Che cos'è la filosofia?

Di ,

Editore: Einaudi

4.1
(74)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 880612904X | Isbn-13: 9788806129040 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: A. De Lorenzis ; Curatore: C. Arcuri

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Niente è ciò che sembra.

    "Che cos'è la filosofia?" non è un libro. È un'opportunità che regala la vita. Di ampliare, modificare , re-indirizzare, arricchire il proprio pensiero e prassi di vita. Se non ci si sveglia dal torpo ...continua

    "Che cos'è la filosofia?" non è un libro. È un'opportunità che regala la vita. Di ampliare, modificare , re-indirizzare, arricchire il proprio pensiero e prassi di vita. Se non ci si sveglia dal torpore esistenziale con queste cose, può riuscirci, forse, soltanto un'apocalisse.

    ha scritto il 

  • 3

    Scritto con un evidente intento di produrre una summa del proprio pensiero, e di articolarla come una sorta di sistema filosofico personale, con tutta una sua trattazione per concetti usati come prati ...continua

    Scritto con un evidente intento di produrre una summa del proprio pensiero, e di articolarla come una sorta di sistema filosofico personale, con tutta una sua trattazione per concetti usati come pratici attrezzi da lavoro. Purtroppo, nonostante l'interesse nel vedere gli autori rendere sistematico e concreto (per concetti-utensili pronti ad un confronto con quelli altrui) il loro pensiero, l'impressione piu' forte che produce e' la perdita dell'impatto dirompente della scrittura visionaria di Mille piani. Va detto che non sembrano perdersi nel nulla tutte le idee precedenti. Solo un volontario rinchiudersi in un gabbia teoretica (seppure mobile) per reinserirsi spontaneamente nel flusso piu' ampio della storia della filosofia, per non venirne esclusi.

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/03/04/che-cose-la-filosofia-gilles-deleuze-felix-guattari/

    “Chiediamo soltanto un po’ d’ordine per proteggerci dal caos. Niente è più doloroso, più angosciante ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/03/04/che-cose-la-filosofia-gilles-deleuze-felix-guattari/

    “Chiediamo soltanto un po’ d’ordine per proteggerci dal caos. Niente è più doloroso, più angosciante di un pensiero che sfugge a sé stesso, delle idee che si dileguano, che appena abbozzate scompaiono, già erose dalla dimenticanza o sprofondate in altre che a loro volta non controlliamo...Perdiamo continuamente le nostre idee. È per questo che vogliamo tanto aggrapparci a opinioni sicure. Chiediamo soltanto che le nostre idee si concatenino seguendo un minimo di regole costanti, e l’associazione delle idee non ha mai avuto altro senso se non quello di fornirci delle regole, come la somiglianza, la contiguità, la causalità, che ci difendano e ci permettano di mettere un po’ d’ordine nelle idee, di passare dall’una all’altra secondo un ordine dello spazio e del tempo, che impediscano alla nostra “fantasia” (il delirio, la follia) di percorrere l’universo in un istante per generarvi dei cavalli alati o dei draghi di fuoco...chiediamo tutto questo per poterci fare un’opinione, come una sorta di ombrello che ci protegga dal caos”.

    (Gilles Deleuze – Félix Guattari, “Che cos’è la filosofia?”, ed. Piccola Biblioteca Einaudi)

    “Che cos’è la filosofia?”. Bella domanda. La presenza del punto interrogativo nel titolo dell’opera di Deleuze e Guattari dimostra che i due autori non propongono una risposta definitiva, consci che sarebbe assurdo proporla. Devo anche aggiungere che qualora avessero dato una soluzione ultima al quesito, io non avrei potuto coglierla, per la semplice ragione che almeno il 50% del libro mi è risultato oscuro, causa terminologia o argomenti a me poco familiari. Mi riferisco, in particolare, alla seconda parte del libro, quando gli autori, operando un raffronto tra filosofia, arte, scienza e logica, fanno sfoggio di nozioni che al momento non mi appartengono. Detto ciò, devo dire che la restante parte del libro, quella che almeno ho intuito, mi è parsa molto interessante, sebbene anch’essa di non facile approccio.
    Per gli autori fare filosofia non è solo contemplazione, riflessione o comunicazione, ma soprattutto è l’arte di inventare, creare, formare concetti. I concetti, a loro volta, non sono degli assoluti validi per ogni tempo e spazio, ma hanno una storia “a zig-zag”, costituendo il risultato di una serie di sedimentazioni, ritagli, smussature, riletture che ne fanno un “tutto frammentario”. I singoli concetti sono legati l’uno all’altro da ponti mobili, da zone di sovrapposizione e hanno un loro senso autoreferenziale all’interno di quello che è definito “piano d’immanenza”, cioè una sorta di setaccio che ciascun filosofo applica al caos della realtà, un qualcosa di pre-filosofico che però non ha nulla di trascendente, che non esiste al di fuori della filosofia benché questa lo presupponga. Altro argomento molto sviscerato da Deleuze e Guattari è quello dei cosiddetti “personaggi concettuali”, da non confondere con il personaggio puro di una narrazione. “Personaggi concettuali” classici sono, per esempio, il Socrate di Platone o il Dioniso di Nietzsche.
    Non aggiungo molto altro a queste mie impressioni per i motivi di cui sopra, ribadendo che si tratta di un testo abbastanza complesso e che può risultare anche noioso per chi non fosse realmente appassionato alla materia, ma interessante per chi, invece, si è posto talvolta la domanda contenuta nel titolo, alla quale, peraltro, tuttora rispondo con un grosso (poco, molto?) e filosofico “boh!”.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho trovato il libro molto potente, soprattutto le considerazioni sul concetto di concetto (e le divertenti frecciatine al marketing e alla sua nozione di concetto), la figura della "terza persona" e q ...continua

    Ho trovato il libro molto potente, soprattutto le considerazioni sul concetto di concetto (e le divertenti frecciatine al marketing e alla sua nozione di concetto), la figura della "terza persona" e quelle sui piani di immanenza filosofici, artistici e scientifici. Molto elegante la critica alla logica, anche se il problema del cervello finisce nella conclusione, la parte che mi è parsa un pelo più confusa (forse perché è il primo libro che leggo di Deleuze e Guattari e non ho familiarità con i loro di concetti). La "velocità infinita" del pensiero sembra dispiegarsi in una prosa in cui ogni frase insegue l'altra senza un attimo di pausa; esaltante.

    ha scritto il 

  • 5

    Di norma non sono solito dare una valutazione in stelle ad un saggio, ma questo...fondamentale per chi ancora confida e si affida nella/alla filosofia (che non è una mera ricerca intellettualistica). ...continua

    Di norma non sono solito dare una valutazione in stelle ad un saggio, ma questo...fondamentale per chi ancora confida e si affida nella/alla filosofia (che non è una mera ricerca intellettualistica).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    ATTENZIONE: RECINZIONE PASTICHEUSE

    Esso è un libro che la filosofia è un’anziana signora, un’anziana signora non è bene che vada in giro povera e nuda, oggi come oggi, anche se c’è dei perversi che am ...continua

    ATTENZIONE: RECINZIONE PASTICHEUSE

    Esso è un libro che la filosofia è un’anziana signora, un’anziana signora non è bene che vada in giro povera e nuda, oggi come oggi, anche se c’è dei perversi che amano il genere granny, uno di essi fu petrarca, peccato che non si studia all’università della terza età. esso è un libro che la filosofia allora era decrepita già settecento anni fa, e i due autori, anziani pure loro, mettono dei vestiti sul corpo della filosofia, che quindi parte nuda e poi diventa vestita, come in una vecchia esibizione di Corinne Clery, che oggi è anziana pure lei. i vestiti della filosofia in realtà sono auto-indossanti e si chiamano concetti. allora, dopo che altri filosofi tanto anziani da essere morti hanno inventato i personaggi concettuali dell’amico e dell’amante d&g hanno inventato il personaggio concettuale dell’anziana signora, che ti spiega la filosofia il suo stile tardo traendo. Esso è un libro che può darsi che ci sia una sensazione di morire, in una anziana signora, canuta e bianca, ma però dura poco, e dopo che è morta, può continuare a vivere bella anziana come prima.

    ha scritto il 

  • 3

    Che cos'è la filosofia? si domandano Deleuze e Guattari.

    La loro risposta è che la filosofia è creazione di concetti. Ma il filosofo, il creatore di questi concetti, etimologicamente, non possederà ma ...continua

    Che cos'è la filosofia? si domandano Deleuze e Guattari.

    La loro risposta è che la filosofia è creazione di concetti. Ma il filosofo, il creatore di questi concetti, etimologicamente, non possederà mai interamente e in via definitiva la sapienza. Sarà suo amico, amico dei concetti, delle opinioni. Al massimo, con Platone dichiarerà che il requisito del sapere e delle scienze è l'opinione vera. Filosofia non è possesso di verità.
    D'altra parte, pensare non è una relazione tra un soggetto e un oggetto. No, pensare è "un rapporto fra il territorio e la terra" [p. 77] ossia tra la propria casa e l'universo. Finito e infinito, immanenza e trascendenza.

    ha scritto il 

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