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Chiamalo sonno

Di

Editore: Garzanti (Gli elefanti)

4.1
(453)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 517 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8811667976 | Isbn-13: 9788811667971 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Mario Materassi ; Curatore: Mario Materassi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    David...

    ...ha poco meno di due anni quando arriva a New York con la madre per raggiungere il padre emigrato da tempo. Ha una madre amorevole e comprensiva, un padre severo e irascibile, il suo mondo si divide ...continua

    ...ha poco meno di due anni quando arriva a New York con la madre per raggiungere il padre emigrato da tempo. Ha una madre amorevole e comprensiva, un padre severo e irascibile, il suo mondo si divide tra l'inglese e l'yiddish, tra paure inspiegabili e avvenimenti incomprensibili a cui cerca di dare senso e coerenza. E' un bambino sensibile, che crescendo scopre cose dei genitori e degli adulti che lo lasciano perplesso e che cerca di capire, di rendere coerenti. Il suo soliloquio è continuo anche se frammentario, il romanzo rende bene l'angoscia che a volte alberga nei bambini. E' povero, ha paure ma anche bisogni e angosce spirituali. Cerca risposte e forse le trova. Il racconto si chiude quando ha otto anni, è un bambino ancora ma ha già raggiunto la consapevolezza dell'incomprensibile complessità della vita, che solo a volte ci appare chiaramente. Romanzo complesso non tanto per la trama ma per la sovrapposizione di lingue e registri narrativi diversi, descrive magnificamente l'ambiente della New York emigrante dei primi anni del '900, a volte è faticoso ma molto bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Federica: so che già te l ho chiesto ma ¿lui come si chiama?
    Albert: chi?
    Federica: lui che spinge la roccia
    Albert: e chi te lo ha detto che è un maschio?
    Federica: ah
    beh non lo so
    ma sembra un masc ...continua

    Federica: so che già te l ho chiesto ma ¿lui come si chiama?
    Albert: chi?
    Federica: lui che spinge la roccia
    Albert: e chi te lo ha detto che è un maschio?
    Federica: ah
    beh non lo so
    ma sembra un maschio
    Albert: perché?
    Federica: che ne so ha le spalle
    grosse
    non ha seno
    ha le palle
    Albert: gliele hai viste?
    Federica: senti. ho l'occhio allenato ha le palle è sicuro
    Albert: comunque, il nome non lo so. Lo sapevo una volta. È importante?
    Federica: no non credo, ma volevo offrirgli qualcosa da bere, acqua, un caffè non lo so
    ma non so come chiamarlo
    Albert: pensiero gentile, mon amour.
    Federica: ¿vado e basta?
    Albert: porta un caffè anche a me.
    Federica: col cazzo lui non dorme mai tu invece dormi per ore
    non hai bisogno di stare sveglio.
    Albert: che maleducata.
    Federica: tze. aspetto che scende
    Albert: a proposito.

    Albert indica la roccia.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro che risulta molto intenso, scritto con ricchezza di aggettivi e lunghi periodi descrittivi. Interessante il fatto che vi siano anche periodi scritti in modo molto particolare, periodi che danno ...continua

    Libro che risulta molto intenso, scritto con ricchezza di aggettivi e lunghi periodi descrittivi. Interessante il fatto che vi siano anche periodi scritti in modo molto particolare, periodi che danno un ritmo stringente a quanto si legge. Il contenuto è poi molto coinvolgente a livello emotivo. Ambientato a New York agli inizi del 1900 risulta essere sia un romanzo di formazione (David, bimbo ebreo di 8 anni, vive le sue esperienze in modo molto intenso)sia un romanzo di formazione sociale (la vita nel quartiere ebraico, le idee, le difficoltà, la scuola di religione con un rabbino molto severo). Una storia che mette in risalto la trasformazione di una famiglia europea che cerca di migliorare il suo stile di vita. Una madre molto affettuosa e un padre molto freddo e severo, a tratti indifferente. Consigliato caldamente

    ha scritto il 

  • 4

    baciato da discreta fortuna critica alla sua uscita nel 1934, è stato ulteriormente valorizzato da un’ampia ristampa negli anni ’60, venendo considerato un autentico capolavoro della letteratura novec ...continua

    baciato da discreta fortuna critica alla sua uscita nel 1934, è stato ulteriormente valorizzato da un’ampia ristampa negli anni ’60, venendo considerato un autentico capolavoro della letteratura novecentesca. Romanzo sociale, descrive la New York d’inizio secolo attraverso la sensibilità di una coscienza infantile europea ed ebraica trasportata in America.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro è di una pesantezza unica,triste e sicuramente non da leggere in estate.Dopo 300 pagine mi sono avvilita e so che è considerato un classico ma non riesco a finirlo,sarà che lo trovo un po ...continua

    Questo libro è di una pesantezza unica,triste e sicuramente non da leggere in estate.Dopo 300 pagine mi sono avvilita e so che è considerato un classico ma non riesco a finirlo,sarà che lo trovo un po ripetitivo.

    ha scritto il 

  • 3

    "Chiamalo sonno" è considerato un gran bel libro. Per questo l'ho comprato. Per questo l'ho finito. E credo pure di non averlo capito. Perché è inutilmente lungo, perché in gran parte di esso il bambi ...continua

    "Chiamalo sonno" è considerato un gran bel libro. Per questo l'ho comprato. Per questo l'ho finito. E credo pure di non averlo capito. Perché è inutilmente lungo, perché in gran parte di esso il bambino protagonista parla con sé stesso come in un flusso di coscienza. E poi non c'è una vera e propria trama: è la narrazione di un periodo della vita del protagonista in un continente nuovo. Insomma metto tre stelle ma non lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo stratificato e dalle molteplici chiavi di lettura, a partire dal grande affresco storico che si snoda nella varietà di idiomi ed etnie di una New York di inizio '900, passando per la conservaz ...continua

    Romanzo stratificato e dalle molteplici chiavi di lettura, a partire dal grande affresco storico che si snoda nella varietà di idiomi ed etnie di una New York di inizio '900, passando per la conservazione delle tradizioni ebraiche e il desiderio struggente di integrazione, per finire nelle dinamiche del microcosmo famigliare.
    Sono però gli occhi di un bambino di otto anni a registrare - in un continuo accavallarsi di suoni, immagini, odori e persone - i mutamenti del mondo attorno a lui e dentro di lui in un flusso di pensiero quasi ipnotico ma disordinato, confuso, fantastico e terribile allo stesso tempo per chi non può ancora comprendere tutto. L'incredibile varietà di registri narrativi e la ricchezza della lingua accompagnano in un'esperienza di lettura quasi sensoriale dove il pensiero astratto diventa palpabile quasi fosse solido, il rumore degli zoccoli dei cavalli, i passi sulle scale o il battere sulle ringhiere acquistano una sonorità vivida, così come il tanfo dei vicoli o gli aromi di cibi stranieri colmano l'olfatto.
    In questa babele di contraddizioni il piccolo David si perde spesso, cerca il sicuro rifugio del seno materno mentre fugge l'iracondia paterna, trova conforto nella religione e si abbondona a visioni dal sapore mistico, insegue una luce potente che rischiari le sue paure ma, infine, è in un oblio dolce simile al sonno l'approdo in cui si sente in salvo.

    ha scritto il 

  • 5

    "Tu sfogli l'anno come uno sfoglierebbe un cavolo. Sei pronto per il tuo viaggio?" [...] Gingilli messi nella impastatrice del desiderio - l'immaginazione la cazzuola, il capriccio il costruttore. Un ...continua

    "Tu sfogli l'anno come uno sfoglierebbe un cavolo. Sei pronto per il tuo viaggio?" [...] Gingilli messi nella impastatrice del desiderio - l'immaginazione la cazzuola, il capriccio il costruttore. Un muro, una torre, forti, sicuri, favolosi, che immunizzano lo spirito da un nugolo di frecce; la mente, l'esperienza, che taglia il flusso del tempo come una roccia taglia l'acqua. I minuti sgusciavano via, inavvertiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Un titolo che da solo vale il libro! Una storia che procede ad ondate...con un ritmo serrato che poi decresce in lunghe pagine che hanno il sapore lento dei pomeriggi estivi. Registro linguistico inte ...continua

    Un titolo che da solo vale il libro! Una storia che procede ad ondate...con un ritmo serrato che poi decresce in lunghe pagine che hanno il sapore lento dei pomeriggi estivi. Registro linguistico interessantissimo e complicato. Il superamento di paure ancestrali, del buio, dell'opinione altrui, della figura paterna. Chiamalo risveglio.

    ha scritto il