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Childhood's End

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Publisher: Rebound by Sagebrush

4.1
(535)

Language:English | Number of Pages: 218 | Format: School & Library Binding | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , German , French , Italian , Japanese , Portuguese , Czech , Polish , Dutch , Chi simplified

Isbn-10: 0881032646 | Isbn-13: 9780881032642 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
This novel tells the tale of the last generation of mankind on Earth. All man's development in space and travel are stopped by alien "overlords" who take over Earth, establishing a benevolent dictatorship which eliminates poverty, ignorance and disease. This golden age ends abruptly as the overlords bend to the will of a superior intelligence which demands Earth's destruction.
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  • 4

    Arthur C. Clarke

    Romanzo di fantascienza del 1953 il cui titolo originale è Childhood’s End.
    Arthur C. Clarke ipotizza l’arrivo dell’astronave dei Superni, alieni che assumono il controllo della Terra. È ignota la lor ...continue

    Romanzo di fantascienza del 1953 il cui titolo originale è Childhood’s End.
    Arthur C. Clarke ipotizza l’arrivo dell’astronave dei Superni, alieni che assumono il controllo della Terra. È ignota la loro provenienza, così come il loro aspetto. I Superni governano la Terra in modo pacifico, favorendo il benessere della razza umana. Ma l’utopia è impossibile da godere fino in fondo, perché i Superni hanno imposto all’uomo il divieto di tentare il viaggio spaziale.

    Clarke usa queste premesse per creare una suspance che si mantiene dall’inizio alla fine del libro. Concetto fondamentale è la curiosità dell’uomo, pronto a ingegnarsi nei modo più elaborati per soddisfare la propria sete di conoscenza (chi sono i Superni? Perché sono qui? Da dove vengono? Dove vanno?). Ad essa fa da contrappunto la curiosità del lettore, solleticata da Clarke con la rete di misteri che spingono la storia lungo il corso delle decadi narrative. Le risposte arrivano, lasciando spazio a nuove domande che ci conducono al termine del racconto. La struttura è a episodi, con personaggi ed eventi che si susseguono nel corso di un secolo. Le guide del tramonto è un romanzo che, come i suoi tempi narrativi, si spinge oltre l’umano, e lo fa esprimendo una tristezza crepuscolare e infinita come l’universo che abitiamo.

    SPOILER ALERT

    Una delle particolarità del romanzo è proprio la durata temporale dell'intreccio, che oltrepassa quella dell’esistenza dei singoli personaggi umani – mentre i Superni sono esseri millenari, unica costante vera e propria del libro (e forse non a caso).

    La vicenda inizia durante la decade degli anni Cinquanta, che però non è la nostra; i riferimenti all’ordine mondiale sono vaghi, ma quando diventano più precisi rivelano i segni di un presente alternativo: l’apartheid in Sudafrica è perpetrato dai neri ai danni dei coloni bianchi – non senza un certo cattivo gusto da parte di Clarke, che forse trovava l’idea ironica, e che non si risparmia commenti inquietanti sulle buone intenzioni del colonialismo inglese in India.

    La società descritta da Clarke in Le guide del tramonto è un’ipotetica variazione di quella in cui lo scrittore viveva, e ne mantiene alcune caratteristiche anche lungo lo sviluppo cronologico della trama. Pur descrivendo un futuro fantastico e il contatto con razze aliene incredibilmente evolute, Clarke non immagina una società umana dove il ruolo della donna sia diverso da quello dei suoi anni Cinquanta; si ha così che Jean, “la persona più importante dell’umanità” secondo i Superni, rimanga dall’inizio alla fine una casalinga, moglie e madre, e che la sua importanza derivi unicamente dal destino della sua prole. Nonostante le anticipazioni, Jean non farà nulla eccetto sposarsi e riprodursi.

    Diversamente da Jean, i personaggi realmente importanti nel romanzo sono due uomini, Stormgren nella prima metà e Jan nella seconda, che incarnano la quintessenza della natura umana, ovvero la curiosità. Vengono entrambi aiutati da altri uomini, scienziati dalle competenze abbastanza specifiche da poter offrire un supporto tecnico ai piani ingegnosi dei protagonisti. Nel caso di Jan, l’aiuto arriverà da una sorta di Capitano Nemo che sarà complice nell’attuazione di un espediente biblico per mandare Jan nello spazio verso il pianeta dei Superni.

    Nonostante la grande creatività dimostrata, gli umani in questione non si liberano mai dalla sensazione di essere stati se non manipolati, quanto meno anticipati dai Superni, e che le proprie azioni facciano parte di un disegno più grande. Il finale ha il pregio di rispondere a molte delle domande poste dal romanzo, dimostrando che in effetti i Superni sono sempre stati dieci passi avanti, ma che nemmeno loro sono onniscienti.

    MEGA SPOILER

    Il viaggio di Jan sul pianeta dei Superni è un momento di profonda inquietudine fantascientifica, che restituisce alla perfezione il senso di spaesamento e orrore che un essere umano proverebbe raggiungendo un ambiente alieno. Ma il suo ritorno sulla Terra ha caratteristiche altrettanto inquietanti; e con la scoperta che Jan è l’ultimo Homo Sapiens dell’Universo, gli stessi Superni acquisiscono improvvisamente un’aria molto più umana, perché sono in effetti la forma di vita più simile all’uomo rimasta in circolazione. Tutto è relativo.

    Non è un caso che i Superni abbiano l’aspetto di grandi diavoli alati, perché nel cosmo descritto da Clarke hanno davvero il ruolo di angeli caduti. Sono luciferi portatori di un’evoluzione che è il principio e la fine, rinascita e distruzione, in una vera e propria ascesa dell’uomo oltre la volta celeste; ascesa che ai Superni è evolutivamente negata, così come all’angelo prediletto, quello che siede più vicino a Dio, è negato il Cielo dopo la caduta. Ma è in loro che ci riconosciamo alla fine del romanzo, e non nell'umanità sostituita. I diavoli siamo noi.

    È dei Superni la tristezza cosmica del non poter mai raggiungere la Supermente che li comanda; del lettore la malinconia nell’assistere a un’ascesa che segna grandiosamente la fine del nostro pianeta.

    said on 

  • 5

    Un libro di fantascienza, ma non solo. In esso la componente fantascientifica è solo un mezzo per rappresentare uno scenario di possibile transizione dalla scienza alla metafisica, scenario che si rit ...continue

    Un libro di fantascienza, ma non solo. In esso la componente fantascientifica è solo un mezzo per rappresentare uno scenario di possibile transizione dalla scienza alla metafisica, scenario che si ritroverà poi rielaborato nella più famosa opera "2001 Odissea nello spazio".
    Il libro è diviso in 3 parti.
    La prima parte tratta i temi tipici della fantascienza "sociale", ossia la reazione delle masse alla comparsa di una specie aliena tecnologicamente avanzata.
    La seconda parte sembra solo di transizione, e infatti è quella in cui forse il libro ristagna temporaneamente, ma senza di essa non si potrebbe accedere alla grandiosa conclusione.
    Se la prima parte risponde alla domanda fondamentale se siamo soli nell'universo, la terza cerca invece di rispondere ad un altro quesito, più di stampo metafisico: perché esistiamo? Qual'è il fine ultimo della nostra esistenza?
    La risposta può soddisfare o meno, ma risoluzione presente in questo libro è quanto di più poetico e struggente si posa trovare.

    said on 

  • 0

    And our time is flyin' / See the candle burnin' low / Is the new world risin' / From the shambles of the old

    Sì, ci sono le astronavi ed è anche pubblicato da Urania, ma non è "solo" fantascienza (lo dico per chi ancora pensa che la fantascienza sia la sorella scema dei romanzi "seri"). Ci sono molte più cos ...continue

    Sì, ci sono le astronavi ed è anche pubblicato da Urania, ma non è "solo" fantascienza (lo dico per chi ancora pensa che la fantascienza sia la sorella scema dei romanzi "seri"). Ci sono molte più cose in questo libro, letteralmente tra cielo e terra, che nella filosofia di Orazio, ma c'è anche tantissima filosofia, metafisica e non solo. In ordine sparso: l'uomo e la sua caduta, in tutti i sensi (Childhood's End, il titolo originale, era molto più evocativo); la tensione verso l'infinito; il sogno dell'utopia e l'altra faccia della medaglia, perché un mondo in cui davvero si vive secondo i dettami di una "democrazia" calata e imposta dall'alto, con l'unico comandamento del "peace and love", è la fine di ogni aspirazione umana. Huxley - che ci sta sempre bene - l'ha detto molto meglio di me: “But I don't want comfort. I want God, I want poetry, I want real danger, I want freedom, I want goodness. I want sin.”
    Ci sono i grandi temi della letteratura, quindi, ma è un libro che ha anche molta ironia e inoltre regala vere gemme di pura genialità. E ha anche tanta compassione, nel senso più alto, per gli uomini e non solo.

    Ho scritto in un modo che più confuso non si può, ma è un libro che mi ha dato tantissimo, e continuo a pensarci anche dopo averlo finito da quasi due settimane e nonostante questo, non riesco ad organizzare i pensieri in maniera razionale. Pensate che bell'effetto!

    said on 

  • 3

    No está mal pero esperas más

    El título del libro te hace pensar probablemente en otro desenlace. Para mi, el final no tiene absolutamente ningún sentido y, aunque sea muy sorprendente... me deja algo frío. No voy a dar más detall ...continue

    El título del libro te hace pensar probablemente en otro desenlace. Para mi, el final no tiene absolutamente ningún sentido y, aunque sea muy sorprendente... me deja algo frío. No voy a dar más detalles porque sería spoiler ;)

    Se echa de menos un poco de profundidad en los personajes aunque hay que pensar que es algo más complicado hacerlo en una novela que abarca varias vidas humanas y es corta al mismo tiempo.

    Por lo demás, está bien porque da que pensar y es bastante original y llevadera, te tiene en vilo para saber qué quieren realmente nuestros visitantes.

    said on 

  • 5

    Tristezza e malinconia permeano le pagine scritte da Clarke in questo romanzo. La fine del mondo e dell'umanità o forse solo l'evoluzione ultima, la connessione tra scienza e religione alla base di tu ...continue

    Tristezza e malinconia permeano le pagine scritte da Clarke in questo romanzo. La fine del mondo e dell'umanità o forse solo l'evoluzione ultima, la connessione tra scienza e religione alla base di tutto e sullo sfondo 2 razze il cui destino si incrocia per pochi anni prima di dividersi definitivamente.

    Non credo piacerà a tutti ma per qualcuno, me compreso, diventerà testo di culto. Grazie Clarke.

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  • 3

    Childhood's end, 1955.

    Troppo metafisico.....

    " nessuna utopia potrà mai dare soddisfazione a tutti, in ogni momento. A misura che le condizioni materiali migliorano, gli uomini elevano in proporzione ...continue

    Childhood's end, 1955.

    Troppo metafisico.....

    " nessuna utopia potrà mai dare soddisfazione a tutti, in ogni momento. A misura che le condizioni materiali migliorano, gli uomini elevano in proporzione le loro aspirazioni, e non si accontentano più di poteri e beni che un tempo sarebbero parsi loro al di la di ogni speranza più audace. E anche quando il mondo esterno ha concesso tutto quello che può, rimangono pur sempre le esigenze della mente è i desideri nostalgici del cuore".

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Bellissimo. Un romanzo che mi fa pensare a quanto tempo abbia perso non leggendo grandi classici come questo fino alla veneranda eta' di 34 anni, ed alla necessita' di rimediare. Lascia un senso di pr ...continue

    Bellissimo. Un romanzo che mi fa pensare a quanto tempo abbia perso non leggendo grandi classici come questo fino alla veneranda eta' di 34 anni, ed alla necessita' di rimediare. Lascia un senso di profonda malinconia e di perdita' per la ricchezza e la diversita' dell' umanita'. Sceglierei mille volte la terrena vecchia spregevole natura umana, che la metafisica e disumana apoteosi splendidamente descritta nel finale.

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