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Ci sono bambini a zigzag

Di

Editore: Oscar Mondadori

4.2
(862)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 331 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Greco

Isbn-10: 8804442301 | Isbn-13: 9788804442301 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Loewenthal , Sarah Kaminski

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Per i suoi 13 anni, a Nono viene offerto un viaggio in treno da Gerusalemme adHaifa. A organizzarlo sono il padre, un celebre detective, e la sua compagna.Ma il viaggio si trasforma in una serie di imprevisti e avventure orchestrateda clown, mangiatori di fuoco, e dall'elegantissimo Felix, un ladrointernazionale che rapisce Nono e, su una favolosa Bugatti, lo porta aconoscere la grande diva Lola. Perché quei due mostrano di sapere tante cosesu sua madre? Nono ne è ovviamente affascinato e li seguirà in altrefantastiche avventure prima di scoprire che si tratta dei nonni che non ha maiconosciuto. Da loro verrà finalmente a sapere la vera storia dei suoigenitori.
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  • 4

    Un viaggio onirico-fantastico ma pieno di realtà verso la maturità religiosa di un ragazzo che fa i conti con la propria storia e la propria identità. Fantasioso, intenso fino all'ultima pagina. Una favola per adulti.

    ha scritto il 

  • 0

    Recensione.

    La trama, per sommi capi.
    Un bambino pensa di star ricevendo un bizzarro regalo, invece viene rapito da chi lo ama da tempo e deve fargli sapere alcune cose del suo passato. Alla fine del viaggio, la resa dei conti col padre.


    Fuori l’autore.
    David Grossman (Gerusalemme, 1954) è famoso e le ...continua

    La trama, per sommi capi. Un bambino pensa di star ricevendo un bizzarro regalo, invece viene rapito da chi lo ama da tempo e deve fargli sapere alcune cose del suo passato. Alla fine del viaggio, la resa dei conti col padre.

    Fuori l’autore. David Grossman (Gerusalemme, 1954) è famoso e le sue note biografiche nelle quarte di copertina si limitano sostanzialmente a dire questo. Se tanti lo leggono un motivo ci sarà, e temo che si debba proprio leggerlo per capirlo.

    La recensione in senso stretto. La storia che viene raccontata è un orchestratissima serie di misteri e scoperte che aprono ad altri misteri, nei quali la vita del giovane protagonista è spiegata sempre un po’ di più. Come avviene per tutte le scoperte dell’adolescenza, non manca il doloroso stupore di conoscere ciò che si è. Per fortuna il giovane Nono troverà anche il modo di spiegarsi i suoi lati più oscuri. Se c’è un romanzo nel quale si può vedere il modo di nascondere una complicata trama a in castro, è questo: Grossman scrive senz’altro bene, ma non si può far passare sotto silenzio il merito di trovare un posto e una parola per tutti gli elementi che mette in gioco. Il confronto finale di Nono col padre è atteso fin dalla prima pagina, ma che ce ne siano trecento in mezzo è una salutare maratona; senza, sarebbe impossibile capire l’importanza di misurarsi col il proprio padre – meglio, con l’immagine del proprio padre. Grossman complica le cose partendo dall’assenza della madre, ma in questo modo ottiene una trama abbastanza complicata e abbastanza favolosa da risultare sempre tremendamente credibile; in pochi giorni vengono rivoluzionate tre generazioni, e il risultato saranno tre persone nuove, padre, figlio, lettore.

    Perché dovrei leggerlo. Perché, come al solito, la più vecchia delle storie è anche la più nuova, se la si sa raccontare. Perché i bambini non sono più quelli di una volta, e neanche i romanzieri. Sarebbe il caso di accorgersene. Alberto Sordi, a un giovane autore incontrato mentre stava lavorando, chiese: “Che stai a scrive? ‘Na commedia?”. “No”, gli rispose quello, “un dramma”. “Ah, allora te stai a riposà”. Qui Grossman fa ridere, invece che commuovere come al solito; ha deciso di lavorare sodo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho adorato questo libro!

    Se siete adulti ma eternamente bambini dentro è il libro che fa per voi! La mia recensione qui: http://libriamocisu.blogspot.it/2014/07/ci-sono-bambini-zig-zag-david-grossman.html

    ha scritto il 

  • 4

    Lo preferisco bambino...

    ... o adolescente che sia. Grossman intendo. Questo libro è una favola per adulti, che ti fa venir voglia di vivere un'avventura. Proprio come una favola degna di essere chiamata tale. Ti fa innamorare dei suoi personaggi. Ti fa indossare un paio di occhiali a forma di cuore, con le lenti rosa, e ...continua

    ... o adolescente che sia. Grossman intendo. Questo libro è una favola per adulti, che ti fa venir voglia di vivere un'avventura. Proprio come una favola degna di essere chiamata tale. Ti fa innamorare dei suoi personaggi. Ti fa indossare un paio di occhiali a forma di cuore, con le lenti rosa, e ti fa fare pace con il mondo. Ottimo per sognare.

    ha scritto il 

  • 3

    Avendo letto altri libri di Grossman, quest'ultimo mi ha dato l'impressione di essere un po' "forzato", come se molte riflessioni del protagonista siano state messe perché se no il libro non era in "stile Grossman". Nonostante questo va detto che è una storia carina, facilmente leggibile e che ca ...continua

    Avendo letto altri libri di Grossman, quest'ultimo mi ha dato l'impressione di essere un po' "forzato", come se molte riflessioni del protagonista siano state messe perché se no il libro non era in "stile Grossman". Nonostante questo va detto che è una storia carina, facilmente leggibile e che cattura subito l'attenzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Plot alquanto intrigante, tuttavia non definirei il libro un romanzo "per bambini", come sembra fosse nelle intenzioni di Grossman. Inoltre, forse per via della traduzione (?), l'eloquio di Felix somiglia un po' troppo alle caricature ebraiche che fa Moni Ovadia quando racconta le barzellette - m ...continua

    Plot alquanto intrigante, tuttavia non definirei il libro un romanzo "per bambini", come sembra fosse nelle intenzioni di Grossman. Inoltre, forse per via della traduzione (?), l'eloquio di Felix somiglia un po' troppo alle caricature ebraiche che fa Moni Ovadia quando racconta le barzellette - molto più divertenti, direi. L'aspetto interessante del libro sta nell'andamento picaresco della vicenda,una sorta di viaggio iniziatico.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho iniziato a leggerlo per lavoro, quasi per obbligo, ma pagina dopo pagina mi ha conquistata. Questo romanzo è una simpatica storia che ricalca la struttura classica delle fiabe, ma con divertenti varianti che la rendono più moderna e allettante. Il protagonista, l'eroe, è un ragazzino di tredic ...continua

    Ho iniziato a leggerlo per lavoro, quasi per obbligo, ma pagina dopo pagina mi ha conquistata. Questo romanzo è una simpatica storia che ricalca la struttura classica delle fiabe, ma con divertenti varianti che la rendono più moderna e allettante. Il protagonista, l'eroe, è un ragazzino di tredici anni alquanto "arzigogolato", come è giusto che sia a questa età. Ha una matrigna, anzi un'aspirante matrigna, che più simpatica non si potrebbe: peccato solo che il papà non si decida a sposarla (ma lui ha i suoi buoni motivi e scoprire quali questi siano fa parte della missione che il nostro "eroe" deve compiere). Poi c'è il mandante, il padre appunto, che fa il poliziotto ed è un po' Montalbano e un po' l'ispettore Clouseau. Ma soprattutto c'è la prova da superare, il percorso da compiere, per diventare "grandi" e per essere davvero degni dell'imminente bar-mitzvah... C'è – e che personaggio! – l'aiutante, che però potrebbe anche essere il "falso eroe", o addirittura (brivido di paura) l'antagonista! Poi c'è la fata, un po' attempata ma sempre affascinante. E ovviamente non manca il lieto fine.

    ha scritto il 

  • 4

    ...l'ho trovato bello, si, anche ci ho messo tanto a leggerlo, ma questo non è dipeso dal libro...
    Le ultime pagine mi hanno anche commossa.....
    Più che altro non avevo mai letto libri di questo autore, sicuramente non ho letto il suo più celebre "A un cerbiatto somiglia il mio amore"...che forse ...continua

    ...l'ho trovato bello, si, anche ci ho messo tanto a leggerlo, ma questo non è dipeso dal libro... Le ultime pagine mi hanno anche commossa..... Più che altro non avevo mai letto libri di questo autore, sicuramente non ho letto il suo più celebre "A un cerbiatto somiglia il mio amore"...che forse adesso mi tenterà! Ma questo è un libro Romantico, nella sua definizione più ampia, perché parla di emozioni, sentimenti, continue riflessioni. E' la visione, certamente speciale di un bambino (speciale) di 13 anni, alle soglie del suo rito di passaggio, il bar-mitzvah. ....forse mi ha ricordato un pò Allende... Ancora, mi ha colpito l'ambientazione: Gerusalemme, Tel Aviv...posti così lontani......

    ha scritto il 

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