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Chourmo

Il cuore di Marsiglia

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

4.2
(2145)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Greco , Polacco

Isbn-10: 8876417788 | Isbn-13: 9788876417788 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Barbara Ferri

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Montale, il protagonista della trilogia noir di Jean-Claude Izzo, ha lasciato la polizia e cerca di vivere secondo un'antica filosofia del suo paese, seguendo il ritmo lento del mare, andando a pesca, sedendo al bar con gli amici per una partita di belote o una discussione politica, sorseggiando un vino rosato e gustando la cucina provenzale della vecchia Honorine... Perché "di fronte al mare, la felicità è un'idea semplice". Ma Marsiglia, il Mediterraneo, non sono solo i luoghi possibili di un'arte del vivere bene; sono anche focolai di odio e di violenza. E Montale viene risucchiato in un'indagine (non più in divisa) che parte dall'omicidio di un suo cugino adolescente e lo porta dritto dritto negli interessi mafiosi sul porto della città, negli ambienti razzisti del Fronte nazionale, nei traffici d'armi degli integralisti islamici.
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  • 4

    Il casino continua, totale, anche nel secondo volume, la vita è rabbia, odio, da sputarci sopra con disgusto e stanchezza, e l'unica strategia per affrontarla forse è il Chourmo, la ciurma, la lealtà ...continua

    Il casino continua, totale, anche nel secondo volume, la vita è rabbia, odio, da sputarci sopra con disgusto e stanchezza, e l'unica strategia per affrontarla forse è il Chourmo, la ciurma, la lealtà e la solidarietà degli altri costretti a remare nella tua stessa galera, a faticare per stare a galla e tirare avanti come te.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto ancora di più del precedente.
    Forse dopo averci stordito con il suo casino totale, l'autore ci accompagna in una storia più "ordinata", anche se non priva di sorprese.
    Rimane valido tutt ...continua

    Mi è piaciuto ancora di più del precedente.
    Forse dopo averci stordito con il suo casino totale, l'autore ci accompagna in una storia più "ordinata", anche se non priva di sorprese.
    Rimane valido tutto ciò che ho scritto nel commento al primo libro.
    Se possibile mezza stellina in più.

    ha scritto il 

  • 3

    Buona lettura

    Secondo libro della trilogia e come ogni trilogia il primo libro è ottimo, il secondo è buono.. vedremo il terzo....
    Lo scenario e la scrittura sono sempre ben fatti, cupi, "scuri", quasi "pesanti" ma ...continua

    Secondo libro della trilogia e come ogni trilogia il primo libro è ottimo, il secondo è buono.. vedremo il terzo....
    Lo scenario e la scrittura sono sempre ben fatti, cupi, "scuri", quasi "pesanti" ma il libro di per se e' un buon libro.

    ha scritto il 

  • 3

    In una Marsiglia di straziante (un po’ troppo, direi) bellezza, Fabio Montale si gode la vita da ex poliziotto tra uscite in mare, utili più ad allontanare la quotidianità che per pescare, e lunghe so ...continua

    In una Marsiglia di straziante (un po’ troppo, direi) bellezza, Fabio Montale si gode la vita da ex poliziotto tra uscite in mare, utili più ad allontanare la quotidianità che per pescare, e lunghe soste nei bar del porto. Da questo tran-tran fatto fondamentalmente di solitudine - a parte qualche vecchia conoscenza fra le quali una Honorine che è un’Adelina di Montalbano meno acida - lo strappa la cugina che gli chiede di rintracciare il figlio adolescente scomparso dopo una fuga in città (ma il lettore sa già dove è andato a finire). Da qui prende le mosse un’indagine ondivaga che dai dissapori familiari si allarga alle tensioni razziali con gli arabi, alla polizia doppiogiochista e agli intrallazzi mafiosi in materia di cemento per un insieme che sfiora (o appena intreccia) una sordida storia di droga unita a dipendenza fisica e psicologica (per non parlare dell’immancabile femme fatale). Insomma, tantissima carne al fuoco per poco più di duecento pagine ed è così inevitabile che alcuni passaggi siano poco approfonditi, con il risultato che non tutto risulta chiarissimo: caratteristica peraltro condivisa con tantissimi altri romanzi noir nei quali conta di più l’atmosfera rispetto alla precisione della trama. E qui l’atmosfera è impregnata di una profonda malinconia nella quale sta affondato il protagonista, uomo in fondo sconfitto dalla vita che ormai prova piacere solo nelle piccole cose (compreso il mangiare e, soprattutto, il bere in quantità imbarazzanti): anche i suoi scoppi di rabbia hanno durata limitata come se, passato l’attimo di furia, pure la vendetta gli si presentasse come un atto senza senso. Una tale tristezza è causa di soventi accenti lirici, specie quando Montale si lascia andare a riflessioni su se stesso e sulla propria esistenza, tra rimpianti per il passato e dubbi sul futuro, causando un inturgidimento del modo di raccontare che lascia il segno anche perché in contrasto con la temperatura di norma ‘fredda’ del genere, ma al quale lo scrittore fa ricorso qualche volta di troppo: difetto che si affianca all’eccessivo peso dato alla questione franco-algerina che già dominava il precedente ‘Caos totale’ – nella quale riecheggiano le difficoltà di integrazione infantili di Fabio (e di Izzo?) al fianco del padre napoletano – e il cui peso risulta a tratti pretestuoso nell’economia complessiva. Così, pure questo secondo capitolo delle avventure di Montale finisce per restare a metà del guado: è un bel libro che sa appassionare e farsi leggere con avidità per scoprire quel che accadrà, ma gli manca qualcosa (o forse contiene troppo) per poter dispiegare del tutto le sue potenzialità che brillano invece in molti momenti disseminati qua e là, fra i quali merita una menzione speciale tutta l’appassionante sequenza conclusiva che, al termine di un lungo inseguimento in macchina, conduce alla punizione dei cattivi.

    ha scritto il 

  • 0

    (a)izzo supera il romanzo noir che diventa uno strumento per rendere nobile il degrado con tocchi di sano anarchismo come ricordano gli eroi poetici che cita per colorare il suo descrivere. usa il sap ...continua

    (a)izzo supera il romanzo noir che diventa uno strumento per rendere nobile il degrado con tocchi di sano anarchismo come ricordano gli eroi poetici che cita per colorare il suo descrivere. usa il sapone di marsiglia per parlare d'altro… la denigra per riscattarla nella scusa delle sue illusioni. fabio montale rende i vari montalbano e carvalho delle brutte copie, perché non forza mai il personaggio, lo rende molto più umano nel sentire l'eroe epidermico, pescatore e ubriaco di telline. c'è una storia da seguire che non avvince, ma continua a piacere, sempre di più, in un crescendo. aizza ad abbandonarla per seguire l'epica dei suoi personaggi: c'è spesso una esagerazione emozionale nel ventre di questa città che fa paura di notte e opportunamente deve garantire la protezione che salva chiunque sia uomo o voglia diventarlo. esprime il suo punto di vista sul razzismo e sulle meschinità umane, mai condanna, mai separa il bene dal male seguendo la formula del "tutti figli dello stesso mondo". nel racconto spiega cosa vuol dire "chourmo"... non essere in grado di ripeterlo se non lo siamo: un'ottima risposta per "vivere in contemporanea".
    non si può apprezzarlo in fondo se non si legge il primo passo della trilogia nel "casino totale".

    ha scritto il 

  • 5

    "[..]Sollevò il viso verso di me. Un viso sfatto. Il rimmel era colato. Lunghe tracce blu. Le guance sembravano piene di crepe, come dopo un terremoto. Vidi il suo sguardo ritirarsi dentro di lei. Per ...continua

    "[..]Sollevò il viso verso di me. Un viso sfatto. Il rimmel era colato. Lunghe tracce blu. Le guance sembravano piene di crepe, come dopo un terremoto. Vidi il suo sguardo ritirarsi dentro di lei. Per sempre. Gèlou se ne andava. Altrove. Nel paese delle lacrime.
    Gli occhi e le mani, malgrado tutto, si aggrappavano ancora a me, disperatamente. Per restare al mondo. E mantenersi a tutto ciò che ci univa fin dall'infanzia. Ma non le ero di alcun aiuto. La mia pancia non aveva spinto un bambino verso la luce. Non ero una madre. E neppure un padre. E tutte le parole che potevo dire appartenevano al dizionario della stronzaggine umana. Non c'era niente da dire. Non avevo niente da dire. [...]

    Sapessi dire così io quel niente. Izzo, un niente colmo di tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il secondo libro con Fabio Montale. Migliore del primo.

    Lo stile letterario è maturo: un perfetto linguaggio da duri: secco ed incisivo. L'intreccio è pur sempre complicatissimo, ma meno di quello di "Casino totale". Consiglio comunque ai nuovi lettori di ...continua

    Lo stile letterario è maturo: un perfetto linguaggio da duri: secco ed incisivo. L'intreccio è pur sempre complicatissimo, ma meno di quello di "Casino totale". Consiglio comunque ai nuovi lettori di prendere appunti sui frequenti cadaveri.

    ha scritto il 

  • 4

    Siamo al secondo volume della trilogia che sto leggendo alla rovescia. Chourmo, un'espressione che evoca complicità e collaborazione, solidarietà insomma, nel bene come nel male. Un noir naturalmente, ...continua

    Siamo al secondo volume della trilogia che sto leggendo alla rovescia. Chourmo, un'espressione che evoca complicità e collaborazione, solidarietà insomma, nel bene come nel male. Un noir naturalmente, con molto cibo, molta cucina, molto Lagavulin, un po' di sesso, ma molto erotismo: nei profumi, nelle situazioni, nell'aria salmastra. Come sempre. Tutto nasce dal misterioso omicidio del figlio di una cugina e si impasta con affari di mafia, con una società multietnica poco omogenea e che si tollera, ma non si ama, e con le spinte del Front Nationale verso il bisogno di un repulisti, fare ordine, restituire Marsiglia ai marsigliesi, liberarla da quegli arabi, quegli ebrei, quegli italiani. Come se i marsigliesi non fossero appunto arabi, ebrei, italiani. Interessante il legame che Izzo - sempre molto documentato - pone tra il successo di Le Pen (padre) e la criminalità dei quartieri arabi. Sono gli attivisti del FN che fomentano e manipolano gli arabi proprio per poi fare campagne di pulizia etnica e "Loi et Ordre". O meglio "Ordre sans Loi". Quindi il FN invischiato con il riciclaggio, la corruzione, lo spaccio e la microcriminalità per poi avere il pretesto di ergersi a baluardo contro queste derive.
    Mi affascina sempre molto la capacità di Izzo di mettere sulla pagina bicchieri di Bandol, piatti di rascasse o loup de mer, bronzei turgori femminili, cronaca documentata, musica e gustosa e tesa narrazione.
    Da leggere prima di scappare a Marsiglia con una creola dalla bruna aureola.

    ha scritto il 

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