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Chourmo

Il cuore di Marsiglia

Di

Editore: E/O (Tascabili, 124)

4.2
(2152)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Greco , Polacco

Isbn-10: 8876414193 | Isbn-13: 9788876414190 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Barbara Ferri

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il commissario Fabio Montale ha lasciato la polizia, di cui non ha mai condiviso la politica repressiva nei confronti dei giovani immigrati e tantomeno le collusioni di alcuni colleghi con mafiosi e appartenenti al Front National di Le Pen. Quando il figlio sedicenne di una sua cugina viene trovato morto, dopo essere stato cacciato di casa dal patrigno a causa di un flirt con una coetanea araba, Montale deve indagare da solo tra gli interessi malavitosi sul porto di Marsiglia, le violenze razziste del Front National e i gruppi fondamentalisti islamici che fanno proseliti tra i giovani disperati dei casermoni di periferia.
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  • 5

    "Di fronte al mare la felicità è un'idea semplice."

    Bellissimo, stupendo "Noir" che trasuda rimpianto, dolore e nostalgia e soprattutto tanto amore per una città di mare, di porto e di addii a me (ahimè!!!) sconosciuta. Si, lo so, che questo è il secon ...continua

    Bellissimo, stupendo "Noir" che trasuda rimpianto, dolore e nostalgia e soprattutto tanto amore per una città di mare, di porto e di addii a me (ahimè!!!) sconosciuta. Si, lo so, che questo è il secondo romanzo di una trilogia, e che avrei dovuto prima leggere Casino totale, ma quando ho trovato questo libro tra gli scaffali di un mercatino non lo sapevo...ma non temete, ho rimediato. Ieri sono andato in libreria e ho comprato gli altri due. Fabio Montale: il mio nuovo eroe!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Intermezzo

    Qui c'è Marsiglia in ogni suo respiro di gioia e dolore. E' un'esplosione di colori e odori, di cibi e spezie, di vicoli e quartieri multietnici. Ci sono i diseredati e la gente crudele, c'è la mafia ...continua

    Qui c'è Marsiglia in ogni suo respiro di gioia e dolore. E' un'esplosione di colori e odori, di cibi e spezie, di vicoli e quartieri multietnici. Ci sono i diseredati e la gente crudele, c'è la mafia e la guerra razziale, ci sono i vecchi con la storia impressa nello sguardo e i giovani che vogliono essere una nuova storia, c'è una sensualità palpabile nell'aria e nell'azzurro del mare, c'è la lotta per la sopravvivenza e c'è la speranza per il futuro. Tutta il romanzo è una dedica d'amore, la Marsiglia di Izzo è racchiusa in queste pagine con Fabio Montale a fare da trait d'union tra passato e presente. Personalmente non ho amato l'eccesso di lirismo e malinconia del romanzo anche se è il più riuscito della trilogia, sia per la giusta amalgama di trama e personaggi, sia per l'evidenza storica di una Marsiglia dilaniata dalla lotte di potere mafiose e dall'intolleranza xenofoba.

    ha scritto il 

  • 4

    Il casino continua, totale, anche nel secondo volume, la vita è rabbia, odio, da sputarci sopra con disgusto e stanchezza, e l'unica strategia per affrontarla forse è il Chourmo, la ciurma, la lealtà ...continua

    Il casino continua, totale, anche nel secondo volume, la vita è rabbia, odio, da sputarci sopra con disgusto e stanchezza, e l'unica strategia per affrontarla forse è il Chourmo, la ciurma, la lealtà e la solidarietà degli altri costretti a remare nella tua stessa galera, a faticare per stare a galla e tirare avanti come te.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto ancora di più del precedente.
    Forse dopo averci stordito con il suo casino totale, l'autore ci accompagna in una storia più "ordinata", anche se non priva di sorprese.
    Rimane valido tutt ...continua

    Mi è piaciuto ancora di più del precedente.
    Forse dopo averci stordito con il suo casino totale, l'autore ci accompagna in una storia più "ordinata", anche se non priva di sorprese.
    Rimane valido tutto ciò che ho scritto nel commento al primo libro.
    Se possibile mezza stellina in più.

    ha scritto il 

  • 3

    Buona lettura

    Secondo libro della trilogia e come ogni trilogia il primo libro è ottimo, il secondo è buono.. vedremo il terzo....
    Lo scenario e la scrittura sono sempre ben fatti, cupi, "scuri", quasi "pesanti" ma ...continua

    Secondo libro della trilogia e come ogni trilogia il primo libro è ottimo, il secondo è buono.. vedremo il terzo....
    Lo scenario e la scrittura sono sempre ben fatti, cupi, "scuri", quasi "pesanti" ma il libro di per se e' un buon libro.

    ha scritto il 

  • 3

    In una Marsiglia di straziante (un po’ troppo, direi) bellezza, Fabio Montale si gode la vita da ex poliziotto tra uscite in mare, utili più ad allontanare la quotidianità che per pescare, e lunghe so ...continua

    In una Marsiglia di straziante (un po’ troppo, direi) bellezza, Fabio Montale si gode la vita da ex poliziotto tra uscite in mare, utili più ad allontanare la quotidianità che per pescare, e lunghe soste nei bar del porto. Da questo tran-tran fatto fondamentalmente di solitudine - a parte qualche vecchia conoscenza fra le quali una Honorine che è un’Adelina di Montalbano meno acida - lo strappa la cugina che gli chiede di rintracciare il figlio adolescente scomparso dopo una fuga in città (ma il lettore sa già dove è andato a finire). Da qui prende le mosse un’indagine ondivaga che dai dissapori familiari si allarga alle tensioni razziali con gli arabi, alla polizia doppiogiochista e agli intrallazzi mafiosi in materia di cemento per un insieme che sfiora (o appena intreccia) una sordida storia di droga unita a dipendenza fisica e psicologica (per non parlare dell’immancabile femme fatale). Insomma, tantissima carne al fuoco per poco più di duecento pagine ed è così inevitabile che alcuni passaggi siano poco approfonditi, con il risultato che non tutto risulta chiarissimo: caratteristica peraltro condivisa con tantissimi altri romanzi noir nei quali conta di più l’atmosfera rispetto alla precisione della trama. E qui l’atmosfera è impregnata di una profonda malinconia nella quale sta affondato il protagonista, uomo in fondo sconfitto dalla vita che ormai prova piacere solo nelle piccole cose (compreso il mangiare e, soprattutto, il bere in quantità imbarazzanti): anche i suoi scoppi di rabbia hanno durata limitata come se, passato l’attimo di furia, pure la vendetta gli si presentasse come un atto senza senso. Una tale tristezza è causa di soventi accenti lirici, specie quando Montale si lascia andare a riflessioni su se stesso e sulla propria esistenza, tra rimpianti per il passato e dubbi sul futuro, causando un inturgidimento del modo di raccontare che lascia il segno anche perché in contrasto con la temperatura di norma ‘fredda’ del genere, ma al quale lo scrittore fa ricorso qualche volta di troppo: difetto che si affianca all’eccessivo peso dato alla questione franco-algerina che già dominava il precedente ‘Caos totale’ – nella quale riecheggiano le difficoltà di integrazione infantili di Fabio (e di Izzo?) al fianco del padre napoletano – e il cui peso risulta a tratti pretestuoso nell’economia complessiva. Così, pure questo secondo capitolo delle avventure di Montale finisce per restare a metà del guado: è un bel libro che sa appassionare e farsi leggere con avidità per scoprire quel che accadrà, ma gli manca qualcosa (o forse contiene troppo) per poter dispiegare del tutto le sue potenzialità che brillano invece in molti momenti disseminati qua e là, fra i quali merita una menzione speciale tutta l’appassionante sequenza conclusiva che, al termine di un lungo inseguimento in macchina, conduce alla punizione dei cattivi.

    ha scritto il 

  • 0

    (a)izzo supera il romanzo noir che diventa uno strumento per rendere nobile il degrado con tocchi di sano anarchismo come ricordano gli eroi poetici che cita per colorare il suo descrivere. usa il sap ...continua

    (a)izzo supera il romanzo noir che diventa uno strumento per rendere nobile il degrado con tocchi di sano anarchismo come ricordano gli eroi poetici che cita per colorare il suo descrivere. usa il sapone di marsiglia per parlare d'altro… la denigra per riscattarla nella scusa delle sue illusioni. fabio montale rende i vari montalbano e carvalho delle brutte copie, perché non forza mai il personaggio, lo rende molto più umano nel sentire l'eroe epidermico, pescatore e ubriaco di telline. c'è una storia da seguire che non avvince, ma continua a piacere, sempre di più, in un crescendo. aizza ad abbandonarla per seguire l'epica dei suoi personaggi: c'è spesso una esagerazione emozionale nel ventre di questa città che fa paura di notte e opportunamente deve garantire la protezione che salva chiunque sia uomo o voglia diventarlo. esprime il suo punto di vista sul razzismo e sulle meschinità umane, mai condanna, mai separa il bene dal male seguendo la formula del "tutti figli dello stesso mondo". nel racconto spiega cosa vuol dire "chourmo"... non essere in grado di ripeterlo se non lo siamo: un'ottima risposta per "vivere in contemporanea".
    non si può apprezzarlo in fondo se non si legge il primo passo della trilogia nel "casino totale".

    ha scritto il 

  • 5

    "[..]Sollevò il viso verso di me. Un viso sfatto. Il rimmel era colato. Lunghe tracce blu. Le guance sembravano piene di crepe, come dopo un terremoto. Vidi il suo sguardo ritirarsi dentro di lei. Per ...continua

    "[..]Sollevò il viso verso di me. Un viso sfatto. Il rimmel era colato. Lunghe tracce blu. Le guance sembravano piene di crepe, come dopo un terremoto. Vidi il suo sguardo ritirarsi dentro di lei. Per sempre. Gèlou se ne andava. Altrove. Nel paese delle lacrime.
    Gli occhi e le mani, malgrado tutto, si aggrappavano ancora a me, disperatamente. Per restare al mondo. E mantenersi a tutto ciò che ci univa fin dall'infanzia. Ma non le ero di alcun aiuto. La mia pancia non aveva spinto un bambino verso la luce. Non ero una madre. E neppure un padre. E tutte le parole che potevo dire appartenevano al dizionario della stronzaggine umana. Non c'era niente da dire. Non avevo niente da dire. [...]

    Sapessi dire così io quel niente. Izzo, un niente colmo di tutto.

    ha scritto il 

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