Christine

La macchina infernale

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.8
(2532)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 634 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Tedesco , Chi tradizionale , Svedese , Olandese , Sloveno , Portoghese , Ungherese , Ceco

Isbn-10: 8820016389 | Isbn-13: 9788820016388 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Arnie Cunningham, un pedante studente di liceo; Dennis Guilder, suo amico e talvolta protettore; Leigh Cabot la ragazza di Arnie che anche Dennis desidera, vivono la loro adolescenza in una tranquilla cittadina di Pittsburgh. Il solito "triangolo"? Non proprio. C'è un quarto personaggio, una seconda presenza femminile, la dama oscura della vicenda. "Le macchine sono ragazze", sostiene Leigh Cabot, e la potenza tenebrosa creata da Stephen King è proprio una Plymouth del 1958 che si chiama Christine. Ma non è un'automobile qualsiasi, questa superstite bicolore di un epoca in cui la super costava dieci cents il litro e i tachimetri erano calibrati per toccare i novanta chilometri all'ora. Arnie vuole Christine a qualsiasi costo e a poco a poco Dennis e Leigh cominciano a sospettare che il prezzo della sua crescente ossessione possa diventare incredibilmente alto e le conseguenze spaventose.
Mentre Arnie si dà febbrilmente da fare per rimettere a nuovo Christine - impresa che appare disperata - l'automobile inizia a manifestare una terrificante vita propria. O è soltanto frutto
dell'immaginazione? Dennis continua a sperarlo, ma nelle strade buie di Libertyville la gente comincia a morire... e arriva il momento in cui Dennis non può più negare l'orribile verità:
Christine è viva.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Storia ammaliante, coinvolgente, dalla prima all'ultima pagina. Il lettore non può che rimanerne catturato e desiderare di arrivare sempre più velocemente al finale...per poi pentirsene! Sì, perché la ...continua

    Storia ammaliante, coinvolgente, dalla prima all'ultima pagina. Il lettore non può che rimanerne catturato e desiderare di arrivare sempre più velocemente al finale...per poi pentirsene! Sì, perché la conclusione, degna del Re, lascerà in bocca un retrogusto dolce amaro.

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon romanzo, scritto in perfetto stile King. Scorrevole, provocatorio, audace. Ho molto apprezzato le parti in cui il narratore era in prima persona, meno il passaggio alla terza persona che ha un ...continua

    Un buon romanzo, scritto in perfetto stile King. Scorrevole, provocatorio, audace. Ho molto apprezzato le parti in cui il narratore era in prima persona, meno il passaggio alla terza persona che ha un po', a mio avviso, spezzato la narrazione e la mia capacità di immedesimazione. I personaggi ben caratterizzati, ma raramente King fallisce in questo intento. La trama nel complesso è buona però devo dire che, fatta eccezione per il finale, la storia non mi ha mai catturato/appassionato. Manca la suspense che c'è in "Cujo", manca anche il fascino del mistero che c'è ne "La zona morta". Non lo definirei un "must read" di King.

    ha scritto il 

  • 4

    bello ma a tratti lento

    Mi è piaciuto meno rispetto a Misery che trovo sia il miglior libro letto fino ad ora ma devo dire che tutto sommato mi è piaciuto. La parte centrale è molto descrittiva e a tratti lenta ma si riprend ...continua

    Mi è piaciuto meno rispetto a Misery che trovo sia il miglior libro letto fino ad ora ma devo dire che tutto sommato mi è piaciuto. La parte centrale è molto descrittiva e a tratti lenta ma si riprende con la parte terza e con un finale scioccante e aperto.
    Ho trovato un king molto prolisso e descrittivo però ho apprezzato questo aspetto perché mi ha fatto calare nell'atmosfera del epoca ( la vicenda si svolge tra il 1978/1978) e il richiamo a canzoni , programmi televisivi ha contribuito molto a questo aspetto.
    Mi è piaciuto molto l'idea di questo triangolo amoroso tra Arnie , Heigh e Christine ; mi è piaciuto anche che vengano trattati molti tempi come il bullismo , la voglia d'indipendenza dai genitori, la ricerca della sicurezza e di potersi affermare nella vita , i contrasti coi genitori che non sono felici che Christine entri nella vita del figlio quindi non è un solamente un romanzo horror alla fine.
    Consiglio questo romanzo a tutti perchè ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 3

    La prima e la terza parte, narrate in prima persona, sono più riuscite della parte centrale. L'idea di partenza poteva essere accattivante, ma in molti punti il romanzo è pesante e ripetitivo. Forse s ...continua

    La prima e la terza parte, narrate in prima persona, sono più riuscite della parte centrale. L'idea di partenza poteva essere accattivante, ma in molti punti il romanzo è pesante e ripetitivo. Forse sarebbe stata opportuna una sforbiciata o limitare la storia alla forma di un racconto.
    Ho apprezzato l'indagine dell'amicizia tra Arnie e Dennis e gli scorci di dinamiche familiari che King offre nella narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Christine è un classico esempio del King più prolisso e sproloquiante. Una storia semplice e lineare con un sentore da b-movie che in poche pagine avrebbe fatto centro, viene rimpinzata dallo zione di ...continua

    Christine è un classico esempio del King più prolisso e sproloquiante. Una storia semplice e lineare con un sentore da b-movie che in poche pagine avrebbe fatto centro, viene rimpinzata dallo zione di pagine e pagine ridondanti. Non che sia un brutto libro, c'è la solita attitudine clamorosa per le psicologie dei personaggi, e Christine è forse uno dei migliori villain usciti da un libro di King, però il troppo storpia.

    ha scritto il 

  • 4

    Riletto dopo vent'anni esatti, ci ho ritrovato esattamente quello che mi era piaciuto o non piaciuto da ragazzina.
    La storia continua a sembrarmi un collage di due mezze idee buone che insieme non ne ...continua

    Riletto dopo vent'anni esatti, ci ho ritrovato esattamente quello che mi era piaciuto o non piaciuto da ragazzina.
    La storia continua a sembrarmi un collage di due mezze idee buone che insieme non ne fanno una ottima, o in alternativa un'ottima idea raccontata maldestramente.
    Ma l'amicizia tra Arnie e Dennis continua a sembrarmi uno dei rapporti tra esseri umani più vividi mai scritti da King, battuto forse solo da quello di It. Ogni volta che Dennis sente la sua mancanza io piango, che abbia quindici anni o trentacinque.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei (numerosi) capolavori del Re. Compaiono in "Christine" tutti i temi cari all'autore: il male come metafora dei mali dell'uomo, l'orrore come una rappresentazione del sociale, in questo caso de ...continua

    Uno dei (numerosi) capolavori del Re. Compaiono in "Christine" tutti i temi cari all'autore: il male come metafora dei mali dell'uomo, l'orrore come una rappresentazione del sociale, in questo caso della società americana degli anni 70-80, l'amore che in King lascia sempre un retrogusto amaro. Il soggetto in Christine è dato dai valori e dagli idoli della gioventù: la ragazza, l'automobile, lo sport, l'indipendenza, i progetti per il futuro. La metamorfosi del protagonista, da giovane timido e perbene a "posseduto" è degna del miglior Ovidio. Da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Otra de las mejores novelas de este autor. A pesar de la inverosimilitud de la historia te atrapa y te hace sentir miedo. Nada que ver con Buick 8, un auténtico desastre, bajo mi punto de vista. ...continua

    Otra de las mejores novelas de este autor. A pesar de la inverosimilitud de la historia te atrapa y te hace sentir miedo. Nada que ver con Buick 8, un auténtico desastre, bajo mi punto de vista.

    ha scritto il 

  • 5

    Christine (1983)

    Uno dei grandi classici kinghiani. Ho sempre avuto un debole per questo romanzo, tanto da preferirlo a altri classiconi come Shining o Le notti di Salem. King gioca con il clichè del rapporto amoroso ...continua

    Uno dei grandi classici kinghiani. Ho sempre avuto un debole per questo romanzo, tanto da preferirlo a altri classiconi come Shining o Le notti di Salem. King gioca con il clichè del rapporto amoroso del maschio con la sua automobile e con il fatto che l'automobile rappresentava a quei tempi l'opportunità di consumare le prime esperienze sessuali. Christine è una storia di possessione, non solo amorosa. Contribuiscono sicuramente all'incantesimo che esercita su di me questo romanzo l'ambientazione studentesca (adoro il genere slasher di ambientazione collegiale, da Halloween a Scream), come King ha saputo ricreare quei fine anni '70, ai quali si sovrappone quel diabolico 1958, l'uso mai più così strutturale della musica e la narrazione in prima persona. Lessi Christine per la prima volta da adolescente, il che aiutava l'identificazione. Ho riletto il romanzo qualche anno fa e mi è piaciuto anche di più.

    ha scritto il 

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