Che tu sia per me il coltello

Di

Editore: Mondadori (Oscar - Scrittori del Novecento, 1722)

3.7
(4898)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8804473673 | Isbn-13: 9788804473671 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
n un gruppo di persone, un uomo nota una donna sconosciuta che sembra volersi isolare dagli altri. Yair, commosso da quella che egli interpreta come un'impercettibile e ostinata difesa, le scrive una lettera, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo. Un mondo privato si crea così fra loro e in questo processo di reciproco avvicinamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, chiedendogli con imperiosa delicatezza una inaspettata svolta interiore...
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  • 3

    Ho bisogno di un compagno reale per il mio viaggio immaginario

    E stata una lettura decisamente molto complicata. Ora come ora ci sta che due persone inizino a conoscersi tramite social network o un forum o via mail magari per lavoro per poi arrivare a conoscersi ...continua

    E stata una lettura decisamente molto complicata. Ora come ora ci sta che due persone inizino a conoscersi tramite social network o un forum o via mail magari per lavoro per poi arrivare a conoscersi realmente, ci sta anche che il tutto si può fermare e non ci siano approfondimenti. Ci sta anche che il rapporto possa diventare “serio” e morboso e addirittura innamorasi dell’idea che ci facciamo dell’altro. Siamo strani, si sa. Però… però…. I due protagonisti hanno scelto di avere un rapporto esclusivamente epistolare (nel libro è diviso in due parti oltretutto, lettere di lui e diario/lettera/riflessione di lei e poi una terza conclusiva) e di mettere a nudo la loro anima come con nessun altro e da quello che ne esce fuori, da come diventa ossessivo, compulsivo e snervante il tutto direi che, per come la vedo io, hanno bisogno di farsi vedere da uno bravo, ma bravo davvero tanto sempre che si riesca ad aiutarli in qualche modo. Non so, forse non l’ho capito io, forse mi è sfuggito il messaggio ma se a tratti può avermi incuriosito a tratti mi ha annoiata. Il potere che riconosco a Grossman è la scrittura potente ed è solo per poterne godere che sono andata avanti perché, onestamente più di una volta sono stata tentata di lasciar perdere. Le 3* sono solo per questo

    ha scritto il 

  • 0

    E finalmente dopo un anno ho finito di leggerlo! E avevo paura che accadesse perchè è proprio un bel libro, con questi due protagonisti che si scrivono lettere intime e delicate, ma anche forti nella ...continua

    E finalmente dopo un anno ho finito di leggerlo! E avevo paura che accadesse perchè è proprio un bel libro, con questi due protagonisti che si scrivono lettere intime e delicate, ma anche forti nella passione e a volte anche nel furore di una ricerca della propria anima in quella dell'altro. Si sono appena intravisti Yair e Myriam, non si conoscono, tra tanta gente lui l'ha guardata e deciso nello stesso istante che le avrebbe affidato i propri pensieri e i propri sentimenti mettendoli su fogli e fogli, emozioni d'inchiostro, usando le parole come un 'coltello', aprendosi. "Che tu sia per me il coltello" è qualcosa che puoi dire solo a te stesso o a un amico o a un amante. I nostri due non si incontreranno che alla fine e non per 'darsi' l'uno all'altra come hanno fatto con pensieri e sogni o come due banali amanti , ma per 'aiutarsi' concretamente in un' emergenza psicologica, e il 'darsi' diventa un dare aiuto e sostegno all'amico che diventa come se stessi, perchè così tanto l'altro ti è 'affondato' dentro...come un coltello, appunto.

    ha scritto il 

  • 1

    Non mi piace, non mi piace, non mi piace. Forse perché ho comprato questo libro con troppe aspettative, l'autore e il titolo promettevano tanto, invece l'ho trovato prolisso, noioso e a tratti inquiet ...continua

    Non mi piace, non mi piace, non mi piace. Forse perché ho comprato questo libro con troppe aspettative, l'autore e il titolo promettevano tanto, invece l'ho trovato prolisso, noioso e a tratti inquietante. Troppe parole e pochi sentimenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Yair e Myriam

    Una corrispondenza tra estranei nata quasi per caso. Nella prima metà del libro, tutte le lettere di lui: Yair. Poi tutte le lettere di lei: Myriam. Introspezione e penetrazione psicologica al massimo ...continua

    Una corrispondenza tra estranei nata quasi per caso. Nella prima metà del libro, tutte le lettere di lui: Yair. Poi tutte le lettere di lei: Myriam. Introspezione e penetrazione psicologica al massimo. Anche troppo, per me.

    ha scritto il 

  • 3

    Era da molto che avevo questo libro in lista, avendo già letto altri scritti di Grossman. Sicuramente non è un autore che affronta tematiche semplici e i suoi libri nel bene e nel male lasciano sempre ...continua

    Era da molto che avevo questo libro in lista, avendo già letto altri scritti di Grossman. Sicuramente non è un autore che affronta tematiche semplici e i suoi libri nel bene e nel male lasciano sempre il segno, ragion per cui sono necessarie ispirazione e la giusta predisposizione emotiva.
    “Che tu sia per me il coltello” racconta la storia di Yair, un giovane padre di famiglia che, in un giorno qualunque, nota un gesto che cambierà per sempre la sua vita: una donna, in mezzo ad un gruppo di persone, si stringe nelle braccia con un cauto sorriso, quasi volesse isolarsi e difendersi dalla realtà che la circonda.
    E’ così che gli viene un’idea quasi folle: decide di scriverle una lettera, proponendole di instaurare un rapporto epistolare. Quasi non spera di ricevere una risposta, ma qualche giorno dopo nella cassetta che ha affittato per l’occasione trova una busta bianca speditagli dalla donna, Myriam. Sarà l'inizio di una relazione profonda, che li condurrà alla creazione di un microcosmo privato di cui solo loro due fanno parte. Myriam e Yair finiranno così per conoscersi ed appartenersi profondamente pur non essendosi mai neanche sfiorati.
    E’ incredibile come Grossman riesca a tradurre in parole i sentimenti umani, a scavare così in profondità nell’animo e a spingere il lettore a riflettere su se stesso e sulla realtà che lo circonda.
    Sicuramente questo non è un libro di facile lettura, sia per le tematiche affrontate che per lo stile epistolare, che a tratti appesantisce la narrazione, ma la fatica è ben ripagata dal tumulto di emozioni che suscita.
    La bravura di questo autore però non sta tanto nel fatto di aver scritto un romanzo che mette a nudo i sentimenti più profondi, ma nell’averlo fatto, almeno inizialmente, attraverso le parole di uno solo dei protagonisti, ossia quelle che Yair scrive a Myriam. La protagonista femminile, la sua vita e i suoi sentimenti, ci vengono infatti svelati attraverso le risposte inviatele dal suo misterioso interlocutore.
    Una storia d’amore costruita esclusivamente sulle parole, struggente e dolorosa, come un coltello che ti affonda nel petto.
    Voto: 7/10

    Se vi va' passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, "La piccola biblioteca dei libri dimenticati", ecco l'indirizzo: www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 2

    Emozioni, queste onnipresenti

    Premessa: amo i romanzi epistolari, amo le emozioni che un libro ti può trasmettere, ma odio le lunghe descrizioni, soprattutto se non hanno un apparente motivo per essere approfondite.

    Ho peccato di ...continua

    Premessa: amo i romanzi epistolari, amo le emozioni che un libro ti può trasmettere, ma odio le lunghe descrizioni, soprattutto se non hanno un apparente motivo per essere approfondite.

    Ho peccato di ingenuità: ho preso questo libro perché avevo letto "romanzo epistolare" ed il titolo mi aveva affascinata non poco. Ho sbagliato, perché non si può dire che questo sia un genere che amo. La sensazione che mi ha dato è che dentro ci fosse solo un caos di emozioni, senza un vero canale che mi facesse entrare effettivamente nella storia. Si legge di Yair, dei suoi sogni, dei suoi elogi, dei suoi dubbi, dei suoi sentimenti. Ma dove sta andando? Che cosa stiamo seguendo? La sensazione è che non ci fosse una vera e propria trama, e questo mi ha delusa.
    Probabilmente lo riprenderò, almeno per capire se questo mio giudizio è realmente fondato. Ma ora come ora ho bisogno di letture molto più leggere e che scorrano più facilmente.

    ha scritto il 

  • 3

    “Due solitudini si attraggono: tu chi sei?” Subsonica

    Mi è piaciuto? Ci sto ancora pensando..

    Yair e Myriam, due sconosciuti che si uniscono in un rapporto fatto solo di parole su carta, due persone che cercano di costruirsi una realtà alternativa tramit ...continua

    Mi è piaciuto? Ci sto ancora pensando..

    Yair e Myriam, due sconosciuti che si uniscono in un rapporto fatto solo di parole su carta, due persone che cercano di costruirsi una realtà alternativa tramite una corrispondenza.
    Di certo Yair (236pag.) mi è sembrato un mezzo matto e io al posto di Myriam non gli avrei mai risposto, o meglio, non avrei mai iniziato una relazione epistolare con un uomo così strano, così confuso e anche così ossessivo. Quindi ho trovato questa parte un po’ noiosa e a volte anche ripetitiva.
    La parte di Myriam è di certo quella che mi ha colpito maggiormente, quella che mi è piaciuta di più, l’ho trovata più pratica e più concreta, più lineare e consapevole (non per niente è una donna ;) ).
    Il finale poi devo dire che mi è piaciuto parecchio.

    Sicuramente è d’impatto la tecnica del flusso di coscienza e lo stile molto particolare, ho sottolineato alcuni punti molto interessanti ma.. come dicevo all’inizio: ci sto ancora pensando se mi è piaciuto o no, forse è un ni.

    Aggiungo che è anche il primo libro di Grossman che leggo, proverò altro!

    ha scritto il 

  • 3

    Il titolo, come molti sanno, è una citazione dalle "Lettere a Milena" di Kafka. Dell'epistolario kafkiano restano solo le lettere dello scrittore, mentre le risposte della donna sono andate perdute. I ...continua

    Il titolo, come molti sanno, è una citazione dalle "Lettere a Milena" di Kafka. Dell'epistolario kafkiano restano solo le lettere dello scrittore, mentre le risposte della donna sono andate perdute. Il romanzo di Grossman è una sorta di risposta letteraria alla domanda: cosa pensava Milena? Quale fu il suo punto di vista? E' sicuramente un'opera ambiziosa, nonostante questo aspetto sia spesso oscurato dal lato "romantico" della storia, ma fallisce il colpo. Leggere delle lettere, un diario, è un po' come ascoltare dall'esterno la conversazione di due persone che ci sono completamente sconosciute: alcuni dettagli si colgono, altri no. Va da sé che un romanzo non può essere così, altrimenti sarebbe illeggibile, però deve dare l'impressione di esserlo. Qui, su questo punto, Grossman manca il bersaglio. In ogni caso è una storia da leggere e apprezzare, perché appartiene, in virtù della sua natura intimista e "poco" narrativa, al genere che può esistere solo come libro. In parole povere: inutile aspettare che ci facciano un film, l'unica soluzione è leggere.

    ha scritto il 

  • 0

    E' stato il primo libro di Grossman che ho letto, quasi per caso e a distanza di pochi anni è diventato il mio scrittore preferito per eccellenza. Questo è un libro speciale, mai banale, ti scava dent ...continua

    E' stato il primo libro di Grossman che ho letto, quasi per caso e a distanza di pochi anni è diventato il mio scrittore preferito per eccellenza. Questo è un libro speciale, mai banale, ti scava dentro e ti porta a vivere con i suoi personaggi la loro storia. E' la storia di un singolo, un singolo che impariamo ad amare pagina dopo pagina. La scrittura è davvero notevole, ricca, che "va oltre". Grossman è un grande.

    ha scritto il 

  • 5

    Complesso, struggente, appassionato, mai banale...la scrittura di Grossman è sempre notevole, non delude mai e con questo romanzo ti trascina in un turbinio di emozioni che ti coinvolgono completament ...continua

    Complesso, struggente, appassionato, mai banale...la scrittura di Grossman è sempre notevole, non delude mai e con questo romanzo ti trascina in un turbinio di emozioni che ti coinvolgono completamente nella storia.

    ha scritto il 

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