Chourmo

Il cuore di Marsiglia

Di

Editore: E/O (Tascabili, 124)

4.2
(2207)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Greco , Polacco

Isbn-10: 8876414193 | Isbn-13: 9788876414190 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Barbara Ferri

Disponibile anche come: Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il commissario Fabio Montale ha lasciato la polizia, di cui non ha mai condiviso la politica repressiva nei confronti dei giovani immigrati e tantomeno le collusioni di alcuni colleghi con mafiosi e appartenenti al Front National di Le Pen. Quando il figlio sedicenne di una sua cugina viene trovato morto, dopo essere stato cacciato di casa dal patrigno a causa di un flirt con una coetanea araba, Montale deve indagare da solo tra gli interessi malavitosi sul porto di Marsiglia, le violenze razziste del Front National e i gruppi fondamentalisti islamici che fanno proseliti tra i giovani disperati dei casermoni di periferia.
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  • 4

    Questa volta do 4 stelle piene a Fabio Montale.

    Per il suo disincanto.
    (“Oggi non ero più niente. Non credevo ai ladri. Non credevo più alle guardie. Chi rappresentava la legge aveva perso ogni senso ...continua

    Questa volta do 4 stelle piene a Fabio Montale.

    Per il suo disincanto.
    (“Oggi non ero più niente. Non credevo ai ladri. Non credevo più alle guardie. Chi rappresentava la legge aveva perso ogni senso dei valori morali, e i veri ladri non avevano mai rubato per poter mangiare. Certo, i ministri venivano messi in carcere, ma era solo un caso della vita politica. Non si trattava di giustizia. Sarebbero riapparsi prima o poi. La politica si ripulisce nel mondo degli affari. L’esempio più lampante è la mafia.”
    “Non esiste una vera rivoluzione che, per esempio, puoi prendere a modello. […] I più puri finiscono sempre al governo e ci prendono gusto.”)

    Per il suo sguardo sulle donne.
    (“Ma, ancor più della bellezza, era il suo fascino a colpirmi. Lo sentii in tutto il corpo. Come una corrente elettrica. A volte succede, per strada. Si incrocia lo sguardo di una donna e ci si volta con la speranza di incrociarlo di nuovo. Senza neanche chiedersi se quella donna è bella, com’è fatto il suo corpo, quanti anni ha. Solo per quello che passa attraverso lo sguardo, in quell’istante: un sogno, un’attesa, un desiderio. Tutta una vita possibile.”)

    Per il mare dentro.
    (“Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice.”
    “Quando non si ha niente, avere il mare – il Mediterraneo – è molto.”)

    E per quello che gli impedisce di andarsene.
    ("Non è un problema di storia o di tradizioni, di geografia o di radici, di memoria o di credenze. No, è così e basta.
    In fondo, malgrado tutto, noi non siamo così sicuri che altrove non sia peggio.
    'A che pensi?'
    'Che altrove è senz'altro peggio. E non credo che da qualche altra parte il mare sia più bello'. ")

    P.S.: A metà anni Novanta, Jean-Claude Izzo parlava di integrazione e di integralismo in termini che oggi risultano inquietanti per la loro attualità.
    E c’è un’amara ironia in queste due parole – “integralismo” e “integrazione” – che sembrano avere la stessa radice, eppure il primo è un ostacolo alla seconda...

    ha scritto il 

  • 4

    Izzo ha un solo imperdonabile difetto: ambienta le sue storie in posti incantevoli, fatti di odori salmastri, spesso pregni di sudore e piscio, dove tutti gli aromi salgono forte fino alle narici e ci ...continua

    Izzo ha un solo imperdonabile difetto: ambienta le sue storie in posti incantevoli, fatti di odori salmastri, spesso pregni di sudore e piscio, dove tutti gli aromi salgono forte fino alle narici e ci rimangono anche dopo chiuso il libro. In questa maniera il lettore viene travolto da tutti i sapori e da tutti i colori ed è dimentico delle storie e dei suoi personaggi, così che la narrazione ha salti improvvisi dovuti più che altra alla distrazione di chi legge, impegnato a catturare le sensazioni dell'ambiente intorno.
    Chi legge Izzo, in realtà è in perenne movimento: salta da un porto all'altro, fugge attraverso vicoli e anfratti dei quartieri cittadini, naviga a vista in prossimità di nuovi mari e di nuove rotte, per poi ritornare in tondo, dopo lungo circumnavigare, agli stessi moli da cui era partito. In tutto questo il lettore un po' si perde, perde soprattutto il senso della trama (chi ha ammazzato chi, cosa ne è stato dei ragazzi scomparsi ?), ma conquista infiniti orizzonti di soli rossi pronti a scomparire e risorgere di continuo.
    Sembra stonare tutto questo trionfo di effluvi, laddove si racconta di disperati perdenti, uomini e donne in costante e perenne debito con la vita; terroristi, caini e traditori che dovrebbero bruciare tra le righe e nella penna dello scrittore (dopotutto una violenza è una violenza è una violenza), ammorbidiscono i loro profili solo perchè quell'autore si intestardisce e si incaponisce attardandosi ad allungare il suo occhio nei innumerevoli vicoli della città
    Ahi, Izzo, sei troppo innamorato di Marsiglia e del suo mare per potere raccontare seriamente tante storie così violente ...

    ha scritto il 

  • 4

    Marsiglia in noir

    La lettura di questo libro mi ha lasciato senza fiato, ma non per la bravura di Izzo nel tessere una trama, direi, perfetta!ma mi riferisco, bensì, a quello che sarebbe accaduto nel mondo con il fonda ...continua

    La lettura di questo libro mi ha lasciato senza fiato, ma non per la bravura di Izzo nel tessere una trama, direi, perfetta!ma mi riferisco, bensì, a quello che sarebbe accaduto nel mondo con il fondamentalismo islamico...l'autore francese scrisse questo libro nel lontano 1996, le torri gemelle erano ancora saldamente ancorate nella sicurezza che gli Stati Uniti avevano di sè...ma, invece, leggendo attentamente questo romanzo si capisce che la realtà ce l'avevamo sotto gli occhi e forse non l'abbiamo voluta comprendere...il problema dell'immigrazione in Francia e l'integralismo islamico...tutto questo non fa che da sfondo alla storia noir che si racconta, ma come dice un altro maestro del noir mediterraneo Massimo Carlotto: il noir non è nient'altro che una scusa per raccontare la realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    Inferiore a Casino totale ma decisamente più politico, Izzo continua a scrivere da Dio anche se crea una trama con troppi incastri perfetti per risultare credibile. Sicuramente cmq godibile.

    ha scritto il 

  • 4

    il migliore della trilogia: azione, sentimenti contrastanti, riflessioni senza troppe sbavature e una trama più chiara di "casino totale" dove ogni tanto si perdeva il filo. l'ambientazione a marsigli ...continua

    il migliore della trilogia: azione, sentimenti contrastanti, riflessioni senza troppe sbavature e una trama più chiara di "casino totale" dove ogni tanto si perdeva il filo. l'ambientazione a marsiglia rimane protagonista non invadente, il coinvolgimento è in crescendo e si arriva in un attimo all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 5

    "Di fronte al mare la felicità è un'idea semplice."

    Bellissimo, stupendo "Noir" che trasuda rimpianto, dolore e nostalgia e soprattutto tanto amore per una città di mare, di porto e di addii a me (ahimè!!!) sconosciuta. Si, lo so, che questo è il secon ...continua

    Bellissimo, stupendo "Noir" che trasuda rimpianto, dolore e nostalgia e soprattutto tanto amore per una città di mare, di porto e di addii a me (ahimè!!!) sconosciuta. Si, lo so, che questo è il secondo romanzo di una trilogia, e che avrei dovuto prima leggere Casino totale, ma quando ho trovato questo libro tra gli scaffali di un mercatino non lo sapevo...ma non temete, ho rimediato. Ieri sono andato in libreria e ho comprato gli altri due. Fabio Montale: il mio nuovo eroe!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Intermezzo

    Qui c'è Marsiglia in ogni suo respiro di gioia e dolore. E' un'esplosione di colori e odori, di cibi e spezie, di vicoli e quartieri multietnici. Ci sono i diseredati e la gente crudele, c'è la mafia ...continua

    Qui c'è Marsiglia in ogni suo respiro di gioia e dolore. E' un'esplosione di colori e odori, di cibi e spezie, di vicoli e quartieri multietnici. Ci sono i diseredati e la gente crudele, c'è la mafia e la guerra razziale, ci sono i vecchi con la storia impressa nello sguardo e i giovani che vogliono essere una nuova storia, c'è una sensualità palpabile nell'aria e nell'azzurro del mare, c'è la lotta per la sopravvivenza e c'è la speranza per il futuro. Tutta il romanzo è una dedica d'amore, la Marsiglia di Izzo è racchiusa in queste pagine con Fabio Montale a fare da trait d'union tra passato e presente. Personalmente non ho amato l'eccesso di lirismo e malinconia del romanzo anche se è il più riuscito della trilogia, sia per la giusta amalgama di trama e personaggi, sia per l'evidenza storica di una Marsiglia dilaniata dalla lotte di potere mafiose e dall'intolleranza xenofoba.

    ha scritto il 

  • 4

    Il casino continua, totale, anche nel secondo volume, la vita è rabbia, odio, da sputarci sopra con disgusto e stanchezza, e l'unica strategia per affrontarla forse è il Chourmo, la ciurma, la lealtà ...continua

    Il casino continua, totale, anche nel secondo volume, la vita è rabbia, odio, da sputarci sopra con disgusto e stanchezza, e l'unica strategia per affrontarla forse è il Chourmo, la ciurma, la lealtà e la solidarietà degli altri costretti a remare nella tua stessa galera, a faticare per stare a galla e tirare avanti come te.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto ancora di più del precedente.
    Forse dopo averci stordito con il suo casino totale, l'autore ci accompagna in una storia più "ordinata", anche se non priva di sorprese.
    Rimane valido tutt ...continua

    Mi è piaciuto ancora di più del precedente.
    Forse dopo averci stordito con il suo casino totale, l'autore ci accompagna in una storia più "ordinata", anche se non priva di sorprese.
    Rimane valido tutto ciò che ho scritto nel commento al primo libro.
    Se possibile mezza stellina in più.

    ha scritto il 

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