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Chiudi gli occhi

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai (I tascabili)

3.8
(149)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 397 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860736951 | Isbn-13: 9788860736956 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Un paese sonnecchia sulle rive di un lago del Norditalia, apparentemente tranquillo, in realtà percorso da silenziosi rancori, conflitti razziali, debolezze inconfessabili, e su tutto e dappertutto il sesso con la sua potenza sottile e distruttiva, estrema risorsa per dare un senso a vite annoiate. Ma questo sonno illusorio culla anche l'incubo di un delitto avvenuto tredici anni prima: lo stupro e l'assassinio di una ragazza innocente. E la quiete si spezza quando nel paese ritorna Andrea, che all'epoca era stato considerato colpevole di quell'infamia.
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  • 3

    " è qui il ricordo che mi porterò via. non è più fuori, non è più il lago di quando ero ragazzo, e mi bastava guardarlo per sognare chissà che. è qui, sul pavimento, il fantasma dei due corpi. dell'amore di quel giorno. "

    ha scritto il 

  • 5

    I luoghi conosciuti e frequentati personalmente del Lago d'Iseo fanno da cornice al disvelamento di un mistero tenuto tale per la bellezza di 13 anni. Andrea Livolsi, giovane molto bello e di intelligenza cresciuta nel dolore, torna al suo paese natio nonostante lo avesse dovuto abbandonare 13 an ...continua

    I luoghi conosciuti e frequentati personalmente del Lago d'Iseo fanno da cornice al disvelamento di un mistero tenuto tale per la bellezza di 13 anni. Andrea Livolsi, giovane molto bello e di intelligenza cresciuta nel dolore, torna al suo paese natio nonostante lo avesse dovuto abbandonare 13 anni or sono per le accuse, rivelatesi infondate, ma comunque rimaste accese nell'animo dei paesani, di aver stuprato e ucciso una innocente ragazzina tra i sentieri boscosi sopra il centro abitato.
    Torna perché? Per sapere la verità.
    Chi allora aveva taciuto, chi aveva tradito e chi aveva ucciso dovranno affrontare i propri fantasmi e pagare per le proprie colpe.
    In un intrigo di personaggi meravigliosi, l'autore ci guida, con capitoli narrativi ed altri più criptici, ma di presa perfetta, verso la soluzione facendoci passare tra immagini anche crude, violente e carnali.
    Oltre alla storia coinvolgente Montanari descrive il "paese" con i suoi vizi, la sua non sempre genuina tranquillità ed il suo vivacchiare nella tradizione. Tipici esempi sono il sindacato delle vecchiette inacidite, il gruppetto dei facinorosi, lo zimbello della comunità, e l'odio/paura verso i diversi.
    Mi hanno colpito molto la figura di Don Alfio, il parroco cinquantenne con le sue debolezze, e la signora Anna, la veggente del paese.
    Un libro molto piacevole. In più è scritto da un bergamasco....

    ha scritto il 

  • 2

    che fatica

    Che fatica finire questo "Chiudi gli occhi".
    Non so dire esattamente perchè ma non mi ha dato molta soddisfazione...
    Forse per lo stile un pò pesante...
    Forse per le volgarità completamente gratuite e che non hanno aggiunto nulla alla storia...
    Forse per l'inconsistenza de ...continua

    Che fatica finire questo "Chiudi gli occhi".
    Non so dire esattamente perchè ma non mi ha dato molta soddisfazione...
    Forse per lo stile un pò pesante...
    Forse per le volgarità completamente gratuite e che non hanno aggiunto nulla alla storia...
    Forse per l'inconsistenza della trama in sè e per il poco spessore che Montanari ha saputo dare ai suoi personaggi...
    Ripensandoci ce ne sono di buoni motivi per dire che non mi è piaciuto ! :-)

    ha scritto il 

  • 4

    curiosa di leggere qualcosa di montanari, finisco proprio in un libro ambientato sul lago d'Iseo, luogo di famiglia e quindi molto conosciuto, gente compresa. E mi ci ritrovo, perfettamente. Non credo sia la trama gialla che tiente in suspence il lettore, ma le scelte del protagonista, i pensieri ...continua

    curiosa di leggere qualcosa di montanari, finisco proprio in un libro ambientato sul lago d'Iseo, luogo di famiglia e quindi molto conosciuto, gente compresa. E mi ci ritrovo, perfettamente. Non credo sia la trama gialla che tiente in suspence il lettore, ma le scelte del protagonista, i pensieri dei protagonisti. Bello, pulito, decisamente italiano, anche troppo

    ha scritto il 

  • 4

    TRAMA
    Un paese sonnecchia sulle rive di un lago del Norditalia, apparentemente tranquillo, in realtà percorso da silenziosi rancori, conflitti razziali, debolezze inconfessabili, e su tutto e dappertutto il sesso con la sua potenza sottile e distruttiva, estrema risorsa per dare un s ...continua

    TRAMA
    Un paese sonnecchia sulle rive di un lago del Norditalia, apparentemente tranquillo, in realtà percorso da silenziosi rancori, conflitti razziali, debolezze inconfessabili, e su tutto e dappertutto il sesso con la sua potenza sottile e distruttiva, estrema risorsa per dare un senso a vite annoiate. Ma questo sonno illusorio culla anche l'incubo di un delitto avvenuto tredici anni prima: lo stupro e l'assassinio di una ragazza innocente. E la quiete si spezza quando nel paese ritorna Andrea, che all'epoca era stato considerato colpevole di quell'infamia.

    COMMENTO
    Una volta abituatami al personalissimo stile dell'autore ed alla varietà dei personaggi, ho seguito con molto interesse l'evolversi della storia e, come con ogni bel libro, non vedevo l'ora di riprenderlo per andare avanti.
    "Sfiziosi" gli incipit ad inizio capitoli, molto realistica la rappresentazione del razzismo e di tanti luoghi comuni.
    Certo ne esce una visione molto poco lodevole della provincia norditaliana ma si tratta di un romanzo, si sa!!! ... o no??

    ha scritto il 

  • 5

    Gretti padani

    Diamine, che bel giallo!
    La storia è buona, ma la costruzione dell'ambientazione è eccezionale. Già quasi una sceneggiatura di un buon film. Come in un libro di Lansdale, ci si "sente dentro". Senti l'odore del lago e vedi le facce degli abitanti.
    I personaggi, piccoli, miseri, gretti ...continua

    Diamine, che bel giallo!
    La storia è buona, ma la costruzione dell'ambientazione è eccezionale. Già quasi una sceneggiatura di un buon film. Come in un libro di Lansdale, ci si "sente dentro". Senti l'odore del lago e vedi le facce degli abitanti.
    I personaggi, piccoli, miseri, gretti, pur se guidano auto di grossa cilindrata e vanno a messa tutte le domeniche, ti si parano davanti e ti infastidiscono fisicamente, come mosche o zanzare.
    Ottimo. Adesso via a comprare tutto ciò che Montanari ha scritto.

    ha scritto il 

  • 4

    Adatto per un film...

    Comprato per caso, è stata una felice sorpresa.
    Una storia torbida torna alla ribalta, sconvolgendo la tranquilla vita di un paesino e dei suoi conformisti e perbenisti abitanti. La ricerca della verità porterà a conseguenze inattese.

    ha scritto il 

  • 2

    Ossignur! Io sono bergamasca, conosco ogni zona narrata nel libro, e Montanari mi faceva anche simpatia, così a pelle quando lo incrociavo anni fa in città.. Mai letto nulla di suo, mi consigliano questo. Ribadisco l'ossignur. E' scritto male, malissimo. E' scontato, è talmente facile da leggere ...continua

    Ossignur! Io sono bergamasca, conosco ogni zona narrata nel libro, e Montanari mi faceva anche simpatia, così a pelle quando lo incrociavo anni fa in città.. Mai letto nulla di suo, mi consigliano questo. Ribadisco l'ossignur. E' scritto male, malissimo. E' scontato, è talmente facile da leggere che ti vien a noia dopo 50 pagine. E poi sei vuoi fare il noir, il giallo, fallo ma no che dopo 10 pagine si capisce chi è stato. E i dialoghi. I dialoghi!. Leggere Hemingway per i prossimi 50 anni, poi riprovarci. Forse.

    ha scritto il 

  • 1

    Impalpabile

    L'aspetto più consistente del libro sta nel titolo, che pare un invito rivolto al lettore ad assecondare l'impulso che sorge durante la lettura: chiudere gli occhi. Per dormire, chiaro.
    Il sonno t'assale quando realizzi finalmente una cosa: Montanari ha formalizzato la ricetta perfetta per ...continua

    L'aspetto più consistente del libro sta nel titolo, che pare un invito rivolto al lettore ad assecondare l'impulso che sorge durante la lettura: chiudere gli occhi. Per dormire, chiaro.
    Il sonno t'assale quando realizzi finalmente una cosa: Montanari ha formalizzato la ricetta perfetta per continuare a sfornare noir all'infinito e col minimo sforzo. Scomponiamone brevemente gli ingredienti:
    *** protagonista maschile (da ora in poi p.m., per comodità), tendenzialmente figo, età pari a quella dell'autore, gravato da drammatici e/o ambigui eventi passati analoghi a un peccato originale e perciò impelagato nella quete del suo battesimo purificatore;
    *** protagonista femminile, tendenzialmente figa, tendenzialmente minorenne, una Bambi succube del suo inferno domestico dal quale il p.m. la aiuterà a fuggire, non prima di averla scopata o per lo meno sedotta;
    *** l'amico fedele, più pazzo del p.m., a volte co-protagonista a volte semplice comprimario, ma sempre il responsabile della linea comica del romanzo;
    *** comprimario femminile che è la ex del p.m.: viva o morta, è una presenza fantasmatica inesorabile;
    *** amante adulta del p.m., col cranio pieno d'argilla (pleonastico far notare che l'artigiano modellatore d'argilla è il p.m.);
    *** antagonisti stereotipati, quasi lombrosiani, con qualche spennellata caratteriale positiva che vorrebbe essere sfaccettatura e invece è grossolano découpage;
    *** pletora di co-protagonisti, spesso funzionari di un potere civile/religioso che vivono il proprio ruolo in modo anticonformista e che nutrono fulminea simpatia per il p.m., aiutandolo per quanto possibile, anche contro il proprio interesse;
    *** galassia di personaggi e personaggini con poche ma memorabili caratteristiche.
    Fissati tali addendi, Montanari li combina e ricombina in equazioni ogni volta differenti, ma con operazioni ricorrenti: colpi di scena più prevedibili delle variazioni climatiche, personaggi che nascondono un segreto ma sono recidivi fino all'idiozia dal confessarlo and so on.
    Insomma, letto un romanzo di Montanari, letti tutti.
    Se poi il caro Raul ci mette pure - come nel caso di "Chiudi gli occhi" - la critichina sociale della provincia chiusa e ottusa, dove tutto è fermo, dove tutto è immobile, che sono più profondi i Baustelle quando cantano "estetica anestetica provincia cronica", ecco, allora abbiamo tra le mani un buon fermacarte.
    Con Montanari mi fermo qui, con buona pace dello scrittore bergamasco: c'è tanto da leggere nel mondo e così poco tempo per farlo.

    ha scritto il 

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