Chimaira

Di

Editore: Mondadori

3.6
(1437)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Spagnolo , Greco

Isbn-10: 8804501111 | Isbn-13: 9788804501114 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Al museo di Volterra il giovane archeologo Fabrizio Castellani sta cercando disvelare il mistero racchiuso nella statuetta etrusca "L'ombra della sera",quando inquietanti telefonate gli "consigliano" di lasciar perdere. Nelfrattempo nei boschi circostanti la necropoli vengono rinvenuti cadaveri dipersone sbranate da una terrificante belva. Fabrizio è convinto che tutto siafrutto di un'ira implacabile dalle lontanissime origini. E da archeologo si fadetective del passato.
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  • 0

    "Chimaira" di Valerio Massimo Manfredi

    Il giovane archeologo Fabrizio Castellani è deciso a far luce su una misteriosa anomalia che riguarda la statua etrusca “L’ombra della sera”, conservata al museo di Volterra, affascinato dall'aura eni ...continua

    Il giovane archeologo Fabrizio Castellani è deciso a far luce su una misteriosa anomalia che riguarda la statua etrusca “L’ombra della sera”, conservata al museo di Volterra, affascinato dall'aura enigmatica che emana. Quale mistero è legato a tale manufatto? Durante i suoi studi, Fabrizio riceve una telefonata con cui una voce misteriosa gli ingiunge perentoria di abbandonare la sua ricerca. Il mistero si infittisce ancor più quando, nei pressi della tomba del Rovaio, vengono ritrovati i corpi di uomini sbranati da una belva gigantesca. Le vittime sono coloro che hanno profanato la tomba in cui, secoli prima, si era svolto un agghiacciante rituale. Tramite un’iscrizione, Fabrizio viene a conoscenza di una maledizione lanciata per un crimine orrendo commesso in tempi ormai lontani. La tomba, la maledizione, la misteriosa belva, sembrano legati fra di loro. Forse anche la statua del fanciullo di Volterra ha un ruolo importante per risolvere l’enigma. Dal passato riemerge un’ira sanguinaria che deve essere fermata. Sullo sfondo di silenziose stanze di museo o tra freddi e scuri sotterranei, nel verde toscano alla luce del giorno, o avvolta dalle ombre della notte avranno un bel da fare i protagonisti del libro, per tentare di uscirne vivi, per scongiurare un inevitabile, avverso destino.

    La bontà si fonde con l'odio, in un clima reso ancor più oscuro dal connubio di usanze etrusche, notizie archeologiche, maledizioni e vendette. Chimaira è un romanzo incalzante e coinvolgente, un thriller archelogico ambientato in Toscana in cui suspense e mistero sono insaporiti da un tocco di horror che sconfina nel fantasy, e con nel cuore di tutto la considerazione sulla forza infinita ed eterna dell'amore.

    Barbara (bibliotecaria, Biblioteca San Giorgio)

    ha scritto il 

  • 5

    Un giallo archeologico col quale Manfredi tiene il lettore incollato alle pagine fino alla fine! L'ho letto d'un fiato perché non lascia tregua finché non si è giunti alla parola FINE.

    ha scritto il 

  • 3

    "Quando i pochi che possono parlare vogliono essi stessi dimenticare, dopo un po' tutto torna normale. E' come se non fosse successo nulla."

    In molti mi hanno consigliato di leggere Valerio Massimo Manfredi perché i suoi libri sono appassionanti e la scrittura fluente, sono andata come mio solito in biblioteca ed ho scelto questo testo per ...continua

    In molti mi hanno consigliato di leggere Valerio Massimo Manfredi perché i suoi libri sono appassionanti e la scrittura fluente, sono andata come mio solito in biblioteca ed ho scelto questo testo per farmi una mia opinione personale.
    Devo dire che per me è stata una delusione, in molti tratti il racconto mi ha richiamato alla memoria il libro del grande Arthur Conan Doyle Il cane dei Baskerville (un classico della letteratura inglese, brillante e accattivante, il primo della serie del grande investigatore Sherlock Holmes), mi è sembrato come una brutta copia dell'originale, in entrambi è presente un animale terribile che terrorizza e uccide ed un mistero da risolvere, la differenza è che in Chimaira scopriamo anche un'antica storia etrusca da ricomporre grazie al ritrovamento in una tomba di frammenti bronzei che l'archeologo Fabrizio Castellani con arguzia e bravura riporterà alla luce e la collegherà ai fatti orribili che accadono nella Volterra di oggi.
    Per i miei gusti la storia è troppo irrazionale e fantastica, ho sperato fino all'ultima pagina che il finale avesse un senso logico e reale, ma purtroppo non è stato così quindi la lettura mi ha lasciata delusa e insoddisfatta.
    "Anche la morte uccide. Ma non può essere uccisa. Tu non hai idea di che cos'è. Noi l'abbiamo avuto di fronte per alcuni interminabili secondi a una distanza di due metri. Io non ho mai visto niente del genere in tutta la mia vita e sono certo che non esiste al mondo alcun animale di quella specie. E' un mostro, ti dico...una chimera."

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro si legge tutto d'un fiato e non nego che sia uno dei miei preferiti di Manfredi. Il testo è agile e coinvolgente e parla delle mie origini etrusche. Buona lettura per chi ama l'archeologi ...continua

    Questo libro si legge tutto d'un fiato e non nego che sia uno dei miei preferiti di Manfredi. Il testo è agile e coinvolgente e parla delle mie origini etrusche. Buona lettura per chi ama l'archeologia, Volterra, gli Etruschi e il mistero!

    ha scritto il 

  • 2

    “E la verità, se una verità esiste, è nascosta in fondo alla mente di quel bambino, fra le nebbie dei suoi sogni quando vengono a visitarlo con le ombre della sera”.

    Ancora non sono riuscita a capire se Manfredi sia un bluff o quel tipo di scrittore che io non riesco a capire come dovrei.
    Ho amato la trilogia di “Alexandros”, uno dei libri più affascinanti che abb ...continua

    Ancora non sono riuscita a capire se Manfredi sia un bluff o quel tipo di scrittore che io non riesco a capire come dovrei.
    Ho amato la trilogia di “Alexandros”, uno dei libri più affascinanti che abbia letto negli ultimi dieci anni, ma poi sono rimasta molto delusa da “Idi di Marzo”, “l’isola dei morti” e da “l’ultima legione”(perlomeno non mi hanno coinvolta allo stesso modo).
    Anche “Chimaira” mi ha deluso, un inizio promettente, ma che poi si perde in un miscuglio di magia nera, superstizione e poteri paranormali.
    Siamo nell’affascinante e suggestiva Volterra dove un giovane archeologo di nome Fabrizio Castellani sta cercando di decifrare una misteriosa iscrizione racchiusa in una tomba etrusca.
    Una notte, mentre si trova al lavoro, riceve una misteriosa telefonata da una donna che gli intima di lasciare stare quella tomba e la sua iscrizione. Come se non bastasse, nei giorni seguenti vengono trovati i cadaveri gravemente mutilati da una specie di belva feroce proprio nei pressi della tomba etrusca.
    Al centro di tutto sembra esserci una statua e un’antica maledizione…
    Come ho scritto sopra l’incipit è più che interessante(una tomba etrusca che contiene una misteriosa iscrizione, un’antica leggenda, una maledizione che si protrae nel tempo), ma la storia non decolla(una storia che, tra l’altro, sembra un ibrido tra “il mastino dei Baskerville” di Arthur Conan Doyle e “Il mistero di Sleepy Hollow” di Washington Irving), i dialoghi sono piuttosto banali e inverosimili e soprattutto ci sono molti punti oscuri che non vengono spiegati, come il legame tra il bambino e la bestia.
    In sostanza una storia dai pochi contenuti, un’atmosfera alla Indiana Jones de’ noantri, una storia d’amore da soap-opera, un finale frettoloso, scontato e soprattutto privo di spiegazioni.
    Per come era iniziato avrebbe potuto prendere pieghe decisamente migliori, invece l’unica nota positiva risiede nella città di Volterra e nella sua bellezza.
    Un romanzo grigio, come le giornate della mia vita…

    ha scritto il 

  • 0

    Sono una lettrice affezionata di Manfredi. Questo libro però mi ha fatto arrabbiare, tanto è vero che lo tengo fisicamente separato dagli altri. Che bisogno c'era di andare a scomodare l'esoterismo, g ...continua

    Sono una lettrice affezionata di Manfredi. Questo libro però mi ha fatto arrabbiare, tanto è vero che lo tengo fisicamente separato dagli altri. Che bisogno c'era di andare a scomodare l'esoterismo, gli spiriti e la parapsicologia?! <br />Lo considero un incidente di percorso

    ha scritto il 

  • 5

    Un Manfredi in versione King

    Questo libro è stato una piacevole sorpresa!
    Mi sono ritrovato a leggerlo tutto d'un fiato tanto la storia mi ha rapito e coinvolto.
    Scritto molto bene, questo libro si inserisce in ambiente storico-a ...continua

    Questo libro è stato una piacevole sorpresa!
    Mi sono ritrovato a leggerlo tutto d'un fiato tanto la storia mi ha rapito e coinvolto.
    Scritto molto bene, questo libro si inserisce in ambiente storico-archeologico ma si incentra tutto in un'atmosfera alla King che strizza l'occhio al paranormale.
    Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 4

    Cinematografico

    A metà strada tra il thriller, l'horror , il poliziesco ed il romanzo storico, questo testo di Manfredi tiene attaccato alle pagine il lettore. Il finale imprevedibile forse non è all'altezza dell' ...continua

    A metà strada tra il thriller, l'horror , il poliziesco ed il romanzo storico, questo testo di Manfredi tiene attaccato alle pagine il lettore. Il finale imprevedibile forse non è all'altezza dell'intero romanzo, ma è comunque una degna chiosa di un buon testo. Degna di nota è sicuramente anche la "fotografia" che rende quest'opera quasi una proiezione cinematografica.

    ha scritto il