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Chiedo scusa

Di ,

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

4.2
(543)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 230 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880620369X | Isbn-13: 9788806203696 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Valter si burla del mondo perché da sempre è abituato a perdere. Pensa che il mondo debba chiedergli scusa. Ma quando una malattia lo porta a un'odissea senza fine nel dolore, sente che invece è lui a dover chiedere scusa a tutti. Perché quello che credeva il suo dolore è una goccia del dolore del mondo. Una goccia dell'ingiustizia senza rimedio e spiegazione. E allora, forse, Valter può scoprire la gioia. La gioia di accettare e di vivere. La voce beffarda e innocente di un uomo che si è sempre rifugiato nel sarcasmo e nel risentimento per non soccombere. La sua caduta e rinascita diventano, in questo romanzo asciutto e commovente, il tentativo di risarcire ognuno per la misera condizione di essere umano di fronte al potere spesso crudele della natura. Ma anche un'indimenticabile dichiarazione di speranza. La nostra vita ha sempre un lato comico, e questo libro, nudo e limpido come una pietra preziosa, lo scopre nel luogo piú impensato. Nel più estremo dolore.
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  • 4

    La vita, la morte e fra di esse, a colmare il percorso che le divide e le congiunge, la malattia : un reagente a molte facce, condizione per comprendere la propria realtà fisica oltreché psicologica, ...continua

    La vita, la morte e fra di esse, a colmare il percorso che le divide e le congiunge, la malattia : un reagente a molte facce, condizione per comprendere la propria realtà fisica oltreché psicologica, per scoprire verità prima tenute nascoste. Se non fosse per la degradazione corporale che imbestialisce, essa diventa quasi un privilegio, per le sottigliezze intuitive e riflessive che concede a chi la ospita.Crisi, angoscia, disorientamento, lasciano il passo ad un sottile buonumore che si fa strada tra le rovine della vita e la polvere che essa ha depositato.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere tutto d'un fiato perché è difficile staccarsi dal libro, rallentare nel finale per allontanare il momento del dsitacco, è ciò che mi succede con i libri che mi lasceranno qualcosa.

    E' successo ...continua

    Leggere tutto d'un fiato perché è difficile staccarsi dal libro, rallentare nel finale per allontanare il momento del dsitacco, è ciò che mi succede con i libri che mi lasceranno qualcosa.

    E' successo anche con Chiedo Scusa, libro scritto a due mani da Francesco Abate e Saverio Mastrofranco, alias Valerio Mastandrea, (divertente nel risvolto di copertina il motivo della scelta del nome).

    Un libro molto bello, capace di toccare argomenti profondi restando leggeri, di far sorridere nella commozione, di diffondere inteligenza e grande umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    E' stata una lettura molto dolorosa

    Non mi aspettavo un libro del genere da Francesco Abate (di cui ho letto Mi fido di te scritto a 4 mani con Carlotto)e Saverio Mastrofranco alias Valerio Mastrandrea. Non leggo quasi mai la seconda di ...continua

    Non mi aspettavo un libro del genere da Francesco Abate (di cui ho letto Mi fido di te scritto a 4 mani con Carlotto)e Saverio Mastrofranco alias Valerio Mastrandrea. Non leggo quasi mai la seconda di copertina, mi piace leggere a "scatola chiusa" per rimanere sempre sorpresa, in positivo o in negativo. Ma qui non c'entra niente la sorpresa, è stato l'argomento a farmi stare male. La malattia che colpisce Valter al fegato sin da bambino e lo logora consumandolo negli anni, il trapianto, il dolore, la speranza. Il fatto che poi sia tratto da una storia vera mi ha ancora più angosciata. Ho sentito tutto troppo vicino e nello stesso tempo, nonostante sia stato in alcuni passaggi devastante, non sono riuscita a smettere di leggere perchè la scrittura è "leggera" non cade mai nel patetico e nel melodrammatico e a volte è anche sottilmente ironica. Avevo bisogno di arrivare fino in fondo per vedere se poi dopo tanta sofferenza, uno su mille ce la fà

    ha scritto il 

  • 4

    Può un libro che parla di malattia essere piacevole, leggero, divertente? A quanto pare sì, e complimenti a chi c'è riuscito. E' una storia autobiografica, alla cui scrittura partecipa (in misura seco ...continua

    Può un libro che parla di malattia essere piacevole, leggero, divertente? A quanto pare sì, e complimenti a chi c'è riuscito. E' una storia autobiografica, alla cui scrittura partecipa (in misura secondaria) Valerio Mastandrea (sotto mentite spoglie). Da metà in poi il libro è sottotono, sebbene la seconda parte sia quella più profonda, che segna una svolta nella visione delle cose del protagonista. Forse mi è mancato qualcosa: avrei voluto stare più tempo in compagnia di questa storia, e invece mi è sfuggita via, ma è comunque un bel libro e merita che se ne parli. Non è uno di quei testi autobiografici che valgono solo in quanto testimonianza (è davvero scritto bene), né uno di quelli che virano al pietismo o alla spiritualità riscoperta: è fresco e brillante ma sa emozionare e, se necessario, è capace di un realismo estremo (la malattia non profuma e non è invisibile, e bisogna farci i conti ogni singolo minuto).

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro lucido, onesto, diretto

    Mi é piaciuto molto. Stile asciutto, contenuti tutt'altro che banali.
    Mi aspettavo un libro faticoso e struggente considerato il tema. Invece mi sono trovata davanti un libro lucido, onesto, diretto e ...continua

    Mi é piaciuto molto. Stile asciutto, contenuti tutt'altro che banali.
    Mi aspettavo un libro faticoso e struggente considerato il tema. Invece mi sono trovata davanti un libro lucido, onesto, diretto e per certi versi tenero di una tenerezza discreta, non facilmente percepibile.
    Ho apprezzato molto l'abilità con cui l'autore ha saputo districarsi tra i più svariati risvolti della malattia: quelli sociali, quelli professionali, quelli semplicemente umani, che gli ruotano intorno con fare disattento o amorevole, a seconda dei casi.
    Bella la caratterizzazione dei "compagni di sventura". E assai originale la genesi del titolo del libro, che é anche un sentire che emerge spesso nelle pagine, umile, sincero.
    Mi sono affezionata molto a Valter, mi é capitato di pensare a lui e alle sue vicende durante la giornata in attesa di riprendere la lettura. Lieta, onorata, di aver fatto la sua conoscenza.

    ha scritto il 

  • 2

    Discontinuo

    Poteva essere un bel libro perché l'autore è certamente brillante, sensibile e coraggioso nella scelta dei temi e del linguaggio ma purtroppo il ritmo narrativo è davvero discontinuo, guizzi brillanti ...continua

    Poteva essere un bel libro perché l'autore è certamente brillante, sensibile e coraggioso nella scelta dei temi e del linguaggio ma purtroppo il ritmo narrativo è davvero discontinuo, guizzi brillanti e profondi lasciano spazio a passi confusi o buttati lì un po' per caso.

    ha scritto il 

  • 4

    Con leggerezza racconta quanto siano dure la malattia e le cure, e anche la risalita.
    Ma non ci si può permettere di non tornare a galla, altrimenti la nuova possibilità di vita é stata sprecata, così ...continua

    Con leggerezza racconta quanto siano dure la malattia e le cure, e anche la risalita.
    Ma non ci si può permettere di non tornare a galla, altrimenti la nuova possibilità di vita é stata sprecata, così come il regalo di chi perdendo la vita ha donato i suoi organi.
    Un bel libro che senza nascondere le difficoltà della vita, dice quanto sia importante dare un senso positivo alla vita. Messaggio scontato? Eppure spesso ce lo dimentichiamo. Questo libro dai toni leggeri, nonostante il tema, ci fa da promemoria.

    ha scritto il 

  • 4

    chiedo scusa per non averlo letto prima

    Ho tentennato prima di cominciare questa lettura. Un po' perché, in generale, sono poco attratta, dai libri "basati su storie vere". Un po' perché, vigliaccamente (?) non voglio immergermi in racconti ...continua

    Ho tentennato prima di cominciare questa lettura. Un po' perché, in generale, sono poco attratta, dai libri "basati su storie vere". Un po' perché, vigliaccamente (?) non voglio immergermi in racconti di malattie ed ospedali.
    Ma alla fine l'ho fatto. Mi sono immersa in questa lettura che non ha tradito le promesse annunciate in quarta di copertina: sarcastico, ironico, commuovente senza nulla di patetico. E' giusto che talvolta si dia un pizzicotto a quel pensiero magico che ingenuamente ci convince di essere immuni. Quello che tutti ci diciamo senza emettere suoni: "a me non può succedere".
    Valter, giornalista affermato, troppo a lungo ha distolto lo sguardo da una reale debolezza fisica (sempre il pensiero magico: se non la guardi non ti intacca!)ma arriva il momento in cui non c'è altra soluzione: deve fare un trapianto di fegato.
    Questa è la storia di un "prima" (di fronte alla reale possibilità di morte si affollano i fantasmi del passato con cui si hanno conti in sospeso e a cui occorre chiedere scusa), di un "ora" dominato dall'attesa di una chiamata ("l'angoscia che contamina ogni notte. La rabbia che inquina il giorno) ed un "poi": la rinascita.
    Ho pianto e non me ne vergogno!

    ha scritto il 

  • 3

    chiedo scusa anch'io

    leggere la testimonianza di una vita sempre malata mi ha fatto vomitare parole piene di rancore e rovesciare lacrime calde che mi bruciavano la pelle
    e nella mia testa si riaffaccia le solita domanda: ...continua

    leggere la testimonianza di una vita sempre malata mi ha fatto vomitare parole piene di rancore e rovesciare lacrime calde che mi bruciavano la pelle
    e nella mia testa si riaffaccia le solita domanda:

    perchè? perchè la vita non è uguale per tutti?? perchè qualcuno può solo sopravviverla, può solo soccombere, morire a vent'anni oppure di stenti nella miseria, nella fame, nelle epidemie o nelle guerre, senza gambe, senza un braccio, senza un cervello?

    chiedo scusa anch'io, perchè nonostante la mia vita sia fortunata a volte me ne dimentico.

    ***********************
    cambio tono ed umore
    e dico che la sardegna è proprio bella anche narrata in un contesto così
    ed aggiungo che mentre leggevo ero proprio lì accanto a francesco a convivere tutti i suoi momenti

    ha scritto il 

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