Chocolat

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Publisher: Black Swan

3.9
(3576)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , German , Italian , Polish , Dutch , Spanish , Finnish , Swedish , Portuguese , Czech

Isbn-10: 0552774243 | Isbn-13: 9780552774246 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Unbound , Library Binding , Audio CD , eBook

Category: Cooking, Food & Wine , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 3

    Letto tempo fa, lo ricordo come libro estremamente scritto bene, originale, dalla trama coinvolgente. La Harris non è per niente banale. Consiglio questo libro per la sua particolarità, che si può evi ...continue

    Letto tempo fa, lo ricordo come libro estremamente scritto bene, originale, dalla trama coinvolgente. La Harris non è per niente banale. Consiglio questo libro per la sua particolarità, che si può evincere anche dall'omonimo film.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Volevo scrivere una recensione da gourmet... non è stato possibile: cause di forza maggiore anzi, di tristezza maggiore.
    Quando Chocolat veniva trasmesso sulle reti IRIS strabuzzavo gli occhi e mi pre ...continue

    Volevo scrivere una recensione da gourmet... non è stato possibile: cause di forza maggiore anzi, di tristezza maggiore.
    Quando Chocolat veniva trasmesso sulle reti IRIS strabuzzavo gli occhi e mi prenotavo pronta alla degustazione di cioccolato e nocciole (il mio preferito, chissà cosa direbbe Vianne) e con il libro mi aspettavo il medesimo entusiasmo, salvo che questo testo è emotivamente diverso dal film: atmosfere elettriche, come in genere si respirerebbero in un romanzo chiamato "Il fuggitivo".
    Vianne Rocher e la sua Anouk scappano dall'uomo nero, il "pregiudizio e la condanna", quelle due forze che vanno a braccetto e spingono a compiere le peggiori malefatte ai danni del "diverso".
    Il parroco è del tutto cieco, ha paura di tutto quello che non può controllare, si sente mancare al sol sentir parlare di qualcosa che non sia Dio o la Chiesa.
    I personaggi secondari sono come pedine su una scacchiera che vede i due masters ai lati, pronti a sfidarsi a suon di frecciatine e strategie sociali. Vianne prepara vetrine dal sapore di Pasqua, il lord ammonisce col suo dito ammonitore.
    Si respira un'aria fuorché gioiosa, cioccolatosa dalle leggere sfumature di malinconia. E' una guerra psicologica fra il progresso e il regresso, fra tradizioni incompatibili.
    Dunque se avete voglia di leggere il libro, pensateci bene e non fateci troppe aspettative (che il secondo è anche peggio).

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Chocolat è il romanzo che ha ispirato l’omonimo film, quello in cui Johnny Depp interpreta uno zingaro del mare. Purtroppo però la storia originale non è appassionante come quella cinematografica ed è ...continue

    Chocolat è il romanzo che ha ispirato l’omonimo film, quello in cui Johnny Depp interpreta uno zingaro del mare. Purtroppo però la storia originale non è appassionante come quella cinematografica ed è forse per questo che si preferisce vedere il film piuttosto che leggere il romanzo.
    La storia è intessuta da una finta sicurezza: nel fondo vi è infatti la paura. Da un lato questa paura è dovuta all'impossibilità di controllare le persone e gli eventi, dall'altra assume le fattezze figurative dell' "Uomo Nero".
    Nella mia terra l'Uomo Nero è soprannominato "BauBau". Secondo la tradizione aggredisce solo donne e bambini rubandogli l'energia vitale ed agisce solo di notte. Qui invece l'Uomo Nero è la figura distruttiva del conformismo assoluto che si può trovare in ogni uomo, donna o bambino.
    È per questo che Vianne Rocher e la piccola Anouk scappano di città in città per rifugiarsi in una piccola cittadina ridente e aprire una cioccolateria finendo col combattere contro lo stesso mondo dal quale scappavano capitanato da un sacerdote molto restrittivo.
    Nonostante lo scetticismo iniziale la comunità comincia a lasciarsi sedurre dal fascino del cioccolato e quindi a oscillare tra la tentazione e la via del divino ed è così che comincia una lotta tra bene e il male dove le parti si scambiano i ruoli di volta in volta.

    Ciò che non mi è piaciuto di questo romanzo è il modo in cui è stato gestito, tramite lettere personali dei due antagonisti. Se fosse stato scritto in terza persona avrebbe assunto un'aureola di mistero e misticismo molto più appetibile.

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  • 3

    Chocolat è il romanzo che ha ispirato l’omonimo film, quello in cui Johnny Depp interpreta uno zingaro del mare. Purtroppo però la storia originale non è appassionante come quella cinematografica ed è ...continue

    Chocolat è il romanzo che ha ispirato l’omonimo film, quello in cui Johnny Depp interpreta uno zingaro del mare. Purtroppo però la storia originale non è appassionante come quella cinematografica ed è forse per questo che si preferisce vedere il film piuttosto che leggere il romanzo.
    La storia è intessuta da una finta sicurezza: nel fondo vi è infatti la paura. Da un lato questa paura è dovuta all'impossibilità di controllare le persone e gli eventi, dall'altra assume le fattezze figurative dell' "Uomo Nero".
    Nella mia terra l'Uomo Nero è soprannominato "BauBau". Secondo la tradizione aggredisce solo donne e bambini rubandogli l'energia vitale ed agisce solo di notte. Qui invece l'Uomo Nero è la figura distruttiva del conformismo assoluto che si può trovare in ogni uomo, donna o bambino.
    È per questo che Vianne Rocher e la piccola Anouk scappano di città in città per rifugiarsi in una piccola cittadina ridente e aprire una cioccolateria finendo col combattere contro lo stesso mondo dal quale scappavano capitanato da un sacerdote molto restrittivo.
    Nonostante lo scetticismo iniziale la comunità comincia a lasciarsi sedurre dal fascino del cioccolato e quindi a oscillare tra la tentazione e la via del divino ed è così che comincia una lotta tra bene e il male dove le parti si scambiano i ruoli di volta in volta.

    Ciò che non mi è piaciuto di questo romanzo è il modo in cui è stato gestito, tramite lettere personali dei due antagonisti. Se fosse stato scritto in terza persona avrebbe assunto un'aureola di mistero e misticismo molto più appetibile.

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  • 4

    V'là l'bon vent, v'là l'joli vent...

    Percepite l’odore del cioccolato? Provate a chiudere gli occhi e ne sarete catturati. Del resto, non si rimane certo indifferenti addentrandosi nella lettura di “Chocolat”.
    Conosco la bravura di Joann ...continue

    Percepite l’odore del cioccolato? Provate a chiudere gli occhi e ne sarete catturati. Del resto, non si rimane certo indifferenti addentrandosi nella lettura di “Chocolat”.
    Conosco la bravura di Joanne Harris da parecchio tempo e ho avuto l’onore di leggere altri suoi libri. Ho atteso per sentirmi parte di questa storia perché è il suo bestseller. Generalmente mi tengo lontano dai testi ai quali affibbiano quest’etichetta. Preferisco racconti meno conosciuti, ancora da scoprire nella loro totalità. Fra quei romanzi e “Chocolat” ho percepito dei cambiamenti. Indubbiamente l’autrice si è evoluta e con lei la sua scrittura. Per esempio, io lo porrei al di sotto di “Vino, patate e mele rosse” o “Cinque quarti d’arancia”. Ad ogni modo è squisitamente meraviglioso.
    La storia è un altro frammento della società, più precisamente di quella aleggiante nei piccoli paesi, quelli dove non ci si può muovere senza che chiunque sappia dove vi trovate e perché. Sì, so cosa state pensando: è asfissiante. Ma quando si sono trascorsi anni e anni in giro per il mondo, sballottati da un albergo a un altro, da uno stato a quello dopo… anche voi avvertireste la necessità di fermarvi, affrontando vita e costruendo finalmente qualcosa dalla parvenza “solida”.
    Vianne e Anouk tenteranno di essere accettate in una comunità ristretta, dove la chiesa –nella sua forma più morbosa e malata- è ancora la legge, dove la figura del curè acquista un significato quasi fobico. Lui, il prete Reynaud, cercherà in ogni maniera di “proteggere” il suo gregge dalla cattiva influenza (a suo modo di vedere) di Vianne e Céleste Praline, il suo negozio, sarà preso di mira da ogni forma di malvagità o, al contrario, benevolenza.
    Viaggerete piano piano negli abissi delle cerchie ristrette, di chi giudica senza sapere, di chi ama far male per un credo tutto suo. Danzerete con gli zingari tanto odiati, oppure berrete una speciale cioccolata in compagnia di una simpatica vecchietta, di un signore amante dei cani o di qualcuno che dovrà cambiare la propria vita ridotta a una lastra di lacrime.
    Non abbiate paura, spalancate le porte di Vianne e lasciatevi strofinare il cuore dal suo passato e da quel presente che sembra tanto distante…
    Una vera carezza per l’anima.

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  • 2

    "SI PUòòòò DAREEEEE DI PIùùùù...."

    Deludente. :(
    Inizialmente mi aveva preso molto, le prime pagine si erano dimostrate una bella sorpresa e sebbene il libro si legga in modo scorrevole, sul finale cala parecchio la trama... Forse oso ...continue

    Deludente. :(
    Inizialmente mi aveva preso molto, le prime pagine si erano dimostrate una bella sorpresa e sebbene il libro si legga in modo scorrevole, sul finale cala parecchio la trama... Forse oso dire che il film mi è piaciuto di più! :O
    La trama:
    Nel giorno del martedì grasso, Vianne Rocher arriva insieme alla figlia Anouk nel paese di Lansquenet portando un po'di freschezza (e scalpore) nella vita dei cittadini.
    Il piccolo paese francese però, bigotto e chiuso verso gli stranieri, farà un po'di fatica ad abituarsi alla novità, complice anche la guida morale del prete del paese, conservatore e nemico dei piaceri terreni!
    Lo shock sarà grande quando a pochi giorni dal suo arrivo, Vianne apre una cioccolateria... :D
    Alla fine penso che libro in sé sia piacevole, ma dato il suo successo mi aspettavo qualcosa di più, probabilmente l'ho caricato di troppe aspettative!
    Non mi son piaciute alcune scelte finali dell'autrice, messe un po' a caso per poterci infilare qualcosa di forzatamente "romantico" e forse, è stato proprio questo a far calare il mio entusiasmo...
    In definitiva per me è stato tutto un grande "che peccato, e pensare che era un così bravo libro..."!
    Nota d'onore al personaggio di Armande, adorabile!

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  • 3

    Premetto di non aver visto il film. Quello che mi è rimasto da questo libro è la voglia di comprarmi una scatola di cioccolatini e di divorarmeli tutti. Per il resto il romanzo è piacevole, ma un pò s ...continue

    Premetto di non aver visto il film. Quello che mi è rimasto da questo libro è la voglia di comprarmi una scatola di cioccolatini e di divorarmeli tutti. Per il resto il romanzo è piacevole, ma un pò scialbo, senza alti ne bassi... Insomma, scorre via leggero, senza avermi mai appassionata veramente.

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  • 3

    “Il Diavolo è un vigliacco: non mostra il suo volto. È inconsistente, si rompe in un milione di pezzi che si fanno strada attraverso il sangue, verso l'anima, in modo perverso. “

    Il cioccolato è un rimedio contro tutto, la tristezza, il mal d’amore, la delusione. Risveglia ogni tipo di senso e ti dona subito la carica giusta(un po’ come la polverina magica di Pollon).
    Vivienne ...continue

    Il cioccolato è un rimedio contro tutto, la tristezza, il mal d’amore, la delusione. Risveglia ogni tipo di senso e ti dona subito la carica giusta(un po’ come la polverina magica di Pollon).
    Vivienne questo lo sa bene ed è per questo che è diventata una maga del cioccolato. Insieme a sua figlia Anouk viaggia per il mondo, fino a stabilizzarsi in un paesino della Francia dove, proprio durante l’ultima settimana di Quaresima, decide di aprire una cioccolateria.
    Gli abitanti, tutti timorati di Dio, vivono la cosa come un terribile affronto alla loro religione, soprattutto perché istigati ogni giorno dal giovane parroco Reyanud che li invita a disertare il luogo di perdizione e a trattare Vivienne come fosse il demonio in persona.
    Al grande potere del cioccolato però non si può resistere: piano piano, gli abitanti si avvicinano alle prelibatezze offerte dalle mani della sapiente pasticcera, scoprendo così che i piaceri della vita non vanno né evitati né nascosti ma meritano di essere vissuti e goduti in tutta la loro pienezza.
    Dopo la lettura di questo romanzo credo di essere ingrassata di un paio di chili solo a leggere le meraviglie “cioccolatesche” descritte(io poi sono golosissima…come recitava un vecchio spot “toglietemi tutto ma non i dolci, in particolar modo il cioccolato).
    Ed è proprio il cioccolato il protagonista indiscusso di questo raffinato ed elegante romanzo, la sua dolcezza riempie tutte le sue pagine una dolcezza unita alla purezza dei sentimenti, alla libertà di pensiero, alla gioia di vivere che si contrappongono all’austerità e alla tristezza dell’animo di Reyanud.
    Il potere del cioccolato farà rinascere a nuova vita una comunità apatica, chiusa nel suo bigottismo, nelle sue paure inconsce, nella diffidenza nei confronti degli stranieri e dei diversi, troppo asservita a una chiesa che vede solo il bene e il male e non tutte le sue mille sfaccettature.
    Sembrerò banale. ma è un libro che va gustato e assaporato lentamente, un libro che ha il sapore dei meravigliosi cioccolatini preparati da Vivienne.
    Dimenticavo di dire che ne è stata tratta una famosa versione cinematografica con protagonisti Johnny Depp e Juliette Binoche per la regia di Lasse Hallstroom…beh, non c’è da fare paragoni perché le storie sono quasi del tutto diverse(ed è questo forse il motivo per cui a molti non è piaciuto, si aspettavano una storia uguale ma non è così).
    Una dolcissima scoperta.

    “Felicità. Semplice come un bicchiere di cioccolata o tortuosa come il cuore. Amara. Dolce. Viva.”

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  • 1

    Sciacquati la bocca Vianne! Il cioccolato è sacro

    Forse sono stata traviata dal film, ma questo libro è brutto brutto brutto in modo assurdo. Noioso, ripetitivo, scritto (o tradotto) male. Le uniche parti interessanti sono le riflessioni del prete. I ...continue

    Forse sono stata traviata dal film, ma questo libro è brutto brutto brutto in modo assurdo. Noioso, ripetitivo, scritto (o tradotto) male. Le uniche parti interessanti sono le riflessioni del prete. I personaggi carini, ma molto spesso si lasciano trascinare dal vento e cambiano idee e modi di essere come schioccare le dita. Inoltre l'aspetto economico è super irrealista (parlo da commerciante), soprattutto se riportato agli anni in cui si intuisce sia ambiantato il romanzo. Povero cioccolato.. bistrattato così da una sciacquetta come Vianne!

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