Chase Insteadman è l'ex bambino prodigio di un vecchio telefilm. Tira avanti sfruttando ciò che resta della fama passata e il rinato interesse dei media per la sua relazione con Janice Trumbull, un'astronauta bloccata nello spazio, dalla quale riceve ...Continua
Paolo Gibellini
Ha scritto il 10/04/18
Un libro curioso. L'autore parte da una trama sostenibile e si perde nella propria logorrea (Hey, è americano? Di più, è newyorkese!), riuscendo però a trasmettere un certo sapore della sua amata città. Perché non si può scrivere qualcosa del genere...Continua
Koluber
Ha scritto il 27/08/16
Forse, se fossi stato un newyorkese cinofilo, radical chic, Brandoniano e che vota democratico, avrei considerato questo libro un vero capolavoro, il grande romanzo americano. Ma essendo solo un provinciale milanese da osteria, non ho trovato nulla d...Continua
nicce
Ha scritto il 30/08/15
Completo la lettura dei romanzi di Jonathan Lethem con Chronic City, tra belle, ingenue e cresciute ex star-bambino di una popolare sit-com televisiva ancora in replica per tappare i palinsesti, ex critici rock abili ermeneuti della cultura pop e par...Continua
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Ha scritto il 16/07/15

A me pareva di averli già inseriti i titoli di Lethem che ho letto. Probabilmente anobii si perde dei pezzi. Probabilmente io mi perdo dei pezzi. Credo di aver fatto delle cose e invece ho solo immaginato di farle. Beh, quasi uguale.

Aida
Ha scritto il 15/10/14
Grande fantasia e il consueto talento narrativo per un romanzo dove personaggi al limite del paradossale riflettono sulla possibilità che il reale sia altrove e che questo mondo non sia altro che un esperimento, un surrogato fra i tanti possibili, pe...Continua

Marina Abatista
Ha scritto il May 05, 2013, 12:42
Mi parve quasi di intravedere brandelli di nebbia grigia appiccicati al suo spiegazzato tre pezzi gessato, alle sue consunte francesine marroni.
Pag. 41
MartinaViola
Ha scritto il Mar 15, 2013, 12:15
Ho spesso l'impressione che il linguaggio verbale, nel suo complesso, sia soltanto un mostruoso compendio di storie incastrate una nell'altra, che io non sono in grado di capire.
Pag. 129
MartinaViola
Ha scritto il Mar 15, 2013, 12:09
I canali via cavo continuano a proporre versioni a schermo intero per evitare che gli spettatori si soffermino su quel margine del fotogramma, che ricorderebbe loro tutto quello che non si vede. Quella vista è intollerabile.
Pag. 92
MartinaViola
Ha scritto il Mar 15, 2013, 12:06
Vivendo a Manhattan si resta continuamente sbalorditi di fronte ai mondi rintanati l'uno dentro l'altro, al caotico intrico con cui questi ambiti si interfogliano, come quei fasci di cavi televisi e tubi dell'acqua e condotti del riscaldamento e fogn...Continua
Pag. 15
Scerro
Ha scritto il Sep 07, 2010, 18:54
Non me la sentivo di mettere in discussione l'architettura della vita della persona più degna di nota che conoscessi: potevo solo cavillare su qualche dettaglio, come un arredatore d'interni, proponendogli della carta da parati per le sue segrete.
Pag. 409

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