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Chiedo scusa

Di ,

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

4.2
(526)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 230 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880620369X | Isbn-13: 9788806203696 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Valter si burla del mondo perché da sempre è abituato a perdere. Pensa che il mondo debba chiedergli scusa. Ma quando una malattia lo porta a un'odissea senza fine nel dolore, sente che invece è lui a dover chiedere scusa a tutti. Perché quello che credeva il suo dolore è una goccia del dolore del mondo. Una goccia dell'ingiustizia senza rimedio e spiegazione. E allora, forse, Valter può scoprire la gioia. La gioia di accettare e di vivere. La voce beffarda e innocente di un uomo che si è sempre rifugiato nel sarcasmo e nel risentimento per non soccombere. La sua caduta e rinascita diventano, in questo romanzo asciutto e commovente, il tentativo di risarcire ognuno per la misera condizione di essere umano di fronte al potere spesso crudele della natura. Ma anche un'indimenticabile dichiarazione di speranza. La nostra vita ha sempre un lato comico, e questo libro, nudo e limpido come una pietra preziosa, lo scopre nel luogo piú impensato. Nel più estremo dolore.
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  • 2

    Discontinuo

    Poteva essere un bel libro perché l'autore è certamente brillante, sensibile e coraggioso nella scelta dei temi e del linguaggio ma purtroppo il ritmo narrativo è davvero discontinuo, guizzi ...continua

    Poteva essere un bel libro perché l'autore è certamente brillante, sensibile e coraggioso nella scelta dei temi e del linguaggio ma purtroppo il ritmo narrativo è davvero discontinuo, guizzi brillanti e profondi lasciano spazio a passi confusi o buttati lì un po' per caso.

    ha scritto il 

  • 4

    Con leggerezza racconta quanto siano dure la malattia e le cure, e anche la risalita. Ma non ci si può permettere di non tornare a galla, altrimenti la nuova possibilità di vita é stata sprecata, ...continua

    Con leggerezza racconta quanto siano dure la malattia e le cure, e anche la risalita. Ma non ci si può permettere di non tornare a galla, altrimenti la nuova possibilità di vita é stata sprecata, così come il regalo di chi perdendo la vita ha donato i suoi organi. Un bel libro che senza nascondere le difficoltà della vita, dice quanto sia importante dare un senso positivo alla vita. Messaggio scontato? Eppure spesso ce lo dimentichiamo. Questo libro dai toni leggeri, nonostante il tema, ci fa da promemoria.

    ha scritto il 

  • 4

    chiedo scusa per non averlo letto prima

    Ho tentennato prima di cominciare questa lettura. Un po' perché, in generale, sono poco attratta, dai libri "basati su storie vere". Un po' perché, vigliaccamente (?) non voglio immergermi in ...continua

    Ho tentennato prima di cominciare questa lettura. Un po' perché, in generale, sono poco attratta, dai libri "basati su storie vere". Un po' perché, vigliaccamente (?) non voglio immergermi in racconti di malattie ed ospedali. Ma alla fine l'ho fatto. Mi sono immersa in questa lettura che non ha tradito le promesse annunciate in quarta di copertina: sarcastico, ironico, commuovente senza nulla di patetico. E' giusto che talvolta si dia un pizzicotto a quel pensiero magico che ingenuamente ci convince di essere immuni. Quello che tutti ci diciamo senza emettere suoni: "a me non può succedere". Valter, giornalista affermato, troppo a lungo ha distolto lo sguardo da una reale debolezza fisica (sempre il pensiero magico: se non la guardi non ti intacca!)ma arriva il momento in cui non c'è altra soluzione: deve fare un trapianto di fegato. Questa è la storia di un "prima" (di fronte alla reale possibilità di morte si affollano i fantasmi del passato con cui si hanno conti in sospeso e a cui occorre chiedere scusa), di un "ora" dominato dall'attesa di una chiamata ("l'angoscia che contamina ogni notte. La rabbia che inquina il giorno) ed un "poi": la rinascita. Ho pianto e non me ne vergogno!

    ha scritto il 

  • 3

    chiedo scusa anch'io

    leggere la testimonianza di una vita sempre malata mi ha fatto vomitare parole piene di rancore e rovesciare lacrime calde che mi bruciavano la pelle e nella mia testa si riaffaccia le solita ...continua

    leggere la testimonianza di una vita sempre malata mi ha fatto vomitare parole piene di rancore e rovesciare lacrime calde che mi bruciavano la pelle e nella mia testa si riaffaccia le solita domanda:

    perchè? perchè la vita non è uguale per tutti?? perchè qualcuno può solo sopravviverla, può solo soccombere, morire a vent'anni oppure di stenti nella miseria, nella fame, nelle epidemie o nelle guerre, senza gambe, senza un braccio, senza un cervello?

    chiedo scusa anch'io, perchè nonostante la mia vita sia fortunata a volte me ne dimentico.

    *********************** cambio tono ed umore e dico che la sardegna è proprio bella anche narrata in un contesto così ed aggiungo che mentre leggevo ero proprio lì accanto a francesco a convivere tutti i suoi momenti

    ha scritto il 

  • 5

    Bravo Abate

    Francesco Abate si rileva ancora un grande scrittore di oggi, di grande sensibilità e originalità. Questo libro, dalla profonda impronta autobiografica, è un viaggio sul dolore che tutti potremo ...continua

    Francesco Abate si rileva ancora un grande scrittore di oggi, di grande sensibilità e originalità. Questo libro, dalla profonda impronta autobiografica, è un viaggio sul dolore che tutti potremo portare e sul modo in cui mai e poi mai esso ci debba isolare: al mondo c'è sempre davvero chi sta peggio di noi, e magari non ha nemmono qualcuno che lo pianga.

    ha scritto il 

  • 4

    Non toccavano me, toccavano la donna che mi aveva salvato

    Dalla nota introduttiva: -La voce beffarda e innocente di un uomo che si è sempre rifugiato nel sarcasmo e nel risentimento per non soccombere

    Dov'è quella voce? Mi chiedevo leggendo i primi ...continua

    Dalla nota introduttiva: -La voce beffarda e innocente di un uomo che si è sempre rifugiato nel sarcasmo e nel risentimento per non soccombere

    Dov'è quella voce? Mi chiedevo leggendo i primi capitoli. Una cappa plumbea incombeva sulla narrazione in primissima persona. Alcuni passi erano al limite del flusso di coscienza, alcuni collegamenti sarebbe stato difficile capirli anche ad esser stati amici intimi di Valter, il protagonista. Ci vuole un po’ prima di essere catturati dalla lettura. A me è successo dopo una frase: Nella mia vita non ho mai voluto essere qualcun altro. Non ho mai voluto essere qualcos’altro Più che il sarcasmo troverete l’ironia e sboccerà in un terreno arido dove di solito non cresce niente: nel dolore più cupo, nella sofferenza. Valter chiamerà a sè tutti i ricordi possibili per farsi beffe di un destino che con lui è stato inclemente. Al suo fianco si schiereranno suo nonno e suo padre, deceduti da un pezzo. Con suo padre cercherà di risolvere il conflitto che non si è placato nemmeno quando il genitore è stato ucciso dalla stessa malattia che lui sta combattendo. .. avevo seppellito mio padre senza capirlo. E gli avevo voltato le spalle. E lui le aveva voltate a me In un delirio indotto dall'anestesia, sopra il tavolo operatorio, Valter troverà la forza di quando bambino, a soli tredici mesi, aveva sentito il proprio corpo rifiutarsi di morire. Nella parte conclusiva ho intravisto un frammento de “Il responsabile delle risorse umane” un libro di Yeoushua che con me ha avuto un effetto dilazionato negli anni. Una breve apparizione, perchè la storia ha un proprio finale che si rifà al mito di Prometeo e a quello di Pandora, colei che aprì il vaso che conteneva tutti i mali che avrebbero potuto affliggere gli uomini; accortasi dell'imprudenza, lo richiuse, ma a quel punto i mali si erano sparsi e una sola cosa era rimasta nel vaso: la speranza.

    E-book N°26 Aggiunto settembre 2013

    ha scritto il 

  • 5

    Non so se Abate ha davvero avuto “il battesimo” in mare, ma se così fosse non ci si poteva aspettare un libro diverso. Dopo pochi passi (leggi righe), questo libro trascina a fondo, in un mare ...continua

    Non so se Abate ha davvero avuto “il battesimo” in mare, ma se così fosse non ci si poteva aspettare un libro diverso. Dopo pochi passi (leggi righe), questo libro trascina a fondo, in un mare di emozioni e sentimenti così tumultuosi da cui si può soltanto essere sommersi. E mi sembra che il mare sia la metafora adatta per descrivere la vita di Valter, una vita sempre ad annaspare, in cui si affonda, si riemerge, si fa fatica a restare a galla, e si affonda di nuovo, prima di approdare su una spiaggia, salvo. Uno dei libri più significativi che ho letto quest’anno, eppure ci ho messo un po’ prima di scriverne. Troppi i sentimenti, le emozioni e le sensazioni che si susseguono nel libro. Come onde di un mare in burrasca che ti annientano. Prima fai un tuffo nel passato e un viaggio nel dolore, nella sofferenza, nella paura e nella speranza, in una malattia che corrode. Un libro che fa piangere ma in alcuni casi anche sorridere. Durante la lettura pensi di non farcela a leggere ancora una pagina, soprattutto se ti capita di leggere il capitolo trentuno in treno (ho dovuto chiudere più volte il libro, per evitare di far preoccupare chi mi sedeva di fronte). Emozioni forti. Dolore che stordisce e anestetizza. Le sensazioni e le immagini tendono quasi a provocare dolore fisico. Pensi che questo inizio di nuova vita sia perfetto, che tutto possa andare solo per il meglio. Ma non sempre è così. Dopo, quando le pagine più dure sono superate e tutto sembra risolto, ti convinci di essere tornato alla normalità e allora sorridi anche nel leggere di Rino (il generale), del delirio e delle visioni avute da Valter e dai suoi compagni. Ripensi anche a personaggi come il Signor Ercole Pala, o allo psichiatra (forse più malato dei pazienti), a Piludu (che mi ha insegnato un po’ di slang cagliaritano), alla maestra Edda Pirastru o all’infermiera del ricovero dei 14 anni. Molto dopo ti chiedi anche tu cosa puoi fare per gli altri, perché tutti dovremmo avere un debito di riconoscenza per la nostra vita.

    Epilogo - Questo libro è un insieme di ricordi dolorosi, ma anche divertenti, come ce ne sono nella vita di tutti, pur nella sofferenza. E’ dolore, è speranza, è lotta quotidiana. E’ un ritorno alle proprie origini, per ricucire il passato e affrontare i propri spettri. E’ la ricerca di una vita nuova, diversa. E’ un chiudere il cerchio.

    Adesso mi scuso per non aver trovato magari le parole giuste per commentare questo libro. Ma ci sono? Davvero non lo so. So solo che oggi mi è capitato di leggere dei versi che mi hanno fatto pensare alla lotta di un corpo che riemerge sempre, “perché la gente che viene dal mare sa affrontare ogni burrasca”.

    “Oltre la collina di ulivi e le bianche case dei pescatori la strettoia conduce a ridosso del mare dove l’uomo non si sottrae alla vita ai venti che sopraggiungono inattesi

    a scomporre le nostre ali.”

    Francesco Federico - Bagheria (PA), 19 maggio 2013

    ha scritto il 

  • 4

    forse una spanna sotto Un posto anche per me. non lo so cosa è stato di preciso ma non ho avuto le stesse sensazioni. questo non significa che il libro non sia valido, tutt'altro. qui e là, ...continua

    forse una spanna sotto Un posto anche per me. non lo so cosa è stato di preciso ma non ho avuto le stesse sensazioni. questo non significa che il libro non sia valido, tutt'altro. qui e là, nonostante il tema forte, ti strappa qualche risata. una bella storia che andava raccontata.

    ha scritto il 

  • 5

    Con affetto, vaffanculo

    La pacchia è ormai finita e son ritornata a casa. In questi magnifici giorni trascorsi in montagna ho riletto "Chiedo scusa" di Francesco Abate e, come la prima volta, son rimasta turbata per la ...continua

    La pacchia è ormai finita e son ritornata a casa. In questi magnifici giorni trascorsi in montagna ho riletto "Chiedo scusa" di Francesco Abate e, come la prima volta, son rimasta turbata per la bellezza e le ferite che quel libro lascia, quindi Vaffanculo Abate. Vaffanculo per la tua bravura, per la tua capacità di parlare delle malattie, vaffanculo perché, prima o poi, ti rileggerò. Vaffanculo perché non parli solo di te stesso, ma di me, di tutti. Vaffanculo e grazie.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, davvero bello e travolgente l'inizio, questa scrittura che ti prende e senza troppi (anzi, nessun) complimenti ti butta in mezzo a una "situazione delicata" (definirla "tragedia" sarebbe ...continua

    Bello, davvero bello e travolgente l'inizio, questa scrittura che ti prende e senza troppi (anzi, nessun) complimenti ti butta in mezzo a una "situazione delicata" (definirla "tragedia" sarebbe eccessivo). Una scrittura sempre molto pulita, decisa, senza fronzoli. Anche la storia è buona. Unico difetto, un finale forse un po' troppo consolatorio. Ma un ottimo libro.

    ha scritto il 

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