Chi ha fatto quel film?

Conversazioni con i grandi di Hollywood

Di

Editore: Fandango Libri

4.4
(33)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1315 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860441684 | Isbn-13: 9788860441683 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberto Buffagni

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Non-narrativa

Ti piace Chi ha fatto quel film??
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Robert Aldrich, George Cukor, Allan Dwan, Howard Hawks, Alfred Hitchcock, Chuck Jones, Fritz Lang, Joseph H. Lewis, Sidney Lumet, Leo McCarey, Otto Preminger, Don Siegel, Josef von Sternberg, Frank Tashlin, Edgar G.Ulmer, Raoul Walsh. Dopo il grande successo di critica e pubblico di Chi c’è in quel film? (premio per il miglior saggio di cinema 2008), Fandango Libri pubblica un altro capolavoro di Peter Bogdanovich: Chi ha fatto quel film? 16 interviste ad alcuni fra i più grandi registi di Hollywood che hanno fatto la storia dei primi 100 anni del cinema mondiale. Bogdanovich ci racconta, fra gli altri, come Howard Hawks rimetta in riga una svogliata KatharineHepburn con la minaccia di prenderla a calci nel sedere in Susanna!; Hitchcock derida i suoi perché non capiscono come mai Janet Leigh sarà uccisa così presto in Psycho e Siegel è furioso perché i suoi produttori vorrebberodecidere l’inizio e la fine del suo cult L’invasione degli ultracorpi. Grazie allo stile accessibile, alla modalità dellaconversazione e alla grande competenza di un intervistatore che è un loro “pari”, i registi si sentono liberi di descrivere in dettaglio le loro motivazioni, il metodo di lavoro e perché no le follie che gli hanno permesso di girare i più bei film del ventesimo secolo contribuendo alla creazione di un memorabile compendio sulla settima arte.
Ordina per
  • 4

    le itnerviste a 16 grandi registi. alcune sono delle vere e proprie prese in giro (quella di von Sternberg ad esempio), ma una manciata sono una completa lezione di cinema (su tutte quella di Hitchcoc ...continua

    le itnerviste a 16 grandi registi. alcune sono delle vere e proprie prese in giro (quella di von Sternberg ad esempio), ma una manciata sono una completa lezione di cinema (su tutte quella di Hitchcock e als econdo posto quella di Hawks)

    ha scritto il 

  • 5

    DOMANDE (NON) BANALI

    Un libro-miniera dal quale scavare ed estrarre piccoli grandi aneddoti sull'universo centenario del Cinema, lasciandosi travolgere dal mare di pagine, ma prima di tutto di passione, di Peter Bogdanovi ...continua

    Un libro-miniera dal quale scavare ed estrarre piccoli grandi aneddoti sull'universo centenario del Cinema, lasciandosi travolgere dal mare di pagine, ma prima di tutto di passione, di Peter Bogdanovich.
    Un libro per conoscere ed amare Allan Dwan, vero e proprio pioniere; per prepararsi a riguardare “Viale del Tramonto” e comprenderne il mondo in esso sepolto; per conversare affabilmente con Sir Alfred; per sondare il terreno che farà germogliare la nuova Hollywood.

    Leggetelo e risponderete prontamente alla (non) banale domanda contenuta nel titolo: “Ma chi ha fatto quel film?”.

    ha scritto il 

  • 5

    Chi meglio di un regista per intervistare un regista? Lo avevamo già capito ai tempi dei Truffaut e dei Chabrol, e Bogdanovich, a distanza di qualche anno, non fa che confermare la regola (che vale an ...continua

    Chi meglio di un regista per intervistare un regista? Lo avevamo già capito ai tempi dei Truffaut e dei Chabrol, e Bogdanovich, a distanza di qualche anno, non fa che confermare la regola (che vale anche nel caso degli attori: Chi c’è in quel film?). Bogdanovich, del resto, è stato sia regista che attore ma, soprattutto, ha cominciato, come molti suoi colleghi, scrivendo di cinema (interviste, recensioni, saggi, reportage), senza smettere mai (a differenza di molti suoi colleghi). In alcuni casi – Orson Welles (non presente nel libro, perché protagonista di un intero libro) e Howard Hawks – si è trasformato involontariamente in un biografo, approfittando di un’amicizia lunga una vita per rilanciare continuamente l’interrogatorio. In altri casi – Sidney Lumet, Josef von Stenberg – ha inseguito o incontrato per caso il suo interlocutore, e anche a costo di passare per un terribile scocciatore (come Ford e Hawks non hanno mai smesso, simpaticamente, di considerarlo) non ha resistito alla curiosità.
    In questo libro godibilissimo, sfilano settant’anni di cinema americano – dal pre-classico alla New Hollywood, passando naturalmente, e a lungo, per il classicismo dei Cuckor, degli Hitchcock, dei McCarey. Da regista – meno “ideologico” dei suoi antecedenti francesi – sa far parlare benissimo i colleghi, a volte maestri (in tutto, sedici): dei loro film, del cinema, dei film degli altri, della tecnica, dell’arte (poco), degli attori, dell’industria. E proprio l’industria hollywoodiana emerge a poco a poco come il grande personaggio del libro: chi volesse capire come funzionava l’epoca degli Studios, il lavoro sul set, il divismo dei Bogart e delle Dietrich, il rapporto (quasi sempre difficile) tra registi e produttori, e chi volesse capire che cos’erano gli Stati Uniti in quel momento (che nel cinema si specchiavano e che il cinema usavano per rappresentarsi), beh, ha solo da seguire le avventure dei personaggi, tutti straordinari, di Bogdanovich, con buona pace di storie del cinema e manuali.
    Peccato soltanto che un libro tanto appassionante e prezioso sia finito umiliato dall’incuria dell’editore: si contano (in media generosa) un refuso a pagina, a volte due a riga, mentre il traduttore maneggia con qualche imbarazzo l’italiano. E poi, perché 1315 pagine, così che il libro pesa come un mattone e costa come una cena (per non parlare degli alberi…)? Il carattere è grande, l’interlinea spaziosa; bastava ridurre un po’. Questo libro meritava di meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    lunghissimo libro, da leggere ogni tanto. in mezzo ci son tante cose, film, personaggi (avere di fianco il mereghetti è indispensabile).
    mi ha molto incantato la descrizione dell'aspetto artigianale: ...continua

    lunghissimo libro, da leggere ogni tanto. in mezzo ci son tante cose, film, personaggi (avere di fianco il mereghetti è indispensabile).
    mi ha molto incantato la descrizione dell'aspetto artigianale: le tecniche e gli espedienti per arrivare al risultato sullo schermo. e la storia della produzione contrapposta alla libertà artistica dell'autore: gli studios di hollywood che chiamavano i migliori da tutto il mondo, ma poi li inserivano in meccanismo industriale con tanti capolavori, e tante boiate fatte in fretta, solo per soldi.

    ha scritto il 

  • 5

    Appena iniziato.
    Pregi: non delude le attese. 29 euro per 1ooo pagine di anedotti sulle vite e sui segreti di 16 grandi registi sono più che accettabili.
    Difetti: quanti errori e refusi, santo cielo!
    ...continua

    Appena iniziato.
    Pregi: non delude le attese. 29 euro per 1ooo pagine di anedotti sulle vite e sui segreti di 16 grandi registi sono più che accettabili.
    Difetti: quanti errori e refusi, santo cielo!
    Ci può stare il refuso,una lettera al posto di un'altra, ma vere e proprie parole inventate mi pare eccessivo.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ok

    Bel libro, alcuni ritratti sono molto interessanti, tipo Dwan e Hawks, qualcun altro è meno riuscito. Interessante anche Joseph H. Lewis, poco conosciuto.
    Magari anche una cura editoriale migliore sar ...continua

    Bel libro, alcuni ritratti sono molto interessanti, tipo Dwan e Hawks, qualcun altro è meno riuscito. Interessante anche Joseph H. Lewis, poco conosciuto.
    Magari anche una cura editoriale migliore sarebbe stata auspicabile, sebbene mi renda conto che non era facile da tradurre.

    ha scritto il