Che tu sia per me il coltello

Di

Editore: Mondadori (Oscar - Scrittori del Novecento, 1722)

3.7
(5064)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8804473673 | Isbn-13: 9788804473671 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
n un gruppo di persone, un uomo nota una donna sconosciuta che sembra volersi isolare dagli altri. Yair, commosso da quella che egli interpreta come un'impercettibile e ostinata difesa, le scrive una lettera, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo. Un mondo privato si crea così fra loro e in questo processo di reciproco avvicinamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, chiedendogli con imperiosa delicatezza una inaspettata svolta interiore...
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  • 2

    “Ma con te non mi comporto in modo logico: solo in modo follemente logico. E non voglio nemmeno aspettare, perché il tempo con te è diverso. E’ circolare, e ogni momento si trova esattamente alla ste ...continua

    “Ma con te non mi comporto in modo logico: solo in modo follemente logico. E non voglio nemmeno aspettare, perché il tempo con te è diverso. E’ circolare, e ogni momento si trova esattamente alla stessa distanza dal centro. Non mi scuso neppure se ti ho messo in imbarazzo. La nostra non è una conversazione da salotto. Con te, ritrarsi è un delitto.”

    “Se è davvero così, se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilar mici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l’esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno.”

    “Non potresti ricordare, perché non c’è niente da dimenticare.”

    “La realtà ci incanterebbe. In un attimo tutta questa accozzaglia irromperebbe come un’ondata gigantesca, spegnendo ogni fiammella. Perché non vuoi capire?.”

    “Dove siamo allora? Non m’interessa sapere dove, perché dargli un nome? Sarebbero comunque nomi “loro”, nomi tradotti, e con te voglio una costituzione diversa di cui saremo noi a fissare le leggi. Parleremo una nostra lingua e racconteremo le nostre storie, e ci crederemo con tutte le nostre forze, perché in mancanza di un luogo privato come questo – dove quello in cui crediamo si realizzerà, anche se solo per iscritto – la nostra vita non sarà tale; o peggio ancora: la nostra vita sarà solo una vita…Sei d’accordo?.”

    “Perché a volte, nei momenti più impensati, per strada, puoi sentire l’anima lacerarsi, catturata nella storia di qualcuno che ti è appena passato accanto.”

    “Lascia vivere, lascia sentire, lascia sbagliare.”

    “Hai cominciato a spiegare a te stessa che, in fondo, comincia sempre così, dallo sguardo di uno sconosciuto.”

    “Chi vuole starmi vicino deve assumersi la responsabilità della mia anima.”

    “Avremo un sacco di primi incontri come quello e ogni volta ci scopriremo in modo nuovo. Perché rinunciare a qualcosa? Perché rinunciare a tutto? Voglio tutto con te, perché solo con te posso volere tutto. Perché, forse, solo attraverso questo prodigo “tutto” ci verrà svelata, a poco a poco, l’essenza particolare che può crearsi tra te e me, ma mai tra altre due persone.”

    “Non bisogna però dimenticare che anche la “realtà” è, in fin dei conti, solo una coincidenza momentanea su un globo enorme, brulicante di possibilità che non si realizzeranno mai. Ognuna di loro potrebbe raccontarci una storia completamente diversa di noi, interpretarci in modo differente. Perché allora non incontrarci nei luoghi più impensati, scaturiti dalla parte oscura della mente?”

    “Chiedo troppo? Forse, ma perché accontentarsi di poco? Per tutta la vita ci “accontentiamo”, e con te voglio toccare tutto, con gesti ampi e generosi, come se questa fosse l’ultima volta che tocco in vita mia.”

    “Se potessi, ti comprerei una casa grande, enorme, capace di contenere la tua anima, e la riempirei con tutti i tuoi sogni, grandi e piccoli.”

    “Sono con te in un tempo in cui ormai non sei più. Il risultato è che ognuno di noi vive momenti da cui l’altro è già uscito…”

    “Di nuovo notte. Dove sono spariti i giorni? Io mi dissolvo e tu divieni reale.”

    “Oppure accendo la radio e cerco di riconoscere un messaggio inviato a me sola, come la strofa di una canzone che sembra “appartenerci”, o una frase senza significato, e allora mi dico: ecco, tutto tra noi è vuota illusione.”

    “Senti, forse ti cerco già da anni, ti cerco disordinatamente, a casaccio, e continuo a brancolare. Capisco che ti sto cercando da molto tempo come uno che cerca una finestra in una stanza piena di fumo. Forse le cose non stanno come credevo: ho sempre pensato che la casualità fosse il mio peccato originale, il più frequente e consueto per me. In fondo, faccio la maggior parte delle cose importanti senza una vera intenzione, e di certo senza “temporeggiare” come fai tu. Negli ultimi giorni, però, comincio a capire che forse è il contrario, che la casualità non è il mio peccato, bensì il mio castigo.”

    “Myriam, se provi ancora qualcosa per me, l’ombra di un sentimento, aiutami, non desistere. Ora, ora sii per me il coltello. Chiedimi come mai, ogni volta che mi mostri una ferita, devo fare uno sforzo meschino per non fuggire.”

    “Non ti sei solo persa, se stata anche ritrovata, sono tante le volte in cui lo sei stata.”

    ha scritto il 

  • 3

    Insopportabile

    Non avevo mai letto Grossman e credo che non leggerò altro. Sorprende quanto riesca a scavare nell'animo umano ma quel che ho visto io è il nulla, il rantolo fastidioso di un narciso che cerca di inca ...continua

    Non avevo mai letto Grossman e credo che non leggerò altro. Sorprende quanto riesca a scavare nell'animo umano ma quel che ho visto io è il nulla, il rantolo fastidioso di un narciso che cerca di incantare la sua vittima con una certa proprietà di linguaggio e con una buona dose di immaginazione, ma nulla più. Odioso il protagonista maschile, viscido e stronzo come pochi. Molto ma molto più interessante lei e la sua storia complicata. Ecco, se tutta la storia fosse stata raccontata da Myriam e non da Yair, sarebbe stato diverso. Purtroppo mi sono lasciata condizionare da un vissuto personale e dal disgusto che provo verso un certo tipo psicologico, verso i narcisi affabulatori e manipolatori. Avrei voluto essere io il coltello e piantarglielo per bene in quello schifo di carne marcia.

    ha scritto il 

  • 4

    Amore a prima vista ...

    Quante volte capita di innamorarsi al volo di un romanzo, percependone le vibrazioni a distanza e sentendone un irresistibile richiamo?
    Attrazione inspiegabile, amore per l'autore ed un vissuto che mi ...continua

    Quante volte capita di innamorarsi al volo di un romanzo, percependone le vibrazioni a distanza e sentendone un irresistibile richiamo?
    Attrazione inspiegabile, amore per l'autore ed un vissuto che mi affianca ai personaggi rende questo romanzo un gioiello che conservo nel cuore. Lo leggo e lo rileggo in continuazione, più volte all'anno ... Con la convinzione di poter distillare ogni volta un significato nuovo, un senso supplementare e di carpirne un segreto nascosto ...
    Astenersi se non desiderosi di spogliarsi, almeno per la durata di lettura del libro, di quello che è il nostro più grande fardello: l' Ego. Vi accorgerete che non c'è spazio per il vostro Ego, dal momento in cui ci pensa già il protagonista a spargerlo abbondantemente all'interno dei suoi intricati e cervellotici monoghi. Così narcisista, talvolta così pieno di sé ma al contempo così terribilmente lacerato e solo. Un protagonista anti-eroe questo Yair, un personaggio triste, egoista ed ancora rinchiuso in una bolla fanciullesca ... per cui è possibile provare, se non empatia, almeno compassione e pietas. Della trama non vi parlo, si tratta essenzialmente di un diario, di uno scambio epistolare, proposto sotto forma romanzesca. Spogliatevi degli eccessi, strappatevi quella faccia indisponente ed altezzosa e siate disposti ad accettare ed a guardare quelle ombre, quelle tenebre prima di tutto dentro voi stessi. Solo in uno stato di accettazione, di non-pregiudizio e di amorevole pazienza sarà possibile far entrare Yair e coglierne la dolce e meravigliosa fragilità. Amo la scrittura di Grossman, le digressioni poetiche, la passione che trasuda dalle sue pagine. Non ho assegnato il punteggio massimo soltanto perché avrei dato una maggiore importanza al personaggio di Myriam. Riesco però a comprendere le intenzioni dell'autore che, probabilmente, ci lancia un messaggio, ci sta comunicando qualcosa anche per mezzo dell' inferiore "partecipazione" della protagonista femminile. Ben studiato, ingegnoso e potente romanzo. Da leggere e rileggere, con calma.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    L'ansia

    Per quanto adori lo stile di Grossman, mai successo in vita mia che abbandonassi la lettura di un libro.
    Noioso, a tratti ansioso, pareva che quel coltello mi scavasse dentro. E niente, non ce l'ho pr ...continua

    Per quanto adori lo stile di Grossman, mai successo in vita mia che abbandonassi la lettura di un libro.
    Noioso, a tratti ansioso, pareva che quel coltello mi scavasse dentro. E niente, non ce l'ho proprio fatta a continuare la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    null

    Assistiamo da spettatori esterni alla corrispondenza tra due sconosciuti, Yair e Myriam nella fattispecie, che cercano di scalfirsi e aprirsi come se la penna fosse un coltello che intaglia. Il titolo ...continua

    Assistiamo da spettatori esterni alla corrispondenza tra due sconosciuti, Yair e Myriam nella fattispecie, che cercano di scalfirsi e aprirsi come se la penna fosse un coltello che intaglia. Il titolo fa riferimento ad una frase di Kafka, questo testo rasenta pillole di sentimentalismo elevato alla Potenza ennesima. In molti punti l'ho trovato prolisso e noioso ed è un peccato, perché in frangenti sparsi mi ha trascinato nelle emozioni che vuole sprigionare, ma tutto sommato non mi ha convinto del tutto con quest'opera Grossman.

    ha scritto il 

  • 0

    Di una pesantezza assurda

    E un libro invece dovrebbe librarti in volo, farti star bene, donare emozioni allegria spensieratezza.
    Le pagine dovrebbero scorrerti fra le dita e verso la fine vorresti che se ne aggiungessero ancor ...continua

    E un libro invece dovrebbe librarti in volo, farti star bene, donare emozioni allegria spensieratezza.
    Le pagine dovrebbero scorrerti fra le dita e verso la fine vorresti che se ne aggiungessero ancora e ancora, pur di non doverlo lasciare.
    Grossman è un autore triste e non fa per me.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro è notevole ma si fatica a leggerlo. Sembra frammentario ma forse è più opportuno chiamarlo "flusso di coscienza sentimentale".
    Un epistolario tra due sconosciuti dove l'intento è dirsi tutto ...continua

    Il libro è notevole ma si fatica a leggerlo. Sembra frammentario ma forse è più opportuno chiamarlo "flusso di coscienza sentimentale".
    Un epistolario tra due sconosciuti dove l'intento è dirsi tutto. Il massimo della libertà nel minimo dello spazio.. un foglio!
    Ingredienti apparentemente semplici. Il risultato avrebbe potuto sfociare nell'ovvio più classico, nel "sole-cuore-amore" e il testo da cestinare e non da recensire.
    E invece alcune pagine apriranno il vostro sentire e vi faranno, forse, invidiare una simile situazione. Che di qualunque tradimento questo è il più puro e possibile. Che di qualunque coinvolgimento questo è il più totale e profondo. Che di qualunque ammaliamento questo è il più sensibile e intenso.

    ha scritto il 

  • 3

    Che fatica leggere questo libro! All'inizio non si capisce bene che succede o comunque quel che succede è piuttosto anomalo e noioso, capisco chi non ne prosegue la lettura. Innanzitutto la forma epis ...continua

    Che fatica leggere questo libro! All'inizio non si capisce bene che succede o comunque quel che succede è piuttosto anomalo e noioso, capisco chi non ne prosegue la lettura. Innanzitutto la forma epistolare rallenta parecchio l'interesse, per tacer del personaggio che scrive le lettere che non ha certo promosso la mia simpatia.
    Per dare un senso a questo romanzo ho scelto la strada della simbologia, altrimenti molte cose non mi tornavano, compresa la terribile e assurda e gelida conclusione finale. A mio parere la storia funge da sfondo (e trae in inganno) al percorso psicologico dei personaggi che si utilizzano l'un l'altro come strumento (il coltello del titolo per l'appunto) per guarire le proprie ferite e crescere. Ci sono molti passaggi poetici nel testo ma sinceramente nel complesso non mi è particolarmente piaciuto.

    ha scritto il 

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