Che tu sia per me il coltello

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.7
(4936)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8852010491 | Isbn-13: 9788852010491 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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In un gruppo di persone, un uomo nota una donna sconosciuta che sembra volersi isolare dagli altri. Yair, commosso da quella che egli interpreta come un'impercettibile e ostinata difesa, le scrive una lettera, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo. Più che una proposta è un'implorazione e Myriam ne resta colpita, forse sedotta. Un mondo privato si crea così fra loro e in questo processo di reciproco avvicinamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, chiedendogli con imperiosa delicatezza una inaspettata svolta interiore... Romanzo avvolgente e "impudico" di uno dei più grandi autori contemporanei, Che tu sia per me il coltello mostra a ognuno di noi quanta strada e quanto coraggio occorrano per arrivare a toccare con pienezza l'anima (e il corpo) di un altro essere umano.

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  • 5

    Luz

    Da dove cominciare. Il problema nel descrivere questo romanzo è il punto di partenza.
    Innanzitutto potrei dire che sembra un puzzle, complesso, ma non geometrico, anzi fluido.
    E colorato. Rosso e viol ...continua

    Da dove cominciare. Il problema nel descrivere questo romanzo è il punto di partenza.
    Innanzitutto potrei dire che sembra un puzzle, complesso, ma non geometrico, anzi fluido.
    E colorato. Rosso e viola, ma anche verde acqua e azzurro.
    Tuttavia, cercando di stabilire un ordine, potrei partire dalla struttura. Si tratta di un romanzo epistolare suddiviso in tre parti: la prima, intitolata "Yair", contenente tutte le lettere inviate da Yair a Myriam, la seconda parte, intitolata "Myriam", contente il diario della donna in cui ella scrive i propri pensieri rivolti a Yair, e infine la terza,intitolata "Pioggia", nella quale i protagonisti finalmente si incontrano, rivelandosi anche nella realtà esterna che avevano tentato (soprattutto Yair) di escludere dal loro rapporto epistolare.
    Procedendo per gradi, dall'esterno verso il fulcro, potrei descrivere la vicenda: un uomo nota una donna, le propone di intraprendere un rapporto esclusivamente epistolare nel quale ciascuno dona all'altro il proprio io, gli elementi più profondi e nascosti del proprio essere. La donna accetta e così prende vita un processo di svelamento reciproco, lungo e doloroso, che culmina con l'incontro (o meglio, con l'abbraccio) prima di due anime e poi di due corpi.
    Ora, finalmente, potrei descrivere il fulcro di questo piccolo gioiello: i protagonisti.
    Yair: uomo dall'animo contorto, dolente, agrodolce, fragile (simile ad un uovo senza guscio) alla continua ed eterna ricerca di se stesso, del suo luz, di quell'ossicino in fondo alla spina dorsale, l'ultima cosa che rimane di ognuno di noi, impossibile da distruggere e dalla quale saremo ricreati.
    Myriam: non una donna, ma LA donna: materna, calda, dolce, viva, fresca, passionale.
    Myriam e Yair: due esseri di natura opposta, l'uno il coltello dell'altra con il quale scavare nel proprio animo alla ricerca di una libertà interiore senza limiti e di un contatto così profondo tanto da permettere alla pupille di toccarsi.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah?!

    Probabilmente non avrei mai scelto e letto questo libro se non fosse stato suggerito, come esempio di scrittura epistolare, nell'ambito di una ricca bibliografia inerente biografie o affini. L'ho lett ...continua

    Probabilmente non avrei mai scelto e letto questo libro se non fosse stato suggerito, come esempio di scrittura epistolare, nell'ambito di una ricca bibliografia inerente biografie o affini. L'ho letto con molta difficoltà, a parte all'inizio che volevo capire dove andasse a parare l'autore attraverso questo dialogo epistolare da cui si intuiscono appena e non sempre le risposte ricevute. Forse un percorso introspettivo? mi è mancata molto l'autoironia alla Woody Allen. Mi sono poi trovata improvvisamente nella seconda parte dove si apprende finalmente cosa l'altra protagonista abbia mai scritto a sua volta. Provo quindi ad addentrarmi un po' nelle situazioni, nelle psicologie ma con molta fatica e vi rinuncio completamente quando inizio a leggere l'ultima parte, breve per fortuna, dove il fondersi (probabilmente questo era l'obiettivo dell'autore) dei dialoghi, finalmente anche reali attraverso un telefono, consente di distinguerne l'autore solo dalla declinazione del genere.
    Insomma, un libro complesso, forse volutamente ma non saprei andare oltre nella recensione non avendo letto niente d'altro di questo autore, ma è sicuro che difficilmente leggerò altri suoi titoli, almeno non a breve.

    ha scritto il 

  • 4

    Diabetico

    Bellissimo, sensibbilissimo, allungatissimo con seltz, fragola, panna e una vodkina (troppissimo?). E poi io Myriam la conosco dal vivissimo e ha lo stesso nome.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è uno di quei libri che vorresti non finissero mai. L'ho abbandonato per ben due volte prima di affrontare questa salita che, passo dopo passo, mi ha regalato panorami mozzafiato. È stato come ...continua

    Questo è uno di quei libri che vorresti non finissero mai. L'ho abbandonato per ben due volte prima di affrontare questa salita che, passo dopo passo, mi ha regalato panorami mozzafiato. È stato come intraprendere un lungo e stretto sentiero di montagna con 40 sigarette nei polmoni; all'inizio pensavo solo alla meta, ma alla fine avrei voluto che la meta non arrivasse mai. Giunta in cima ho pianto. Avevo nostalgia del cammino che mi aveva portata così in alto

    ha scritto il 

  • 3

    Perché rinunciare a qualcosa? Perché rinunciare a tutto? Voglio tutto con te, perché solo con te posso volere tutto. Perché forse solo attraverso questo prodigo "tutto" ci verrà svelato, a poco a poco, l'essenza particolare che può crearsi tra me e te...

    Cari Yair e Myriam
    è da molto che non vi scrivo. Non metto giù qualche frase. Mi era mancato tutto questo. Parlarvi. Parlaci. Anche adesso, mentre cerco di alleare cose cui spero parlino, che aspettan ...continua

    Cari Yair e Myriam
    è da molto che non vi scrivo. Non metto giù qualche frase. Mi era mancato tutto questo. Parlarvi. Parlaci. Anche adesso, mentre cerco di alleare cose cui spero parlino, che aspettano sotto l'ombra di essere chiamate ed evocate, prima che il fuoco della vita se le prenda e le ammutolisca, la mia anima si strugge quando penso alle vostre risate, quando tremavate, quando vi stringevate a me, perché, come con quei pochi con cui ho instaurato un alleanza, solo voi vi siete stretti completamente a me, nella vostra interezza, perché siete vivi.
    All'inizio non avevo capito cosa stessi leggendo: cercavo, come sempre, una storia che potesse fare al caso mio, una reazione alle mie corse spericolate e notturne fra anfratti bui, paradossi ( segni che alimentassero la mia anima attraverso una manciata di parole, sparse qua e là ), ma gli occhi hanno cominciato a impigliarsi in spassionate dichiarazioni d'amore, trame di una storia che non ha veramente una sua storia e altri accessori di quello che mi piace attribuire l'aggettivo romantico. Di cui, in parte, non conosco ancora nemmeno l'esistenza. E subito ho cominciato a scrivere, dopo di te, Yair, con rassegnazione: baci fugaci, apostrofi rosa fra parole che non hanno un senso, strani fremiti all'interno del corpo, spasmi finali di autoaffermazione, come un ultima parola...
    Potete immaginare cos'ho pensato mentre leggevo: è bellissimo tutto questo. Una qualsiasi coppia d'innamorati farebbe tutto questo, questo e molto altro. Ma questo voi già lo sapete, vero?
    L'amore semplice, l'ottenebrante desiderio di cadere, quello variopinto d'immagini su una nude parete bianca, quanti tipi d'amore esistono? Qual'è, in effetti, la sua suprema essenza?
    Per me descrivere l'amore è come se assuefatti da una strana felicità. Anziché resisterle, ci avviciniamo ad essa e, mettendo a nudo la nostra anima, disveliamo la luce dall'oscurità. Anche se non siamo mai capaci di evitare di porci quei perpetui interrogativi sull'esserci o il non esserci, i motivi che spesso ci inducono a iniettarci un'iniezione di verità per snaturare la nostra essenza, dinanzi agli occhi del tempo.
    Myriam, Yair, il vostro nome scorre caldo, esuberante, duro e morbido, allo stesso tempo, sulla punta della mia lingua, grazie per essere rimasti con me fin quando non cessarono questi spasmi d'amore involontari. Grazie per aver raso quel brivido freddo del dubbio, che inaspettatamente mi colse impreparata. Al vostro fianco, il mio cuore si è allargato senza alcun motivo. Scoppiava di gratitudine perché sapeva di aver protetto qualcuno, che non potevano rimanere indifesi nel mondo in cui si aggiravano liberi.
    Per un attimo ho pensato che mi stesse prendendo in giro, è una possibilità che considero sempre. Ma anche questa volta mi sono lasciata irretire e sono tornata ad immergermi nella magia della vostra storia. Chi vi ha parlato degli incauti sussulti del cuore? Confusi, innamorati, con un sorriso da ebete stampato sul viso, mi sono lasciata avvolgere nella ragnatela del vostro amore che, per una manciata di giorni, mi ha fasciato la pelle: il cuore, la testa, ogni lembo della mia carne, completamente nuda.
    E' stato possibile tutto questo, mi chiedo? Tutto questo lottare per amore? Nessun uomo normale rivelerebbe così, in una manciata di parole, così tanto sentimentalismo, i suoi piccoli segreti. Non mostrerebbe, con divertita naturalezza, i suoi dubbi, le sue ansie, le sue paure. Un uomo di altri tempi, ecco che cosa sei, Yair.
    La cosa che mi ha colpito di più è stato il sorriso che avevi scrivendo. L'ho notato immediatamente. Un sorriso nuovo per me, il sorriso di una nuova storia intenta a interpretare il linguaggio complicato dell'amore, privato e intimo, che mi ha procurato un'infinità d'emozioni e che mi ha anticipato il piacere che desidero provare un giorno con un uomo grazie a questi tuoi sforzi. Una sorta di rituale privato.
    Ho come l'impressione che mi hai raccontato questa storia mentre eri solo con i tuoi pensieri.
    "Eccomi qui, davanti a te" è quello che ho avuto la sensazione volessi dirmi. Ed io non ho fatto altro che ascoltarti. Si, nonostante a volte sia stata un po' lenta a capirvi. Nonostante idee d'amore di questo tipo mi hanno sempre dato un po' alla testa. Il vostro è stato un gesto di seduzione originale, drammatico, passionale, forse un po' tragico: una confessione dalla soglia morale della vostra insoddisfazione.
    Adesso, che sono pronta a salutarvi e lasciarvi con la promessa di un "arrivederci", penso di nuovo a quanto sono strane le lettere. Quando leggevo le vostre lettere ero completamente altrove. Quando ne leggevo qualcuno, mi trovavo in un vostro momento passato. Sono rimasta con voi in un tempo in cui oramai non esiste più. Forse è da qui che deriva l'origine della vostra tristezza che quasi ogni vostra lettera ha suscitato in me, indipendentemente dal suo contenuto. Solo così ho capito il senso delle vostre parole. Chi avrebbe mai potuto immaginare che alla fine sarebbe stato così? Io che credevo di ridere, correre, arrampicarmi chissà dove...
    Ho visto, forse per un istante, la pazienza di un ossessione che si è impressa in me, presagendo ciò che mi sarei dovuta aspettare.
    Con affetto e amicizia
    la vostra sognatrice d'inchiostro

    Voglio svegliarmi ma non separarmi da te. E se mi sveglierò, non sarò con te come lo sono ora.

    ha scritto il 

  • 3

    CHE TU SIA PER ME LA PSICOLOGA

    LETTO IN EBOOK (TTS)--.Se fossi una donna e uno sconosciuto decidesse di scegliermi come controparte di un profluvio di lettere, credo che lo manderei a quel paese al primo approccio e certo non avrei ...continua

    LETTO IN EBOOK (TTS)--.Se fossi una donna e uno sconosciuto decidesse di scegliermi come controparte di un profluvio di lettere, credo che lo manderei a quel paese al primo approccio e certo non avrei né la voglia, né il tempo di assecondarlo nel suo desiderio di raccontarsi e raccontare di una relazione platonica tra di noi tutta nella sua testa.
    Non sono, però, una donna e probabilmente le donne ragionano in modo diverso, anche se continuo a credere che a molte di loro un simile individuo sembrerebbe più che altro un maniaco e ne sarebbero spaventate.
    “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman parla di questo. Un certo Yair incontra una signora, una certa Myriam, a una riunione scolastica. Non si presenta, non la contatta, non la corteggia, ma la scruta da lontano, nascosto nella folla, e comincia a scriverle.
    A quanto pare lei gli risponde e vanno avanti così per mesi, raccontandosi tutto (tutto?) liberamente.
    Per un bel po’ sappiamo quello che lei risponde solo dalle parole dello stesso Yair. Viene quasi da dubitare che Myriam esista davvero. Yair ci sembra quanto mai psicolabile. Nulla nella narrazione lascia presagire che Yair si trasformi in uno psicopatico e la trasformazione non avviene, ma con un carattere simile Yair poteva stare bene anche in un romanzo horror, di quelli con serial killer.
    Questo tizio, egocentrico e infantile, mi risulta antipatico da subito, non tanto per una sua antipatia effettiva, quanto per questo suo approccio verso l’altro sesso che trovo odioso. Non si rende conto che in questo modo sta creando un rapporto fittizio, che sta ingannando Myriam, che la sta illudendo? Anche questa sua mania di offrirsi sempre nudo (in senso psicologico, ma descrive più volte il suo amore per la nudità fisica), di dire tutto di sé e pretendere lo stesso da lei presenta aspetti pericolosi per un rapporto. Scavare con un coltello nell’anima può provocare dei danni.
    Perché, se vuole solo scrivere, non si limita a scrivere un diario o un romanzo o si tiene le lettere per sé? Perché deve essere tanto vigliacco da tormentare così una donna che neppure conosce?
    Quest’antipatia verso Yair, ingiustamente, finisco per riversarla sullo stesso autore, anche se mi viene da pensare che in fondo, forse, Grossman, se la pensa come Yair, ha fatto proprio quello che Yair avrebbe dovuto fare: mettere i suoi pensieri in un romanzo e non tormentare la gente. So bene (anche io scrivo) che un personaggio non è l’autore e che se viene descritto in modo moralmente abbietto, questo non vuol dire che anche l’autore sia tale. Lo so benissimo, ma in un romanzo epistolare che quasi somiglia a un diario, questo rischio di immedesimazione è forte.
    Poi, per fortuna, prende la parola Myriam. Cominciamo a leggere quello che scrive anche lei e abbiamo la conferma che Grossman non è Yair. Forse è più Myriam, se proprio deve essere un personaggio, o forse io, come lettore, mi sento più Myriam. Myriam ha la sua vita e i suoi problemi, è più reale e concreta, e quest’intrusione la disturba, anche se poi si lascia coinvolgere, anche se poi entrambi porteranno le cose oltre la carta. Forse entrambi avrebbero bisogno di un buono psicologo, più che di questa grafo-terapia da autodidatti.
    Myriam compensa, nel racconto, Yair e rende più equilibrata la morale della storia.
    Il romanzo, insomma, per essere compreso e apprezzato, va letto nella sua interezza.
    Il romanzo epistolare, con il diario, è una delle forme narrative che meno mi piace. Innanzitutto per la sua forma indiretta: racconta invece di mostrare. È un po’ come farsi raccontare una partita il giorno dopo. Vederla e viverla mentre si svolge è un’altra cosa! Nonostante questo, nonostante la fastidiosa improbabilità del rapporto epistolare descritto, “Che tu sia per me il coltello” contiene un gran numero di splendide immagini (il bambino che si mangia il libro che sta leggendo, tanto per dirne una), che da sole meritano la lettura e gode di una scrittura calda e fluente, che spiegano il discreto successo riscosso qualche tempo fa da questo libro.
    Il titolo è una citazione dalle “Lettere a Milena” di Kafka. Questo epistolario è monco delle risposte di Milena. Forse è a questo modello che Grossman si rifà nella prima parte, privandoci di conoscere subito la voce di Myriam, mentre nella seconda “completa” l’opera, arricchendola della voce femminile, quasi a darci ciò che Kafka non ci ha lasciato.
    ****
    David Grossman è nato a Gerusalemme il 25 gennaio 1954.
    È uno scrittore e saggista israeliano, autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini,
    ragazzi e adulti, tradotti in numerose lingue.

    ha scritto il 

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