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Chesil Beach

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Publisher: Editorial Anagrama, S.A.

3.7
(3859)

Language:Español | Number of Pages: 184 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Chi traditional , Chi simplified , French , Catalan

Isbn-10: 843397470X | Isbn-13: 9788433974709 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Jaime Zulaika

Also available as: Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Tienen poco más de veinte años, y se conocieron en una manifestación en contra de las armas nucleares. Florence es una chica de clase media alta, su padre es un exitoso hombre de negocios y su madre una activa profesora universitaria. Edward, en cambio, pertenece a una familia que apenas se sostiene en la zona baja de la clase media; su padre es maestro y su madre, tras un insólito accidente, vive desde hace años en una nebulosa. Florence es violinista, y Edward ha estudiado historia. Y ambos son inocentes, y vírgenes, y se aman. Es un día de julio de 1962, un año antes de que, según Philip Larkin, en Inglaterra se empezara a follar, cuando El amante de Lady Chatterley aún estaba prohibido, no había aparecido el primer LP de los Beatles, y el tsunami de la revolución sexual no había llegado a esas costas. Edward y Florence se han casado y van a pasar su noche de bodas en un hotel junto a Chesil Beach, y lo que sucede esa noche entre estos dos inocentes, en unos años donde hablar sobre problemas sexuales era imposible, es la materia con que McEwan construye su chejoviano, delicadísimo, terrible mapa de una relación, del amor, del sexo, y también de una época, y de sus discursos y sus silencios.
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  • 3

    "La prima notte di nozze e non trovavano niente da dirsi"

    Edward e Florence e la commedia (o tragedia) degli equivoci, dei fraintendimenti, ciascuno dei due ha in mente una strada, ciascuno ha in mente un obiettivo, peccato che niente nelle loro teste, nei loro cuori e nei loro corpi vada nella stessa direzione.


    Ma dal momento che "l'amore è una ...continue

    Edward e Florence e la commedia (o tragedia) degli equivoci, dei fraintendimenti, ciascuno dei due ha in mente una strada, ciascuno ha in mente un obiettivo, peccato che niente nelle loro teste, nei loro cuori e nei loro corpi vada nella stessa direzione.

    Ma dal momento che "l'amore è una direzione e non uno stato d'animo" (cito Dubus, "Non abitiamo più qui"), il rapporto è chiaramente destinato al fallimento.

    "Si conoscevano pochissimo, e non avrebbero fatto grandi progressi in tal senso data l'imbottitura di premuroso silenzio con cui smussavano le rispettive identità, bendandosi gli occhi e impantanandosi sempre di più. Avevano avuto il terrore di contraddirsi..."

    Edward e Florence, fanno tenerezza qui due... Vorresti quasi entrare nel romanzo e dire loro: "Ma vi volete parlare a cuore aperto, accidenti?" ... Ma dato che ciò non avviene, le reazioni del corpo arrivano prima delle parole, il corpo non mente.

    "Certe volte è imbarazzante scoprire che il corpo non vuole, o non sa mentire a proposito delle emozioni"

    Il romanzo è interessante e sicuramente di pregio (3 stelle abbondanti), ma lo sviluppo e lo stile di McEwan non mi riescono a convincere.
    Sicuramente un mio limite.

    said on 

  • 4

    «Erano giovani, freschi di studi, e tutti e due ancora vergini in quella loro prima notte di nozze, nonché figli di un tempo in cui affrontare a voce problemi sessuali risultava semplicemente impossibile. Anche se facile non lo è mai».


    La storia di Chesil Beach, di Edward e Florence e del ...continue

    «Erano giovani, freschi di studi, e tutti e due ancora vergini in quella loro prima notte di nozze, nonché figli di un tempo in cui affrontare a voce problemi sessuali risultava semplicemente impossibile. Anche se facile non lo è mai».

    La storia di Chesil Beach, di Edward e Florence e del fallimento del loro matrimonio, contratto in un giorno d’estate del 1962, è già tutta nell’incipit di questo bellissimo romanzo di Ian McEwan. E in poche ma essenziali frasi nelle pagine immediatamente successive:

    «Ciascuno viveva con apprensione la prospettiva, una volta conclusa la cena, di vedere messa alla prova la propria maturità appena acquisita, quel momento in cui si sarebbero coricati sul letto a baldacchino per mostrarsi all’altro senza veli di sorta».

    Per Edward «l’ansia (…) scaturiva dal rischio di un’eccitazione smodata, e di conseguenza di quello che aveva da alcuni sentito definire come “concludere troppo in fretta”».

    Per Florence «il problema (…) era più grave e profondo di un semplice disgusto fisico; l’intero suo essere si ribellava alla prospettiva di qualsivoglia unione carnale; ne sarebbero uscite violate la sua padronanza di sé e la sua stessa intima felicità (…) Sapeva che avrebbe dovuto dirlo molto tempo prima (…) Ma che cosa avrebbe potuto dire, in che termini si sarebbe potuta esprimere quando non era nemmeno in grado di nominare il problema?»

    Alternando abilmente tempo presente della storia (capitoli 1, 3 e 5) e tempo passato (capitoli 2 e 4, in cui si narra di come i protagonisti abbiano vissuto prima del loro incontro e poi nell’anno successivo a questo, fino al giorno del matrimonio), McEwan sviluppa una trama avvincente intorno a un evento che oggi potrebbe apparire banale, ma che tale non doveva essere affatto all’epoca dei fatti narrati. E il perché viene detto in termini ancora una volta precisi ed essenziali poco oltre la metà del libro:

    «Avevano a disposizione sconfinati orizzonti di libertà sessuale; e bastava saperla cogliere (…) Come mai (…) invece stavano ancora seduti lì, intrappolati da tutte le cose che non sapevano dire, o che non osavano fare? E in che consisteva l’ostacolo? Nelle rispettive personalità unite al passato, a ignoranza e paura, timidezza, pruderie, mancanza di fiducia in se stessi, esperienza e disinvoltura, più qualche strascico di divieto religioso, l’educazione britannica e l’appartenenza di classe, la Storia insomma».

    Paura, desiderio, repulsione, vergogna, pena, delusione, amore, rabbia, umiliazione…Questi ed altri sentimenti animano i due protagonisti nello sviluppo della storia. Che ha un finale amaro, come la vita.

    said on 

  • 5

    Fulminante, uno dei migliori lavori di McEwan.
    Scritto come sempre divinamente, incisivo come non mai, un nucleo decisamente pungente, amaro ed accusatorio avvolto in una patina di delicatezza ed eleganza stilistica.
    Poche ore di devastante incomunicabilità fisico-emotiva dei protagon ...continue

    Fulminante, uno dei migliori lavori di McEwan.
    Scritto come sempre divinamente, incisivo come non mai, un nucleo decisamente pungente, amaro ed accusatorio avvolto in una patina di delicatezza ed eleganza stilistica.
    Poche ore di devastante incomunicabilità fisico-emotiva dei protagonisti per rappresentare appieno i condizionamenti di una società schiava di dettami bigotti, capaci di castrare il naturale sviluppo psico-fisico dei singoli, impedendo loro di acquisire piena coscienza della propria identità di adulti.

    said on 

  • 4

    "Florence desiderava amare e rimanere se stessa. Ma per farlo, era costretta a negarsi in continuazione. E a quel punto, smetteva di essere se stessa."

    said on 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/11/15/chesil-beach-ian-mcewan/


    “Certe volte è imbarazzante scoprire che il corpo non vuole, o non sa mentire a proposito delle emozioni. Chi è mai riuscito, per ragioni di decoro, a rallentare un cuore che batte forte, o a ricacciare indietro un ross ...continue

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/11/15/chesil-beach-ian-mcewan/

    “Certe volte è imbarazzante scoprire che il corpo non vuole, o non sa mentire a proposito delle emozioni. Chi è mai riuscito, per ragioni di decoro, a rallentare un cuore che batte forte, o a ricacciare indietro un rossore? Il muscolo ribelle di Florence fremeva scomposto: pareva una falena intrappolata sottopelle. Le capitava a volte la stessa cosa alla palpebra. Forse però il tumulto si stava placando: non era sicura. Ricapitolare la situazione in base alla logica l’aiutava, perciò procedette con sistematica ottusità: la mano di lui stava lì perché Edward era suo marito; e lei lo lasciava fare perché era sua moglie. Certe amiche, come Greta, Hermione e soprattutto Lucy, sarebbero state nude tra le lenzuola da ore a quel punto, avrebbero anzi consumato quel matrimonio in chiassosa allegria ben prima delle nozze. Nella loro affettuosa magnanimità, avevano perfino l’impressione che anche per lei fosse andata proprio così. Pur non avendo mai mentito, Florence non aveva nemmeno specificato come stavano veramente le cose. Se pensava alle amiche, riconosceva nella propria esistenza un sapore unico e particolare: la solitudine.”
    (Ian McEwan, “Chesil beach”, ed. Einaudi)

    A un certo punto stavo abbandonando la lettura di “Chesil beach”, ovvero mentre leggevo il secondo dei cinque capitoli nei quali è suddiviso questo romanzo, piuttosto breve, di Ian McEwan, autore già presente in questo blog con altri e superiori libri, quali “Bambini nel tempo”, “Primo amore, ultimi riti” e soprattutto “Espiazione”. Quella parte del testo, infatti, non solo non mi era parsa all’altezza del promettente inizio, ma mi aveva fatto sospettare un proseguimento non tanto appassionante; e invece si è confermata un’eccezione all’interno di un romanzo che, pur non toccando le altezze delle altre opere citate, è comunque divertente ma non solo.
    I protagonisti sono Florence ed Edward, ventiduenni neo-sposi, lei violinista, lui aspirante storico, in luna di miele e in procinto di consumare la loro prima notte di nozze, che per entrambi, poi, dovrebbe costituire la prima esperienza sessuale completa. Il condizionale è d’obbligo, perché il romanzo è proprio incentrato sull’enorme difficoltà, per i due, di superare determinate barriere nelle quali si sono ingabbiati, ciascuno dei due per cause proprie. La storia è ambientata nel 1962, prima che la rivoluzione sessuale (sic!) di quel decennio liberasse (?) da paure, tabù e inibizioni varie (ma qui eviterei di aprire parentesi, specie di carattere personale; e infatti non la chiudo).
    I due si amano, ma al loro amore manca ciò che forse avrebbe dovuto fondare il loro amore prima del matrimonio, e che adesso essi cercano tra mille dubbi, insicurezze e soprattutto silenzi reciproci. Si ritrovano schiacciati tra il desiderio e la paura che la realizzazione di questo desiderio possa rivelarsi un fallimento totale. La libertà teorica di cui dispongono resta paralizzata in una terra nella quale si mescolano gioia per l’aspettativa e un certo disgusto per il contatto fisico, al quale nessuno dei due è abituato. Il tono della narrazione, comunque, non è drammatico, o comunque è costantemente condito dalla vena divertita e divertente dell’autore.
    Oltre al fattore puramente fisico, però, ciò che condanna all’ineluttabile distanza la storia d’amore tra i due, è l’incomunicabilità a un livello più profondo. I due recitano delle parti e non riescono, per vergogna ed egoismo, a comunicare all’altro quali sono i problemi e/o cercare una soluzione; la goffaggine dei loro approcci fisici, quindi, è solo un’inevitabile conseguenza della loro scarsa capacità di sentire l’altro, delle maschere che indossano da tempo, del continuo parlare d’altro, eludendo ciò che, forse, avrebbe potuto salvare la loro storia e, magari, permettere loro anche di avere una più soddisfacente vita sessuale.
    Se dovessi consigliare un romanzo di McEwan, non comincerei da questo, che comunque, tirando le somme, mi è piaciuto. Nel caso doveste leggerlo, non fatevi abbattere dal secondo capitolo (che poi, magari, sarà quello che a voi piacerà di più).

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  • 4

    Con il mio corpo ti onoro

    Prima dell'Inghilterra campione del mondo, prima dei Beatles, prima dei figli dei fiori.
    Erano ancora tempi, destinati a concludersi alla fine di quel famoso decennio, in cui essere giovani costituiva un ingombro sociale, un marchio di irrilevanza, una condizione di leggero imbarazzo per ...continue

    Prima dell'Inghilterra campione del mondo, prima dei Beatles, prima dei figli dei fiori.
    Erano ancora tempi, destinati a concludersi alla fine di quel famoso decennio, in cui essere giovani costituiva un ingombro sociale, un marchio di irrilevanza, una condizione di leggero imbarazzo per la quale il matrimonio rappresentava l'inizio di una terapia. Grossomodo estranei, eccoli là, stranamente insieme su una nuova vetta dell'esistenza, lieti al pensiero che il loro status recente promettesse di sospingerli sul radioso cammino di una interminabile giovinezza: Edward e Florence, finalmente liberi!
    Crescere è impegnativo in qualsiasi epoca e per svariati anni il matrimonio è stata davvero una terapia. Il matrimonio ha rappresentato un rito di passaggio, o meglio un salto nel buio, senza sapere che cosa ci sarebbe stato dall'altra parte. Il matrimonio talvolta è stato la rappresentazione della cura che si rivela peggiore della malattia. Un tempo per disfarlo occorreva un uragano, oggi è sufficiente un alito di vento in una giornata di sole. Nonostante i protagonisti di questo libro siano ormai lontani, le loro insicurezze il loro senso di inadeguatezza, sopravvivranno a lungo. Ognuno dei due ascolta solo se stesso, il risultato è una commedia degli equivoci e delle recriminazioni. Il sesso agognato e temuto trasforma la prima notte di nozze in un dialogo fra sordi. Il libro verte proprio sulla prima notte di nozze di Edward e Florence. Mc Ewan è abile ad alternare il racconto con i flash back del loro incontro e del loro fidanzamento.
    La maturità non la si conquista per contratto, anche quando quel contratto è chiamato Sacro Vincolo.
    Scritto con cura e misura, grazie a chi me l'ha consigliato, ho letto nuovamente un autore con cui ritenevo di aver chiuso.
    La colonna sonora al libro, marcatamente inglese, la metto in italiano
    http://www.youtube.com/watch?v=3kYhoXxvAf4

    E-book N°74
    Chesil Beach (Ian McEwan)
    Settembre 2014

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  • 4

    Niente in una notte. Storia di un'occasione mancata o di un'effettiva impossibilità . Descrizioni interiori ed esteriori da fine cesellatore.
    Insomma, uno di quei libri in cui non ti riconosci, in cui i personaggi perdono la vita a farsi seghe mentali e non riescono simpatici neanche un po' ...continue

    Niente in una notte. Storia di un'occasione mancata o di un'effettiva impossibilità . Descrizioni interiori ed esteriori da fine cesellatore.
    Insomma, uno di quei libri in cui non ti riconosci, in cui i personaggi perdono la vita a farsi seghe mentali e non riescono simpatici neanche un po'. Però vorresti essere capace di scriverlo.

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  • 4

    Primo libro che leggo di McEwan e devo dire che mi è piaciuto molto! La cosa che più ho apprezzato sono le descrizioni degli stati d'animo dei due protagonisti.Sicuramente leggerò altro di questo scrittore.

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  • 5

    grandioso

    amo molto McEwan, e questo libro è uno dei suoi migliori. in un romanzo brevissimo riesce a condensare una storia profonda, personaggi delineati benissimo, digressioni mai ridondanti, risvolti psicologici che colpiscono tanto.

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  • 4

    Secondo libro di McEwan che leggo dopo "Espiazione" di cui non raggiunge le vette, ma anche in questo caso la lettura è stata bella fino a starci male. In alcuni punti il linguaggio così ricercato, mi è sembrato di difficile comprensione e anche tutti quei riferimenti musicali, per me che sono ig ...continue

    Secondo libro di McEwan che leggo dopo "Espiazione" di cui non raggiunge le vette, ma anche in questo caso la lettura è stata bella fino a starci male. In alcuni punti il linguaggio così ricercato, mi è sembrato di difficile comprensione e anche tutti quei riferimenti musicali, per me che sono ignorante in materia, sono rimasti un po' oscuri. Invece inusuale e azzeccatissima la scelta del tema, non la nascita di un amore, ma le difficoltà (agli antipodi per lui e per lei) relative alla sua consumazione in un'epoca in cui di certe cose non si parlava affatto. Un'analisi del carattere dell'uno (Edward) e dell'altra (Florence) con digressioni sul loro recente passato fino al triste epilogo. Se solo in giro ci fossero un po' più di pazienza e amore...

    said on 

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