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Chiamate Jeeves

Di

Editore: Polillo

4.0
(95)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Altri

Isbn-10: 8881542501 | Isbn-13: 9788881542505 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: T. Lord

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Pelham Grenville Wodehouse (Guildford, Surrey, 1881 - Southampton, New York,1975) è il più importante scrittore umoristico del '900 e ancora oggi uno deipiù popolari. Le sue opere - circa 90 romanzi e svariate raccolte di racconti,oltre a commedie e soggetti per film - sono pubblicate regolarmente in nonmeno di 25 lingue. Il suo personaggio più famoso, una figura ormaiproverbiale, è Jeeves, l'impeccabile e onnisciente maggiordomo al servizio diBertie Wooster, giovane signore che si caccia sempre nei guai. I due sonoprotagonisti di 12 romanzi e numerosi racconti.
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  • 3

    Anche se l'impareggiabile Jeeves risolve ogni tipo di problemi l'assenza di Bertie mi ha rattristato. Inoltre tutto l'avvio della vicenza mi sembrava molto faticoso e forse anche il finale affrettato anche se prevedibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Non c'è niente di meglio di un romanzo di Woodhouse come lettura di puro svago e intrattenimento. Adorabile! Consigliato a chi ama la nobiltà inglese con tutti i suoi difetti e i suoi vizi.

    ha scritto il 

  • 4

    La prima di Jeeves orfano di Berty, e che dire?
    In concomitanza un cambiamento sostanziale di trama, che ci sta tutto, è passata la seconda guerra mondiale, e in Inghilterra la vita è molto diversa.
    Quindi non saprei giudicare Jeeves da solo se regge bene o no. Di certo il romanzo è bel ...continua

    La prima di Jeeves orfano di Berty, e che dire?
    In concomitanza un cambiamento sostanziale di trama, che ci sta tutto, è passata la seconda guerra mondiale, e in Inghilterra la vita è molto diversa.
    Quindi non saprei giudicare Jeeves da solo se regge bene o no. Di certo il romanzo è bello, diverso dal solito ma comunque gradevole.
    Regge anche senza Berty? Direi di si, ma solo perchè il suo sostituto è omunque Berty like.....

    Quindi wodehouse prosegue bene la sua avventura, con questa saga, ed è incredibilmente lo specchio della Londra nobiliare.
    Prima della guerra erano gli amori sciocchi il centro dell'attenzione, ora sono i soldi che vengono a mancare e la nostalgia del tenore di vita di un tempo, sempre dal punto di vista della nobiltà frivola.
    Ora sono curioso di leggere il successivo, con il ritorno di Berty, e la nuova situazione sociale, chissà che verrà fuori.

    ha scritto il 

  • 5

    Non pensavo che un romanzo del ciclo di Jeeves and Wooster senza Wooster, potesse essere ugualmente così divertente!
    Dell'amabile Bertie si sente un po' la mancanza, ma la presenza di un personaggio come Sir Roderick Carmoyle, allevia di parecchio la perdita.

    ha scritto il 

  • 4

    Jeeves si trova momentaneamente al servizio di Bill Rowcester, perchè il suo abituale datore di lavoro, Bertie Wooster, sta seguendo una speciale scuola di economia domestica.
    Ma neanche da Bill la situazione è tanto tranquilla: Rowcester si è infatti messo a fare l'allibratore, e ha subito ...continua

    Jeeves si trova momentaneamente al servizio di Bill Rowcester, perchè il suo abituale datore di lavoro, Bertie Wooster, sta seguendo una speciale scuola di economia domestica.
    Ma neanche da Bill la situazione è tanto tranquilla: Rowcester si è infatti messo a fare l'allibratore, e ha subito contratto un grosso debito che non puà pagare. Sta anche cercando di vendere la vecchia casa di famiglia (che cade a pezzi) a una ricchissima signora americana, che incidentalmente è innamorata del Maggiore di cio Bill è creditore, e tutti piomberanno a casa sua.
    Metteteci anche una fidanzata gelosa, una sorella e un cognato pasticcione, e avrete la classica situazione alla Wodehouse, piena di equivoci, coincidente e colpi di scena.
    Meno male che c'è Jeeves...

    ha scritto il