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Chi dà il nome agli uragani

Di

Editore: Flaccovio Dario

3.5
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8877589213 | Isbn-13: 9788877589217 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Bellissimo

    Notevole, spudorata scrittura. ..."I primi tre (bottoni) erano slacciati per permettere a un reggiseno a balconcino rosa lampone di occhieggiare dalla scollatura. Non per malizia, ma per pura estetica: a prescindere da ogni secondo fine, le tette sono tette. Chi le ha le mostri e chi non le ha le ...continua

    Notevole, spudorata scrittura. ..."I primi tre (bottoni) erano slacciati per permettere a un reggiseno a balconcino rosa lampone di occhieggiare dalla scollatura. Non per malizia, ma per pura estetica: a prescindere da ogni secondo fine, le tette sono tette. Chi le ha le mostri e chi non le ha le rimpianga, e questo è tutto". Un gran thriller.

    ha scritto il 

  • 0

    Interessante - Voto 8

    Ho avuto la fortuna di assistere alla presentazione del libro. Laura Campiglio è una donna di una simpatia travolgente, brillante, caustica e soprattutto autoironica. Mi è piaciuta assai, e ho comprato il romanzo. Un libro estremamente curioso, scritto con una penna brillante, caustica e autoiron ...continua

    Ho avuto la fortuna di assistere alla presentazione del libro. Laura Campiglio è una donna di una simpatia travolgente, brillante, caustica e soprattutto autoironica. Mi è piaciuta assai, e ho comprato il romanzo. Un libro estremamente curioso, scritto con una penna brillante, caustica e autoironica esattamente come è l'autrice, con una protagonista intorno alla quale si concentrano tutti i casini del mondo. Libro curioso, dicevo, perché cambia continuamente. In alcuni punti c'è una certa patinatura dei personaggi (tutti bellissimi e affascinanti), della città stessa, una Parigi che è solo bellezza (ma io, che la conosco bene, faccio una fatica terribile a coglierne un'altra faccia) e soprattutto una trama che richiama quei romanzi con protagoniste ragazze giovani belle e avventurose a cui succede di tutto e tutto finisce in gloria. Ma non solo qua e là escono passaggi di pensiero molto ficcanti, è che proprio all'improvviso tutto vira, e nella descrizione della sofferenza di Linda, del suo senso di colpa, cambia proprio la prospettiva del romanzo. Che non è più tanto commedia. Davvero difficile dare una definizione di questo libro, incasellarlo in qualche modo in un genere. Ma chi cerca un libro disimpegnato epperò tutt'altro che stupido, l'ha trovato.

    ha scritto il 

  • 4

    Forse aveva avuto il tempo di sobbalzare, sentendosi artigliare all’improvviso tra i reni. Un colpo preciso e inesorabile, giusto alla sede del baricentro...

    Il fatto che mi piaccia leggere non è un mistero. Leggo per passione e per divertimento e ripeto sempre a me stessa che il libro più bello è quello che devo ancora leggere. Quando poi mi capita di leggere romanzi come Chi dà il nome agli uragani della giovanissima Laura Campiglio edito da Dario F ...continua

    Il fatto che mi piaccia leggere non è un mistero. Leggo per passione e per divertimento e ripeto sempre a me stessa che il libro più bello è quello che devo ancora leggere. Quando poi mi capita di leggere romanzi come Chi dà il nome agli uragani della giovanissima Laura Campiglio edito da Dario Flaccovio Editore la soddisfazione è “Per vivere a Parigi chiamandosi Linda Bastiglia ci vuole carattere”, così recita la protagonista del libro, ed è vero. Di carattere Linda Bastiglia ne ha da vendere. Stanca di scrivere insulsi articoletti di cronaca locale per il quotidiano “La Fazione”, e dopo essersi giocata qualsiasi possibilità di carriera tirando un paio di slip in faccia a uno dei mostri sacri del giornalismo italiano capisce che forse è il caso di cambiare aria e si Parigi, una città piena di storia e di storie. Jean Paul Sartre, Picasso, Hemingway, sono solo alcuni degli artisti che vi hanno vissuto. Parigi e le sue brasserie. Parigi e il suo maggio del ’68 infuocato dall’ occupazione della Sorbona, da manifestazioni e cariche in Mentre Linda si gode la sua amata Ville Lumière la cronaca cittadina è sconvolta dagli omicidi del pousseur de metrò. Un assassino che si aggira indisturbato nel metrò di Parigi e spinge la gente sotto i binari. Il numero delle vittime comincia ad aumentare e la polizia sembra brancolare nel buio. Anche Linda sembra perplessa. Non esistono né legami né somiglianze tra le vittime. La loro scelta sembra del tutto casuale. Si tratta di un serial killer o c’è dell’altro? Tra bucati notturni, amori impossibili, tagli di capelli azzardati Laura Campiglio e la sua Linda Bastiglia vi regaleranno qualche ora di spassose indagini, dando vita ad un noir a tinte rosa particolare, avvincente e divertente, con dialoghi ironici e brillanti e personaggi indimenticabili. E’ brava Laura Campiglio, anzi è molto brava. A meno di trent’anni ha già pubblicato il suo secondo libro riscuotendo un gran successo di pubblico. Non rinunciate al piacere di leggere questo libro. Non vi deluderà. Un plauso anche alla casa editrice che ho imparato a conoscere scrivendo recensioni per il blog Corpi Freddi. E’ il secondo libro edito da loro (l’altro è Blanca di Patrizia Rinaldi) che leggo e recensisco, e per la seconda volta sono rimasta incantata dallo stile narrativo di una scrittrice per me sconosciuta. Così ho dato un’occhiata agli altri titoli presenti nella collana gialloteca e mi sono resa conto di non conoscerne neanche uno. Per carità io sono l’ultima degli esperti in materia, forse anche meno, però se due autrici di questa collana mi hanno colpito, probabilmente è perché chi la cura sa scegliere autori giovani che valgono, che magari sono sconosciuti alla massa ma che hanno sicuramente quel qualcosa in più che molti “colleghi di grido” hanno perso o non hanno mai avuto: sanno scrivere! E perciò complimenti a Dario Flaccovio Editore per l’ottimo lavoro e spero di trovare tra le sue edizioni altri titoli altrettanto suggestivi. Mi è rimasta una curiosità da chiedere all’autrice: “cosa prevede il piano B”?

    ha scritto il 

  • 0

    comme ci comme ca
    è un biglietto di sola andata per parigi e solo l'idea di poter vagare attraverso cellulosa tra le brasserie e le piccole libreria della grande ville...c'est magnifique.
    ci sono parecchi momenti di stanca nella narrazione e il fare ironico, e autoironico della protagonista fini ...continua

    comme ci comme ca è un biglietto di sola andata per parigi e solo l'idea di poter vagare attraverso cellulosa tra le brasserie e le piccole libreria della grande ville...c'est magnifique. ci sono parecchi momenti di stanca nella narrazione e il fare ironico, e autoironico della protagonista finisce per stancare prima di aver raggiunto la metà del libro e la meta della storia narrata.

    ha scritto il 

  • 4

    La seconda avventura di Linda Bastiglia

    Linda Bastiglia, dopo le (dis)avventure amorose e il caso dello psichiatra che le è quasi costato la pelle di Invece Linda , decide di mollare tutto per un po' e di andare a Parigi. Ma la Francia non è di sicuro un posto più tranquillo del nord Italia, e Linda si troverà presto, suo malgr ...continua

    Linda Bastiglia, dopo le (dis)avventure amorose e il caso dello psichiatra che le è quasi costato la pelle di Invece Linda , decide di mollare tutto per un po' e di andare a Parigi. Ma la Francia non è di sicuro un posto più tranquillo del nord Italia, e Linda si troverà presto, suo malgrado, immersa fino al collo in occupazioni universitarie, "spingitori" di gente nel metrò, storie d'amore sfortunate e, ovviamente, il suo lavoro da giornalista per la Fazione.

    Secondo romanzo di Laura Campiglio, che per la seconda volta centra l'obiettivo di tenermi incollata al suo libro aspettando di scoprire come va a finire. Divertente, sarcastica, questa volta riesce a intrecciare più vicende in una, creando un giallo dalle tinte noir che è credibile e possiede la giusta dose di suspance. Insomma, un ottimo risultato, considerando che Laura è alla sua seconda prova letteraria.

    Adesso aspetto la terza avventura di Linda!

    ha scritto il 

  • 3

    Laura Campiglio scrive bene, davvero. La storia è affascinante, però qualche cosa non mi torna. Il mio interesse, appena decollato, tende sempre a voler atterrare. C'è forse troppa confusione nella sequenza narrativa. Già la vita di Linda Bastiglia è complicata e contorta e cerebrale. Ho faticato ...continua

    Laura Campiglio scrive bene, davvero. La storia è affascinante, però qualche cosa non mi torna. Il mio interesse, appena decollato, tende sempre a voler atterrare. C'è forse troppa confusione nella sequenza narrativa. Già la vita di Linda Bastiglia è complicata e contorta e cerebrale. Ho faticato a leggerlo, perché faticavo a seguire il filo rosso verso l'uscita del labirinto. Peccato però.

    ha scritto il 

  • 4

    Linda Bastiglia ritorna. E si trasferisce a Parigi. E già questo è tutto un programma.
    La scrittura di Laura Campiglio rimane fresca e brillante. Linda è sempre adorabile, fa sempre ridere ed è sempre presa da casini meno sentimentali stavolta e più politici, legati all'occupazione della Sorbona ...continua

    Linda Bastiglia ritorna. E si trasferisce a Parigi. E già questo è tutto un programma. La scrittura di Laura Campiglio rimane fresca e brillante. Linda è sempre adorabile, fa sempre ridere ed è sempre presa da casini meno sentimentali stavolta e più politici, legati all'occupazione della Sorbona e all'incontro con una studentessa reazionaria, Lotte, dal viso angelico e dai pensieri un po' meno edificanti.

    ha scritto il