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Chet Baker

La lunga notte di un mito

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.9
(91)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 457 | Formato: Altri

Isbn-10: 8884902657 | Isbn-13: 9788884902658 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Rossari

Genere: Musica

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Descrizione del libro
Dagli esordi negli anni Cinquanta fino alla sua misteriosa e drammatica mortenel 1988, la storia di Chet Baker contiene gli elementi necessari perdiventare la storia di una leggenda americana. In questa biografia James Gavinfa un resoconto del viaggio doloroso e oscuro di Baker. L'infanzia tormentatae infelice che segnò tutta la vita del musicista, mal celata dall'espressionefredda ed enigmatica dell'età adulta, è il punto di partenza da cui Gavinricostruisce la nascita e la morte di quel suono lirico che catapultò Baker ela sua fragile voce verso il successo planetario. Il suo sguardo magnetico hasedotto intere generazioni di entrambi i sessi, ma l'unica vera storia d'amoredi Baker, musica a parte, è stata quella con le droghe.
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  • 3

    un uomo la cui disperazione e senso di autodistruzione finiscono per annebbiare il mito a tal punto da renderlo irritante. Bisogna amare il personaggio per leggere il libro. Si susseguono storie di abbandoni e ritorni alle stesse donne, figli inascoltati, sensi di colpa e droga di ogni tipo, di c ...continua

    un uomo la cui disperazione e senso di autodistruzione finiscono per annebbiare il mito a tal punto da renderlo irritante. Bisogna amare il personaggio per leggere il libro. Si susseguono storie di abbandoni e ritorni alle stesse donne, figli inascoltati, sensi di colpa e droga di ogni tipo, di concerti in grandi locali e bettole da pochi soldi fino ad un esibizione per strada a Roma dove Chet, alla fine, passa con il cappello a raccogliere le monete (che finiranno, secondo l'autore, tutte nelle tasche dello spacciatore di turno). Storia molto dettagliata (fin troppo) di una vita piena di dolori interiori sfogati nella droga. Droga che alcune volte (poche) esalta e altre distrugge e annebbia il talento. Una vita incredibilmente vissuta tutta sull'orlo di un burrone: concerti, incontri, bugie, truffe, corse in auto, amori, capricci, botte, spacciatori, prigione, amici morti, gelosie e sensi di colpa.

    ha scritto il 

  • 5

    Chet,angelo angelo,caro mio angelo

    Chet andò ben presto in Europa.Erano gli ultimi anni di guerra e lo spedirono a Berlino;al ritorno,dopo gli studi,stava per decidere una cosa quando si ritrovò con una tromba in mano a suo
    nare per la banda.Così fu.E dopo sei anni si ritenne abbastanza
    bravo da considerarsi un professionista.Molt ...continua

    Chet andò ben presto in Europa.Erano gli ultimi anni di guerra e lo spedirono a Berlino;al ritorno,dopo gli studi,stava per decidere una cosa quando si ritrovò con una tromba in mano a suo nare per la banda.Così fu.E dopo sei anni si ritenne abbastanza bravo da considerarsi un professionista.Molte Jam session,poi con il gruppo di Gerry Mulligan,l'anno dopo sulla strada con la sua band.Fece un giro per l'Europa,era giovane e tra i migliori.Tornò negli USA,ma convinto di non esser molto stimato e impressionato dalla voracità della vita americana,se ne tornò in Europa.Rinunciando ad una valanga di soldi,decise di rimanersene a Milano,era il'60 e pensava di suonare come voleva:ricerca,avanguardia,sotto lo stimolo dell'audacia piuttosto che piegarsi al conforme,al vincolo del contratto delle major,a far quel che non voleva fare.Non provava mai,la tensione emotiva gli dava il giusto equilibrio tra tromba,voce e tempo... un tempo lungo come i suoi"dead tones",note tenute immobili all'infinito,una leggera vibrazione finale che rivelava l'animo e la sensibile battuta d'ali della falena.La voce blu che ancora culla gli ansiosi e gli impauriti rivelava come la musica è fatta anche di messaggi d'intesa o sottointesi,da pause prive d'espressione,da messaggi che forse si potevan dire ma poi rimanevano lì,nel cuoredei significati non detti.Ascoltare Chet Baker è un esperienza di una dolcezza malinconica,di un color blu. Blu indaco.chi non lo fa perde una bella occasione nella vita. Aveva le sue donne,s'era sposato 3 o 4 volte.Fece anche strani film italiani.Aveva le sue amanti,una su tutte l'eroina.Un angelo della desolazione,che regalava agli altri l'armonia per vivere.

    ha scritto il 

  • 5

    E'la biografia di un uomo fatto di talento e dolore, molto ben documentata,scritta così bene da sembrare un romanzo (soprattutto se si ama la musica di Chet Baker. La consiglio a tutti coloro che vogliono conoscere la cultura americana degli anni '50/'60 la vita di musicisti, poeti e scrittori co ...continua

    E'la biografia di un uomo fatto di talento e dolore, molto ben documentata,scritta così bene da sembrare un romanzo (soprattutto se si ama la musica di Chet Baker. La consiglio a tutti coloro che vogliono conoscere la cultura americana degli anni '50/'60 la vita di musicisti, poeti e scrittori con i loro lati oscuri esasperati dal conformismo reazionario di quegli anni.

    ha scritto il 

  • 4

    non un esempio, ma una lezione di vita

    abbandonato a metà, poi ripreso e divorato. Leggendo questa biografia posso paragonare il libro a lui, alla sua droga. Puoi evitarlo se non la provi, ma non puoi liberartene se ti avvicini troppo! che mito!

    ha scritto il 

  • 0

    Bellissimo ed intenso libro biografico , del grande trombettista ; sicuramente tra i più grandi.... Il libro ripercorre tutte le tracce , della vita dell'artista ; dalla dolorosa infanzia , al rapporto via via sempre più devastante con la droga ; fino alla misteriosa morte nel 1988 ....

    ha scritto il 

  • 0

    Trascrivo solo una dichiarazione di Oscar Valambrini tratta dal libro: "Chet come uomo non valeva nulla, stava solo attento ai suoi interessi. Ma i grandi artisti devono essere imperfetti, non puoi chiedergli di essere onesti e generosi, perchè gia quel che hanno è di enorme valore."
    Molto discut ...continua

    Trascrivo solo una dichiarazione di Oscar Valambrini tratta dal libro: "Chet come uomo non valeva nulla, stava solo attento ai suoi interessi. Ma i grandi artisti devono essere imperfetti, non puoi chiedergli di essere onesti e generosi, perchè gia quel che hanno è di enorme valore." Molto discutibile, ma la vita di un uomo inseguito dai propri fantasmi non è semplice da giudicare. Rimango ad occhi chiusi ad ascoltare la sua musica.

    ha scritto il 

  • 4

    Viaggio di sola andata per l'inferno

    Il libro è la storia, molto ben documentata, della vita da tossicodipendente di Chet Baker e della sua carriera di musicista; tutto il resto - le donne che gli furono accanto, i figli, i soldi, i produttori - rimane sempre in secondo piano rispetto alla sua grande passione per la musica e alla su ...continua

    Il libro è la storia, molto ben documentata, della vita da tossicodipendente di Chet Baker e della sua carriera di musicista; tutto il resto - le donne che gli furono accanto, i figli, i soldi, i produttori - rimane sempre in secondo piano rispetto alla sua grande passione per la musica e alla sua schiavitu' per la droga fino alla fine... Colonna sonora: Chet Baker in Milan

    ha scritto il 

  • 5

    Un farabutto che suonava come un piccolo dio

    Un farabutto con nel cuore la disperazione romantica e straziante del maledetto, che non poteva farci niente a quell’impulso autodistruttivo di un requiem. Quel che poteva fare era regalarci le sue canzoni con quella voce rotta e sussurrata e soffiare le sue note appoggiando il labbro come fosse ...continua

    Un farabutto con nel cuore la disperazione romantica e straziante del maledetto, che non poteva farci niente a quell’impulso autodistruttivo di un requiem. Quel che poteva fare era regalarci le sue canzoni con quella voce rotta e sussurrata e soffiare le sue note appoggiando il labbro come fosse la bocca di una donna e cavarne del cool jazz come nessuno mai, e questo l’ha fatto.

    A me non piaceva la sua roba allora, all’inizio anni 70, quando con il jazz cominciai, troppo pop mi pareva, decadente. Piaceva ai tradizionalisti ed io ero un insurezzionalista e amavo il free, la rivolta. Chet Baker, in fondo, non aveva mai suonato niente di nuovo e la mia attrazione era rivolta alla sperimentazione. Ma poi diventò un’icona, bellissimo e languido, una specie di James Dean del jazz. “ Quasi un Adone androgino o un Di Caprio predato, seduto a torso nudo su un letto d’albergo mentre suona a capo chino nella tromba un suono astrale “ che non sai neppure da dove venga, non di certo da lui, da uno per cui la musica si sentiva abbandonata, sapendo che un secondo dopo poteva sparire. Che è quello che poi ha sempre fatto, sparire da sé, sparire da tutto. Quel soffio anelante era destinato ad estinguersi da uno che per una vita intera si è fatto di droga. Come si fa un sacco di altra gente però questo ha prodotto il sublime, lui almeno, lui può starci al centro, “solitario e sperduto come un piccolo dio” E allora, anche se è stato un’imbroglione tossico, un figlio di puttana, aveva un’anima che ci ha donato l’ascesi attraverso il suo spirito, in quella voce che cantava suonando.

    Almost blue http://www.youtube.com/watch?v=z4PKzz81m5c&feature=player_embedded

    My funny Valentine http://video.libero.it/app/play?id=60d0d9bd4e85455a285317ebb890cb5e

    ha scritto il 

  • 3

    "Tutte le note non fanno che incorniciare il silenzio"

    “Chet aveva suonato la notte che aveva dentro. Aveva cercato di soffiarla via, quasi fosse restio a liberarsene, con un respiro dolce, di note rarefatte, che sembravano levitare su una superficie nevosa. Avete mai sentito il suono notturno di una tromba, in mezzo alla neve? E’ un suono che sembra ...continua

    “Chet aveva suonato la notte che aveva dentro. Aveva cercato di soffiarla via, quasi fosse restio a liberarsene, con un respiro dolce, di note rarefatte, che sembravano levitare su una superficie nevosa. Avete mai sentito il suono notturno di una tromba, in mezzo alla neve? E’ un suono che sembra non calare mai verso terra, destinato a girare e rigirare per sempre nell’aria sopra di voi”. Quello che mi ha sempre colpito di Chet è il confine aperto tra il disordine di una vita incasinata consumata tra prigione e droghe e il sussurro lieve, poetico, struggente della sua tromba e della sua voce, come una carezza, come un soffio di vento leggero che arriva dal mare, come se la musica fosse l’unico spazio di quiete che potesse permetteresi, come se si facesse carico delle lacrime, del dolore e della merda di questo mondo in nome e per conto di tutti noi e ci costruisse sopra dei sogni. “Ci vogliono spalle poderose per sopportare il peso di tutte le parole mai pronunciate. Soprattutto quando si ha una scimmia appollaiata da sempre sulla spalla”. Grazie Chet.

    http://www.youtube.com/watch?v=z7cOyqOvOSI

    http://www.youtube.com/watch?v=UOEIQKczRPY

    http://www.youtube.com/watch?v=KByd366fKdc&feature=related

    http://www.youtube.com/watch?v=KmUxvAnqbTk&feature=related

    ha scritto il