Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Che tu sia per me il coltello

Di

Editore: Mondadori

3.8
(4743)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8804458356 | Isbn-13: 9788804458357 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

Ti piace Che tu sia per me il coltello?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
In una riunione scolastica un uomo vede una sconosciuta che cerca, con un gesto quasi impercettibile, di isolarsi. La vede per non più di cinque minuti, ma quel gesto lo ipnotizza e l'uomo decide di scriverle, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero, ma esclusivamente epistolare. Inizialmente la proposta irrita la donna, ma a poco a poco la seduce. E la accetta, nella speranza di poter trasformare questo legame in realtà concreta.
Ordina per
  • 4

    Yair non conosce Myriam.
    Ma quel giorno, il suo sorriso triste, il suo istintivo stringersi nelle spalle, come volersi proteggere da qualcuno o da qualcosa, fa scattare in lui un sentimento mai provat ...continua

    Yair non conosce Myriam.
    Ma quel giorno, il suo sorriso triste, il suo istintivo stringersi nelle spalle, come volersi proteggere da qualcuno o da qualcosa, fa scattare in lui un sentimento mai provato.

    Decide di scriverle. E Myriam starà al gioco.
    Entrambi, per alcuni mesi, senza mai vedersi o telefonarsi, si scambieranno centinaia di lettere, arrivando a svelare a se stessi e all'altro gli aspetti più segreti della proprio anima.

    Come dico sempre, la scrittura ha funzione terapeutica... Pur scavando in profondità nella sofferenza e nel profondo dolore delle loro esistenze Yair e Myriam impareranno ad amarsi, a desiderarsi, accettando le proprie bassezze e meschinità. Arrivando a conoscersi meglio di chiunque altro.
    Nessun confine tra i loro pensieri, tra i loro corpi, tra i loro respiri e sensazioni. Arrivano a fondersi l'uno con l'altro. L'uno il coltello dell'altro.

    Mi sono molto appassionata a seguire questo scambio, molto intenso, passionale, sensuale, crudele ed efferato, addirittura. Una tortura necessaria, in certi casi. Insostenibile in certi momenti. Ma, per me, era il momento giusto.
    Infatti presto anch'io inizierò a scrivere una lettera... Per essere il coltello dell'uomo che amo. Perchè se lo merita, e in fondo anch'io.

    A parte la piccola nota biografica di cui sopra, credo che sia un libro che meriti di essere letto. Non mi è molto piaciuta l'ultima sezione: non ne ho capito gran che il significato. Comunque il valore del romanzo rimane.

    Dunque, lancio ora questa proposta. Io faccio Maryam. Che vuole essere il mio Yair?

    ha scritto il 

  • 5

    Che tu sia per me il coltello è stata una lettura “difficile”, portata avanti lentamente e vissuta con una gamma di stati d’animo estremamente variegata. Avrei sottolineato tante di quelle frasi da r ...continua

    Che tu sia per me il coltello è stata una lettura “difficile”, portata avanti lentamente e vissuta con una gamma di stati d’animo estremamente variegata. Avrei sottolineato tante di quelle frasi da restituirlo consunto alla cara amica che me lo ha prestato. Non è un romanzo che lascia indifferenti e tocca gli strati psicologici del lettore in modo profondo. L’amore descritto da Grossman è talmente totale, senza passare attraverso la fisicità concreta, da chiedersi se sia davvero possibile nella vita conoscere qualcuno che si addentri in noi così intimamente, si riconosca a sua volta in noi e ci accetti nella nostra interezza, e non a pezzi, o per ruoli. Può accadere di arrivarci vicino, vicino al punto da provare a tratti anche l’impulso di fuggire, nel timore che in fondo l’altro non ci ami, o che non sia addirittura reale ciò che accade. Chi è così fortunato vive in uno stato di grazia che poi ha il terrore di perdere. Ed è proprio in tal modo che Myriam e Yair consumano e bruciano la loro sintonia, con le loro personalità simili, delineate in modo preciso, nitido, al punto da provare la sensazione di averli davanti agli occhi in tutta la loro Essenza. Poi capita, a volte, di ritrovarsi in così tanti tratti di un personaggio, da scatenare chissà quali tempeste riflessive, spesso dal sapore malinconico, che puntellano l’esistenza. “Dopotutto la mia vita è più o meno piena di “ho”(…). Sono circondata di amici che mi vogliono bene, ho persino un boschetto davanti a casa, ho tutta la musica di cui sento il bisogno e ho il mio lavoro, che amo. Che lista invidiabile! Il mio “ho” è pieno, pieno. Tu stesso hai detto che è persino traboccante…Ed è proprio il “non ho” a risvegliarsi ora, a diventare così esigente che mi è difficile contenerlo. All’improvviso il mio “non ho” è pieno di vitalità. Cosa ne sarà di lui a questo punto? Cosa ne farò?”.
    Già…cosa ne farò?

    ha scritto il 

  • 5

    Una corsa ad ostacoli

    Le prime cento pagine sono una corsa ad ostacoli molto alti, sembra un deliro. Non si capisce dove inizia il sogno (o meglio l'incubo) e dove si insinua la realtà. Il passata entra nel presente narrat ...continua

    Le prime cento pagine sono una corsa ad ostacoli molto alti, sembra un deliro. Non si capisce dove inizia il sogno (o meglio l'incubo) e dove si insinua la realtà. Il passata entra nel presente narrato. Poi gli ostacoli si abbassano e sono stata coinvolta da questi monologhi ricchi di emozioni, ricordi e desideri. Yair si chiude nel passato, Myriamè proiettata nel futuro. Qualche ostacolo linguistico, stilistico ed emozionale si incontra per tutto il libro, D'altra parte con Grossman non si è in una corsa amatoriale si va direttamente alle olimpiadi.

    ha scritto il 

  • 5

    Mamma mia...

    ... !!!
    Dunque, qui i piani sono ( almeno ! ) due.
    Non so se nella realtà un uomo e una donna possono arrivare a tali livelli di intimià, di analisi, di introspezione.
    Io penso di no, e quindi entro n ...continua

    ... !!!
    Dunque, qui i piani sono ( almeno ! ) due.
    Non so se nella realtà un uomo e una donna possono arrivare a tali livelli di intimià, di analisi, di introspezione.
    Io penso di no, e quindi entro nell'altro piano ossia: pure 2001 Odissea nello spazio era fantascienza epperò sempre di capolavoro della sublimazione del possibile si trattava.
    Se invece non è fantascienza dei sentimenti, allora l'Umanità ha una speranza se riuscirà a portare il linguaggio, la parola scritta ( o detta non importa ) a tali vette.
    Comunque sia, una lettura che vale il fatto di essere venuti al mondo.

    ha scritto il 

  • 1

    Pessimo, un elogio dell'insoddisfazione.

    Non l'ho sopportato dalle prime pagine. L'ho trovato noioso, tediante, e a dir poco pretestuoso. Grazie ad alcuni amici ho potuto "saltare" a pagine dove la volgarità la faceva da padrona, senza per a ...continua

    Non l'ho sopportato dalle prime pagine. L'ho trovato noioso, tediante, e a dir poco pretestuoso. Grazie ad alcuni amici ho potuto "saltare" a pagine dove la volgarità la faceva da padrona, senza per altro essere interessante. Un elogio dell'insoddisfazione: insoddisfatto lui, insoddisfatta lei. Uno stile volutamente morboso e a tratti da far rimpiangere il peggior Harmony della storia.

    Si, per rispondere a quello che pensate... l'ho veramente ODIATO. Non mi capita spesso con i libri, ma questa volta SI.

    ha scritto il 

  • 4

    Un pochino troppo lungo e ridondante in alcune parti (soprattutto nella prima metà)che tolgono la quinta stella che sarebbe meritata per i passaggi bellissimi e profondi che segnano un libro di livell ...continua

    Un pochino troppo lungo e ridondante in alcune parti (soprattutto nella prima metà)che tolgono la quinta stella che sarebbe meritata per i passaggi bellissimi e profondi che segnano un libro di livello superiore (quattro stelle e mezzo).

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo me, svelare a una persona qualcosa che non sa di se stessa è un grande dono d’amore. Il più grande.

    2013:
    Volesse il cielo che due estranei vincessero l’estraneità. Sarei felice di poter dire a me stesso: “Con lei ho stillato verità”. Voglio che tu sia per me il coltello, e anch’io lo sarò per te. U ...continua

    2013:
    Volesse il cielo che due estranei vincessero l’estraneità. Sarei felice di poter dire a me stesso: “Con lei ho stillato verità”. Voglio che tu sia per me il coltello, e anch’io lo sarò per te. Un coltello affilato, ma misericordioso.

    ha scritto il 

  • 3

    bello ma in alcuni punti angosciante

    L'idea di base è davvero originale ed il libro scorre bene fin oltre la metà .. poi diventa più angosciante .. quando il protagonista si rinchiude in stanza .. con i suoi deliri .. bello il finale ...continua

    L'idea di base è davvero originale ed il libro scorre bene fin oltre la metà .. poi diventa più angosciante .. quando il protagonista si rinchiude in stanza .. con i suoi deliri .. bello il finale

    ha scritto il 

  • 3

    Tratto da http://lemieletturecommentate.blogspot.it/

    Grossman è indubbiamente un genio dell'animo umano e della letteratura, lo si capisce subito, sono bastate poche frasi a farmelo capire, ma questo libro per me è un macigno. Non amo particolarmente lo ...continua

    Grossman è indubbiamente un genio dell'animo umano e della letteratura, lo si capisce subito, sono bastate poche frasi a farmelo capire, ma questo libro per me è un macigno. Non amo particolarmente lo stile epistolare, in questo caso c'è l'aggravante (che potrebbe essere vista come un pregio) che buona parte del romanzo è epistolare a senso unico. Yair, il protagonista, ci sommerge, ci inghiotte in una voragine creata dai suoi pensieri a raffica, buttati giù nelle lettere inviate a Myriam, le cui risposte si intuiscono soltanto dai riferimenti di Yair. Questa valanga di pensieri e parole mi hanno sommersa, soffocata, ho trovato quest'uomo insopportabile, invadente, opprimente. Se mi fossi trovata al posto di Myriam sicuramente lo avrei denunciato per stalking. Ciò che mi ha rattristato nell'abbandonare questo libro è che in questo marasma di pensieri ci sono comunque delle gemme rare di poesia e di concetto che vale la pena assaporare, ma per me è fondamentale che nella lettura ci sia anche un piacere, e qui invece ho provato solo claustrofobia, una sensazione che nel mio stato di affaticamento attuale non è sopportabile, nemmeno in nome della buona letteratura.

    ha scritto il 

Ordina per