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Christ Stopped at Eboli

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(4020)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish

Isbn-10: 0140183116 | Isbn-13: 9780140183115 | Publish date:  | Edition New Ed

Translator: F. Frenaye

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    Bellissimo

    Quando ho finito questo libro mi sono detta: " e adesso?". Forse se non avessi visitato Matera, non sarei stata in grado di cogliere questo libro a pieno, invece sono riuscita ad immedesimarmi complet ...continue

    Quando ho finito questo libro mi sono detta: " e adesso?". Forse se non avessi visitato Matera, non sarei stata in grado di cogliere questo libro a pieno, invece sono riuscita ad immedesimarmi completamente nei luoghi, nei paesaggi e nei personaggi! Mi è piaciuto moltissimo, uno dei più bei libri che abbia letto.

    said on 

  • 5

    A parte due-tre punti in cui mi sono annoiata (descrizioni molto dettagliate di eventi storici, e una parte naturalistica) per il resto questo libro mi è piaciuto davvero tanto.
    Avevo un po’ timore ch ...continue

    A parte due-tre punti in cui mi sono annoiata (descrizioni molto dettagliate di eventi storici, e una parte naturalistica) per il resto questo libro mi è piaciuto davvero tanto.
    Avevo un po’ timore che fosse impegnativo e che non riuscissi ad appassionarmi, ma poi mi sono ritrovata a figurarmi in modo così vivido i luoghi, l’atmosfera, le vite dei contadini e dei signori incontrati da Levi in questo soggiorno forzato a Gagliano, negli anni ’30. Proprio le parti più “paesane”, le descrizioni di persone, usanze, luoghi...sono quelle che ho preferito. Non mancano le interessanti riflessioni di Levi sul Meridione e sullo Stato (e il suo mal-funzionamento) e la posizione dei contadini nei confronti delle istituzioni.

    said on 

  • 4

    La tristezza lucana ben raccontata

    Teoricamente un libro del genere potrebbe essere per tanti aspetti confrontato con Furore di Steinbeck, proprio per il peso specifico che assume dal punto di vista storico il romanzo di Levi. La vita ...continue

    Teoricamente un libro del genere potrebbe essere per tanti aspetti confrontato con Furore di Steinbeck, proprio per il peso specifico che assume dal punto di vista storico il romanzo di Levi. La vita del popolo lucano degli anni '30 lontana anni luce dal mondo cittadino ed in particolare l'epopea statica (e non dinamica come per Furore) descritta nei dettagli più umani, coloriti, vissuti. La storia di un uomo che impara a conoscere i valori di gente remota, ignorante, abbandonata da Dio e dagli uomini e impara ad amarli. Certo, non cederà alle finali lusinghe del posto, rinunciando ad una scelta di vita radicale (come biasimarlo), pertanto alla fine i lucani ed in generale i meriodionali "passano per simpaticissimi, fantastici, caldi, veri, ecc... ma col cacchio che ci vivrei in un posto del genere".
    Ecco, il succo è questo. Il sud nella storia è sempre un luogo oscuro e preoccupante, passano i decenni ma i concetti poco cambiano.
    Straordinaria la descrizione della città di Matera, una sorta di meraviglioso girone infernale dantesco, con più in generale la lucania, odierna Basilicata, che conferma la sua infinita tristezza e la sua mancanza di qualità, terra di mezzo tra regioni più fortunate, oscillante tra freddo montano e calura meridionale. Un paradiso a metà, quindi per diritto un inferno.
    Lo stile dell'opera tuttavia non appare così caratterizzante come il romanzo di Steinbeck, la rilevanza storica surclassa quella narrativa non rendendo epico un testo dal notevole potenziale evocativo. Un libro importante per chi ha voglia di capire l'upgrade sociologico che il nostro disintegrato paese avrebbe raggiunto negli ultimi 50 anni.

    said on 

  • 5

    Capolavoro

    Un capolavoro, sotto tutti gli aspetti. Dal punto di vista della analisi sia sociale che politica inquadra alla perfezione la "questione meridionale" di allora ed esprime inoltre dei concetti che sott ...continue

    Un capolavoro, sotto tutti gli aspetti. Dal punto di vista della analisi sia sociale che politica inquadra alla perfezione la "questione meridionale" di allora ed esprime inoltre dei concetti che sotto molti aspetti sono validi ancora oggi a settant'anni di distanza.

    said on 

  • 5

    Si tratta di un libro preso con il sentimento del "si vedrà". Reduce da un esame di letteratura del Novecento e pervasa dallo spirito del "devo rimettermi in pari leggendo i capolavori che mi mancano ...continue

    Si tratta di un libro preso con il sentimento del "si vedrà". Reduce da un esame di letteratura del Novecento e pervasa dallo spirito del "devo rimettermi in pari leggendo i capolavori che mi mancano", sono rimasta affascinata dagli accurati resoconti di Levi. Inutile dire che pochi giorni dopo averlo terminato sono corsadicorsa a vedermi il film con Volonté per la regia di Francesco Rosi. (E inutile parlare della conseguente delusione per la mancanza di particolari a me cari presenti nel libro: non ci posso far nulla, è il dramma da confronto). Cinque stelle, sì, perché alla cura del contenuto si aggiunge una prodigiosa rifinitura del lessico (sarà la mentalità scientifica del nostro Levi?). E non è poco.

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  • 5

    Per i contadini, lo Stato è più lontano del cielo, e più maligno, perché sta sempre dall'altra parte.

    Levi scrisse questo libro nel giro di pochi mesi, dal Natale del '43 all'inizio dell'estate dell'anno successivo. Si tratta di un'autobiografia (seppur non nei minimi dettagli) dei suoi due anni al co ...continue

    Levi scrisse questo libro nel giro di pochi mesi, dal Natale del '43 all'inizio dell'estate dell'anno successivo. Si tratta di un'autobiografia (seppur non nei minimi dettagli) dei suoi due anni al confino, in Lucania, al quale venne condannato per la sua attività antifascista.
    Le pagine di questa sorta di diario scorrono pervase da paesaggi, colori e suoni propri di una terra, la Basilicata, e più in particolare di uno dei suoi piccoli paeselli fatti di casette a strapiombo sulla roccia arsa, Gagliano (è un nome adattato per assonanza). Questo piccolo borgo è il punto focale da cui si irradiano storie, resoconti, pensieri, riflessioni. L'affresco delle esistenze di quegli uomini e quelle donne, miseri, incolti, malati, delle loro mancanze, speranze, illusioni, il fascino delle antiche credenze e superstizioni, sempre vive seppur in contrasto con la modernità. Inevitabile calarsi nella vita del paese, farsi amici i poveri soprattutto, i bisognosi, i bambini e le donne, vittime di se stesse e delle loro sfortune ma comunque sempre tanto forti da scacciare dietro l'uscio l'ombra del demonio.
    Terre talmente lontane, non solo dalla modernità, ma da qualsiasi minima forma di cultura e progresso da far pensare, appunto, che quel Dio sempre prodigo non le abbia mai raggiunte.
    Isolate e lasciate a se stesse, vicine a Roma solo per interesse ma tanto lontane, abbandonate a quel destino che forse, solo la forza della loro gente potrà, col tempo e dolorosa pazienza, scacciare...

    Ci sono libri ben scritti e libri interessanti che riescono a darti e lasciarti molto. Quando questi elementi coesistono, per me, esiste inevitabilmente il capolavoro.

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  • 5

    Una finestra su una realtà dimenticata

    Levi racconta in prima persona cos'è stato passare da una società semi civilizzata ad una terra dimenticata da Dio, il tempo si è fermato e i riti magici sopperiscono alla mancanza della scienza medic ...continue

    Levi racconta in prima persona cos'è stato passare da una società semi civilizzata ad una terra dimenticata da Dio, il tempo si è fermato e i riti magici sopperiscono alla mancanza della scienza medica.
    Obbligato al confino per un anno in uno sputo malarico in cima ad un roccione della Lucania, dove il paese non è altro che una strada di case che termina con una frana, Levi si rende subito conto dell'odio recondito che ogni paesano incuba verso l'altro e ce lo racconta in modo da farcelo comprendere, non ci serve la verità sul piatto.
    I ragionamenti dello scrittore, pittore e medico occasionale, si srotolano pagina per pagina, accompagnandoci nella lettura antropologica di una realtà che vive all'interno dello Stato nonostante esso si sia dimenticato completamente di lei.
    Un paese che ha come santi protettori la Madonna Nera di Viaggiano e il presidente americano Roosevelt, dio pagano di un eden irraggiungibile.
    Ho apprezzato tantissimo questo libro, una finestra aperta su un pezzo di realtà dimenticata e su un territorio di cui mi chiedo tutt'ora cosa ne sia stato in questi ultimi ottanta anni, oltre alla scoperta del petrolio.
    Lo stile narrativo e descritto di Levi non è mai pesante e affascina per la sua accuratezza e ricchezza morfologica.

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  • 4

    Cristo si è fermato a Eboli

    A contatto con l'arretratezza eterna della Lucania, il medico e pittore Levi, per quanto confinato, si presta ad aiutare i contadini rassegnati a piegare la testa, tra soprusi, autorità oppressive, ma ...continue

    A contatto con l'arretratezza eterna della Lucania, il medico e pittore Levi, per quanto confinato, si presta ad aiutare i contadini rassegnati a piegare la testa, tra soprusi, autorità oppressive, malaria, senso di ingiustizia che viene dalle azioni dello Stato e contro il quale per la gente del posto non ha senso opporsi, così come non ci si può opporre alla grandine o al destino. Libro attuale.

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  • 5

    Un libro eccezionale

    Evidentemente c'è qualcosa di straordinario nei Levi di Torino. Basti pensare a Primo o a Natalia e naturalmente a Carlo. Mi sono innamorato di questo libro, prima come audiolibro, poi sono passato al ...continue

    Evidentemente c'è qualcosa di straordinario nei Levi di Torino. Basti pensare a Primo o a Natalia e naturalmente a Carlo. Mi sono innamorato di questo libro, prima come audiolibro, poi sono passato alla versione cartacea e fra poco mi vedrò pure il film con Gian Maria Volontè. Lo consiglio a tutti.

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