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Chi ha fatto il turno di notte

Di

Editore: Einaudi (Collezione di poesia)

4.3
(48)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806210122 | Isbn-13: 9788806210120 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Silvio Ferrari ; Narratore: Erri De Luca

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un maestro della poesia anaforica, incalzante, oratoria. E però, contemporaneamente, intima, capace di far risuonare il silenzio fra le parole per toccare le corde più riposte di un sentimento. Sarajlic è uno dei grandi poeti del secondo Novecento: ha affrontato temi di poesia civile, l'amore, la morte, l'arte, sempre trovando le vie apparentemente divergenti dell'emozione e dell'ironia. Questo grazie a un calore umano intensissimo che passa in ogni suo verso e arriva al lettore con forza contagiosa. Lo hanno amato poeti molto diversi fra loro, come Enzensberger, Brodskij, Simic, proprio perché la sua voce poetica ha un segno unificante, è il simbolo di una poesia universale, colta ma immediata, sempre consapevole ma lontana dalle scuole e dalle tendenze. A dieci anni dalla morte, questo libro propone una scelta di poesie di Sarajlic, alcune inedite in italiano, che ripercorre circa cinquant'anni della sua straordinaria esperienza poetica.
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  • 3

    Poesia semplice.

    La sua poesia non è di quelle che mi restano addosso e che rileggo poi nel tempo: Sarajlic è molto classico, anche se è contemporaneo dimostra di più della sua età. Ama il canto, il ritornello, ...continua

    La sua poesia non è di quelle che mi restano addosso e che rileggo poi nel tempo: Sarajlic è molto classico, anche se è contemporaneo dimostra di più della sua età. Ama il canto, il ritornello, è "semplice". Il che non è un difetto, io però mi emoziono con altre poesie. Fra tutte ho preferito le sue ultime, quelle della vecchiaia, disincantate e perfino ironiche.

    ha scritto il 

  • 4

    E' quella Poesia che può dare una mano quando controvoglia ci si sente l'ombelico solitario del pancione terrestre: quando il presente è sempre e soltanto passato immobile (Un secondo amore), ...continua

    E' quella Poesia che può dare una mano quando controvoglia ci si sente l'ombelico solitario del pancione terrestre: quando il presente è sempre e soltanto passato immobile (Un secondo amore), quando si è perso la testa per un figlio (La famiglia ha mal di gola), quando ci si arrabatta inutilmente a colmare la distanza fra le parole e le cose (Quel merlo). E siccome i versi di Sarajlic sono semplici, non approfittatene per leggerli di corsa ma per metterne almeno qualcuno da parte nella memoria.

    ha scritto il 

  • 0

    La linea Maginot

    Fra te e me ci sarà sempre la linea Maginot, fra te e me ci sarà sempre l’Ombra delle Disgrazie Passate, il Cielo dei Caduti ci sarà, e le mie poesie più amorose scritte per ...continua

    La linea Maginot

    Fra te e me ci sarà sempre la linea Maginot, fra te e me ci sarà sempre l’Ombra delle Disgrazie Passate, il Cielo dei Caduti ci sarà, e le mie poesie più amorose scritte per te ti faranno ricordare la polvere da sparo, la polvere da sparo, le trincee, il fronte affumicato.

    Fra te e me ci sarà sempre la linea Maginot, fra te e me, fra ogni nostro aprile e noi, fra ogni nostro novembre e noi, l’Ombra delle Disgrazie Passate, il Cielo dei Caduti, la linea Maginot, e mai, davvero mai riusciremo tu e io a occuparci soltanto delle tende nuove necessarie a far cinguettare il nostro appartamentino, necessarie per sottrarci alla vista di tutti quando beviamo i dolci vini del nostro amore, per non farci vedere da nessuno quando torniamo dalle nostre inutili fughe stanchi, per non far scoprire a nessuno le tacite ragioni per cui viviamo.

    Fra te e me ci sarà sempre la linea Maginot, fra te e me, fra noi, fra tutti noi, per dirci quanto siano insignificanti le tende nuove nel nostro appartamento quanto sarebbe comicamente irrilevante anche chi potesse vederci quando ci amiamo, qualcuno che potesse lamentarsi di noi quando ci amiamo.

    Fra te e me ci sarà sempre la linea Maginot, L’Ombra delle Disgrazie Passate, il Cielo dei Caduti, la linea Maginot. I treni ci porteranno nelle nostalgiche primavere dei nostri aprili novembrini perché il nostro tetro carico urbano di pensieri si arricchisca di verde così necessario per vivere, così necessario per amare, così necessario per andarsene umanamente, ma sappi: noi non riusciremo mai a raccogliere le margherite solo come margherite, perché fra i fiori e noi, fra te e me, ci sarà sempre la linea Maginot.

    Fra te e me ci sarà sempre la linea Maginot. Fra te e me, fra ogni nostro desiderio e noi, fra ogni nostra partenza e noi, fra ogni nostro ricordo e noi ci saranno sempre L’Ombra delle Disgrazie Passate, il Cielo dei Caduti, la linea Maginot.

    1955.

    ha scritto il 

  • 4

    Tante donne e nessuna tu. A Sarajevo duecentomila donne e nessuna tu. In Europa duecentomilioni di donne e nessuna tu. Nel mondo due miliardi di donne e nessuna tu.

    ha scritto il 

  • 5

    La poesia che salva il mondo

    La guerra che toglie il sonno, le piccole ore che si riempiono di versi come le stelle nella città notturna devastata. La solitudine, la morte, l'amore. Come vivere? La vera poesia non è in chi le ...continua

    La guerra che toglie il sonno, le piccole ore che si riempiono di versi come le stelle nella città notturna devastata. La solitudine, la morte, l'amore. Come vivere? La vera poesia non è in chi le scrive anche di bellissime ma in chi vive.

    ha scritto il 

  • 5

    Commento citando un altro grande poeta:

    ”Non sei stato da nessuna parte,” disse Sette Mari “non hai visto niente, non importa quanto lontano tu abbia viaggiato, città con vaghe guglie cucite a ...continua

    Commento citando un altro grande poeta:

    ”Non sei stato da nessuna parte,” disse Sette Mari “non hai visto niente, non importa quanto lontano tu abbia viaggiato, città con vaghe guglie cucite a uno schermo che il becco di una rondine ha aggrovigliato e sgrovigliato; non hai imparato niente di più che se fossi rimasto sulla spiaggia a guardare la schiuma che da ragazzo guardavi sfilacciarsi … il viaggio giusto è senza moto; come il mare si muove intorno a un'isola che sembra in movimento, l'amore si muove intorno al cuore.

    Walcott, Omero

    Mi ha fatta proprio viaggiare senza moto. Lui era il mare, io l'isola. E mi ha raggiunta.

    ha scritto il 

  • 5

    Abbracciati

    Quei due abbracciati sulla riva del Reno potevamo essere anche tu ed io.

    Ma noi non passeggeremo mai più su nessuna riva abbracciati.

    Vieni, passeggiamo almeno in questa poesia. ...continua

    Abbracciati

    Quei due abbracciati sulla riva del Reno potevamo essere anche tu ed io.

    Ma noi non passeggeremo mai più su nessuna riva abbracciati.

    Vieni, passeggiamo almeno in questa poesia.

    ha scritto il 

  • 4

    “In una guerra un poeta è una specie di Noè, fa salire sulla sua barca di carta un raccolto di persone e luoghi. Li conserva al riparo dal diluvio e li fa sbarcare all’asciutto di un ...continua

    “In una guerra un poeta è una specie di Noè, fa salire sulla sua barca di carta un raccolto di persone e luoghi. Li conserva al riparo dal diluvio e li fa sbarcare all’asciutto di un dopoguerra.” – dalla prefazione di Erri De Luca

    http://www.subliminalpop.com/?p=5790

    ha scritto il 

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