Chronicles of Narnia

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Publisher: Caedmon

3.7
(6671)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio Cassette | In other languages: (other languages) French , Italian , Portuguese , Spanish , Dutch

Isbn-10: 0898450632 | Isbn-13: 9780898450637 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Paperback , Hardcover , Others , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
The Chronicles of Narnia Audio Collection brings all seven of C.S. Lewis's beloved Narnia tales to life as they are read by some of the world's most celebrated and renowned performers. Read by a professional reader.
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  • 4

    A tempo debito

    Penso sia giusto ricollocarlo tra la letteratura per bambini e ragazzi dove è stato pensato. Il confronto con Tolkien è sleale: nei loro mondi cercavano e costruivano cose e valori completamente diver ...continue

    Penso sia giusto ricollocarlo tra la letteratura per bambini e ragazzi dove è stato pensato. Il confronto con Tolkien è sleale: nei loro mondi cercavano e costruivano cose e valori completamente diversi. Qui non c'è tensione epica ma un mondo di fiaba dove basta comportarsi bene ed essere leali; i protagonisti sono ragazzini che crescono, non guerrieri scelti dal destino.
    L'intento catechistico è evidente e non mi sembra un prezzo eccessivo per sognare un mondo dove parlare con gli animali, dove si aggirano creature fantastiche e gentili e si può sempre ricorrere all'aiuto dall'alto, dove si può scivolare all'improvviso per avere una doppia vita fatta di avventure all'aria aperta che misteriosamente non toglie nulla alla vita reale.

    said on 

  • 1

    Volendo mantenersi fedeli pure se nella trasposizione, poi, come tra gli uomini Gesù è stato un falegname, nel mondo di Narnia e paraggi avrebbe dovuto essere se non un paludrone almeno un castoro se non un randagio con le pulci.

    Il leone coi poteri fa troppo Sacerdote Imperatore.

    Lette le Cronache – me l’ha prestate un’amica, amante del fantasy e dei manga, ci ha fatto su la tesi di laurea per la facoltà di pedagogia, mi ha ...continue

    Il leone coi poteri fa troppo Sacerdote Imperatore.

    Lette le Cronache – me l’ha prestate un’amica, amante del fantasy e dei manga, ci ha fatto su la tesi di laurea per la facoltà di pedagogia, mi ha avvisato: ci sono rintocchi di cristianesimo; io mi aspettavo una lettura con le sue belle sfide sincretiche e no; ho tenuto le Cronache in ostaggio per un anno, posponendolo alla lettura dell’intera saga della Rowling: prevedevo qualcosa a mezzo tra il professor Tolkien e mamma Rowling, invece c’ho trovato qualcosa al di sotto dell’accettabilità per chiuque abbia più di cinque anni, anzi, considerato il precoce processo di invecchiamento contemporaneo, ne sbufferebbe scocciato chiunque abbia appena sputato via cinicamente il ciuccio, oltre che chi una prima infarinatura sul genere se l’è fatta con gli Howard e non con i Geronimo Stilton; sono di un lezioso poi che mi rende immediatamente insopportabile qualsiasi bambino tra i due e i duecento anni a cui dovessero piacere delle fiabe così lofie, e non c’è niente di sottile nei suoi riferimenti cristianologici: Aslan è vistosamente un Gesù a quattro zampe e con la criniera, ogni volta che diceva “figlio di Adamo” o “figlio di Eva” lo trovavo di uno stucchevole imperdonabile, i mocciosi protagonisti delle storie più che in un mondo incantato sembra vadano all’ora di catechismo, insomma: che eresia, per il fantasy! Che quanto a tradizione e seriosità e aspettative e presunzione di intoccabilità non è meno brontolone e ideologicamente discriminante di una qualasiasi altra religione che sappia mescolare con il giusto pathos tragedia e folletti, sacrifici e simsalabim, resurrezioni e armadi magici – ho letto la biografia di Clive Staples(Staples? Graffetta?) Lewis e l’ho trovata centinaia di volte più godibile e emozionante da leggere nella sua versione Wikipedia, nonostante ultimamente, ritrovatomi a correggerne una voce, stia scoprendo che quartierino di isterici frustrati sia anche Wikipedia e il suo stuolo di kafkiani impiegatucci che lavoreranno pure a gratis ma per certi psicolabili l’impressione di un potere censorio non ha prezzo: la conoscenza non è mai gratutita e è giusto che sia così: sai solo quello che hai dovuto faticare per saperlo, altrimenti non sai nulla e non sai di nulla quanto a sapore.

    “Sorpreso dalla gioia” è il prossimo libro che voglio leggere del biograficamente sapido Clive Graffetta Lewis, dopodiché toccherà a “Le lettere di Berlicche”. Il saggio finale in appendice a tutte le cronachette espressamente scritte per il bambino che Lewis ancora è è sicuramente meglio scritto, linguisticamente e formalmente, di tutto quello che lo precede, perciò mi aspetto che la qualità dello stile di Lewis dica la sua nelle altre sue opere, spero con la odiosa reticenza sibillina e frustrante di cui sono capaci solo i migliori.

    Concludendo le sue piatte storielle mooolto didascaliche e senza nessun nerbo né narrativo né stilistico – e che inutile vandalismo il mondadoriano riordinarle ‘secondo la cronologia interna’ e non secondo l’ordine di scrittura di Lewis, unico artifizio che avrebbe dato un po’ di movimento al tutto senza condannarlo a un infantilismo non ammesso neppure nei Topolino – mi sono chiesto che facce dovesse fare il suo amico Tolkien, quel maniacale ricreatore di un mondo alternativo fin nei suoi dettagli genealogici e fonetici, quando Lewis gli mandava da leggere i raccontini di Narnia: avrà provato l’imbarazzo del ragazzino a cui cadono le brache in classe, soprattutto perché avrà dovuto ammettere a se stesso che, fatta la tara alla maniera epicheggiante e mondeggiante dell’uno di fronte a quello nonninesco e sempliciotto dell’altro, di fondo lui e Lewis parlavano della stessa cosa: del non sentirsi a proprio agio nel mondo e del bisogno di mettersi drasticamente alla prova, per non farsi sopraffare dall’oscurità che ci si porta dentro.

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  • 0

    preso sull'onda del primo film uscito che mi era piaciuto, sono rimasta parecchio delusa. Il libro è davvero molto infantile e di una povertà lessicale. Le storie sono carine. Probabilmente adatto a u ...continue

    preso sull'onda del primo film uscito che mi era piaciuto, sono rimasta parecchio delusa. Il libro è davvero molto infantile e di una povertà lessicale. Le storie sono carine. Probabilmente adatto a un pubblico di media tra i 7 e i 10 anni.

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  • 4

    I racconti del Ciclo sono 7, ma, a mio parere, solo quelli scritti per primi sono più belli, altri sono solo riempitivi, ed infine l'ultimo, L'ultima battaglia, è stato scritto solo per concludere il ...continue

    I racconti del Ciclo sono 7, ma, a mio parere, solo quelli scritti per primi sono più belli, altri sono solo riempitivi, ed infine l'ultimo, L'ultima battaglia, è stato scritto solo per concludere il ciclo con un'accentuata visione morale da giudizio universale; è bene leggerli comunque in sequenza di avvenimenti, così le storie saranno più chiare. Il mio livello di gradimento è comunque questo:
    1) Il Principe Caspian
    2) Il leone, la strega e l'armadio - Il viaggio del veliero
    3) Il nipote del mago - Il cavallo e il ragazzo - La sedia d'argento
    4) L'ultima battaglia

    Per quanto riguarda la relazione con i film, Il leone, la strega e l'armadio segue il libro molto bene ed anzi aggiunge qualche nota simpatica;, Il principe Caspian è meno bello del libro; Il viaggio del veliero lo ricordo poco, devo rivederlo.

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  • 3

    Forse influenzata dai film usciti al cinema ho letto con piacere soltanto "Il leone, la strega e l'armadio", "Il principe Caspian" e "il viaggio del Veliero". Dopo il sesto o settimo racconto ho abban ...continue

    Forse influenzata dai film usciti al cinema ho letto con piacere soltanto "Il leone, la strega e l'armadio", "Il principe Caspian" e "il viaggio del Veliero". Dopo il sesto o settimo racconto ho abbandonato la lettura. Mi sono ripromessa di rileggere l'intera raccolta.

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  • 5

    La cosa che mi ha colpito maggiormente è il fatto che Lewis, pur essendosi convertito poco prima di cominciare la scrittura diq eusto libro, riesce a far vedere il suo essere cristiano ( per giunta at ...continue

    La cosa che mi ha colpito maggiormente è il fatto che Lewis, pur essendosi convertito poco prima di cominciare la scrittura diq eusto libro, riesce a far vedere il suo essere cristiano ( per giunta attraverso un Fantasy!)

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  • 3

    Facendo una media tra i primi racconti assolutamente racapriccianti e gli ultimi gradevoli vien fuori un risultato mediocre..letto proprio per non abbandonarlo nella libreria

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