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Che tu sia per me il coltello

Di

Editore: Mondadori (Oscar - Scrittori del Novecento, 1722)

3.8
(4721)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8804473673 | Isbn-13: 9788804473671 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
n un gruppo di persone, un uomo nota una donna sconosciuta che sembra volersi isolare dagli altri. Yair, commosso da quella che egli interpreta come un'impercettibile e ostinata difesa, le scrive una lettera, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo. Un mondo privato si crea così fra loro e in questo processo di reciproco avvicinamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, chiedendogli con imperiosa delicatezza una inaspettata svolta interiore...
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  • 5

    Mamma mia...

    ... !!!
    Dunque, qui i piani sono ( almeno ! ) due.
    Non so se nella realtà un uomo e una donna possono arrivare a tali livelli di intimià, di analisi, di introspezione.
    Io penso di no, e quindi entro n ...continua

    ... !!!
    Dunque, qui i piani sono ( almeno ! ) due.
    Non so se nella realtà un uomo e una donna possono arrivare a tali livelli di intimià, di analisi, di introspezione.
    Io penso di no, e quindi entro nell'altro piano ossia: pure 2001 Odissea nello spazio era fantascienza epperò sempre di capolavoro della sublimazione del possibile si trattava.
    Se invece non è fantascienza dei sentimenti, allora l'Umanità ha una speranza se riuscirà a portare il linguaggio, la parola scritta ( o detta non importa ) a tali vette.
    Comunque sia, una lettura che vale il fatto di essere venuti al mondo.

    ha scritto il 

  • 1

    Pessimo, un elogio dell'insoddisfazione.

    Non l'ho sopportato dalle prime pagine. L'ho trovato noioso, tediante, e a dir poco pretestuoso. Grazie ad alcuni amici ho potuto "saltare" a pagine dove la volgarità la faceva da padrona, senza per a ...continua

    Non l'ho sopportato dalle prime pagine. L'ho trovato noioso, tediante, e a dir poco pretestuoso. Grazie ad alcuni amici ho potuto "saltare" a pagine dove la volgarità la faceva da padrona, senza per altro essere interessante. Un elogio dell'insoddisfazione: insoddisfatto lui, insoddisfatta lei. Uno stile volutamente morboso e a tratti da far rimpiangere il peggior Harmony della storia.

    Si, per rispondere a quello che pensate... l'ho veramente ODIATO. Non mi capita spesso con i libri, ma questa volta SI.

    ha scritto il 

  • 4

    Un pochino troppo lungo e ridondante in alcune parti (soprattutto nella prima metà)che tolgono la quinta stella che sarebbe meritata per i passaggi bellissimi e profondi che segnano un libro di livell ...continua

    Un pochino troppo lungo e ridondante in alcune parti (soprattutto nella prima metà)che tolgono la quinta stella che sarebbe meritata per i passaggi bellissimi e profondi che segnano un libro di livello superiore (quattro stelle e mezzo).

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo me, svelare a una persona qualcosa che non sa di se stessa è un grande dono d’amore. Il più grande.

    2013:
    Volesse il cielo che due estranei vincessero l’estraneità. Sarei felice di poter dire a me stesso: “Con lei ho stillato verità”. Voglio che tu sia per me il coltello, e anch’io lo sarò per te. U ...continua

    2013:
    Volesse il cielo che due estranei vincessero l’estraneità. Sarei felice di poter dire a me stesso: “Con lei ho stillato verità”. Voglio che tu sia per me il coltello, e anch’io lo sarò per te. Un coltello affilato, ma misericordioso.

    ha scritto il 

  • 3

    bello ma in alcuni punti angosciante

    L'idea di base è davvero originale ed il libro scorre bene fin oltre la metà .. poi diventa più angosciante .. quando il protagonista si rinchiude in stanza .. con i suoi deliri .. bello il finale ...continua

    L'idea di base è davvero originale ed il libro scorre bene fin oltre la metà .. poi diventa più angosciante .. quando il protagonista si rinchiude in stanza .. con i suoi deliri .. bello il finale

    ha scritto il 

  • 3

    Tratto da http://lemieletturecommentate.blogspot.it/

    Grossman è indubbiamente un genio dell'animo umano e della letteratura, lo si capisce subito, sono bastate poche frasi a farmelo capire, ma questo libro per me è un macigno. Non amo particolarmente lo ...continua

    Grossman è indubbiamente un genio dell'animo umano e della letteratura, lo si capisce subito, sono bastate poche frasi a farmelo capire, ma questo libro per me è un macigno. Non amo particolarmente lo stile epistolare, in questo caso c'è l'aggravante (che potrebbe essere vista come un pregio) che buona parte del romanzo è epistolare a senso unico. Yair, il protagonista, ci sommerge, ci inghiotte in una voragine creata dai suoi pensieri a raffica, buttati giù nelle lettere inviate a Myriam, le cui risposte si intuiscono soltanto dai riferimenti di Yair. Questa valanga di pensieri e parole mi hanno sommersa, soffocata, ho trovato quest'uomo insopportabile, invadente, opprimente. Se mi fossi trovata al posto di Myriam sicuramente lo avrei denunciato per stalking. Ciò che mi ha rattristato nell'abbandonare questo libro è che in questo marasma di pensieri ci sono comunque delle gemme rare di poesia e di concetto che vale la pena assaporare, ma per me è fondamentale che nella lettura ci sia anche un piacere, e qui invece ho provato solo claustrofobia, una sensazione che nel mio stato di affaticamento attuale non è sopportabile, nemmeno in nome della buona letteratura.

    ha scritto il 

  • 2

    Lo stile è senza dubbio molto particolare. Ha quasi un potere ipnotico a tratti, e l'unico modo per arrivare alla fine del romanzo è restare in balia di quel potere perché, se si applica anche un pizz ...continua

    Lo stile è senza dubbio molto particolare. Ha quasi un potere ipnotico a tratti, e l'unico modo per arrivare alla fine del romanzo è restare in balia di quel potere perché, se si applica anche un pizzico di logica alla storia, che non saprei neanche come definire (... ossessione? Catarsi? Diario di una nevrosi?) si ottiene l'effetto di un elefante in una cristalleria.
    Pur apprezzando l'originalità della scrittura, non è il libro che fa per me. Sono troppo abituata a pormi delle domande mentre leggo e questo romanzo non offre così tante risposte.

    ha scritto il 

  • 3

    Tra lettere e un diario

    n fermata dell'autobus, in facoltà, in giro... quante volte vi sarà capitato di trovar gente che legge questo libro? Io ho ormai perso il conto e ho iniziato a chiedermi cosa ci sia in 《Che tu sia per ...continua

    n fermata dell'autobus, in facoltà, in giro... quante volte vi sarà capitato di trovar gente che legge questo libro? Io ho ormai perso il conto e ho iniziato a chiedermi cosa ci sia in 《Che tu sia per me il coltello》 di così magnetico da portare tutti quanti a intraprenderne la lettura. Partirei dal titolo che Grossman trae da una citazione ormai celebre di quello che oggi è divenuto una sorta romanzo epistolare: lettere a Milena, di Franz Kafka. 《Amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso》. Cosa significa questa frase rivolta da Kafka a Milena e che Grossman riprende, facendola rivolgere da Yair a Myriam?
    È questa l'essenza stessa del romanzo, che non è per nulla il racconto di un amore poetico e senza tempo, come ci vogliono far immaginare. Dentro quelle lettere, quelle pagine, i due protagonisti si raccontano, emergono le loro debolezze, le loro frustrazioni, la loro follia e nevrosi. Parlando con l'altro, mettendosi a nudo davanti a lui si mettono a nudo davanti a loro stessi, tirano fuori i loro sentimenti e le paure più nascoste. La nudità è infatti un concetto e una metafora fondamentale all'interno del libro che ritorna più volte. Non c'è nulla di etereo, tutto è assurdo, pazzesco. Come il finale che lascia interdetti, in cui non c'è un incontro romantico come si potrebbe immaginare. Che tu sia per me il coltello è tutto quello che non avrete mai immaginato e non potrete immaginare. È l'amore senza tempo ma è anche nel tempo, la realtà, la vita emerge ed è parte integrante della storia, è ciò che la rende più forte, più penetrante e vera. È un libro duro, che dovrebbe forse spaventare, difficile, ma sicuramente da leggere.
    《È una legge non scritta: chi vuole starmi vicino deve assumersi la responsabilità della mia anima. Perché qualunque idiota può capire come sia facile uccidermi. Uno sguardo ben mirato basterebbe. Sono convinto che da qualche parte, dentro me, c'è un punto vulnerabile che chiunque, anche uno sconosciuto, può vedere e colpire. Eliminarmi con una parola.》
    Federica D'Angelantonio

    ha scritto il 

  • 5

    CAPOLAVORO STRUGGENTE

    Come una lama affilatissima e silenziosa, che tu sia per me il coltello è stato in grado di incidere il mio percorso esistenziale più di ogni altro libro. Intenso, struggente, logorante, non è di faci ...continua

    Come una lama affilatissima e silenziosa, che tu sia per me il coltello è stato in grado di incidere il mio percorso esistenziale più di ogni altro libro. Intenso, struggente, logorante, non è di facile lettura, ma è uno schiaffo che fa male, un viaggio nella profondità dell'animo umano, un dolore al petto. Grossman è un paroliere eccezionale e la sua sensibilità nel delineare le sfumature psicologiche dei protagonisti è magistralmente straziante. Myriam e Yair si sanno senza conoscersi, si amano senza corpo, si appartengono senza aversi. è un grande libro d'amore e di parole, forse il più grande. Di sicuro, quello a me più caro.
    Se amate oltre voi stessi, se l'amore è lama dolce che vi trafigge allora vi farete del male leggendo questo capolavoro, che è getto d'alcool su una ferita aperta. Ma una ferita, si sa, ha solo bisogno di alcool.
    E alla fine del libro, soli distrutti e abbandonati da Grossman, vi chiederete: Myriam dove sei? Yair perché?

    ha scritto il 

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