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Chiedi alla polvere

Di

Editore: sugarCo edizioni della AGEL

4.0
(9203)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Portoghese , Turco , Croato , Ungherese , Polacco , Svedese

Isbn-10: A000069531 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"ero giovane, saltavo i pasti, mi ubriacavo e mi sforzavo di diventare uno scrittore. le mie letture andavo a farle alla biblioteca pubblica di Los Angeles, ma niente di quello che leggevo aveva alcun rapporto con me, con le strade e con la gente che le percorreva...poi, un giorno, trovai questo libro e capii subito di essere arrivato in porto...". fin qui, Bukowski: ma Chiedi alla polvere non è soltanto il romanzo che ha segnato la fantasia del poeta "piu maledetto d'america". è anche e soprattutto uno splendido libro, romantico e crudele, feroce e autoironico: il ritratto di una Los Angeles di quarant'anni fa vivo e attuale come ai nostri giorni; e il suo autore, John Fante, un'innegabile scoperta.
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  • 4

    Una storia d'amore amara...
    La poesia, a mio avviso, è tutta racchiusa nell'appendice dove Fante si svela con pienezza e forza.
    Non geniale come ad Ovest di Roma né audace come La compagnia dell'uva.. ...continua

    Una storia d'amore amara...
    La poesia, a mio avviso, è tutta racchiusa nell'appendice dove Fante si svela con pienezza e forza.
    Non geniale come ad Ovest di Roma né audace come La compagnia dell'uva...ma sempre il Buon vecchio Fante e la sua America dal volto immigrato...

    ha scritto il 

  • 4

    Molto, ma veramente molto bello. Un libro scritto "con le viscere, per le viscere" per citare la prefazione di C. Bukowski. Rabbia, malinconia, l'ispirazione che va e che viene, le ambizioni di riusci ...continua

    Molto, ma veramente molto bello. Un libro scritto "con le viscere, per le viscere" per citare la prefazione di C. Bukowski. Rabbia, malinconia, l'ispirazione che va e che viene, le ambizioni di riuscire nella vita ora fonte di motivazione ora di frustrazione, amore non corrisposto, esaltazioni passeggere, una felicità che sembra sempre lì a portata di mano e sempre, capricciosamente, sfugge...sono situazioni che, pur sotto circostanze diverse, si presentano nella vita di ogni persona e con cui ognuno deve fare i conti. Qui sta la grande forza di questo romanzo, nella sua capacità di toccare corde universali del cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    In ciò che non dice sta l'essenza di ciò che vuole comunicare

    Arturo Bandini è cresciuto. La fame e le ristrettezze economiche hanno messo il morso ai suoi protervi accessi di ribellione e di insofferenza, pur nell'irriducibile perdurare della sua mitomania, ing ...continua

    Arturo Bandini è cresciuto. La fame e le ristrettezze economiche hanno messo il morso ai suoi protervi accessi di ribellione e di insofferenza, pur nell'irriducibile perdurare della sua mitomania, ingigantita dalla pubblicazione del suo primo racconto. Alcuni episodi della sua permanenza a Bunker Hill, come quello dell'uccisione del vitello ad esempio, sono emblematici di una formazione alla vita brutale ed impetuosa: Bandini è ammollo nel mondo, tocca a lui mantenersi a galla.
    La sua spropositata autostima però non gli è di grande aiuto nel rapporto con Camilla, vivida espressione di un'umanità prorompente, che lo trascina suo malgrado in una relazione sentimentale sincopata e bizzarra, fatta di scarti improvvisi, brusche rotture e altrettanto bruschi riavvicinamenti. Inesperto di donne e sentimenti, Bandini sbaglia tempi e modi, consumando nell'alternanza di slanci romantici ed atteggiamenti scostanti l'evanescente sostanza di un amore fin dal principio effimero e sbagliato. Perché in fondo lui non è innamorato di una donna ma del "vero grande amore", di un'astrazione poetica a cui subordina tutto il reale, mentre lei è alla disperata ricerca di un rimpiazzo che sopisca la sua passione non corrisposta per Sammy, il barista del Columbia Buffet.
    Nel disorientamento emotivo in cui annaspa, Bandini manifesta la sua intima e quasi patologica vocazione alla scrittura che lo induce a sovrapporre ininterrottamente realtà e finzione, non per nulla il suo romanzo d'esordio sarà ispirato alla prima tragicomica esperienza sessuale con la semisconosciuta Vera Rivken.
    Il libro è splendido ed imperfetto, forse un po' disomogeneo in alcuni punti (ad esempio negli inserti autoconclusivi della storia di Vera Rivken e del terremoto) ma sempre terribilmente affascinante e magnetico. Ciò che si apprezza di più è senza dubbio lo stile di Fante, snello e maneggevole, ricco di descrizioni acute ed espressive e costantemente imbevuto di un delizioso tocco di humor.

    Ho letto il romanzo due volte a distanza di cinque anni e la seconda volta me lo sono goduto molto di piú, perché dopo La strada per Los Angeles e 1933. Un anno terribile ho capito che nei libri di Fante ciò che piú conta non è tanto quello succede ma come succede, i dettagli, le sfumature, il respiro degli eventi. Fante parla indirettamente, di striscio, senza prendere di petto ciò che maggiormente gli preme. In ciò che non dice sta l'essenza di ciò che vuol comunicare.

    ha scritto il 

  • 4

    L'introduzione di Baricco aiuta molto nella comprensione del romanzo, ma come tutte le introduzioni "limita" nella lettura. "Chiedi alla polvere" è memorabile per l'ironia che pervade il modo di affro ...continua

    L'introduzione di Baricco aiuta molto nella comprensione del romanzo, ma come tutte le introduzioni "limita" nella lettura. "Chiedi alla polvere" è memorabile per l'ironia che pervade il modo di affrontare le situazioni di per sè surreali eppure così normali.
    E' difficile non riconoscersi in questo ventenne cattolico che sogna di diventare scrittore e si innamora della ragazza sbagliata perchè ognuno di noi è stato come Arturo in qualche momento della nostra vita. La traduzione rende perfettamente il talento di John Fante.

    ha scritto il 

  • 4

    CHIEDI ALLA POLVERE

    Arturo Bandini è arrivato a Los Angeles per diventare il più grande scrittore americano. Mentre la realizzazione del suo sogno professionale sembra avere buone possibilità, la gestione del suo primo a ...continua

    Arturo Bandini è arrivato a Los Angeles per diventare il più grande scrittore americano. Mentre la realizzazione del suo sogno professionale sembra avere buone possibilità, la gestione del suo primo amore risulterà molto più complessa. Perché la meccanica dei sentimenti ha ingranaggi complicati. E se non hai esperienza è facile naufragare nel vecchio triangolo amoroso: lui che ama lei, che ama un altro, che non la ama.
    Fante usa l’ironia come antidoto al dolore del protagonista, che ritrova nell’irruenza della giovinezza una chiave per la speranza. Perché la polvere che oscura i sogni nulla può contro l’incosciente baldanza della gioventù: “Polvere in bocca, polvere nell’anima, via dalla gente polverosa e verso il verde oceano, via con una ragazza vestita di verde fino a Long Beach…”

    ha scritto il 

  • 2

    alla ricerca del successo

    Una storia tipicamente americana, una storia già letta in altri libri.
    Ammetto che le aspettative nei confronti di Fante erano diverse, ma devo pur riconoscere che il romanzo è uno dei primi pubblicat ...continua

    Una storia tipicamente americana, una storia già letta in altri libri.
    Ammetto che le aspettative nei confronti di Fante erano diverse, ma devo pur riconoscere che il romanzo è uno dei primi pubblicati dall'autore con tutto ciò che ne consegue. La vicenda, autobiografica, risulta a mio parere un po' troppo autoindulgente ma, per chi ha letto Bukowski, è facile trovare analogie sia tra i personaggi: Bandini/Chinasky, sia nell'ambientazione in cui gli stessi personaggi basano la loro esistenza...ecco, l'essere ispirazione per Bukowski rende comunque il libro di Fante meritevole di essere letto.

    ha scritto il 

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