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Che tu sia per me il coltello

Di

Editore: Mondadori

3.8
(4771)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8804458356 | Isbn-13: 9788804458357 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
In una riunione scolastica un uomo vede una sconosciuta che cerca, con un gesto quasi impercettibile, di isolarsi. La vede per non più di cinque minuti, ma quel gesto lo ipnotizza e l'uomo decide di scriverle, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero, ma esclusivamente epistolare. Inizialmente la proposta irrita la donna, ma a poco a poco la seduce. E la accetta, nella speranza di poter trasformare questo legame in realtà concreta.
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  • 5

    Un coltello affilato ma misericordioso

    La trama sembra non esserci. In mezzo ad un gruppo di persone lui intravede lei che, con un gesto quasi impercettibile, sembra volersi isolare dagli altri. La “sceglie” subito e le invia una lettera p ...continua

    La trama sembra non esserci. In mezzo ad un gruppo di persone lui intravede lei che, con un gesto quasi impercettibile, sembra volersi isolare dagli altri. La “sceglie” subito e le invia una lettera proponendole un rapporto profondo, aperto, segreto, ma esclusivamente epistolare.
    Perché proprio lei? E' bastato un piccolo gesto e l’immaginazione (empatia?) è scattata. Sarà Myriam la sua donna di penna (e anche di pena).
    Lui è Yair. Ha bisogno di mettersi a nudo, di rivelarsi anche a se stesso, di capirsi. Lo fa attraverso un immane numero di lettere a Myriam, scavando, sempre di più.

    Yair e Myriam. Ben presto scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani ed il progressivo disvelamento di loro stessi a sua volta disvela la sensualità che si nasconde nelle parole.
    “Come vorrei pensare a noi come a due persone che si sono fatte un’iniezione di verità, per dirla, finalmente, la verità. Sarei felice di poter dire a me stesso: "Con lei ho stillato la verità". Sì, è questo quello che voglio. Voglio che tu sia per me il coltello, e anche io lo sarò per te, prometto. Un coltello affilato ma misericordioso - parola tua. Non ricordavo nemmeno che fosse lecita. Un suono così delicato e ovattato. Una parola senza pelle (se la si ripete più volte a voce alta si può sentire come terra riarsa, e non è facile il momento in cui l'acqua s'infiltra fra le crepe)”.

    “Mi fa impazzire il fatto che ti aggrappi di nuovo alla logica, che è senz’altro utile nella vita: ma noi non siamo nella vita, Myriam! E’ il segreto che ti sussurro all’orecchio già da un mese: noi due non siamo vivi!”.

    E’ un libro immenso, capace di raccontare due anime di grande bellezza e profondità.
    So che molti lettori non sono riusciti ad andare oltre le cinquanta pagine: non è un libro semplice ed accattivante, è uno di quei libri che ti devi conquistare.
    Ma se sarai capace di “scalarlo”, se saprai arrivare sino alla fine, non ti sarà tanto facile, in seguito, “liberarti” di questi due personaggi. Perché essi, oltre che nella propria, saranno riusciti a scavare anche nella tua anima.

    ha scritto il 

  • 1

    No.

    Non amo questo libro. Non mi ha: emozionata, dato da pensare, fatta sognare, complessata, turbata, nulla di nulla.
    Inizio con il dire che mi ha annoiata ed ho fatto molta fatica a terminarlo, caparbia ...continua

    Non amo questo libro. Non mi ha: emozionata, dato da pensare, fatta sognare, complessata, turbata, nulla di nulla.
    Inizio con il dire che mi ha annoiata ed ho fatto molta fatica a terminarlo, caparbia, comunque... l'ho concluso. Un mattone, più docile la Sacra Bibbia con tutti i suoi versetti, per farla breve, non comprendo la bellezza entusiasmante di questo libro. Credo che in futuro, comprerò un testo di Grossman con m o l t a difficoltà. Invero molti miei amici l'hanno amato, l'hanno trovato come una benedizione del cielo, la nuova religione o il cartello ''birra gratis'' dopo 6km a piedi.. E questo mi ha fatta sentire anni luce di distanza da loro. Ed a questo punto, meno male.
    Dall'inizio alla fine la mia domanda era la seguente: ''Ok, ma adesso (spero) lo denunci, vero?''

    ha scritto il 

  • 2

    Dicono che questo sia un libro che si ama o si odia. Be' non mi ha coinvolto, non mi ha emozionato, ma non mi ha nemmeno turbato. Ho letto un bell' esercizio di stile, ben scritto certo, ma l'ho lett ...continua

    Dicono che questo sia un libro che si ama o si odia. Be' non mi ha coinvolto, non mi ha emozionato, ma non mi ha nemmeno turbato. Ho letto un bell' esercizio di stile, ben scritto certo, ma l'ho letto con fastidio: morboso, ma non troppo, disturbante, ma non troppo. Un uomo che si conceda di scrivere le frasi che Yair indirizza ad una sconosciuta senza che lei intuisca immediatamente d'aver a che fare con un soggetto pericolosamente alienato rasenta i limiti della credibilità. Intendiamoci, un sano rapporto epistolare può rivelarsi una delle più appaganti avventure dell'anima che possano capitare ad una persona, e quando ho letto le "Lettere a Milena”, dalle quali è tratto il titolo del romanzo, mi sono sentito profondamente toccato, ma questo, per me, è un libro davvero perdibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Una delle poche volte in cui ho scelto il libro per il titolo, ma l'istinto aveva ragione: le parole del titolo sono di Kafka che nelle letter perdute a Milena le scrive: Amore è il fatto che tu sei p ...continua

    Una delle poche volte in cui ho scelto il libro per il titolo, ma l'istinto aveva ragione: le parole del titolo sono di Kafka che nelle letter perdute a Milena le scrive: Amore è il fatto che tu sei per me il coltellocon cui frugo dentro me stesso"
    È infatti il frugare reciprocamente dentro le anime di Myriam e Yair il filo conduttore di questo libro; certo lui si presenta come uno stalkere non risulta una persona molto affidabile nei confronti del mondo, disua moglie e di suo figlio, al contrario la dedizione di lei per quel suo bimbo malato è struggente.
    Zeppo di spunti adesso non mi resta che affrontare Virginia Woolf, autrice che mi ha sempre ispirato un po' di timore ma deve approfondire la sua relazione con Vita Sackville West.
    ( Vita e Violet altra citazione)

    ha scritto il 

  • 3

    ***e 1/2.
    Di passaggi stupendi ce ne sono tanti, tanto da tornare indietro di qualche riga e leggerli un'altra volta, e poi un'altra ancora, e poi dire: "aspetta, aspetta, questa la sottolineo".
    Avrei ...continua

    ***e 1/2.
    Di passaggi stupendi ce ne sono tanti, tanto da tornare indietro di qualche riga e leggerli un'altra volta, e poi un'altra ancora, e poi dire: "aspetta, aspetta, questa la sottolineo".
    Avrei preferito però leggere più pagine dedicate a Myriam; seguire per 3/4 del libro i pensieri, le inquietudini, le debolezze e la follia di Yair è stato un po' pesante, e mi convinco sempre di più di quanto sia stato egoista e vigliacco il suo comportamento. Ma voi uomini siete tutti così?!
    Per questo non riesco a dare un voto più alto. Dopo aver finito il libro, sono rimasta per svariate ore spaesata e confusa... Dicono che questo libro "o lo si ama, o lo si odia", io non so ancora da che parte stare.

    "Ma con te non mi comporto in modo logico: solo in modo follemente logico. E non voglio nemmeno aspettare, perché il tempo con te è diverso. È circolare, e ogni momento si trova esattamente alla stessa distanza dal centro."
    "Mi fa impazzire il fatto che ti aggrappi di nuovo alla logica, che è senz'altro utile nella vita: ma noi non siamo nella vita, Myriam! È il segreto che ti sussurro all'orecchio già da un mese: noi due non siamo vivi! [...] Con te voglio una costituzione diversa di cui saremo noi a fissare le leggi. Parleremo una nostra lingua e racconteremo le nostre storie, e ci crederemo con tutte le nostre forze, perché in mancanza di un luogo privato come questo - dove quello in cui crediamo si realizzerà, anche se solo per iscritto - la nostra vita non sarà tale; o peggio ancora: la nostra vita sarà solo una vita."

    ha scritto il 

  • 1

    che noia!!

    riconosco in Grossman, l'autore, un' eccezionale bravura come paroliere.. ma il libro non mi è assolutamente piaciuto. Yair vede Miriam per puro caso e resta affascinato da questa donna che diventerà ...continua

    riconosco in Grossman, l'autore, un' eccezionale bravura come paroliere.. ma il libro non mi è assolutamente piaciuto. Yair vede Miriam per puro caso e resta affascinato da questa donna che diventerà la sua confidente tramite lettere in cui si svela il suo più profondo io. non accade mai nulla di particolarmente significativo, se non la rivelazione della vita vera, dei loro figli, dei loro compagni. Il mio giudizio è di estrema noia, ambiguo e complesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Yair non conosce Myriam.
    Ma quel giorno, il suo sorriso triste, il suo istintivo stringersi nelle spalle, come volersi proteggere da qualcuno o da qualcosa, fa scattare in lui un sentimento mai provat ...continua

    Yair non conosce Myriam.
    Ma quel giorno, il suo sorriso triste, il suo istintivo stringersi nelle spalle, come volersi proteggere da qualcuno o da qualcosa, fa scattare in lui un sentimento mai provato.

    Decide di scriverle. E Myriam starà al gioco.
    Entrambi, per alcuni mesi, senza mai vedersi o telefonarsi, si scambieranno centinaia di lettere, arrivando a svelare a se stessi e all'altro gli aspetti più segreti della proprio anima.

    Come dico sempre, la scrittura ha funzione terapeutica... Pur scavando in profondità nella sofferenza e nel profondo dolore delle loro esistenze Yair e Myriam impareranno ad amarsi, a desiderarsi, accettando le proprie bassezze e meschinità. Arrivando a conoscersi meglio di chiunque altro.
    Nessun confine tra i loro pensieri, tra i loro corpi, tra i loro respiri e sensazioni. Arrivano a fondersi l'uno con l'altro. L'uno il coltello dell'altro.

    Mi sono molto appassionata a seguire questo scambio, molto intenso, passionale, sensuale, crudele ed efferato, addirittura. Una tortura necessaria, in certi casi. Insostenibile in certi momenti. Ma, per me, era il momento giusto.
    Infatti presto anch'io inizierò a scrivere una lettera... Per essere il coltello dell'uomo che amo. Perchè se lo merita, e in fondo anch'io.

    A parte la piccola nota biografica di cui sopra, credo che sia un libro che meriti di essere letto. Non mi è molto piaciuta l'ultima sezione: non ne ho capito gran che il significato. Comunque il valore del romanzo rimane.

    Dunque, lancio ora questa proposta. Io faccio Maryam. Che vuole essere il mio Yair?

    ha scritto il 

  • 5

    Che tu sia per me il coltello è stata una lettura “difficile”, portata avanti lentamente e vissuta con una gamma di stati d’animo estremamente variegata. Avrei sottolineato tante di quelle frasi da r ...continua

    Che tu sia per me il coltello è stata una lettura “difficile”, portata avanti lentamente e vissuta con una gamma di stati d’animo estremamente variegata. Avrei sottolineato tante di quelle frasi da restituirlo consunto alla cara amica che me lo ha prestato. Non è un romanzo che lascia indifferenti e tocca gli strati psicologici del lettore in modo profondo. L’amore descritto da Grossman è talmente totale, senza passare attraverso la fisicità concreta, da chiedersi se sia davvero possibile nella vita conoscere qualcuno che si addentri in noi così intimamente, si riconosca a sua volta in noi e ci accetti nella nostra interezza, e non a pezzi, o per ruoli. Può accadere di arrivarci vicino, vicino al punto da provare a tratti anche l’impulso di fuggire, nel timore che in fondo l’altro non ci ami, o che non sia addirittura reale ciò che accade. Chi è così fortunato vive in uno stato di grazia che poi ha il terrore di perdere. Ed è proprio in tal modo che Myriam e Yair consumano e bruciano la loro sintonia, con le loro personalità simili, delineate in modo preciso, nitido, al punto da provare la sensazione di averli davanti agli occhi in tutta la loro Essenza. Poi capita, a volte, di ritrovarsi in così tanti tratti di un personaggio, da scatenare chissà quali tempeste riflessive, spesso dal sapore malinconico, che puntellano l’esistenza. “Dopotutto la mia vita è più o meno piena di “ho”(…). Sono circondata di amici che mi vogliono bene, ho persino un boschetto davanti a casa, ho tutta la musica di cui sento il bisogno e ho il mio lavoro, che amo. Che lista invidiabile! Il mio “ho” è pieno, pieno. Tu stesso hai detto che è persino traboccante…Ed è proprio il “non ho” a risvegliarsi ora, a diventare così esigente che mi è difficile contenerlo. All’improvviso il mio “non ho” è pieno di vitalità. Cosa ne sarà di lui a questo punto? Cosa ne farò?”.
    Già…cosa ne farò?

    ha scritto il 

  • 5

    Una corsa ad ostacoli

    Le prime cento pagine sono una corsa ad ostacoli molto alti, sembra un deliro. Non si capisce dove inizia il sogno (o meglio l'incubo) e dove si insinua la realtà. Il passata entra nel presente narrat ...continua

    Le prime cento pagine sono una corsa ad ostacoli molto alti, sembra un deliro. Non si capisce dove inizia il sogno (o meglio l'incubo) e dove si insinua la realtà. Il passata entra nel presente narrato. Poi gli ostacoli si abbassano e sono stata coinvolta da questi monologhi ricchi di emozioni, ricordi e desideri. Yair si chiude nel passato, Myriamè proiettata nel futuro. Qualche ostacolo linguistico, stilistico ed emozionale si incontra per tutto il libro, D'altra parte con Grossman non si è in una corsa amatoriale si va direttamente alle olimpiadi.

    ha scritto il 

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