzzichino si apre la voragine di cosa dirsi per tutta la sera ( p.193 )
    noi trasferiamo sui figli le nostre emozioni. fino a una certa età quello che loro provano riguardo a qualsiasi cosa non è che la riproduzione o una loro elaborazione di ciò che proviamo noi genitori. non di ciò che ci sforziamo di manifestare: di ciò che proviamo veramente. pertanto, prima di preoccuparci del rapporto tra i nostri figli e la morte dobbiamo preoccuparci del rapporto tra noi e la morte. il problema non è dunque quali parole, quali artifici o quali immagini utilizzare per parlargliene bensì come siamo messi noi nei confronti della morte, e investe tutto il cosiddetto paraverbale che il nostro comportamento fa arrivare dritto all'inconscio del bambino, vale a dire il tono della voce, i sospiri, le espressioni del viso, il pianto, eccetera; o, per dirla in modo più suggestivo, l'energia del dolore che noi emettiamo. lavorare sul modo di presentare la morte ai bambini equivale perciò a lavorare sul modo in cui la presentiamo a noi stessi ( p.203 )
    la morte di un coetaneo costringe i bambini a pensare alla propria, e siccome non sono preparati a farlo è frequente che, per difendersi, adottino la strategia del rifiuto ( p.205 )
    di solito la morte di un bambino provoca una sofferenza terribile negli adulti, ed è possibile che lui abbia deciso di rifiutare il comportamento stereotipato che lo circonda ( p.205 )
    il pianto dei bambini fa più male a noi che a loro ( p.207 )
    è davvero fantastico vincere in questo modo, non c'è davvero niente di meglio, vincere senza lottare, senza meriti ( p.224 )
    tutto questo era insopportabilmente intenso. così intenso da farmi sentire grande, grandissimo, per riuscire a provarlo, a contenerlo ( p.226 )
    se non scoppia a piangere in qualsiasi momento della giornata è solo perché riesce con tutte le sue forze a rimandarlo al momento dopo ( p.246 )
    basta starci insieme mezz'ora e viene voglia di essere lei ( p.253 )
    e se ora glielo palpassi questo culo? con tutt'e due le mani? chi potrebbe darmi torto? ( p.280 )
    raccontava di un bambino che cercava di sollevare un masso davanti alla madre; ci prova e ci riprova, accanitamente, con tutte le sue forze, ma non ci riesce; allora dice alla madre: non ce la faccio, mamma, e la mamma gli dice: usa tutte le forze che hai a disposizione, e vedrai che ci riuscirai. il bambino le dice che l'ha già fatto, ce le ha già messe tutte, le sue forze, e, la madre gli risponde no tesoro, non le hai ancora usate tutte. non mi hai ancora chiesto di aiutarti ( p.282 )
    rischiamo tutto ora ( p.283 )
    non resistere a nulla, mai ( p.332 )
    nessuno può farti del bene se il bene non è in te ( p.387 )
    nella mia vita è sempre stato così. quello che gli altri fanno dalla mattina alla sera io non posso mai farlo per qualche ragione del cazzo ( p.389 )
    il suo sorriso non è più altro che un'ombra – il ricordo di un sorriso ( p.430 )
    quello che si rivela come il culmine di un lungo fallimento ( p.447 )

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  • 4

    La lucidità mentale è un bene prezioso ed è assai difficile che in un qualunque individuo coesista con le passioni. Nessuno, di norma, riesce a sottrarsi ai propri sentimenti e se ciò invece accade, l ...continuer

    La lucidità mentale è un bene prezioso ed è assai difficile che in un qualunque individuo coesista con le passioni. Nessuno, di norma, riesce a sottrarsi ai propri sentimenti e se ciò invece accade, l'atarassìa ci appare come una vera e propria anomalìa. Siamo tutti almeno un po' pazzi, quindi non ci stupiamo di nulla, salvo interrogarci e rimaner perplessi davanti a chi si mostra imperturbabile, quasi fosse meno umano.
    L'autore afferma di no, che non è così...
    ...ma ne siamo proprio sicuri? Quanto ha ragione Vasco Rossi: "La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia..."!

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    La bellezza di questa storia, secondo me, è che potrebbe capitare ad ognuno di noi. Quante volte, nella vita, ci sarà capitato di percepire le famose “coincidenze” ?
    Piero, il protagonista di queste p ...continuer

    La bellezza di questa storia, secondo me, è che potrebbe capitare ad ognuno di noi. Quante volte, nella vita, ci sarà capitato di percepire le famose “coincidenze” ?
    Piero, il protagonista di queste pagine, sta salvando la vita ad una donna sconosciuta…mentre, non molto lontana da lui, sua moglie muore a sua insaputa. Eppure, nonostante il triste evento scatenante di questo racconto, le pagine si susseguono quasi…serenamente. Il titolo non ne è che la definizione perfetta. Caos…calmo…
    La vita di Piero è apparentemente sconvolta ma è come se lui ne uscisse…per fermarsi in un punto non ben definito, ad osservarla. E da questa panchina lui può vedere il resto del mondo continuare a muoversi senza di lui. Quello che scopre non si può percepire se non attraverso la lettura di queste pagine che Sandro Veronesi scrive coinvolgendo, emozionando…e soprattutto facendo riflettere.
    Alla fine ti ritrovi con un sorriso sulle labbra…e non sai da dove è arrivato. Ma no..in effetti lo sai benissimo…
    Lucia Napolitano

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    Un titolo che racchiude l'intera essenza del libro. Alla scomparsa della moglie, il protagonista è perso in uno stato di caos mentale che tuttavia è incapace di afferrare. Continua a vivere in una qui ...continuer

    Un titolo che racchiude l'intera essenza del libro. Alla scomparsa della moglie, il protagonista è perso in uno stato di caos mentale che tuttavia è incapace di afferrare. Continua a vivere in una quiete apparente, nell'attesa che il dolore della perdita giunga a sopraffarlo. Un libro che pone il lettore di fronte a quesiti come la vita e la morte, offrendo spunti interpretativi sul dolore e sulle molteplici sfaccettature alle reazioni umane.

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    Questo libro racchiude all'interno molte vite: quella di Pietro, il protagonista, Marta sua cognata, Carlo suo fratello e tutti quelli che trovano conforto nel riversare le proprie pene su chi sembra ...continuer

    Questo libro racchiude all'interno molte vite: quella di Pietro, il protagonista, Marta sua cognata, Carlo suo fratello e tutti quelli che trovano conforto nel riversare le proprie pene su chi sembra avere più problemi di loro, perciò più propenso a comprendere il loro turbamento. Pietro si accorgerà presto, anche grazie a tutte le pesone che lo vanno a trovare che ha vissuto una vita diversa da come l'aveva sempre percepita, ma è soprattutto grazie a sua figlia Claudia che pensa di proteggere e confortare stando tutti i giorni ad aspettarla furori dalla sua scuola che avrà l'insegnamento più grande. A volte è inutile stare immobili in attesa di un ipotetico ineluttabile perchè potrebbe non arrivare mai.

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  • 4

    Tanta calma, poco caos

    Il romanzo è una perfetta sinfonia di voci orchestrate da un personaggio, quello di Pietro, che rimane nel cuore per la sua umanità. E’ passata una settimana da che ho finito di leggerlo, e mi mancano ...continuer

    Il romanzo è una perfetta sinfonia di voci orchestrate da un personaggio, quello di Pietro, che rimane nel cuore per la sua umanità. E’ passata una settimana da che ho finito di leggerlo, e mi mancano i pomeriggi passati con lui ad aspettare la figlia sulla panchina, i suoi monologhi, quelli dei conoscenti venuti a vomitargli addosso il loro dolore. Nonostante questo il libro è pervaso da una calma irreale, quella che precede la tempesta, la calma di quando neghiamo agli altri – ma prima di tutto a noi stessi – la nostra sofferenza: per questo ho trovato la storia incredibilmente umana e reale. Inoltre la scrittura di Veronesi è incalzante, ti catapulta negli eventi, a volte scrive periodi talmente lunghi che se ne perde il filo, ma non le sensazioni che trasmettono. Ottimo l’inizio, sorprendente il finale. Bravo, bravo Veronesi. 4 stelline.

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    Un buon inizio, un prosieguo davvero notevole (l’immagine di questo padre che aspetta tutti i giorni davanti alla scuola la figlia dopo la perdita improvvisa della madre è davvero molto potente ed evo ...continuer

    Un buon inizio, un prosieguo davvero notevole (l’immagine di questo padre che aspetta tutti i giorni davanti alla scuola la figlia dopo la perdita improvvisa della madre è davvero molto potente ed evocativa, così come il ruolo quasi di confessore che assume con colleghi e amici che vengono nella sua macchina per condividere il proprio disagio e non per consolare un vedovo) ma poi la storia perde di mordente, soprattutto alla fine con l’arrivo dei super manager.
    Nonostante lo stiracchiamento finale della storia, un bel libro scritto molto bene.

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    originale

    Lara, moglie di Pietro Paladini, muore improvvisamente mentre lui salva una donna da annegamento sicuro. A questo punto e al ritorno a scuola di sua figlia Claudia si innescano delle nuove abitudini a ...continuer

    Lara, moglie di Pietro Paladini, muore improvvisamente mentre lui salva una donna da annegamento sicuro. A questo punto e al ritorno a scuola di sua figlia Claudia si innescano delle nuove abitudini a cominciare dal sostare di Pietro sulla panchina davanti alla scuola.. Una volta instaurata l'abitudine é un via vai di amici, colleghi, parenti che vanno a sincerarsi che Pietro non soffra, e poi si aprono le cateratte della propria sofferenza

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