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Chiedi alla polvere !! SCHEDA INCOMPLETA !!

By John Fante

(737)

| Hardcover | No ISBN

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Scheda INCOMPLETA, da non aggiungere in libreria.

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Autoscontro per solitudini

    E' la definizione, quasi da enigmistica, che ha continuato a ronzarmi per la testa durante tutta la lettura. Ricondurre la storia di Arturo, Camilla, Sammy e gli altri alla semplice solitudine sarebbe riduttivo, significherebbe non cogliere la raffinata quanto crudele operazione matematica usata da ... (continue)

    E' la definizione, quasi da enigmistica, che ha continuato a ronzarmi per la testa durante tutta la lettura. Ricondurre la storia di Arturo, Camilla, Sammy e gli altri alla semplice solitudine sarebbe riduttivo, significherebbe non cogliere la raffinata quanto crudele operazione matematica usata da Fante. Lui prende una solitudine e la moltiplica per due, tre, quattro. Solo che il risultato non fa due, non fa tre e non fa quattro. Fa infinito. Se è possibile rendere ancora più profonda la solitudine, Fante ci riesce.

    Il libro è popolato di personaggi le cui traiettorie tratteggiate si incrociano sulla mappa dell'intreccio, e già si prevede che il punto di incontro sarà un sollievo per la loro sofferenza. Ma quando arriva il momento fatidico, il momento in cui dovrebbe esserci un abbraccio, o uno sguardo d'indifferenza, o la deviazione verso altri lidi, c'è uno scontro. Paf! Si scontrano come due pedine e ripartono all'indietro, alla ricerca del giusto crogiolo in cui, finalmente, riuscire a stabilire il contatto umano perfetto. Bella storia se poi, alla fine, questo contatto umano viene sempre mancato.

    Ciò che più sconcerta è che quello che impedisce il contatto è proprio la solitudine, da cui si vorrebbe fuggire: Arturo, Camilla e Sammy sono personaggi estremamente autoreferenziali. Arturo per una buona parte del racconto si costruisce il proprio altare di grande scrittore e uomo caritatevole e sensibile (dandoci abbastanza sui nervi ma, allo stesso tempo, ricordandoci anche noi stessi nei nostri momenti di gloria, in cui basta veramente poco a farci vedere un futuro roseo tra complimenti e sguardi d'ammirazione); Camilla cerca un rimedio alla sofferenza rinchiudendosi in un armadio dopo averne otturato ogni spiraglio, nella stanza dell'unico uomo che forse potrebbe aiutarla (e il condizionale è d'obbligo, nel mondo di Fante e nel nostro); Sammy, persino Sammy, sceglie di lasciarsi morire lungo il confine fra mondo e deserto. Persino quando entra in scena l'amore, non esiste una coppia. Bandini va a letto con Vera chiamandola Camilla, recuperando la passione che di fronte all'amata si spegne irrimediabilmente; Camilla fa lo stesso con Bandini immaginando che sia Sammy, grazie alla marijuana: dell'amore cercano il surrogato, perché quello vero è inafferrabile e impalpabile, come la polvere.
    Sulla lingua di Arturo e Camilla rimane l'amaro del desiderio o quello della passione insoddisfatta, e non succede mai che entrambi vengano soddisfatti contemporaneamente. Arturo può ottenere facilmente la passione fasulla di Camilla, ma non il suo amore, ed è per questo che la desidera senza passione. Camilla, dal canto suo, ha bisogno di regalare passione, e non è un caso che alla fine riesca a ritrovare uno straccio di sorriso grazie a un cane: del cane Camilla ha la stessa attitudine alla fedeltà e alla dedizione totale, come ci dimostrano le scene nella baracca di Sammy.

    Ciò che rimane a fine lettura è un enorme senso di vanità. Se è vero che, come dice Bandini, tutti noi stiamo per morire, sempre, come miliardi di malati terminali; se è vero che il deserto aspetta placido accanto alla periferia del regno umano come un predatore paziente pronto a inghiottirci nel suo silenzio perpetuo; allora nemmeno il libro che Bandini lancia al deserto è una garanzia di sopravvivenza. Racconta la storia di Vera Rivken, donna sola, usata e abbandonata, la cui esistenza è andata in frantumi durante il terremoto. Il libro è dedicato a Camilla, ma viene lasciato al deserto, perché le due entità vengono crudelmente a coincidere, come se Camilla si fosse scomposta in miliardi di granelli identici. E' un libro che parla della polvere, dei moti sotterranei con cui una scossa - tellurica o umana - può far crollare una persona.

    Polvere e terremoti, e un misero libro rimasto a parlare a chi non può leggere perché è morto o semplicemente troppo sofferente. Esiste qualcosa che ficchi nelle vostre orecchie una solitudine più grande?

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    Lilie said on Dec 10, 2011 about the Mass Market Paperback edition | 4 feedbacks

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