Chiamate telefoniche

Di

Editore: Sellerio (La memoria ; 493)

3.9
(425)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 262 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8838916519 | Isbn-13: 9788838916519 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Nicola

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Quattordici racconti di un autore cileno considerato tra i più originali e nuovi della letteratura ispanoamericana: vite immaginarie di scrittori a cavallo dell'Oceano e della storia, lunghi amori che contrassegnano in realtà inestricabili esistenze parallele e lontane, soggetti cinematografici stilizzati allo scopo di estrarne puri labirinti di rapporti, giochi manieristici, monologhi di anziane attrici porno che conobbero la grandezza in un loro partner, pseudointrecci polizieschi e storie di frontiera, racconti on the road cuciti dopo la fine dell'incanto. I critici della letteratura di lingua spagnola, che hanno accolto ognuno dei libri di Bolaño come un evento, rinvengono la traccia dell'insegnamento di Borges e di Carver in questi racconti. In ciascuno dei quali infatti, più che una storia fantastica, traspare un apocrifo, a riprova dell'ultima possibilità di realismo rimasta e al cui inizio è Borges: mescolare generi, citare occultamente e falsificare, prendere dalla letteratura alta o popolare e dal cinema, dai rotocalchi. Ma avendo per soggetto sempre delle persone cui «stanno succedendo delle cose, tutte piccole e bastarde». A questo, come suo indizio assolutamente personale, Bolaño aggiunge l'esperienza mostruosa delle dittature postmoderne di Pinochet e Videla. Esse segnano i suoi personaggi, a questi ogni volta si collegano direttamente o indirettamente, e assurgono a universalità come se fossero il segno mnemonico della presenza dell'ingiustizia sul volto della storia e sulla realtà dell'esistenza. Su cui senza fine interrogarsi e attorno al cui enigma incentrare, per orbite brevi o remote, ogni vicenda. Seducendo il lettore in un gioco di specchi che non perde di vista però «che vi sono giochi poetici e giochi criminali».
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  • 2

    Mi richiami?

    Il racconto che ho preferito è stato “UN ALTRO RACCONTO RUSSO”:

    “Il dolore che sentì gli fece venire le lacrime agli occhi e disse, anzi gridò, la parola cazzo. Con le tenaglie in bocca l’imprecazione ...continua

    Il racconto che ho preferito è stato “UN ALTRO RACCONTO RUSSO”:

    “Il dolore che sentì gli fece venire le lacrime agli occhi e disse, anzi gridò, la parola cazzo. Con le tenaglie in bocca l’imprecazione si modificò e uscì nello spazio tramutata nell’ululante parola Kunst. Il russo che parlava tedesco lo guardò stupito. Il sivigliano gridava Kunst, Kunst, e piangeva dal dolore. La parola Kunst, in tedesco, vuole dire arte e il soldato bilingue la interpretò in questo senso e disse che quel figlio di puttana era un artista o qualcosa di simile. Quelli che torturavano il sivigliano ritirarono la tenaglia con attaccato un pezzetto di lingua e rimasero in attesa, momentaneamente ipnotizzati dalla scoperta.”

    Che Kunst in tedesco voglia dire arte me lo conferma Google Translator, ma che in sivigliano voglia dire cazzo no. Effettuando la ricerca “kunst in sivigliano” si ottengono però dei rimandi a “I dispiaceri del vero poliziotto” del Cileno Tildato, opera nella quale il racconto, dunque, tornerà pari pari, e a me piace il modo che ha il Cileno Tildato di rendere coerente il suo mondo letterario, però mi piace molto meno quando lo becco a prendere questo testo qua e a metterlo là, e non sempre valgono le ragioni postume: lo sono tutte, postume rispetto ai fatti, le ragioni.

    Il mio secondo racconto preferito è stato la “VITA DI ANNE MOORE”, per il passaggio:

    “La relazione tra Anne e Paul fu particolare. Anne aveva diciassette anni, presto ne avrebbe compiuti diciotto e Paul ne aveva ventisei. A letto ebbero problemi fin dall’inizio. D’estate Paul soleva essere impotente, d’inverno soffriva di eiaculazione precoce, in autunno e in primavera il sesso non gli interessava.”

    Un tocco di perfetto umorismo del Cileno Tildato che racconta una tragedia esistenziale come della volta che pagò una bolletta con una settimana di ritardo. Per il resto il racconto è un elenco delle nazionalità e dei mestieri degli uomini amati per qualche tempo da Anne Moore, e il racconto come tutti gli altri racconti della raccolta sono così in balia della volontà del Cileno Tildato (- Questo personaggio lo faccio passare da Girona a che ora, prima o dopo la mia pausa caffè? Di quest’altro personaggio ne faccio un malinconico assassino cruciverbista o una compassata puttana ginevrina che ha letto tutto di Vila-Matas?) che si può leggere la prima parte di uno, la parte centrale di un altro e il finale di un altro ancora, e un modo per farceli stare bene assieme lo si troverà: le vie delle combinazioni sono infinite, per questo sono superflue.

    Ho letto le “Chiamate telefoniche” nell’arco di due o tre mesi: esperienza di lettura rarissima per me, che per semplicità leggo un libro dall’inizio alla fine senza incrociargli null’altro, come per non contaminarne la resa; infatti credo siano due settimane che vago nei “Fratelli d’Italia” di Arbasino e comincio a temere l’autismo.
    Vero, i racconti si prestano a un approccio di lettura scadenzata nel tempo, però mi è dispiaciuto leggere “Un’avventura letteraria” quando ormai mi ero già dimenticato di “Sensini”, di passare al racconto “I detective” quando l’unico racconto della sezione “I detective” a avermi attraversato, lasciando il fasto di una cicatrice psichica, era stato “Un altro racconto russo” che mi ritroverò nel “I dispiaceri del vero poliziotto” che ho già sullo scaffale: ci avesse travasato un racconto di cui già non ricordo nulla l’avrei almeno potuto scambiare per un pezzo inedito il testo ricopiato dall’altra parte, manco me ne sarei accorto! Della sezione “Vita di Anne Moore” ricordo il racconto “Vita di Anne Moore”, e quel che me ne resterà sarà un paragrafo, umoristicamente esatto.

    I racconti del Cileno Tildato funzionano ma poco dopo averli letti quel che resta è un senso di minimalismo troppo sfacciato e il ricordo di gente che legge libri di letteratura seppure nella vita che conduce o trascina non si capisce bene come c’entrino i libri di letteratura, un po’ come nel mio caso, mi sa sarà anche per questo che sono molto grato al Cileno Tildato e alla sua letteratura, ai suoi romanzi, ai suoi racconti lunghi, perciò con le “Chiamate telefoniche” metto giù ma non per questo m’è passata la voglia di ascoltare la voce del Cileno Tildato, i suoi trilli da diavolo impolverato, stralunato, determinato, pericolosamente disilluso.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi rendo conto che sto centellinando Roberto Bolano: lo scrittore cileno è uno dei pochi autori che sarebbe in grado di farmi precipitare in una spirale monografica e monomaniacale che escluderebbe p ...continua

    Mi rendo conto che sto centellinando Roberto Bolano: lo scrittore cileno è uno dei pochi autori che sarebbe in grado di farmi precipitare in una spirale monografica e monomaniacale che escluderebbe per settimane altre possibilità di lettura. E’ una di quelle classiche situazioni da cui so di far fatica ad uscire, quindi – con ammirevole coerenza e qualche fatica – mi sono imposto di non attaccare mai un Bolano dietro l’altro.

    La volontà di timbrare il passaporto letterario del giro del mondo con i libri con il bollo cileno ha reso irresistibile la tentazione; per non esagerare, ho pensato a “Chiamate telefoniche”, che è di Bolano ma è una raccolta di racconti. Ho pensato che sarei rimasto meno invischiato nelle sue trame narrative, e mi sbagliavo clamorosamente.

    Anche nella sua letteratura breve, Bolano mostra di padroneggiare con una abilità ai limiti del soprannaturale la tensione narrativa: è un universo parallelo in cui ci si perde, in cui il fantastico ed il reale vivono delle sovrapposizioni illogiche eppure perfettamente coerenti. Le tematiche più care allo scrittore cileno, dallo sdoppiamento all’evidente autobiografia, dall’intreccio misterioso quasi-giallo ad un onirico indeterminato simil Lynch, sono perfettamente presenti in “Chiamamte telefoniche”, una raccolta che parla di uno scrittore vero, imprevedibile, pensante come pochi altri nella storia della letteratura contemporanea.

    E io dal 2003, anno in cui ha abbandonato per andare ad abitare uno dei suoi racconti, continuo a centellinare Bolano.

    --- http://capitolo23.com ---

    ha scritto il 

  • 3

    CHIAMATE TELEFONICHE

    Personaggi con esistenze borderline, vagabondi e sballati, che vivono una incoerente quotidianità, tra amori sofferti, sbagli e solitudini. Quattordici racconti di un autore considerato tra i più dota ...continua

    Personaggi con esistenze borderline, vagabondi e sballati, che vivono una incoerente quotidianità, tra amori sofferti, sbagli e solitudini. Quattordici racconti di un autore considerato tra i più dotati della nuova letteratura ispanoamericana, il cui mondo ruota principalmente tra sesso e violenza, con finali aperti all’immaginazione.
    Di Bolaño ho letto Detective selvaggi e 2666, scritture massimaliste, ipertrofiche, enciclopediche, per le quali non ho provato empatia. Insomma, un autore che in teoria avrebbe tutte le caratteristiche per piacermi, ma non è così.

    ha scritto il 

  • 2

    En un libro de relatos cortos es de esperar que el nivel sea irregular. De hecho empieza muy bien con el primer relato, "Sensini", a partir de ahí la mediocridad (salvando, quizá, "El gusano"), la fal ...continua

    En un libro de relatos cortos es de esperar que el nivel sea irregular. De hecho empieza muy bien con el primer relato, "Sensini", a partir de ahí la mediocridad (salvando, quizá, "El gusano"), la falta de sintonía/interés por prácticamente cualquier relato y situación de sus personajes y un estilo recurrente, que llega a cansar, basado en la narración directa al lector, incluso atropellada, de una sucesión de hechos que se van acumulando sin pena ni gloria, hacen que esta lectura haya pasado de decepcionante, tras el primer contacto, a hastiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    quattro stelline e mezzo

    E' il primo libro di racconti che leggo di Bolano e anche in questa forma narrativa si conferma un grandissimo scrittore. Alcuni racconti, tra cui Sensini, Un'avventura letteraria, Clara e Joanna Silv ...continua

    E' il primo libro di racconti che leggo di Bolano e anche in questa forma narrativa si conferma un grandissimo scrittore. Alcuni racconti, tra cui Sensini, Un'avventura letteraria, Clara e Joanna Silvestri sono dei veri capolavori. Mi avvicinerò ancora con più entusiasmo ad un altro suoi libri di racconti, Puttane assassine.

    ha scritto il 

  • 3

    Cinema e vita

    Raccolta abbastanza arbitraria di un autore discontinuo e complesso.

    Leggere delle sue sperimentazioni e difficoltà di scrittore è un viaggio nella sua vita, condito con scene che hanno un sapore quas ...continua

    Raccolta abbastanza arbitraria di un autore discontinuo e complesso.

    Leggere delle sue sperimentazioni e difficoltà di scrittore è un viaggio nella sua vita, condito con scene che hanno un sapore quasi cinematografico.

    ha scritto il 

  • 3

    L'epigrafe è di Čechov, e già questo dovrebbe suscitare un po' di curiosità: cosa possono avere in comune uno scrittore come Bolaño, contemporaneo e cileno, con uno scrittore russo del secolo preceden ...continua

    L'epigrafe è di Čechov, e già questo dovrebbe suscitare un po' di curiosità: cosa possono avere in comune uno scrittore come Bolaño, contemporaneo e cileno, con uno scrittore russo del secolo precedente? E cosa dobbiamo aspettarci se l'epigrafe riporta una frase come "Chi meglio di Voi può comprendere il mio terrore?", detto da uno scrittore che non faceva certamente romanzi del terrore e riportato da uno che, altrettanto certamente, non è dedito a questo tipo di atmosfere?

    Sono quattordici i racconti che compongono questa raccolta giovanile di Bolaño, quattordici storie in cui racchiude quelli che saranno poi i temi di un po' tutta la sua produzione letteraria, dalle relazioni interpersonali alla letteratura, dalla violenza al dolore, dal mistero alla quotidianità. Sono racconti irrisolti, dove con l'etichetta irrisolti indichiamo il loro non avere un inizio né una fine, né un vero obiettivo narrativo: finisce un racconto e ti chiedi se quello che Bolaño ti ha raccontato è tutto, o se ti sei addormentato - non per la stanchezza, ma per l'ora tarda e il troppo bere - mentre ti stava parlando, perdendoti così parte di queste storie. E sono racconti strani, che non è la stranezza cervellotica e culturale di Borges né quella postmoderna e farmaceutica di David Foster Wallace, ma un'unione fra stili diversi di racconto (giallo, poliziesco, realista, racconto biografico e autobiografico, ...) che vengono accomunati per formare una narrazione che sa, appunto, più da racconto orale che scritto. Bolaño è un abile "raccontatore di storie": adora intrattenere i suoi lettori con lunghe chiacchierate che parlano di situazioni irrisolte, amori infelici, persone che vivono sempre sospese nell'incertezza, di avvenimenti incredibili ma comunque possibili, di vite tormentate, di quotidianità e di quotidianità stravolte dal caso. E ogni volta che apre bocca, non sai mai che cosa aspettarti da questo funambolico raccontatore. I suoi protagonisti sono persone comuni, con storie complesse alle spalle di cui solo raramente Bolaño ci mette a conoscenza, preferendo questi brevi spunti incentrati su una loro parte di vita: troviamo scrittori che per brevi periodi intrattengono amicizie epistolari con altri scrittori, detective che parlano di avvenimenti inspiegabili, poeti che si immischiano con situazioni al limite del razionale, scrittori che scrivono libri per prendere in giro altri scrittori ma che a loro volta vengono presi in giro, malavitosi russi amanti della buona letteratura, storie di vite segnate fin dall'infanzia. E l'epigrafe iniziale, quel "terrore" di cui Čechov parlava e che Bolaño ci sussurra costantemente in queste pagine, assume sempre più il significato del terrore del quotidiano, quel terrore sottile che anima questi protagonisti immersi nell'incertezza della loro vita, vaganti nella solitudine o vocianti in mezzo a fin troppe persone, persi dietro all'ennesimo innamoramento o in cerca di una nuova occasione, un terrore più sottile che niente ha a che fare con l'innaturale o il grottesco, ma che non per questo è meno spaventoso.

    Tre stelle e mezzo. Alcuni racconti sono molto particolari, altri scorrono senza lasciare poi molto, se non un senso di quella stranezza tutta particolare. Sicuramente non la lettura più adatta per chi di Bolaño non ha ancora letto altro.

    "Un poeta può sopportare di tutto. Il che equivale a dire che un uomo può sopportare di tutto. Ma non è vero: sono poche le cose che un uomo può sopportare. Sopportare veramente. Un poeta, invece, può sopportare di tutto. Siamo cresciuti con questa convinzione. Il primo enunciato è vero, ma conduce alla rovina, alla follia, alla morte."
    [Enrique Martin, in Chiamate telefoniche, Adelphi, 2012, p.47]

    ha scritto il 

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