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Che cos'è la tradizione

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 405)

4.1
(66)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 369 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845913465 | Isbn-13: 9788845913464 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Elémire Zolla

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Descrizione del libro
"Tradizione" è la conoscenza primordiale a cui dobbiamo in qualche modo ricongiungerci se vogliamo avere nozione di ciò che è. Questo è il punto di partenza del volume, che Zolla pubblicò nel 1971 quasi come gesto provocatorio verso un mondo che andava in opposta direzione. Oggi i temi del libro sono più vivi che mai, e la radicale polemica legata al momento storico ha assunto valore retrospettivo.
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    Si tratta di una lettura immancabile per chiunque guardi alla Tradizione come al fondamento della propria miserevole esistenza. Evola lo riteneva un testo pretenzioso: sbagliava. Testo difficile da digerire, ed è uno dei motivi per il quale molti se ne discostano una volta cominciato, mal giudica ...continua

    Si tratta di una lettura immancabile per chiunque guardi alla Tradizione come al fondamento della propria miserevole esistenza. Evola lo riteneva un testo pretenzioso: sbagliava. Testo difficile da digerire, ed è uno dei motivi per il quale molti se ne discostano una volta cominciato, mal giudicandolo. Il capitolo sul satanismo è da leggere e rileggere.

    ha scritto il 

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    esposizioni

    autori apparentemente lontani fra di loro, manzoni, dante, shakespeare, goethe, dostoevskij, bernanos, kafka, melville, flaubert e molti mistici, legati fra di loro da una sottilissima ricerca della tradizione, elemento primordiale di conoscenza, e per gli autori sopracitati, di 'partenza'.
    espl ...continua

    autori apparentemente lontani fra di loro, manzoni, dante, shakespeare, goethe, dostoevskij, bernanos, kafka, melville, flaubert e molti mistici, legati fra di loro da una sottilissima ricerca della tradizione, elemento primordiale di conoscenza, e per gli autori sopracitati, di 'partenza'. esplorazione profonda delle origini, chiavi di lettura multiple del pensiero. un libro che fa spazio nelle proprie origini.il pensiero come strumento per conoscere la grammatica dell'identità. eterna gratitudine a elémirre zolla.

    ha scritto il 

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    Grande, Grande Elemire. Con questo testo fa rimpiangere i tempi in cui l'alchimia era sulla bocca dei grandi pensatori. Uno stile di scrittura spiritata, densa di noduli e passaggi, di fotoni di precisione millimetrica, immersa nella nube di una visione. Anche questo testo partorito per educare l ...continua

    Grande, Grande Elemire. Con questo testo fa rimpiangere i tempi in cui l'alchimia era sulla bocca dei grandi pensatori. Uno stile di scrittura spiritata, densa di noduli e passaggi, di fotoni di precisione millimetrica, immersa nella nube di una visione. Anche questo testo partorito per educare la destra storica che si affacciava, dilettante, verso lo specchio della Tradizione. E sembra ancora che questi benedetti trapassati, mancati lettori a cui Zolla aveva destinato questo testo, non abbiamo compreso nulla.

    ha scritto il 

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    Zolla fa parte di quella élite di scrittori, per così dire, perennialisti, antimoderni, spirituali e serissimi (assieme a Guenon, Burckhardt, Evola ed Eliade) che godono di altissima considerazione presso una ristretta cerchia di ammiratori, dei quali mi pregio di far parte. Tuttavia l'infallibil ...continua

    Zolla fa parte di quella élite di scrittori, per così dire, perennialisti, antimoderni, spirituali e serissimi (assieme a Guenon, Burckhardt, Evola ed Eliade) che godono di altissima considerazione presso una ristretta cerchia di ammiratori, dei quali mi pregio di far parte. Tuttavia l'infallibilità è prerogativa del papa, e quindi anche loro ogni tanto toppano. Fa un po' specie leggere un libro nella cui prefazione l'autore stesso ne definisce la tesi "contraria a come la penso oggi" - che cosa dobbiamo pensare, di questo libro? Non solo. A me Zolla ha sempre dato l'impressione di un autore che abbia scritto un unico enorme libro, spezzattato più o meno a caso in diversi volumetti; una specie di vasto paese letterario, con splendide foreste, meravigliosi panorami, e, di tanto in tanto, paludi nelle quali ti perdi senza speranza. In questo libro ci sono capitoli interessantissimi (quello sui Tre Dogmi del mondo moderno su tutti - che anzi, è forse l'unica parte che davvero merita), e altre divagazioni interminabili della cui presenza non si riesce (almeno, io non riesco) a cogliere il senso. E poi lo stile. Zolla è lontano anni luce dalla precisione asettica e burocratica di Guènon, e dalla spettacolare tracotanza futurista di Evola; quando va bene è barocco, convoluto, erudito e pirotecnico - quando va male è uno stomachevole guazzabuglio rococò (ditemi voi se, arrivati al leprottino e alla fanciullina la vostra reazione non è stata "A Elemire, ma che cazzo stai addì?"). Insomma: un'occasione mancata. La critica alla Contestazione e più in generale ai tempi moderni, che costituisce la ragion d'essere del libro, è una critica assai valida e condivisibile (tutti conosciamo qualcuno che "ha fatto il Sessantotto" e che saremmo ben lieti di prendere a schiaffoni): ma si perde, sia per le riserve espresse dall'Autore nella prefazione, sia per la pura e semplice quantità di roba ammassata in queste quattrocento pagine. Roba interessantissima, vivaddìo, ma troppa, troppa, troppa. Come i piatti misti di Grosso Guaio a Chinatown, prendete quello che vi interessa e scartate senza problemi il resto.

    ha scritto il 

  • 4

    Noi siamo anche il risultato della saggezza antica e dei pensieri, sentimenti di chi ci ha preceduto.
    Sotto questo aspetto il testo è fondamentale come quelli di Evola, di Guenon, la Filosofia Perenne di Huxley ecc...

    ha scritto il