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Checca

By William Burroughs

(196)

| Paperback | 9788845914089

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Book Description

In una sterminata suburra, che Burroughs avrebbe poi definito «Interzona», e che qui va da Città del Messico, capitale mondiale del delitto («il cielo di un azzurro che si intona con i cerchi degli avvoltoi»), a Panama, Lee, alter ego dello scrittore Continue

In una sterminata suburra, che Burroughs avrebbe poi definito «Interzona», e che qui va da Città del Messico, capitale mondiale del delitto («il cielo di un azzurro che si intona con i cerchi degli avvoltoi»), a Panama, Lee, alter ego dello scrittore, tesse la sua amorosa tela intorno a Allerton, un giovane ambiguo, indifferente come un animale. Si aggira in locali sempre più sordidi, bazzicati da una fauna putrescente, e così divagando, picaro alieno, ci regala schegge radioattive del suo nerissimo humour. Per risolvere le sue ossessioni mortifere e sessuali parte col compagno renitente alla ricerca dello Yage, droga assoluta, capace di dare il controllo totale sui cervelli, e dunque concupita da Russia e Stati Uniti – e da ogni amante. Sa che con Allerton non potrà trovare ciò che desidera: il «tribunale della realtà» ha respinto la sua istanza. E tuttavia non può rinunciare. «Forse riesco a scoprire il modo di cambiare la realtà dei fatti» pensa – ed è pronto a correre ogni rischio. Come un santo o un criminale ricercato, Lee non ha niente da perdere. Ha superato le pretese della sua carne molesta, cautelosa, che invecchia con terrore, e può dire di sé: «Io sono disincarnato». Con questo romanzo, che risale agli inizi degli anni Cinquanta, affiora per la prima volta il paesaggio allucinato che oggi ormai porta il nome di Burroughs.

6 Reviews

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    Un Borroughs più comprensibile del solito ma con il solito slancio visionario narra una storia strana, incompiuta ma irresistibile. Preferisco il delirio del cut-up, nonostante questo le stelle sono tre e mezzo: è molto carino, ma non tra le cose mig ...(continue)

    Un Borroughs più comprensibile del solito ma con il solito slancio visionario narra una storia strana, incompiuta ma irresistibile. Preferisco il delirio del cut-up, nonostante questo le stelle sono tre e mezzo: è molto carino, ma non tra le cose migliori di un autore enorme.

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    Corto said on Dec 20, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scritto all'inizio degli anni Cinquanta e più o meno inspiegabilmente pubblicato negli anni Ottanta, Checca, Queer nel titolo originale, è il seguito, la prosecuzione ideale di La scimmia sulla schiena, scritto più o meno contemp ...(continue)

    Scritto all'inizio degli anni Cinquanta e più o meno inspiegabilmente pubblicato negli anni Ottanta, Checca, Queer nel titolo originale, è il seguito, la prosecuzione ideale di La scimmia sulla schiena, scritto più o meno contemporaneamente. Al punto che in realtà sarebbero le due parti di un manoscritto intero, poi diviso.
    Se La scimmia sulla schiena è il tentativo lucidissimo e chirurgico di analizzare la tossicodipendenza provata da Burroughs stesso, in Checca l'autore vede se stesso in un'altra sfaccettatura, quella di un omosessuale che vaga per il Messico tra amori evanescenti. A dare una direzione al romanzo è la ricerca dello yage, la droga del controllo mentale e della telepatia. La scimmia sulla schiena si interrompe proprio quando si sentono le prime voci sul mistero dello yage; da qui si avvia il secondo romanzo.
    Lo stile è asciutto e linare, lo stile delle opere giovanili di Burroughs, che non ha ancora scoperto il cut-up; ma a differenza del romanzo precedente manca qui quella vena analitica-chirurgica, la lucidità estrema del primo viene meno, lasciando il posto alla consapevolezza fumosa dell'istante presente, di chi vive giorno per giorno senza ricordare il passato e senza pensare al futuro.
    A questo punto solo la scure della censura (in certi casi anche autocensura), tant'è che la pubblicazione è avvenuta trent'anni più tardi, può tentare di dare un maggior spessore a questo romanzetto insipido: ma non ci riesce. Per nulla scabroso, sicuramente molto meno osceno rispetto ad altri romanzi dello scrittore - solo il disagio di Burroughs verso se stesso può spiegare le ragioni della sua tarda pubblicazione. Un altro romanzo autocensurato, scritto e rinnegato, ricercato e odiato, e un freno emotivo che pervade tutta la scrittura. E' singolare che Burroughs lo ricorderà come il romanzo più terribile per lui: per i lettori non può che essere abbastanza dimenticabile.

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    Tancredi said on Oct 9, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    non ha nè capo nè coda. non ha senso logico, non si capisce niente. orribile.mai fatto così tanta fatica per leggere 100 pagine

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    Erinni Juvenis said on Apr 5, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Simpatiche le sue invenzioni, i suoi "numeri", romanzo per quanto coerente esile sia nel volume che nella trama. Assolutamente balorda l'introduzione dell'autore ma proprio per questo davvero divertente.

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    Alessio Oraz said on Apr 12, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Sì, d'accordo, e quindi?

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    Ashre said on Apr 13, 2010 | 4 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (196)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Paperback 126 Pages
  • ISBN-10: 8845914089
  • ISBN-13: 9788845914089
  • Publisher: Adelphi (Fabula, 114)
  • Publish date: 1998-10-xx
  • Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover
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