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Che farò quando tutto brucia?

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 526 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807016613 | Isbn-13: 9788807016615 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vittoria Martinetto

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Descrizione del libro
Un uomo sposato abbandona la famiglia per fare la drag queen in un locale di quart'ordine a Lisbona. Trent'anni dopo, il figlio ne ripercorre la storia e racconta la propria discesa agli inferi. Plasmato sul tema dell'alienazione e dell'impossibile ricerca dell'identità - sessuale, familiare, sentimentale - "Che farò quando tutto brucia?" esplora senza remore lo spazio difficile dell'emarginazione, le pieghe più nascoste di un'umanità che ci è vicina e che viene confinata entro i limiti non solo fisici del ghetto: la droga, la malattia, il tabù sessuale. Dopo la tragica morte del padre Carlos, Paulo cerca di tirare le fila della propria complicata esistenza, trascorsa prima con i genitori, poi in una famiglia adottiva, placida e borghese, poi di nuovo a stretto contatto col padre e col suo affascinante compagno/amante Rui, da cui viene iniziato alla droga. In un furore allucinato, Paulo ricostruisce la sua infanzia, i suoi sentimenti confusi, il matrimonio dei genitori, il suo tentativo di disintossicarsi non ancora concluso... Ma non è solo Paulo a trovar voce nell'architettura sinfonica di questo romanzo che ospita, cristallizzandole in un eterno, definitivo presente, le verità di molti personaggi: Judite, la madre, divisa tra amore, tenerezza e odio, che si prostituisce per un bicchiere di vino e l'illusione di essere carezzata dal marito fuggito; Carlos, che si esibisce ogni notte col nome di battaglia Soraia; il signor Couceiro e donna Helena, genitori adottivi di Paulo, che vivono nel ricordo di una figlia perduta; Gabriela, una ragazza che lavora in ospedale e che guarda dall'esterno questo strano gruppo di famiglia... E, sullo sfondo, l'universo dei quartieri poveri e periferici della città.
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    Si può dare un giudizio altissimo a un libro e pensare di non consigliarlo a nessuno? Si può. Questo libro è una matassa di dolore scuro, aggrovigliata attorno al nucleo di una storia, alla quale l'autore strappa uno a uno fili. Ogni filo è una voce, una figura figlia di emarginazione, sofferenza ...continua

    Si può dare un giudizio altissimo a un libro e pensare di non consigliarlo a nessuno? Si può. Questo libro è una matassa di dolore scuro, aggrovigliata attorno al nucleo di una storia, alla quale l'autore strappa uno a uno fili. Ogni filo è una voce, una figura figlia di emarginazione, sofferenza, degrado. Ogni filo è intrecciato, incollato, annodato, appiccicato agli altri. E se li porta via, con voci che si sovrappongono, si fanno eco, ognuna guardando a questa Lisbona disperata a suo modo. E l'unico sollievo è scoprire, dopo più di cinquecento pagine, che il tuo, di filo, non c'è.

    ha scritto il 

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    Assolutamente il-leg-gi-bi-le. Mi ero avvicinata a questo libro con i più buoni propositi di questo mondo, primo tra tutti avvicinarmi un po' alla letteratura portoghese, argomento sui su cui ero (e continuo ad essere) abbastanza ignorante. Dovevo recarmi in Portogallo e avevo voglia di conoscere ...continua

    Assolutamente il-leg-gi-bi-le. Mi ero avvicinata a questo libro con i più buoni propositi di questo mondo, primo tra tutti avvicinarmi un po' alla letteratura portoghese, argomento sui su cui ero (e continuo ad essere) abbastanza ignorante. Dovevo recarmi in Portogallo e avevo voglia di conoscere questo paese sotto tutti gli aspetti, letteratura compresa...non l'avessi mai fatto! Antunes ha uno stile molto particolare, del tutto privo di punteggiatura e maiuscole, che ostacola non poco la lettura. Non parliamo poi della trama: una più sconclusionata non poteva trovarla. Addio miei buoni propositi sulla letteratura del Paese delle Tre Effe (fado, football e Fatima)...perlomeno quella contemporanea. Magari mi andrà meglio col poeta leiriense Francisco Rodrigues Lobo (era appunto a Leiria che dovevo recarmi...ma questa è un'altra storia e nemmeno troppo piacevole, temo).

    TRAMA (presa da e-bay. Del libro ricordo solo che è ambientato a Lisbona e che ricorda un po' "Tutto su mia madre"): Quando Paulo vede suo padre Carlos nella bara, tutto ben vestito, cravatta compresa, scoppia in una risata isterica. Per anni, infatti, Carlos ha dominato la vita notturna dei night club di Lisbona come la star delle Drag Queens, ed era assolutamente soddisfatto del suo ruolo in questo mondo a parte.
    Anche Paulo subiva il fascino di quella vita e, in particolare, di Rui, il grande amore del padre, l’ultimo dei suoi fidanzati. Omosessuale, eroinomane, è Rui ad aver iniziato alla droga il giovane Paulo e viene trovato morto vicino al cadavere di Carlos, che ha deciso di suicidarsi su una spiaggia. In un furore allucinato Paulo ricostruisce la propria vita, il matrimonio dei genitori, finito inevitabilmente in una separazione, il mondo dei genitori adottivi, borghesi e placidi, il suo tentativo di disintossicarsi non ancora concluso… Ma non è solo Paulo ad aver voce in questo romanzo, che ospita anzi le verità di molti personaggi la cui riuscita è a dir poco perfetta, tanto per la loro aderenza al reale quanto per la costruzione minuziosa dei loro caratteri: Judite, la madre, divisa nei confronti del marito tra amore, tenerezza e odio; il signor Couceiro, il padre adottivo cui è morta la figlia; Gabriela, una ragazza che lavora in ospedale e che guarda dall’esterno questo strano gruppo di famiglia. Un torrente di parole, storie che si incrociano come se a raccontarle fosse un coro disarmonico fatto di confessioni e bisbigli, grida sguaiate e lamenti, il falsetto di uno spettacolo di travestiti, l’agghiacciante vocalizzo di chi è nel vortice della droga e, in più, il freddo rapporto di polizia, la diagnosi medica, il rancore dei vivi e quello dei morti.

    ha scritto il