Christ Stopped at Eboli

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(4337)

Language: English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Spanish , Catalan , Dutch

Isbn-10: 0140183116 | Isbn-13: 9780140183115 | Publish date:  | Edition New Ed

Translator: F. Frenaye

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    "è un libro che devi leggere perché è molto bello anche se un poco triste. spero che ti piaccia e con ciò ti auguro buon anno, maria pia". questa la dedica sul libro; l'anno era quello dei miei 18 ann ...continue

    "è un libro che devi leggere perché è molto bello anche se un poco triste. spero che ti piaccia e con ciò ti auguro buon anno, maria pia". questa la dedica sul libro; l'anno era quello dei miei 18 anni, maria pia era un'amica di mia nonna, ferocemente ironica e disincantata come solo i romani autentici sanno esserlo. passava da casa nostra tutti i giorni (abitava al piano di sopra) e ci faceva morire dal ridere coi racconti sulle corna che il marito le metteva e che lei portava con grande stile e disinvoltura. quanto al libro in sé, sprigiona talmente tante forze telluriche e ctonie che per me è impossibile resistergli.

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  • 4

    Cristo si è fermato a Eboli, prima d'essere il trattato antropologico e sociologico cui lo riducono le letture più volgari, è il resoconto d'un'esperienza mistica, d'un crescente distacco dalle cose t ...continue

    Cristo si è fermato a Eboli, prima d'essere il trattato antropologico e sociologico cui lo riducono le letture più volgari, è il resoconto d'un'esperienza mistica, d'un crescente distacco dalle cose terrene e dall'io reso possibile dalla caduta in un luogo desertico e senza tempo, abitato da fantasmi più che da uomini.

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  • 4

    Se fosse solo il resoconto di un anno di confino questo libro avrebbe perso presto la sua fama. Invece è un canto d'amore. Un canto, perchè Levi scrive con una lingua poetica, affascinante e affascina ...continue

    Se fosse solo il resoconto di un anno di confino questo libro avrebbe perso presto la sua fama. Invece è un canto d'amore. Un canto, perchè Levi scrive con una lingua poetica, affascinante e affascinata, sonora. D'amore, perchè Levi si innamora della realtà che incontra. Non la studia, non la analizza, non la mette sotto il bisturi. Un amore difficile, perchè la realtà contadina della Basilicata di quegli anni è ostica, spigolosa. Ma Levi non recede. Da manuale il modo in cui interiorizza il magico - mai criticato ma sempre descritto come dato di fatto. Ciò che è reale per tutti gli abitanti di un luogo, d'altra parte, è reale per definizione e Levi, che non vuol restare congelato nel ruolo di osservatore semplicemente accetta il ruolo della magia.
    E' un libro ferocemente antifascista, pur senza quasi mai nominare il fascismo. E' il regime a incolparsi da solo, visto che su queste montagne la sua retorica cade nuda e resta solo l'eterna sopraffazione dei potenti sugli umili, giustificata da belle parole non tanto diverse da quelle che l'hanno preceduta.
    Un atto d'accusa, anche, sommesso ma deciso. Per tutti quelli per cui "la questione meridionale" era uno slogan da urlare dai pulpiti. A nessuno di loro gli abitanti di Gagliano avranno mai chiesto di restare, tornare.

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  • 2

    Purtroppo non sono riuscita a farmi coinvolgere da questo libro, scritto magistralmente tratta di temi che non mi sono entrati nel cuore, quindi per me la lettura è stata un pò pesante. Le descrizioni ...continue

    Purtroppo non sono riuscita a farmi coinvolgere da questo libro, scritto magistralmente tratta di temi che non mi sono entrati nel cuore, quindi per me la lettura è stata un pò pesante. Le descrizioni sono state comunque magnifiche.

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  • 5

    Un potente e magnifico resoconto di una terra abitata da ruoli e figure statiche più che da uomini, dove la cultura, lo Stato, e nemmeno la religione (quella cristiana ma anche quella greca e romana) ...continue

    Un potente e magnifico resoconto di una terra abitata da ruoli e figure statiche più che da uomini, dove la cultura, lo Stato, e nemmeno la religione (quella cristiana ma anche quella greca e romana) sembrano averla toccata. Tutto è immutabile da secoli, il tempo è fermo e la vita è abnegazione e miseria, senza futuro, in un eterno e plumbeo presente. Uno spaccato efficace della Lucania all'epoca fascista - ma ferma a quasi un millennio prima - laddove i ritmi di vita e le relazioni tra gli uomini marciano al ritmo di una musica sotterranea e sconosciuta. Un romanzo strepitoso oltreché un perfetto saggio di antropologia sociale.

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  • 5

    L'intellettuale Levi confinato perché antifascista

    L'intellettuale torinese Carlo Levi, convinto antifascista, viene messo al confino in Lucania. Siamo nel 1935. Qui, nel paese di Aliano, scoprirà l'umanità contadina del mezzogiorno, vivrà con una pop ...continue

    L'intellettuale torinese Carlo Levi, convinto antifascista, viene messo al confino in Lucania. Siamo nel 1935. Qui, nel paese di Aliano, scoprirà l'umanità contadina del mezzogiorno, vivrà con una popolazione da sempre vissuta ai margini della storia, dimenticata e rimasta sepolta per millenni sotto il peso dell'ingiustizia sociale e dell'indifferenza politica.
    "- Noi non siamo cristiani, - essi dicono, - Cristo si è fermato a Eboli - . Cristiano vuol dire, nel loro linguaggio, uomo... [...] Noi non siamo cristiani, non siamo uomini, non siamo considerati come uomini, ma bestie, bestie da soma..."
    Questo libro racconta, come in un viaggio al principio del tempo, la scoperta di una diversa civiltà. E' quella dei contadini del Mezzogiorno: fuori della Storia e della Ragione progressiva, antichissima sapienza e paziente dolore. Vi si esprime una visione complessa, nella quale gli infiniti punti di vista sono legati assieme, riuniti nel consenso delle cose. Il lettore può trovarvi insieme una ragione di poesia, un modo di linguaggio, uno specchio dell'anima, e la chiave di problemi storici, economici, politici e sociali altrimenti incomprensibili. Un libro che tocca il cuore, che ci fa comprendere la reale percezione delle cose, dei rapporti umani, dello scorrere del tempo.
    Capolavoro di umanità. Ecco come definirei in poche parole questa straordinaria opera autobiografica di Carlo Levi. Nel 1935 Levi, medico, pittore e intellettuale, viene mandato al confino in Lucania, prima a Grassano, poi a Gagliano. Vi rimarrà per circa un anno. Il libro, pubblicato nel 1945, è il poetico resoconto di questo periodo della sua vita e rappresenta una delle più importanti e coinvolgenti testimonianze sulle condizioni del Meridione nella prima metà del Novecento. Levi narra i suoi casi e l'incontro con questa "gente mite, rassegnata e passiva, impenetrabile alle ragioni della politica e alle teorie dei partiti", usando la prima persona. Lo fa col distacco scientifico di un competente etnologo che ci descriva in maniera esauriente gli usi e costumi di una popolazione ignota e le necessarie partecipazione e simpatia emotive del narratore e dell'uomo di cultura. La fanno da padrone miseria, arretratezza, diffidenza verso lo straniero, solitudine. Gagliano, Grassano, la Lucania appare agli occhi dei lettori come una terra dimenticata, remota, sconosciuta. Cristo si è fermato a Eboli ebbe subito un grande successo conseguendo fama in tutto il mondo. Nel 1979 Francesco Rosi diresse l’omonimo film interpretato da Gian Maria Volontè, Irene Papas, Alan Cuny, Lea Massari e Paolo Bonacelli. La terra lucana di confine e l’antica civiltà contadina fu affidata alla fotografia del Premio Oscar Pasqualino De Santis. Secondo le sue ultime volontà Carlo Levi riposa nel cimitero di Aliano, lo stesso nel quale durante il periodo del confino si vedeva dipingere in compagnia del cavalletto e dei colori. “Sono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare la Storia. Spinto qua e là alla ventura, non ho potuto finora mantenere la promessa fatta, lasciandoli, ai miei contadini, tornare fra loro, e non so davvero se e quando potrò mai mantenerla”.

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  • 5

    Romanzo, spaccato storico della Lucania magica anni '30, documento antropologico. Levi è il padre nobile di tanta letteratura d'impegno civile alla quale appartengono anche: i libri di Ermanno Rea, Af ...continue

    Romanzo, spaccato storico della Lucania magica anni '30, documento antropologico. Levi è il padre nobile di tanta letteratura d'impegno civile alla quale appartengono anche: i libri di Ermanno Rea, Africo di Corrado Stajano e Gomorra di Saviano. Con un personaggio di donna ferina, la santarcangiolese, che non si dimentica.

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  • 5

    Un libro da cui ho imparato molto

    Questa estate ho fatto un viaggio e partendo dalla Puglia ho attraversato la Lucania fino ad arrivare ad Eboli, e così mi è venuto in mente questo libro. L'ho comprato ed è stato un meraviglioso viagg ...continue

    Questa estate ho fatto un viaggio e partendo dalla Puglia ho attraversato la Lucania fino ad arrivare ad Eboli, e così mi è venuto in mente questo libro. L'ho comprato ed è stato un meraviglioso viaggio nel tempo in una terra dimenticata ma ricchissima di particolari e di personaggi suggestivi. La scrittura di Carlo Levi è piacevolissima, coinvolgente. Riesce a farti sentire gli odori, a farti vedere i colori, alle volte a farti sentire caldo o freddo. Un libro da cui ho imparato molto. Meraviglioso. Per colpa sua ora dovrò organizzare un viaggio in Lucania :-)

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