Che la festa cominci

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

3.4
(6132)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 331 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806191012 | Isbn-13: 9788806191016 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell’Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo.
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  • 3

    Fantasioso e satirico, con un gusto pop non banale, il romanzo è ben scritto e si legge con interesse. Cattura indubbiamente una certa Italia volgare e mediatica, ma anche tipologie umane del proletar ...continua

    Fantasioso e satirico, con un gusto pop non banale, il romanzo è ben scritto e si legge con interesse. Cattura indubbiamente una certa Italia volgare e mediatica, ma anche tipologie umane del proletariato, come le Belve di Abaddon...
    A tratti, forse, eccede con gli effetti speciali, specie nella descrizione della festa.

    ha scritto il 

  • 3

    Insieme a Branchie, questo romanzo mi ha fatto scoprire un Ammaniti comico, che ancora non conoscevo, e che si diverte e ci diverte con assurdità varie e assortite e personaggi tragici nella loro bana ...continua

    Insieme a Branchie, questo romanzo mi ha fatto scoprire un Ammaniti comico, che ancora non conoscevo, e che si diverte e ci diverte con assurdità varie e assortite e personaggi tragici nella loro banalità - come Mantos (o meglio, come Saverio Moneta) - e personaggi sublimi nella loro allegra meschinità, come Fabrizio Ciba, che è disprezzabile ma a me, in fondo, ha fatto tenerezza.
    Questo romanzo in fondo propone una visione del mondo alla Dylan Dog, dove "scegliere l'orrore", come fa Mantos, è l'unico modo per non farsi stritolare dagli ingranaggi di una vita in cui conta solo la sopraffazione e l'apparenza, l'esteriorità. E Ciba rappresenta l'opposto del povero ragioniere, perché è troppo debole, pieno di sé e vanitoso per non farsi risucchiare da questi meccanismi. Ciba è un personaggio vacuo ma molto ben fatto, e questo secondo me è un merito da riconoscere all'autore, perché non credo che sia facile rendere fondamentalmente simpatico un personaggio così. Nonostante questo, non arrivo a dare 4 stelle al romanzo, diciamo che sarebbero 3 e mezzo, ma sicuramente altri lavori di Ammaniti, come Come Dio comanda, sono di ben altro spessore.
    Due parole finali sull'ambientazione della terza parte: saranno anche catacombe, ma sembrano tanto le fogne di New Delhi dove suona la Banda dell'Ascolto Profondo di Branchie!

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante parodia del generone romano - ne verrebbe un film epico-comico (Ben Hur di Fellini). Sadismo satirico temperato dalla libidine. Mai serio, piuttosto tragico, Ammaniti non fa letteratura m ...continua

    Interessante parodia del generone romano - ne verrebbe un film epico-comico (Ben Hur di Fellini). Sadismo satirico temperato dalla libidine. Mai serio, piuttosto tragico, Ammaniti non fa letteratura ma è un buon narratore che qui, non prendendosi sul serio, evita gli eccessi di profondità e aberrazione di "Io non ho paura" o Come dio comanda".

    ha scritto il 

  • 4

    Ammaniti non delude nel più surreale dei suoi romanzi

    Surreale. Aggressivo. Grottesco. Pochi sentimenti e tanto movimento, poche pause e tanto ritmo. Un Ammaniti divertito e (abbastanza) divertente disegna la società contemporanea nelle sue torsioni più ...continua

    Surreale. Aggressivo. Grottesco. Pochi sentimenti e tanto movimento, poche pause e tanto ritmo. Un Ammaniti divertito e (abbastanza) divertente disegna la società contemporanea nelle sue torsioni più assurde. La trovata che viene dal sottosuolo é brillante. Lettura di piacere, che lascia un sorriso amaro.

    ha scritto il 

  • 2

    Continuo a rimpiangere l'ultimo capodanno.... prima parte buona, la seconda (con l'apparire degli esseri sotterranei), decisamente meno. La scrittura rimane una sicurezza ma la magia non è più qui ...continua

    Continuo a rimpiangere l'ultimo capodanno.... prima parte buona, la seconda (con l'apparire degli esseri sotterranei), decisamente meno. La scrittura rimane una sicurezza ma la magia non è più qui

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un buon libro è sempre un buon libro

    Dopo averne letti un pò di libri di Ammaniti fondamentalmente so cosa aspettarmi, ovvero che muoiono tutti senza sconti.
    La grande differenza è che questa volta per una buona metà del libro ci ho cred ...continua

    Dopo averne letti un pò di libri di Ammaniti fondamentalmente so cosa aspettarmi, ovvero che muoiono tutti senza sconti.
    La grande differenza è che questa volta per una buona metà del libro ci ho creduto che l'amore trionfasse...e invece no.
    Unica cosa che non mi resta chiara è il perché di un radicale cambio di rotta di un personaggio.
    Per il resto il libro scorre, lo consiglierei come "piacevole" lettura estiva

    ha scritto il 

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