Ciò che inferno non è

Di

Editore: Mondadori (Scrittori Italiani e Stranieri)

4.1
(733)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 317 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804647124 | Isbn-13: 9788804647126 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
23 maggio 1992, la scuola sta per finire: un gruppo di liceali palermitani sta festeggiando in piscina, quando dalla tv giungono le immagini della strage di Capaci. Federico è uno di quei ragazzi. Porta il nome di un sovrano antico, e come lui ama la letteratura e la sua terra. Mesi dopo, alla fine di un nuovo anno scolastico, proprio mentre si prepara ad andare a Oxford per un mese di studio, Federico incontra “3P”, il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome intero è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l’invito ad andare a Brancaccio a dargli una mano con i bambini del centro Padre Nostro, che don Pino ha inaugurato per strapparli alla ai “padrini” del quartiere, parodia violenta della paternità. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che porta a Brancaccio, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita, quella vera. Quella sera tornerà a casa senza bici – gliela rubano –, con il labbro spaccato da un pugno e con la sensazione di dover ricominciare da capo: dal buio dei vicoli controllati da uomini senza scrupoli come il Cacciatore, 'U turco, Nuccio; dalle vite spesso disperate, sempre durissime, ma talora felici di Francesco, Maria, Dario, Serena e tanti altri; ma anche da Lucia, ragazza dagli occhi pieni di coraggio e limpidezza... Fino al 15 settembre 1993: il giorno del cinquantaseiesimo compleanno di padre Pino, lo stesso in cui viene ucciso. Il giorno in cui la bellezza e la speranza per Palermo restano affidate alle sue mani di ragazzo, chiamato a cercare e difendere ciò che, in mezzo all'inferno, inferno non è.
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  • 2

    Si fa leggere, ma a volte la scrittura è ingenua. A tratti sembra scritto per gli alunni dell'autore con citazioni semplici e spiegazioni inutili. Dialoghi poco naturali soprattutto se si pensa che so ...continua

    Si fa leggere, ma a volte la scrittura è ingenua. A tratti sembra scritto per gli alunni dell'autore con citazioni semplici e spiegazioni inutili. Dialoghi poco naturali soprattutto se si pensa che sono parole di bambini e adolescenti.

    ha scritto il 

  • 5

    I brividi, per tutta la lettura.

    Può essere solo la I di inferno. Però l'inferno non sta nei cartelloni dei bambini di prima elementare, al massimo c'è il fuoco alla F, ma inferno e fuoco non c'entran ...continua

    I brividi, per tutta la lettura.

    Può essere solo la I di inferno. Però l'inferno non sta nei cartelloni dei bambini di prima elementare, al massimo c'è il fuoco alla F, ma inferno e fuoco non c'entrano niente, l'inferno è pura sottrazione, è togliere tutta la vita e tutto l'amore dentro le cose.

    L'inizio dell'inferno è abbassare lo sguardo, chiudere gli occhi, voltarsi dall'altra parte e rafforzare l'unica fede che la Sicilia conosca, quella fatalistica e comoda del "tanto nulla cambierà".

    A volte si pensa che la mafia sia la violenza del pizzo, gli omicidi, le bombe. Ma la vera violenza è l'assenza di una scuola media in un quartiere di diecimila anime.

    ha scritto il 

  • 5

    Consigliatissimo.

    Mi scuso con l'autore per aver lasciato in disparte un libro così bello. É sanguigno, è vero, storico, quasi autobiografico, malinconico, un libro quasi religioso. Bellissimo. L'autore si conferma uno ...continua

    Mi scuso con l'autore per aver lasciato in disparte un libro così bello. É sanguigno, è vero, storico, quasi autobiografico, malinconico, un libro quasi religioso. Bellissimo. L'autore si conferma uno dei miei preferiti, uno dei migliori scrittori degli ultimi tempi capace di una lettura scorrevole e coinvolgente.
    La storia si incentra sulla figura di Federico, giovane adolescente della quasi "Palermo bene" che stringe amicizia con una figura di spicco di un altra Palermo , quella di Brancaccio quartiere difficile del capoluogo siciliano, Don Pino Puglisi.

    ha scritto il 

  • 4

    Commovente

    Bello? si. Emozionante? molto. Avvincente? dopo qualche pagina. Forse poco scorrevole per via della sua prosa pesante e magniloquente. Ma una volta entrati dentro il racconto, le parole scorrono più f ...continua

    Bello? si. Emozionante? molto. Avvincente? dopo qualche pagina. Forse poco scorrevole per via della sua prosa pesante e magniloquente. Ma una volta entrati dentro il racconto, le parole scorrono più fluide e veloci.
    Da palermitana posso aver colto qualche sfumatura in più, visto i colori e gli odori delle vite dei personaggi.
    3P, padre Pino Puglisi visto attraverso gli occhi e la penna di Alessandro D'Avenia. Occhi pieni di amore e Spasimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Emozionante

    Un libro che catapulta nella storia dei nostri fallimenti, delle nostre omertà, paure, connivenze. Noi tutti siamo mafia, fin dalle nostre più piccole meschinità e insignificanti disattenzioni.
    Bellis ...continua

    Un libro che catapulta nella storia dei nostri fallimenti, delle nostre omertà, paure, connivenze. Noi tutti siamo mafia, fin dalle nostre più piccole meschinità e insignificanti disattenzioni.
    Bellissimo il disordine adolescenziale raccontato.
    Complimenti all'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Per non dimet

    Con un l'ingaggio ricco di immagini l'autore è riuscito a farmi entrare in un mondo che è pieno di contraddizioni.
    L'amore è la più grande ricchezza umana che don Pino Puglisi ha vissuto dove la notte ...continua

    Con un l'ingaggio ricco di immagini l'autore è riuscito a farmi entrare in un mondo che è pieno di contraddizioni.
    L'amore è la più grande ricchezza umana che don Pino Puglisi ha vissuto dove la notte dell'odio e della ferocia sembra non poter dar luce. D'Avenia ha fatto un ottimo lavoro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    《Se nasci all'inferno hai bisogno di vedere almeno un frammento di ciò che inferno non è per concepire che esista altro. Per questo bisogna cominciare dai bambini, bisogna prenderli prima che la strad ...continua

    《Se nasci all'inferno hai bisogno di vedere almeno un frammento di ciò che inferno non è per concepire che esista altro. Per questo bisogna cominciare dai bambini, bisogna prenderli prima che la strada se li mangi, prima che gli si formi la crosta intorno al cuore.》

    Ho iniziato a leggere "Ciò che inferno non è" durante la settimana dell'anniversario della strage di Capaci (episodio citato nel libro e che ne rappresenta un invisibile filo conduttore). Ovviamente in maniera del tutto casuale, nonostante avessi questo libro davanti agli occhi da mesi mi sono decisa solo domenica scorsa senza ricordarmi che si stava avvicinando il 23 maggio; la mente umana tende a relegare all'oblio eventi che non sono immediatamente connessi al nostro piccolo mondo, fortunatamente esiste il caso per ovviare a questo tipo di debolezze. Ma oltre a questa piccola premessa che mi ha fatto capire per l'ennesima volta il grande potere che i libri hanno su di noi (sono loro a sceglierci e mai il contrario) non conosco opera con titolo più azzeccato.
    Per quanto, infatti, la parola "inferno" ritorni più e più volte durante il racconto anche in maniera ridondante, ciò che ne esce è un quadro totalmente opposto: in questo libro c'è speranza. C'è un pretino che sfida lo sguardo dei mafiosi fino a costringerli ad abbassarlo; c'è un ragazzo, Federico, che rinuncia alle sue vacanze estive per la parte più povera della sua città; c'è il fratello di Federico, laureato, fidanzato e senza problemi che sconfigge la paura in seguito all'insistenza del fratello e si inoltra anche lui in un mondo tanto diverso da quello a cui era abituato per insegnare chitarra a un aspirante maestro d'orchestra di otto anni.  E poi ci sono i bambini e sono loro la vera forza di Brancaccio, con le partite di calcetto e le rappresentazioni teatrali.  Loro, bambini, costretti a crescere troppo velocemente e a dover scegliere tra bene e male. E sì, per alcuni la scelta cadrà sul male ma in tutti i casi rappresentano l'unica variabile in un mondo fatto di violenza e brutalità.

    ha scritto il 

  • 4

    Di questo libro ti coinvolgono i suoi personaggi : don Pino e i suoi bambini e Federico con la sua ricerca di sé. Quello che invece non mi è piaciuto e per cui avrei dato, se fosse possibile, tre stel ...continua

    Di questo libro ti coinvolgono i suoi personaggi : don Pino e i suoi bambini e Federico con la sua ricerca di sé. Quello che invece non mi è piaciuto e per cui avrei dato, se fosse possibile, tre stelle e mezza è la ripetizione delle descrizioni della città di Palermo, dei richiami letterari. A volte si ha l'impressione di una lezione scolastica.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere questo libro è rimanere incantata dalla lotta di Don Pino contro la mafia, ma ancor di più dalla capacità di farsi amare da molti essendo solo se stesso. Leggere l'ultima conversazione e voler ...continua

    Leggere questo libro è rimanere incantata dalla lotta di Don Pino contro la mafia, ma ancor di più dalla capacità di farsi amare da molti essendo solo se stesso. Leggere l'ultima conversazione e voler abbracciare quella bambina che ha perso non uno ma ben due papà. E alla fine di tutto questo scoprire che la storia di Don Pino é vera, non pura invenzione, e rimanerne ancor più incantati.

    ha scritto il 

  • 5

    Siamo a Palermo nelquartiere di Brancaccio,anno 1993.
    Principale personaggio è Don Pino Puglisi,prete e insegnante di religione,uomo impegnato(nel romanzo ma anche nella vita reale) a combattere l'ome ...continua

    Siamo a Palermo nelquartiere di Brancaccio,anno 1993.
    Principale personaggio è Don Pino Puglisi,prete e insegnante di religione,uomo impegnato(nel romanzo ma anche nella vita reale) a combattere l'omertà della mafia,la povertà che porta alla prostituzione,impegnato a proteggere in ogni modo i bambini perchè intraprendano una strada positiva e non diventino picciotti dellla mafia.
    Intorno a questa figura,di un umanità disarmante,un uomo piccolo(ma solo nella statura)che riesce a donare amore e speranza a chiunque incontri troviamo Federico raazzo della Palermo benestante,sognatore,deciso a diventare poeta,amante di Petrarca,malato di "libridine" la voglia di possedere libri anche se magari non li leggerà mai,e in cerca edll'amore,quello vero,con la A maiuscola.
    Maria madre a sedici anni e prostituta a 22,Francesco il suo bimbo di 6 anni che gia inzia a seguire il branco torturando cani e creando dolore,ma a cui Don Pino insegnerà che al paradiso o all'inferno uno c'é o non c'é,non ci va.Dipende dallo spazio che lasciamo a uno e all'altro.
    Lucia,16 anni,forte,decisa a fare del bene,a emergere da quell inferno che è il luogo in cui vive,dove la bellezza è solo un modo per accellerare la propria condanna.
    Il cacciatore,padre di famiglia ma Killer della mafia,capace di uccidere e poi tornare a casa tranquillo a giocare con i figli.
    Don Pino riuscirà a coinvolgere Federico che proprio a Brancaccio troverà molto più di quello che si aspettava,Federico rinuncerà infatti alla sua vacanza studio vicino ad Oxford per impare l'inglese,ma imparerà molto di più,dalle persone,da Lucia,da Don Pino,dai bambini del Brancaccio.
    Un libro toccante,commovente,crudo,a tratti feroce ma anche pieno di speranza e di amore.
    Un romanzo che ti tiene incollato alle pagine,che si lascia divorare,ben scritto,appassionante e capace di lasciare il segno.
    Personaggi vividi,reali,soprattutto ovviamente Don Pino.
    Una lettura consigliatissima.

    ha scritto il 

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