Che tu sia per me il coltello

Di

Editore: Mondadori

3.7
(4908)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8804458356 | Isbn-13: 9788804458357 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
In una riunione scolastica un uomo vede una sconosciuta che cerca, con un gesto quasi impercettibile, di isolarsi. La vede per non più di cinque minuti, ma quel gesto lo ipnotizza e l'uomo decide di scriverle, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero, ma esclusivamente epistolare. Inizialmente la proposta irrita la donna, ma a poco a poco la seduce. E la accetta, nella speranza di poter trasformare questo legame in realtà concreta.
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  • 3

    Perché rinunciare a qualcosa? Perché rinunciare a tutto? Voglio tutto con te, perché solo con te posso volere tutto. Perché forse solo attraverso questo prodigo "tutto" ci verrà svelato, a poco a poco, l'essenza particolare che può crearsi tra me e te, ma

    Cari Yair e Myriam
    è da molto che non vi scrivo. Non metto giù qualche frase. Mi era mancato tutto questo. Parlarvi. Parlaci. Anche adesso, mentre cerco di alleare cose cui spero parlino, che aspettan ...continua

    Cari Yair e Myriam
    è da molto che non vi scrivo. Non metto giù qualche frase. Mi era mancato tutto questo. Parlarvi. Parlaci. Anche adesso, mentre cerco di alleare cose cui spero parlino, che aspettano sotto l'ombra di essere chiamate ed evocate, prima che il fuoco della vita se le prenda e le ammutolisca, la mia anima si strugge quando penso alle vostre risate, quando tremavate, quando vi stringevate a me, perché, come con quei pochi cui ho istaurato un alleanza, solo voi vi siete stretti completamente a me, nella vostra interezza, perché siete vivi.
    All'inizio non avevo capito cosa stessi leggendo: cercavo, come sempre, una storia che potesse fare al caso mio, una reazione alle mie corse spericolate e notturne fra anfratti bui, paradossi ( segni che alimentassero la mia anima attraverso una manciata di parole, sparse qua e là ), ma gli occhi hanno cominciato a impigliarsi in spassionate dichiarazioni d'amore, trame di una storia che non ha veramente una sua storia e altri accessori di quello cui mi piace attribuire l'aggettivo romantico. Di cui, in parte, non conosco ancora nemmeno l'esistenza. E subito ho cominciato a scrivere, dopo di te, Yair, con rassegnazione: baci fugaci, apostrofi rosa fra parole che non hanno un senso, strani fremiti all'interno del corpo, spasmi finali di autoaffermazione, come un ultima parola...
    Potete immaginare cos'ho pensato mentre leggevo: è bellissimo tutto questo. Una qualsiasi coppia d'innamorati farebbe tutto questo, questo e molto altro. Ma questo voi già lo sapere, vero?
    L'amore semplice, l'ottenebrante desiderio di cadere, quello variopinto d'immagini su una nude parete bianca, quanti tipi d'amore esistono? Qual'è, in effetti, la sua suprema essenza?
    Per me descrivere l'amore è come se assuefatti da una strana felicità. Anziché resisterle, ci avviciniamo ad essa e, mettendo a nudo la nostra anima, disveliamo la luce dall'oscurità. Anche se non siamo mai capaci di evitare di porci quei perpetui interrogativi sull'esserci o il non esserci, i motivi che spesso ci inducono a iniettarci un'iniezione di verità per snaturare la nostra essenza, dinanzi agli occhi del tempo.
    Myriam, Yair, il vostro nome scorre caldo, esuberante, duro e morbido, allo stesso tempo, sulla punta della mia lingua, grazie per essere rimasti con me fin quando non cessarono questi spasmi d'amore involontari. Grazie per aver raso quel brivido freddo del dubbio, che inaspettatamente mi colse impreparata. Al vostro fianco, il mio cuore si è allargato senza alcun motivo. Scoppiava di gratitudine perché sapeva di aver protetto qualcuno, che non potevano rimanere indifesi nel mondo in cui si aggiravano liberi.
    Per un attimo ho pensato che mi stesse prendendo in giro, è una possibilità che considero sempre. Ma anche questa volta mi sono lasciata irretire e sono tornata ad immergermi nella magia della vostra storia. Chi vi ha parlato degli incauti sussulti del cuore? Confusi, innamorati, con un sorriso da ebete stampato sul viso, mi sono lasciata avvolgere nella ragnatela del vostro amore che, per una manciata di giorni, mi ha fasciato la pelle: il cuore, la testa, ogni lembo della mia carne, completamente nuda.
    E' stato possibile tutto questo, mi chiedo? Tutto questo lottare per amore? Nessun uomo normale rivelerebbe così, in una manciata di parole, così tanto sentimentalismo, i suoi piccoli segreti. Non mostrerebbe, con divertita naturalezza, i suoi dubbi, le sue ansie, le sue paure. Un uomo di altri tempi, ecco che cosa sei, Yair.
    La cosa che mi ha colpito di più è stato il sorriso che avevi scrivendo. L'ho notato immediatamente. Un sorriso nuovo per me, il sorriso di una nuova storia intenta a interpretare il linguaggio complicato dell'amore, privato e intimo, che mi ha procurato un'infinità d'emozioni e che mi ha anticipato il piacere che desidero provare un giorno con un uomo grazie a questi tuoi sforzi. Una sorta di rituale privato.
    Ho come l'impressione che mi hai raccontato questa storia mentre eri solo con i tuoi pensieri.
    "Eccomi qui, davanti a te" è quello che ho avuto la sensazione volessi dirmi. Ed io non ho fatto altro che ascoltarti. Si, nonostante a volte sia stata un po' lenta a capirvi. Nonostante idee d'amore di questo tipo mi hanno sempre dato un po' alla testa. Il vostro è stato un gesto di seduzione originale, drammatico, passionale, forse un po' tragico: una confessione dalla soglia morale della vostra insoddisfazione.
    Adesso, che sono pronta a salutarvi e lasciarvi con la promessa di un "arrivederci", penso di nuovo a quanto sono strane le lettere. Quando leggevo le vostre lettere ero completamente altrove. Quando ne leggevo qualcuno, mi trovavo in un vostro momento passato. Sono rimasta con voi in un tempo in cui oramai non esiste più. Forse è da qui che deriva l'origine della vostra tristezza che quasi ogni vostra lettera ha suscitato in me, indipendentemente dal suo contenuto. Solo così ho capito il senso delle vostre parole. Chi avrebbe mai potuto immaginare che alla fine sarebbe stato così? Io che credevo di ridere, correre, arrampicarmi chissà dove...
    Ho visto, forse per un istante, la pazienza di un ossessione che si è impressa in me, presagendo ciò che mi sarei dovuta aspettare.
    Con affetto e amicizia
    la vostra sognatrice d'inchiostro

    Voglio svegliarmi ma non separarmi da te. E se mi sveglierò, non sarò con te come lo sono ora.

    ha scritto il 

  • 3

    CHE TU SIA PER ME LA PSICOLOGA

    LETTO IN EBOOK (TTS)--.Se fossi una donna e uno sconosciuto decidesse di scegliermi come controparte di un profluvio di lettere, credo che lo manderei a quel paese al primo approccio e certo non avrei ...continua

    LETTO IN EBOOK (TTS)--.Se fossi una donna e uno sconosciuto decidesse di scegliermi come controparte di un profluvio di lettere, credo che lo manderei a quel paese al primo approccio e certo non avrei né la voglia, né il tempo di assecondarlo nel suo desiderio di raccontarsi e raccontare di una relazione platonica tra di noi tutta nella sua testa.
    Non sono, però, una donna e probabilmente le donne ragionano in modo diverso, anche se continuo a credere che a molte di loro un simile individuo sembrerebbe più che altro un maniaco e ne sarebbero spaventate.
    “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman parla di questo. Un certo Yair incontra una signora, una certa Myriam, a una riunione scolastica. Non si presenta, non la contatta, non la corteggia, ma la scruta da lontano, nascosto nella folla, e comincia a scriverle.
    A quanto pare lei gli risponde e vanno avanti così per mesi, raccontandosi tutto (tutto?) liberamente.
    Per un bel po’ sappiamo quello che lei risponde solo dalle parole dello stesso Yair. Viene quasi da dubitare che Myriam esista davvero. Yair ci sembra quanto mai psicolabile. Nulla nella narrazione lascia presagire che Yair si trasformi in uno psicopatico e la trasformazione non avviene, ma con un carattere simile Yair poteva stare bene anche in un romanzo horror, di quelli con serial killer.
    Questo tizio, egocentrico e infantile, mi risulta antipatico da subito, non tanto per una sua antipatia effettiva, quanto per questo suo approccio verso l’altro sesso che trovo odioso. Non si rende conto che in questo modo sta creando un rapporto fittizio, che sta ingannando Myriam, che la sta illudendo? Anche questa sua mania di offrirsi sempre nudo (in senso psicologico, ma descrive più volte il suo amore per la nudità fisica), di dire tutto di sé e pretendere lo stesso da lei presenta aspetti pericolosi per un rapporto. Scavare con un coltello nell’anima può provocare dei danni.
    Perché, se vuole solo scrivere, non si limita a scrivere un diario o un romanzo o si tiene le lettere per sé? Perché deve essere tanto vigliacco da tormentare così una donna che neppure conosce?
    Quest’antipatia verso Yair, ingiustamente, finisco per riversarla sullo stesso autore, anche se mi viene da pensare che in fondo, forse, Grossman, se la pensa come Yair, ha fatto proprio quello che Yair avrebbe dovuto fare: mettere i suoi pensieri in un romanzo e non tormentare la gente. So bene (anche io scrivo) che un personaggio non è l’autore e che se viene descritto in modo moralmente abbietto, questo non vuol dire che anche l’autore sia tale. Lo so benissimo, ma in un romanzo epistolare che quasi somiglia a un diario, questo rischio di immedesimazione è forte.
    Poi, per fortuna, prende la parola Myriam. Cominciamo a leggere quello che scrive anche lei e abbiamo la conferma che Grossman non è Yair. Forse è più Myriam, se proprio deve essere un personaggio, o forse io, come lettore, mi sento più Myriam. Myriam ha la sua vita e i suoi problemi, è più reale e concreta, e quest’intrusione la disturba, anche se poi si lascia coinvolgere, anche se poi entrambi porteranno le cose oltre la carta. Forse entrambi avrebbero bisogno di un buono psicologo, più che di questa grafo-terapia da autodidatti.
    Myriam compensa, nel racconto, Yair e rende più equilibrata la morale della storia.
    Il romanzo, insomma, per essere compreso e apprezzato, va letto nella sua interezza.
    Il romanzo epistolare, con il diario, è una delle forme narrative che meno mi piace. Innanzitutto per la sua forma indiretta: racconta invece di mostrare. È un po’ come farsi raccontare una partita il giorno dopo. Vederla e viverla mentre si svolge è un’altra cosa! Nonostante questo, nonostante la fastidiosa improbabilità del rapporto epistolare descritto, “Che tu sia per me il coltello” contiene un gran numero di splendide immagini (il bambino che si mangia il libro che sta leggendo, tanto per dirne una), che da sole meritano la lettura e gode di una scrittura calda e fluente, che spiegano il discreto successo riscosso qualche tempo fa da questo libro.
    Il titolo è una citazione dalle “Lettere a Milena” di Kafka. Questo epistolario è monco delle risposte di Milena. Forse è a questo modello che Grossman si rifà nella prima parte, privandoci di conoscere subito la voce di Myriam, mentre nella seconda “completa” l’opera, arricchendola della voce femminile, quasi a darci ciò che Kafka non ci ha lasciato.
    ****
    David Grossman è nato a Gerusalemme il 25 gennaio 1954.
    È uno scrittore e saggista israeliano, autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini,
    ragazzi e adulti, tradotti in numerose lingue.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho bisogno di un compagno reale per il mio viaggio immaginario

    E stata una lettura decisamente molto complicata. Ora come ora ci sta che due persone inizino a conoscersi tramite social network o un forum o via mail magari per lavoro per poi arrivare a conoscersi ...continua

    E stata una lettura decisamente molto complicata. Ora come ora ci sta che due persone inizino a conoscersi tramite social network o un forum o via mail magari per lavoro per poi arrivare a conoscersi realmente, ci sta anche che il tutto si può fermare e non ci siano approfondimenti. Ci sta anche che il rapporto possa diventare “serio” e morboso e addirittura innamorasi dell’idea che ci facciamo dell’altro. Siamo strani, si sa. Però… però…. I due protagonisti hanno scelto di avere un rapporto esclusivamente epistolare (nel libro è diviso in due parti oltretutto, lettere di lui e diario/lettera/riflessione di lei e poi una terza conclusiva) e di mettere a nudo la loro anima come con nessun altro e da quello che ne esce fuori, da come diventa ossessivo, compulsivo e snervante il tutto direi che, per come la vedo io, hanno bisogno di farsi vedere da uno bravo, ma bravo davvero tanto sempre che si riesca ad aiutarli in qualche modo. Non so, forse non l’ho capito io, forse mi è sfuggito il messaggio ma se a tratti può avermi incuriosito a tratti mi ha annoiata. Il potere che riconosco a Grossman è la scrittura potente ed è solo per poterne godere che sono andata avanti perché, onestamente più di una volta sono stata tentata di lasciar perdere. Le 3* sono solo per questo

    ha scritto il 

  • 0

    E finalmente dopo un anno ho finito di leggerlo! E avevo paura che accadesse perchè è proprio un bel libro, con questi due protagonisti che si scrivono lettere intime e delicate, ma anche forti nella ...continua

    E finalmente dopo un anno ho finito di leggerlo! E avevo paura che accadesse perchè è proprio un bel libro, con questi due protagonisti che si scrivono lettere intime e delicate, ma anche forti nella passione e a volte anche nel furore di una ricerca della propria anima in quella dell'altro. Si sono appena intravisti Yair e Myriam, non si conoscono, tra tanta gente lui l'ha guardata e deciso nello stesso istante che le avrebbe affidato i propri pensieri e i propri sentimenti mettendoli su fogli e fogli, emozioni d'inchiostro, usando le parole come un 'coltello', aprendosi. "Che tu sia per me il coltello" è qualcosa che puoi dire solo a te stesso o a un amico o a un amante. I nostri due non si incontreranno che alla fine e non per 'darsi' l'uno all'altra come hanno fatto con pensieri e sogni o come due banali amanti , ma per 'aiutarsi' concretamente in un' emergenza psicologica, e il 'darsi' diventa un dare aiuto e sostegno all'amico che diventa come se stessi, perchè così tanto l'altro ti è 'affondato' dentro...come un coltello, appunto.

    ha scritto il 

  • 1

    Non mi piace, non mi piace, non mi piace. Forse perché ho comprato questo libro con troppe aspettative, l'autore e il titolo promettevano tanto, invece l'ho trovato prolisso, noioso e a tratti inquiet ...continua

    Non mi piace, non mi piace, non mi piace. Forse perché ho comprato questo libro con troppe aspettative, l'autore e il titolo promettevano tanto, invece l'ho trovato prolisso, noioso e a tratti inquietante. Troppe parole e pochi sentimenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Yair e Myriam

    Una corrispondenza tra estranei nata quasi per caso. Nella prima metà del libro, tutte le lettere di lui: Yair. Poi tutte le lettere di lei: Myriam. Introspezione e penetrazione psicologica al massimo ...continua

    Una corrispondenza tra estranei nata quasi per caso. Nella prima metà del libro, tutte le lettere di lui: Yair. Poi tutte le lettere di lei: Myriam. Introspezione e penetrazione psicologica al massimo. Anche troppo, per me.

    ha scritto il 

  • 3

    Era da molto che avevo questo libro in lista, avendo già letto altri scritti di Grossman. Sicuramente non è un autore che affronta tematiche semplici e i suoi libri nel bene e nel male lasciano sempre ...continua

    Era da molto che avevo questo libro in lista, avendo già letto altri scritti di Grossman. Sicuramente non è un autore che affronta tematiche semplici e i suoi libri nel bene e nel male lasciano sempre il segno, ragion per cui sono necessarie ispirazione e la giusta predisposizione emotiva.
    “Che tu sia per me il coltello” racconta la storia di Yair, un giovane padre di famiglia che, in un giorno qualunque, nota un gesto che cambierà per sempre la sua vita: una donna, in mezzo ad un gruppo di persone, si stringe nelle braccia con un cauto sorriso, quasi volesse isolarsi e difendersi dalla realtà che la circonda.
    E’ così che gli viene un’idea quasi folle: decide di scriverle una lettera, proponendole di instaurare un rapporto epistolare. Quasi non spera di ricevere una risposta, ma qualche giorno dopo nella cassetta che ha affittato per l’occasione trova una busta bianca speditagli dalla donna, Myriam. Sarà l'inizio di una relazione profonda, che li condurrà alla creazione di un microcosmo privato di cui solo loro due fanno parte. Myriam e Yair finiranno così per conoscersi ed appartenersi profondamente pur non essendosi mai neanche sfiorati.
    E’ incredibile come Grossman riesca a tradurre in parole i sentimenti umani, a scavare così in profondità nell’animo e a spingere il lettore a riflettere su se stesso e sulla realtà che lo circonda.
    Sicuramente questo non è un libro di facile lettura, sia per le tematiche affrontate che per lo stile epistolare, che a tratti appesantisce la narrazione, ma la fatica è ben ripagata dal tumulto di emozioni che suscita.
    La bravura di questo autore però non sta tanto nel fatto di aver scritto un romanzo che mette a nudo i sentimenti più profondi, ma nell’averlo fatto, almeno inizialmente, attraverso le parole di uno solo dei protagonisti, ossia quelle che Yair scrive a Myriam. La protagonista femminile, la sua vita e i suoi sentimenti, ci vengono infatti svelati attraverso le risposte inviatele dal suo misterioso interlocutore.
    Una storia d’amore costruita esclusivamente sulle parole, struggente e dolorosa, come un coltello che ti affonda nel petto.
    Voto: 7/10

    Se vi va' passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, "La piccola biblioteca dei libri dimenticati", ecco l'indirizzo: www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 2

    Emozioni, queste onnipresenti

    Premessa: amo i romanzi epistolari, amo le emozioni che un libro ti può trasmettere, ma odio le lunghe descrizioni, soprattutto se non hanno un apparente motivo per essere approfondite.

    Ho peccato di ...continua

    Premessa: amo i romanzi epistolari, amo le emozioni che un libro ti può trasmettere, ma odio le lunghe descrizioni, soprattutto se non hanno un apparente motivo per essere approfondite.

    Ho peccato di ingenuità: ho preso questo libro perché avevo letto "romanzo epistolare" ed il titolo mi aveva affascinata non poco. Ho sbagliato, perché non si può dire che questo sia un genere che amo. La sensazione che mi ha dato è che dentro ci fosse solo un caos di emozioni, senza un vero canale che mi facesse entrare effettivamente nella storia. Si legge di Yair, dei suoi sogni, dei suoi elogi, dei suoi dubbi, dei suoi sentimenti. Ma dove sta andando? Che cosa stiamo seguendo? La sensazione è che non ci fosse una vera e propria trama, e questo mi ha delusa.
    Probabilmente lo riprenderò, almeno per capire se questo mio giudizio è realmente fondato. Ma ora come ora ho bisogno di letture molto più leggere e che scorrano più facilmente.

    ha scritto il 

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