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Chocolat

Di

Editore: Garzanti Libri

3.9
(3389)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 338 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Polacco , Olandese , Spagnolo , Finlandese , Svedese , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8811680239 | Isbn-13: 9788811680239 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: L. Grandi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Cooking, Food & Wine , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
È martedì grasso quando nel villaggio di Lansquenet arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è l'emissaria di potenze superiori (o magari inferiori). La Céleste Praline, la sua pasticceria, ben presto diviene un elemento di disordine, soprattutto per il giovane curato Francis Reynaud. Il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. "Chocolat" è un romanzo pieno di vita, frizzante e divertente, ricco di personaggi indimenticabili e ricette paradisiache.
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  • 4

    Non poter fare nulla, però sentire, pensare... Questo è il vero inferno, spogliato dal suo sforzo medievale. Questa perdita di contatto. Però mi rivolgo a te perché tu mi insegni a comunicare. Perché mi insegni la speranza.

    Prima di leggere Chocolat avevo immaginato rumori e un'attività febbrile: istruzioni urlate a squarciagola da locandandieri vecchi e affannati; il profumo del cioccolato appena fuso che invade le nost ...continua

    Prima di leggere Chocolat avevo immaginato rumori e un'attività febbrile: istruzioni urlate a squarciagola da locandandieri vecchi e affannati; il profumo del cioccolato appena fuso che invade le nostre narici; il sapore salato delle lacrime provocate da una ferita che non si rimarginerà più. Quando arrivai nel piccolo paesino di Lasquenet - sous - Tonnes, questo puntino su una strada che non ha più di duecento abitanti, e guardai la doppia fila di case dai colori spenti e dal tetto spiovente, che si appoggiano l'uno all'altra come a serbare un segreto, invece, tutto era silenzioso e immobile.
    Non si sentiva niente; un vento tiepido, carico degli odori caldi delle frittelle dorate appena sfornate, delle salsicce o delle cialde croccanti, con coriandoli di zucchero che scivolano sulla loro glassa dolciastra, tirava da nord. Una casa vecchia e diroccata, trasandata e malconcia, stanziava alla fine della strada. Da lontano potevo scorgere i gerani rossi ai davanzali, ghirlande di carta crepata attorno ai parapetti e sopra la porta un'insegna nera dipinta a mano: La Céleste Praline. Un pacco rosso come un regolo d'oro, sullo sfondo di un bianco sfolgorante.
    Già da qualche anno, come un punto di domanda senza frase, il mio viaggio verso un luogo che conoscevo solo per sentito dire, era pronto a fondersi con personaggi le cui radici nascoste nella storia delle loro vite formerà quel lungo cordone che alla fine ci legherà.
    Armata di penna a sfera e del mio block notes preferito, mi avvicinai a Vianne così rapidamente che la sua anima aderì al mio corpo come una seconda pelle. Mi avvicinai a tal punto che riuscì a percorrere i meandri della sua memoria. Scoprirla in una moltitudine imperfetta, vagando per ore e ore come uno spettro.
    Entrambe provenivamo da tutt'altre direzioni. Che cosa ci aveva fatto incontrare? Certamente la passione per il cioccolato. La battaglia tra grasso e magro ridotta a una montagna di cioccolatini e dolci, posti in bella mostra dietro la vetrina di un negozio.
    Vianne, con la voce inequivocabile di chi racconta una cosa estremamente importante, mi ha sussurrato una storia per certi versi originale la cui aura lucente mi ha completamente stregato. La sua sorte mi stava così a cuore da sentire il bisogno di condividerla con qualcuno. Le parole non dette rimasero ancora dov'erano rimaste per tutto questo tempo, il dolore simulato da un sorriso di circostanza che, come un'indescrivibile sensazione di malessere, mostrava la sua identità, celata sotto le mentite spoglie della disinvoltura. Vianne che proiettava la sua malinconia fino al mio cuore caldo rinchiuso nella cassa toracica, dove si dilatava e contraeva ogniqualvolta s'imbarcava in una delle sue riflessioni misteriose.
    In ogni parola erano rinchiusi segreti. Segreti che contengono dettagliatamente i particolari sulla sua vita che, come un flagello per l'anima, popolano le sue notti insonni. Segreti pieni di vita di cui il lettore non sa tuttavia cosa farsene, ma che accrescono il suo interesse nei riguardi della storia.
    Chocolat è la storia di una mamma e della sua bambina apparentemente forte, ma fragile, che in una manciata di giorni ha popolato pomeriggi estremamente noiosi. Una ragazza dall'accento non troppo perfetto, che si mangia le vocali come i cittadini del nord, anche se il taglio degli occhi la fanno sembrare di origine italiana e portoghese, nella soglia dell'insoddisfazione, come una spettatrice attenta si guarda intorno rievocando ricordi che l'allontanano dal mondo. Preparare dolci la rasserena. Le conferisce un forte senso di pace. Io ero nel suo cerchio magico, quando avvertii il forte senso di rammarico che gli impedisce di socializzare con gli abitanti del paese, così folli, stravaganti, diffidenti, atei, amanti di teologia o delle belle arti.
    Salutarla è stato un gesto così rapido da risultare sorprendente. Era dovuto dalla storia che Vianne aveva sussurrato al mio orecchio? Credo di si. Un'eco, un sussurro, che aveva reclamato la mia attenzione, spazzando completamente via la storia della mia vita.
    Non avevo niente che potesse considerarsi come una valida ragione per provare moti di frustrazione. Il suo rifiuto di confidarsi, di mettere a nudo una parte della sua anima - indetto da un passato di cui non si sa ancora nulla - non aveva alcuna urgenza. Non era il mistero mal celato ad incuriosirmi ma l'idea che ci fosse dell'altro. Se Vianne era così riservata come sembrava era di sicuro determinata a mantenere in paese l'anonimato. E se era determinata significava che non sarebbe stato facile scoprire i suoi segreti.
    Ha la dolcezza di un abbraccio appena dato, il profumo dolciastro di un dolce appena sfornato, Chocolat è un romanzo che parla di vita. Speranza. Un romanzo intenso, con un filo di drammaticità, che si camuffa tra i dolorosi ricordi di una giovane mamma timorosa dell'ignoto.

    ha scritto il 

  • 3

    E' abbastanza difficile dare un voto a questo libro, perché mi ha lasciato sensazioni contrastanti.
    Sulle prime, le eccessive descrizioni rallentano molto la lettura ma, superati i primi due capitoli, ...continua

    E' abbastanza difficile dare un voto a questo libro, perché mi ha lasciato sensazioni contrastanti.
    Sulle prime, le eccessive descrizioni rallentano molto la lettura ma, superati i primi due capitoli, questa sensazione si ammorbidisce molto.
    Il cambiamento di POV mi ha dato la stessa sensazione. Sulle prime, mi stavo chiedendo chi stesse parlando.
    Inoltre, il continuo passaggio tra passato e futuro, con Vianne che ricorda la madre, crea diverse volte una sensazione di sdoppiamento. A volte ci si confonde, pensando che è Anouk a parlare, e non Vianne.
    Questi, i lati negativi.
    Passando ai lati positivi, è innegabile l'accuratezza nello stile, così come la singolarità della storia.
    Magia, folclore, credenze popolari, religione, tutto si fonde in una miscellanea morbida come il cioccolato, e si finisce con il percepirne il profumo.
    Nel complesso, una lettura interessante, che necessita di attenzione proprio per i frequenti cambi di POV.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Ma la Vianne le paga le tasse?! =)

    Si, lo so che molto spesso i racconti vanno presi per quel che sono ma questa volta per me era una rilettura...dunque lasciatemi divertire!
    In questi periodi di crisi nera dove negozi che trattano del ...continua

    Si, lo so che molto spesso i racconti vanno presi per quel che sono ma questa volta per me era una rilettura...dunque lasciatemi divertire!
    In questi periodi di crisi nera dove negozi che trattano dell'impalpabile cadono come mosche (cioccolaterie, negozi di saponi, librerie private, pasticcerie che non fanno affari nemmeno sotto le feste etc.. ) ha fatto proprio strano leggere della Vianne che fa un successone in sei settimane sei (giusto il tempo della quaresima) e fa incassi col botto regalando cioccolatini e bevande a casaccio per più di metà libro. Mi sono chiesta più volte se le regalassero le materie prime. E poi la facilità con cui ha aperto il negozio! In pochi giorni già attivo (e sospetto anche con autorizzazione Asl =) ) e con tutta roba di prim'ordine: dai mega forni, agli stampini, il bancone di marmo ed ingredienti sopraffini. Del registratore di cassa, invece, non c'è mai traccia. Nemmeno l'ombra. Vianne, tu mica ce la conti giusta! o hai vinto la lotteria o ti sei separata da un magnate newyorkese in modo tale da poter fare la hippie sofisticata per mezza Europa!
    A parte le birichinate, la magia iniziale dei primi capitoli del libro vale sempre la pena ma poi si cala in una spirale discendente senza ritorno. Storielle di corna descritte alla cavolo (anche Anna Karenina alla fine è una storia di corna...ma vogliamo mettere?!), maschi adulti che dicono a bambine "vieni a trovarmi quando vuoi basta che lo teniamo nascosto a tua madre" (roba da chiamare la pula subito), preti fuori di testa (ma devo ammettere che mi ha divertito un sacco), integrazione da quattro soldi (quella che gira con foulard hermès e completi chanel e vuole esiliare chiunque non sia nato nel raggio di 3 km dal suo paesello, non fa una piega quando una zingara allatta la sua bimba piena di hennè a tavola), vecchie fuori di testa che non si curano (gli anziani sono così: i medicinali o li amano alla follia o schifano perfino i salvavita), accoppiamenti alla cavolo, bambini strafatti di zuccheri (mi stupisco che le assistenti sociali non le abbiano portato via Anouk. Ogni 3 secondi sta bevendo della cioccolata o ha tra i denti una brioche di qualsiasi tipo o sta mangiando cioccolatini con gli amici).
    Oltre a tutto questo però ogni dannatissima volta che faccio un dolce al cioccolato penso a Vianne. In realtà penso alla Binoche che fa Vianne e mi illudo di avere una lacrima del suo charme francese mentre con il mio stabil ikea a bagnomaria sciolgo la polvere di cioccolato nel burro per sfornare il mio ricercatissimo brownie. Mi sa proprio che il film è decisamente più fascinoso del libro anche se la me di un tempo (lettrice acerba) l'aveva trovato altrettanto fascinoso.

    ha scritto il 

  • 3

    La nuova pasticceria di Vianne Rocher rianima il villaggio, e un po’ di dinamiche tra gli abitanti incrostate dal tempo e dai “cattivi” prendono nuove direzioni…
    Vianne è deliziosa, e i suoi dolci al ...continua

    La nuova pasticceria di Vianne Rocher rianima il villaggio, e un po’ di dinamiche tra gli abitanti incrostate dal tempo e dai “cattivi” prendono nuove direzioni…
    Vianne è deliziosa, e i suoi dolci al cioccolato sicuramente gustosi, e però però però…
    L’ho letto un po’ con piacere e però a volte un po’ annoiata, ho mangiato più cioccolato del solito, ma poi?
    Però questa frase mi è piaciuta, molto:
    “Non c’è una specie di strazio ogni volta che lasciamo un posto, una sorta di rimpianto? Io penso di sì.”

    ha scritto il 

  • 4

    delicato come il cioccolato

    Pagine dolci come il cioccolato, scritte con una grazia e leggiadria quasi commoventi.
    La dolcezza delle parole usate nel descrivere il rapporto tra madre e figlia, i colori di Anouk che illuminano la ...continua

    Pagine dolci come il cioccolato, scritte con una grazia e leggiadria quasi commoventi.
    La dolcezza delle parole usate nel descrivere il rapporto tra madre e figlia, i colori di Anouk che illuminano la giornata, le delizie descritte con una precisione reale.
    Un libro che al di là della trama semplice e senza chissà quali effetti speciali mi ha rallegrato le giornate e fatto sorridere. In Anouk ho rivisto la mia infanzia, nella madre ho sognato il mio futuro! Bello!

    ha scritto il 

  • 2

    La noia ha avuto la meglio sulla buona volontà.
    Non è proprio il mio genere di libro. Troppe descrizioni, la storia un po' insipida: non mi ha decisamente presa.
    Poi forse il grande errore di aver vis ...continua

    La noia ha avuto la meglio sulla buona volontà.
    Non è proprio il mio genere di libro. Troppe descrizioni, la storia un po' insipida: non mi ha decisamente presa.
    Poi forse il grande errore di aver visto il film prima... so già quello che succede, più o meno, e quindi non ho neanche la curiosità di continuare.
    Colpo non andato a buon fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Le virtù del cioccolato

    Una madre e la figlia arrivano in un piccolo villaggio della provincia francese insieme ad una misteriosa folata di vento.
    Vianne, la madre di Anouk avvieranno una cioccolateria davvero speciale.
    Ment ...continua

    Una madre e la figlia arrivano in un piccolo villaggio della provincia francese insieme ad una misteriosa folata di vento.
    Vianne, la madre di Anouk avvieranno una cioccolateria davvero speciale.
    Mentre il locale comincia a prendere forma nel frattempo vengono narrati i modi di fare e le caratteristiche di una serie di personaggi che ci accompagneranno per tutta la storia.
    Questi golosi avventori diventeranno, se così si può dire, la famiglia di Vianne ed Anouk.
    Dall’altra parte della piazza però c’è il prete che discrimina le nuove arrivate considerandole senza fede e selvagge.

    Vianne e Anouk sono due spiriti liberi, infatti le loro antenate avevano trasmesso a loro la passione per i nuovi posti ed il desiderio di essere sempre alla ricerca di nuovi paesi.
    Un giorno il vento che le aveva condotte fino a questo paesino era tornato a riprenderle per portarle in un nuovo posto ancora sconosciuto.
    Anouk però non se la sente di ripartire, cosa farà Vianne? Ripartirà oppure resterà in questo paesino?

    È un libro che sprigiona il dolce aroma del cioccolato e che fin dalla prime pagine fa ingolosire il lettore il quale si chiede “Chissà quale potrebbe essere il mio cioccolato preferito!”

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro d'atmosfera

    Mi è piaciuto, l'ho trovato per caso in biblioteca, l'ho preso perché ricordavo il film. Il libro è, come quasi sempre, superiore. C'è tutta l'atmosfera della vita zingara e dei condizionamenti che la ...continua

    Mi è piaciuto, l'ho trovato per caso in biblioteca, l'ho preso perché ricordavo il film. Il libro è, come quasi sempre, superiore. C'è tutta l'atmosfera della vita zingara e dei condizionamenti che la protagonista ha ricevuto dalla " madre" nel bene e nel male, della religione vissuta come giudizio senza appello da parte di un Dio insensibile (o perlomeno così lo intendono alcuni suoi servi descritti come troppo zelanti), la discordia domestica, la diffidenza e la violenza contro il diverso. Un quadro di personaggi che, travolti dalla libertà senza gabbie mentali più che dalla cioccolata, che è solo un mezzo per mettere in contatto i mondi e che per questo sembra avere una valenza magica, si mette alla fine in movimento mentale, aprendosi al cambiamento come catarsi positiva e non come peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    Che bellezza!Un racconto magico,come sospeso nel tempo. Se proprio devo trovare una pecca è che non è scorrevolissimo ma la trama e la descrizione dei luoghi incantano e i personaggi sono pieni di un ...continua

    Che bellezza!Un racconto magico,come sospeso nel tempo. Se proprio devo trovare una pecca è che non è scorrevolissimo ma la trama e la descrizione dei luoghi incantano e i personaggi sono pieni di un fascino quasi surreale.
    Prima o poi leggerò il seguito perché Vianne è un personaggio che non scordi facilmente.
    Un libro meraviglioso!

    ha scritto il 

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