Christine

La macchina infernale

Di

Editore: Mondadori

3.8
(2496)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 634 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Tedesco , Chi tradizionale , Svedese , Olandese , Sloveno , Portoghese , Ungherese , Ceco

Isbn-10: 8804307455 | Isbn-13: 9788804307457 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Misteriose e inspiegabili morti sconvolgono la vita di una tranquilla cittadina americana.
E intanto Christine, una Plymouth del 1958, sembra manifestare un'assurda, terrificante vita propria...
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  • 3

    Christine è un classico esempio del King più prolisso e sproloquiante. Una storia semplice e lineare con un sentore da b-movie che in poche pagine avrebbe fatto centro, viene rimpinzata dallo zione di ...continua

    Christine è un classico esempio del King più prolisso e sproloquiante. Una storia semplice e lineare con un sentore da b-movie che in poche pagine avrebbe fatto centro, viene rimpinzata dallo zione di pagine e pagine ridondanti. Non che sia un brutto libro, c'è la solita attitudine clamorosa per le psicologie dei personaggi, e Christine è forse uno dei migliori villain usciti da un libro di King, però il troppo storpia.

    ha scritto il 

  • 4

    Riletto dopo vent'anni esatti, ci ho ritrovato esattamente quello che mi era piaciuto o non piaciuto da ragazzina.
    La storia continua a sembrarmi un collage di due mezze idee buone che insieme non ne ...continua

    Riletto dopo vent'anni esatti, ci ho ritrovato esattamente quello che mi era piaciuto o non piaciuto da ragazzina.
    La storia continua a sembrarmi un collage di due mezze idee buone che insieme non ne fanno una ottima, o in alternativa un'ottima idea raccontata maldestramente.
    Ma l'amicizia tra Arnie e Dennis continua a sembrarmi uno dei rapporti tra esseri umani più vividi mai scritti da King, battuto forse solo da quello di It. Ogni volta che Dennis sente la sua mancanza io piango, che abbia quindici anni o trentacinque.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei (numerosi) capolavori del Re. Compaiono in "Christine" tutti i temi cari all'autore: il male come metafora dei mali dell'uomo, l'orrore come una rappresentazione del sociale, in questo caso de ...continua

    Uno dei (numerosi) capolavori del Re. Compaiono in "Christine" tutti i temi cari all'autore: il male come metafora dei mali dell'uomo, l'orrore come una rappresentazione del sociale, in questo caso della società americana degli anni 70-80, l'amore che in King lascia sempre un retrogusto amaro. Il soggetto in Christine è dato dai valori e dagli idoli della gioventù: la ragazza, l'automobile, lo sport, l'indipendenza, i progetti per il futuro. La metamorfosi del protagonista, da giovane timido e perbene a "posseduto" è degna del miglior Ovidio. Da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Otra de las mejores novelas de este autor. A pesar de la inverosimilitud de la historia te atrapa y te hace sentir miedo. Nada que ver con Buick 8, un auténtico desastre, bajo mi punto de vista. ...continua

    Otra de las mejores novelas de este autor. A pesar de la inverosimilitud de la historia te atrapa y te hace sentir miedo. Nada que ver con Buick 8, un auténtico desastre, bajo mi punto de vista.

    ha scritto il 

  • 5

    Christine (1983)

    Uno dei grandi classici kinghiani. Ho sempre avuto un debole per questo romanzo, tanto da preferirlo a altri classiconi come Shining o Le notti di Salem. King gioca con il clichè del rapporto amoroso ...continua

    Uno dei grandi classici kinghiani. Ho sempre avuto un debole per questo romanzo, tanto da preferirlo a altri classiconi come Shining o Le notti di Salem. King gioca con il clichè del rapporto amoroso del maschio con la sua automobile e con il fatto che l'automobile rappresentava a quei tempi l'opportunità di consumare le prime esperienze sessuali. Christine è una storia di possessione, non solo amorosa. Contribuiscono sicuramente all'incantesimo che esercita su di me questo romanzo l'ambientazione studentesca (adoro il genere slasher di ambientazione collegiale, da Halloween a Scream), come King ha saputo ricreare quei fine anni '70, ai quali si sovrappone quel diabolico 1958, l'uso mai più così strutturale della musica e la narrazione in prima persona. Lessi Christine per la prima volta da adolescente, il che aiutava l'identificazione. Ho riletto il romanzo qualche anno fa e mi è piaciuto anche di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto in due settimane

    Una storia che conferma la regola secondo cui la trasposizione cinematografica non potrà mai rendere come il romanzo. Un attore in carne e ossa non potrà mai farvi capire in che stato d’animo si trovi ...continua

    Una storia che conferma la regola secondo cui la trasposizione cinematografica non potrà mai rendere come il romanzo. Un attore in carne e ossa non potrà mai farvi capire in che stato d’animo si trovi mentre sta girando la sua scena, a meno che le sue movenze non siano accompagnate da un narratore, a volte accade ma non certo per tutta la durata della pellicola. Ho comprato il libro per vedere quanto minime fossero le differenze fra questi due mondi e invece ho scoperto un abisso. Stephen King si dilunga anche fin troppo nel raccontare non solo le vite dei protagonisti, ma anche quelle dei personaggi di contorno come Will Darnell o il detective Junkins e via dicendo. Nel romanzo Christine non è soltanto “una macchina uscita da una misteriosa catena di montaggio” che se ne va in giro ad uccidere “i merdosi” che si erano messi contro di lei e Arnie Cunningam, è una vettura di cui il suo precedente proprietario si serve per continuare a far dilagare il suo stupido odio meschino verso il prossimo assorbendo l’energia vitale e l’innocenza ingenua di Arnie (il nuovo proprietario) in una specie di esorcista versione stradale se vogliamo, dove Le Bay (il precedente proprietario) riesce ad incarnarsi sia nel corpo del giovane che nella Playmouth Fury. Il tutto condito con una storia nei meandri delle sfumature adolescenziali dei ragazzi che rincorrono le pagine di questo libro che di fatto costituiscono uno spaccato di vita famigliare degli anni settanta. Lo consiglio a chi ne vuol sapere di più circa il mistero che ha, di fatto, avvolto la vettura rossa e bianca e sulle effettive cronache narrate direttamente (anche se non interamente) da Dannis, l’amico inseparabile di tutta una vita di Arnie.

    ha scritto il 

  • 4

    Le prime cento pagine mi sono sembrate eterne, poi per fortuna la storia ha iniziato a coinvolgermi un po' di più,fino a farmi leggere le ultime cento pagine tutte d'un fiato

    ha scritto il 

  • 4

    "Motoriamo"

    Questo libro lascia quel senso d'inquietudine che è caratteristico delle storie di King ; dopo averlo posato le scene ti ritornano alla mente, che tu lo voglia o no . L'immagine di Christine che corre ...continua

    Questo libro lascia quel senso d'inquietudine che è caratteristico delle storie di King ; dopo averlo posato le scene ti ritornano alla mente, che tu lo voglia o no . L'immagine di Christine che corre sulle buie strade innevate con gli abbaglianti accesi,a caccia della prossima vittima, ce l 'ho ancora davanti agli occhi.
    -" E se fosse ricominciato tutto? Se stesse procedendo verso est per finire il lavoro?
    Lasciando me per ultimo?
    La sua infinita tenacia.
    La sua furia indomabile."

    ha scritto il 

  • 5

    Ossessione

    In fondo a chi non è mai venuta in mente la somiglianza di certi anteriori di automobili con un ghigno malefico? A chi non è venuta un po' di strizza vedendo certe macchine vecchie come se ci potesser ...continua

    In fondo a chi non è mai venuta in mente la somiglianza di certi anteriori di automobili con un ghigno malefico? A chi non è venuta un po' di strizza vedendo certe macchine vecchie come se ci potessero balzare addosso?

    King prende le nostre paure, le ingrandisce, le fa diventare terrore puro.
    E la lotta per vincere contro i mostri è all'ultimo sangue, all'ultimo cadavere, all'ultimo respiro.

    Sempre che ti rimanga, l'ultimo respiro.

    ha scritto il 

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