Childhood's End

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4.1
(578)

Language: English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , German , French , Italian , Japanese , Portuguese , Czech , Polish , Dutch , Chi simplified

Isbn-10: 1439557160 | Isbn-13: 9781439557167 | Publish date: 

Also available as: Paperback , School & Library Binding , Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Per me, il miglior Clarke di sempre.
    Ho un ricordo meraviglioso del primo Millemondi in cui lo incontrati, stretto tra due romanzi di hard SF di ambientazione lunare che annoiarono il quattordicenne c ...continue

    Per me, il miglior Clarke di sempre.
    Ho un ricordo meraviglioso del primo Millemondi in cui lo incontrati, stretto tra due romanzi di hard SF di ambientazione lunare che annoiarono il quattordicenne che ero allora. Ma questo "Le Guide del Tramonto"… quanta poesia, quanta meraviglia, anche solo a partire dall'ottima traduzione del titolo originale inglese.
    Lasciate perdere lo strillo di copertina sulle serie televisive: non occorre una riduzione filmica per confermare la bellezza di questo romanzo.
    Sempre consigliatissimo.

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  • 2

    Sapevo che se non avevo ancora letto nulla di Clarke in trent’anni c’era un motivo. Romanzetto di cui si parla un gran bene, ma serio, pretenzioso e paternalista, con concetti pseudoscientifici che sb ...continue

    Sapevo che se non avevo ancora letto nulla di Clarke in trent’anni c’era un motivo. Romanzetto di cui si parla un gran bene, ma serio, pretenzioso e paternalista, con concetti pseudoscientifici che sbordano nel mistico un tanto al chilo. Bella la prima parte – l’unica con un briciolo di umorismo –, interessante la struttura temporale, vertiginoso il viaggio di Rodricks. Tutto il resto, come dice il poeta, è noia. Straordinario come sempre Karel Thole.

    Alieni: ***
    Astronavi: **
    Grotte segrete: ***
    Bambini problematici: *****
    Cazzimma: ***
    Idee: **
    Livello scientitico: **
    Livello Osho: ****
    Livello PKD: **
    Noia: *****

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  • 4

    Di corsa fino al tramonto

    Uno di quei casi in cui il testo originale, in inglese, è decisamente più calzante della sua italianizzazione: Childhood's End, la fine della giovinezza. In due parole viene già racchiuso il senso del ...continue

    Uno di quei casi in cui il testo originale, in inglese, è decisamente più calzante della sua italianizzazione: Childhood's End, la fine della giovinezza. In due parole viene già racchiuso il senso del libro, che però si svela proprio sul concitato finale, cui si viene attirati come da una singolare forza di attrazione incrementale rispetto allo scorrere delle pagine e della narrazione.

    Step back. Arthur C. Clarke è quello che diventerà il padre di "2001 Odissea nello Spazio" e nel 1953 pubblica questo romanzo di fantascienza apocalittica in quel periodo che vede gli americani uscire dalla seconda guerra mondiale, prepararsi al boom economico e già in clima di aperta guerra fredda. Pensare che la storia è stata scritta così tanti anni fa, se possibile, ne aumenta oltremodo il valore, come già mi era successo poter constatare per "Un cantico per Leibowitz".

    In piena corsa alla rivendicazione delle prime conquiste spaziali, USA e URSS vedono le loro pretese tagliate alla radice dal verificarsi di un evento tanto repentino e veemente quanto inaspettato: enormi navicelle spaziali si materializzano in cielo lacerando l'atmosfera terrestre e rimangono immobili sopra il pianeta costringendo tutti a fare i conti, per la prima volta, con un concetto di "altro" che non affondava le proprie radici in differenze razziali o etniche. Inizia così il controllo dei Superni (questo il nome delle entità aliene) sull'ordine mondiale; un controllo che si esplica non tramite la violenza, il terrore o le tanto amate scene di invasioni dallo spazio di quel periodo. Un comunicato radio in un perfetto inglese, trasmesso tramite tutte le reti radio del mondo, informa che la sovranità della razza umana viene affiancata e guidata, da quel momento, dalla figura misteriosa del Controllore Generale Karellen. Sotto questo protettorato l'umanità conoscerà un'era di sviluppo e prosperità, dimenticando il concetto di guerre e conflitti, imparando a vivere in piena armonia con l'ambiente e le altre creature popolanti il pianeta che erano sull'orlo di distruggere con la scriteriata condotta autodistruttiva delle minacce atomiche, dell'inquinamento senza controllo e della completa indifferenza rispetto all'ecosistema.

    Sembrerebbe una favola per figli dei fiori fatti e finiti, e invece i tre capitoli che Clarke ci racconta, percorrono tre distinte fasi dei centocinquant'anni di presenza dei Superni sulla Terra. Fasi in cui a mutare non è solo la percezione del mondo verso di loro, ma sopratutto la stessa umanità, fino ad arrivare al finale che, ve lo assicuro, lascia a bocca aperta per l'intensità delle immagini evocate e la forza del messaggio.

    Pur non essendo un grande amante del genere sci-fi, come già capitato per "L'uomo di Marte", devo dire che questo libro mi ha rapito per il modo con cui riesce a far immergere il lettore nelle vicende, portandolo attraverso un sentiero narrativo mai banale, in cui ogni personaggio che nelle varie epoche fa da contrappunto ai Superni, sembra quasi incarnare le domande, i dubbi e le curiosità del lettore.

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  • 5

    L'apocalisse più struggente della fantascienza

    Scritto nel 1953 da un Arthur Clarke non ancora quarantenne (per l'esattezza aveva 36 anni) questo libro è, senza mezzi termini, un capolavoro della fantascienza. Dopo averlo letto anni fa in italian ...continue

    Scritto nel 1953 da un Arthur Clarke non ancora quarantenne (per l'esattezza aveva 36 anni) questo libro è, senza mezzi termini, un capolavoro della fantascienza. Dopo averlo letto anni fa in italiano e averlo amato fin da subito sono finalmente riuscito a mettere le mani su una copia in lingua inglese, trovata a 2,50 euro presso quello scrigno di tesori a buon mercato chiamato Pêle-Mêle (Bruxelles) e l'impressione di trovarmi di fronte a un capolavoro si è ulteriormente rafforzata. Childhood's End è un romanzo dove non contanto i personaggi, tratteggiati con semplicità (anche se efficacemente), ma le idee: e qui di idee ce ne sono così tante che bastano e avanzano anche senza bisogno di troppi "approfondimenti psicologici". Corroborato da affascinanti e plausibili ipotesi scientifiche Clarke costruisce un affresco dove le prospettive cambiano continuamente e l'ordinario si trasforma in sconcerto e meraviglia, in un crescendo che non si arresta mai e prosegue pagina dopo pagina fino alla fine. Le risposte agli ovvi quesiti che la razza umana si è posta da sempre (chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo) trovano qui risposte sorprendenti, potentissime, struggenti. L'uomo e il pianeta Terra si estingueranno ma la fine non sarà un annientamento, piuttosto una trascendenza che non ha niente di metafisico. Childhood's End è la storia della morte dell'umanità e della sua metamorfosi, compiuta con l'amorevole aiuto di una razza aliena (gli Overlords) che prendendoci per mano ci accompagnerà verso la nostra evoluzione finale sapendo di non poter venire là dove stiamo andando. La traduzione italiana del titolo rende molto bene questo concetto: il libro si intitola infatti "Le Guide del Tramonto".

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  • 4

    Clarke si conferma gran scrittore di fantascienza. In questo romanzo, protagonisti ed ambientazione cambiano sempre. L'arco dell'intreccio copre 150 anni: dall'arrivo nei cieli terrestri delle navi de ...continue

    Clarke si conferma gran scrittore di fantascienza. In questo romanzo, protagonisti ed ambientazione cambiano sempre. L'arco dell'intreccio copre 150 anni: dall'arrivo nei cieli terrestri delle navi dei Superni (extraterrestri provenienti da un'altra galassia) fino all'ultimo uomo... La storia è interesssante e la matassa della trama si dipana magistralmente da un periodo all'altro della vicenda. Dapprima, i Superni non si mostrano mai e comunicano molto raramente attraverso la voce del loro comandante, Karellen. Impongono nuove regole al mondo grazie alla loro superiorità tecnica e tecnologica e l'umanità ne trae gran beneficio sotto tutti i punti di vista; una smisurata crescita del benessere sotto la cappa di vetro dei suoi controllori, che impediscono un'unica cosa: la ricerca spaziale. Dopo circa mezzo secolo, i Superni decidon di mostrarsi, ma senza spiegar il motivo della loro venuta; che si scoprirà solamente nelle ultime pagine... Consigliato per gli appassionati di fantascienza.

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  • 4

    quattro stelle e mezza

    Molto bello. La risposta alla domanda, così ricorrente nella storia umana, se siamo soli o no nell'universo, è il punto di partenza di questa storia originalissima, in cui un maestro della fantascienz ...continue

    Molto bello. La risposta alla domanda, così ricorrente nella storia umana, se siamo soli o no nell'universo, è il punto di partenza di questa storia originalissima, in cui un maestro della fantascienza come Clarke, ci conduce, attraverso arditi salti temporali e cambiamenti di prospettiva (il punto di vista da cui sono narrati gli eventi) lungo una riflessione sempre più profonda ed emozionante sull'Universo e sull'Intelligenza Ultima che in esso trova la sua manifestazione e a esso dà un senso. Non assegno cinque stelle (gliene darei, potendo, quattro e mezza) solo a causa di certe descrizioni scientifiche a mio parere eccessivamente lunghe e un po' ostiche. In ogni caso, un grande classico della migliore fantascienza, quella che non teme di misurarsi con le Grandi Domande.

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  • 5

    Arthur C. Clarke

    Romanzo di fantascienza del 1953 il cui titolo originale è Childhood’s End.
    Arthur C. Clarke ipotizza l’arrivo dell’astronave dei Superni, alieni che assumono il controllo della Terra. È ignota la lor ...continue

    Romanzo di fantascienza del 1953 il cui titolo originale è Childhood’s End.
    Arthur C. Clarke ipotizza l’arrivo dell’astronave dei Superni, alieni che assumono il controllo della Terra. È ignota la loro provenienza, così come il loro aspetto. I Superni governano la Terra in modo pacifico, favorendo il benessere della razza umana. Ma l’utopia è impossibile da godere fino in fondo, perché i Superni hanno imposto all’uomo il divieto di tentare il viaggio spaziale.

    Clarke usa queste premesse per creare una suspense che si mantiene dall’inizio alla fine del libro. Concetto fondamentale è la curiosità dell’uomo, pronto a ingegnarsi nei modo più elaborati per soddisfare la propria sete di conoscenza (chi sono i Superni? Perché sono qui? Da dove vengono? Dove vanno?). Ad essa fa da contrappunto la curiosità del lettore, solleticata da Clarke con la rete di misteri che spingono la storia lungo il corso delle decadi narrative. Le risposte arrivano, lasciando spazio a nuove domande che ci conducono al termine del racconto. La struttura è a episodi, con personaggi ed eventi che si susseguono nel corso di un secolo. Le guide del tramonto è un romanzo che, come i suoi tempi narrativi, si spinge oltre l’umano, e lo fa esprimendo una tristezza crepuscolare e infinita come l’universo che abitiamo.

    SPOILER ALERT

    Una delle particolarità del romanzo è proprio la durata temporale dell'intreccio, che oltrepassa quella dell’esistenza dei singoli personaggi umani – mentre i Superni sono esseri millenari, unica costante vera e propria del libro (e forse non a caso).

    La vicenda inizia durante la decade degli anni Cinquanta, che però non è la nostra; i riferimenti all’ordine mondiale sono vaghi, ma quando diventano più precisi rivelano i segni di un presente alternativo: l’apartheid in Sudafrica è perpetrato dai neri ai danni dei coloni bianchi – non senza un certo cattivo gusto da parte di Clarke, che forse trovava l’idea ironica, e che non si risparmia commenti inquietanti sulle buone intenzioni del colonialismo inglese in India.

    La società descritta da Clarke in Le guide del tramonto è un’ipotetica variazione di quella in cui lo scrittore viveva, e ne mantiene alcune caratteristiche anche lungo lo sviluppo cronologico della trama. Pur descrivendo un futuro fantastico e il contatto con razze aliene incredibilmente evolute, Clarke non immagina una società umana dove il ruolo della donna sia diverso da quello dei suoi anni Cinquanta; si ha così che Jean, “la persona più importante dell’umanità” secondo i Superni, rimanga dall’inizio alla fine una casalinga, moglie e madre, e che la sua importanza derivi unicamente dal destino della sua prole. Nonostante le anticipazioni, Jean non farà nulla eccetto sposarsi e riprodursi.

    Diversamente da Jean, i personaggi realmente importanti nel romanzo sono due uomini, Stormgren nella prima metà e Jan nella seconda, che incarnano la quintessenza della natura umana, ovvero la curiosità. Vengono entrambi aiutati da altri uomini, scienziati dalle competenze abbastanza specifiche da poter offrire un supporto tecnico ai piani ingegnosi dei protagonisti. Nel caso di Jan, l’aiuto arriverà da una sorta di Capitano Nemo che sarà complice nell’attuazione di un espediente biblico per mandare Jan nello spazio verso il pianeta dei Superni.

    Nonostante la grande creatività dimostrata, gli umani in questione non si liberano mai dalla sensazione di essere stati se non manipolati, quanto meno anticipati dai Superni, e che le proprie azioni facciano parte di un disegno più grande. Il finale ha il pregio di rispondere a molte delle domande poste dal romanzo, dimostrando che in effetti i Superni sono sempre stati dieci passi avanti, ma che nemmeno loro sono onniscienti.

    MEGA SPOILER

    Il viaggio di Jan sul pianeta dei Superni è un momento di profonda inquietudine fantascientifica, che restituisce alla perfezione il senso di spaesamento e orrore che un essere umano proverebbe raggiungendo un ambiente alieno. Ma il suo ritorno sulla Terra ha caratteristiche altrettanto inquietanti; e con la scoperta che Jan è l’ultimo Homo Sapiens dell’Universo, gli stessi Superni acquisiscono improvvisamente un’aria molto più umana, perché sono in effetti la forma di vita più simile all’uomo rimasta in circolazione. Tutto è relativo.

    Non è un caso che i Superni abbiano l’aspetto di grandi diavoli alati, perché nel cosmo descritto da Clarke hanno davvero il ruolo di angeli caduti. Sono luciferi portatori di un’evoluzione che è il principio e la fine, rinascita e distruzione, in una vera e propria ascesa dell’uomo oltre la volta celeste; ascesa che ai Superni è evolutivamente negata, così come all’angelo prediletto, quello che siede più vicino a Dio, è negato il Cielo dopo la caduta. Ma è in loro che ci riconosciamo alla fine del romanzo, e non nell'umanità sostituita. I diavoli siamo noi.

    È dei Superni la tristezza cosmica del non poter mai raggiungere la Supermente che li comanda; del lettore la malinconia nell’assistere a un’ascesa che segna grandiosamente la fine del nostro pianeta.

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  • 5

    Un libro di fantascienza, ma non solo. In esso la componente fantascientifica è solo un mezzo per rappresentare uno scenario di possibile transizione dalla scienza alla metafisica, scenario che si rit ...continue

    Un libro di fantascienza, ma non solo. In esso la componente fantascientifica è solo un mezzo per rappresentare uno scenario di possibile transizione dalla scienza alla metafisica, scenario che si ritroverà poi rielaborato nella più famosa opera "2001 Odissea nello spazio".
    Il libro è diviso in 3 parti.
    La prima parte tratta i temi tipici della fantascienza "sociale", ossia la reazione delle masse alla comparsa di una specie aliena tecnologicamente avanzata.
    La seconda parte sembra solo di transizione, e infatti è quella in cui forse il libro ristagna temporaneamente, ma senza di essa non si potrebbe accedere alla grandiosa conclusione.
    Se la prima parte risponde alla domanda fondamentale se siamo soli nell'universo, la terza cerca invece di rispondere ad un altro quesito, più di stampo metafisico: perché esistiamo? Qual'è il fine ultimo della nostra esistenza?
    La risposta può soddisfare o meno, ma risoluzione presente in questo libro è quanto di più poetico e struggente si posa trovare.

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