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Cigni selvatici

Tre figlie della Cina

Di

Editore: Longanesi

4.3
(1609)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 688 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Catalano , Francese , Tedesco , Portoghese , Svedese , Olandese , Ceco , Norvegese , Greco

Isbn-10: 883041140X | Isbn-13: 9788830411401 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Perria

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
La storia vera di "Tre figlie della Cina": l'autrice, sua madre, sua nonna, lecui vite e le cui sorti rispecchiano un tumultuoso secolo di storia cinese,un'epoca di rivoluzioni, di tragedie e di speranze. Dal 1909, quando nasce lanonna di Jung Chang e la Cina è ancora una società feudale, al 1932, chevede, sotto l'occupazione giapponese, la nascita della madre, fino agli anni'60 quando tocca a Jung Chang il compito di vivere, riflettere e sopportare larealtà del Paese.
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  • 3

    piatto

    Estremamente interessante, ma troppo particolareggiato e senza nessun pathos. Un libro piatto a cui si poteva dare una sforbiciata nelle informazioni fin troppo minuziose e nel modo di raccontare (mia mamma disse, allora mio padre fece, quindi mia madre disse e mio padre affermò, etc, etc) divent ...continua

    Estremamente interessante, ma troppo particolareggiato e senza nessun pathos. Un libro piatto a cui si poteva dare una sforbiciata nelle informazioni fin troppo minuziose e nel modo di raccontare (mia mamma disse, allora mio padre fece, quindi mia madre disse e mio padre affermò, etc, etc) diventando così un libro più piacevole. Lo consiglio comunque per farsi una cultura.

    ha scritto il 

  • 0

    Molto ricca l'ambientazione storica che incornicia la vita di queste tre donne di tre generazioni. Si scopre tantissimo sulla Cina comunista e su come fosse difficile per le persone comuni barcamenarsi in questi anni di trasformazioni epocali. Un viaggio nel tempo e nello spazio che fa vibrare ...continua

    Molto ricca l'ambientazione storica che incornicia la vita di queste tre donne di tre generazioni. Si scopre tantissimo sulla Cina comunista e su come fosse difficile per le persone comuni barcamenarsi in questi anni di trasformazioni epocali. Un viaggio nel tempo e nello spazio che fa vibrare tutte le corde del cuore, dall'umorismo al sentimento e alla rabbia.

    ha scritto il 

  • 5

    “Cigni selvatici” è un romanzo storico che racconta la vita di tre donne (nonna, madre, autrice), vissute in Cina durante l’ultimo secolo, quindi dalla caduta dell’ultimo imperatore Mongolo della dinastia Manciù fino alla “normalizzazione” successiva alla morte del padre del Comunismo Cinese Mao ...continua

    “Cigni selvatici” è un romanzo storico che racconta la vita di tre donne (nonna, madre, autrice), vissute in Cina durante l’ultimo secolo, quindi dalla caduta dell’ultimo imperatore Mongolo della dinastia Manciù fino alla “normalizzazione” successiva alla morte del padre del Comunismo Cinese Mao Tse-tung.

    L’autrice Jung Chang riporta fedelmente gli avvenimenti storici che hanno caratterizzato tutte e tre le generazioni; ma ha un’attenzione particolare per l’evoluzione della condizione della donna nelle varie fasi, da concubina a cittadina attiva sia nel mondo del lavoro che in quello politico.
    Allo stesso tempo evidenzia il lento declino della Cina durante l'attuazione della politica di Mao Tse-tung.

    Questo libro permette di fare un confronto fra la vita privata dei protagonisti del libro e la storia della Cina, in maniera da evidenziare l’evoluzione politica del popolo cinese e le conseguenze positive o negative che Mao Tse-tung ha portato direttamente sulla popolazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro è stata una sorpresa: i romanzi storici non mi hanno mai fatta impazzire, anzi, ma Cigni Selvatici mi è piaciuto molto, vuoi per il mio interesse verso la Cina, vuoi perché racconta una storia diversa da quella che si studia a scuola o all'università. Leggendolo mi sono resa conto ch ...continua

    Questo libro è stata una sorpresa: i romanzi storici non mi hanno mai fatta impazzire, anzi, ma Cigni Selvatici mi è piaciuto molto, vuoi per il mio interesse verso la Cina, vuoi perché racconta una storia diversa da quella che si studia a scuola o all'università. Leggendolo mi sono resa conto che la storia non è lontana come si pensa, perché in realtà ci siamo dentro tutti, nel bene e nel male.

    è stato interessante conoscere le tre protagoniste del romanzo (la nonna della scrittrice, la madre e Jung Chang stessa), tre donne con coraggio e forza da vendere, nonostante tutto quello che hanno passato nella Cina del Kuomintang prima e in quella di Mao dopo, che hanno sempre continuato a sperare che le cose cambiassero e hanno agito (o non agito) in prima persona per realizzare il sogno di una Cina migliore.

    Lo stile non è uno dei più belli e "poetici", ma a parte questo è ineccepibile. Vivamente consigliato a chi è interessato alla Cina e alla storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Storia affascinante di tre generazioni di donne cinesi. Pensavo fosse un romanzo finché non ho visto le foto dei protagonisti e ho capito che era una storia vera. Ho imparato un sacco di cose sulla Cina e gustato una scrittura scorrevole.
    Voto 8 1/2

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che ho letteralmente divorato, un libro affascinante che rivela il vero volto della Cina. Un libro da leggere soprattutto per chi ha avuto la possibilità di recarsi in Cina ed è tornato con tante domande sul perché di tante cose. La storia racconta con molta semplicità e leggerezza la vi ...continua

    Un libro che ho letteralmente divorato, un libro affascinante che rivela il vero volto della Cina. Un libro da leggere soprattutto per chi ha avuto la possibilità di recarsi in Cina ed è tornato con tante domande sul perché di tante cose. La storia racconta con molta semplicità e leggerezza la vita di tre donne: nonna, madre e figlia. Coraggiose, straordinarie figure che non si dimenticano.

    ha scritto il 

  • 4

    Opera afferente alla categoria del romanzo storico, questo corposo testo offre uno spaccato efficacissimo della storia del '900 cinese, ma lo fa attraverso gli occhi e le mappe mentali di una giovane donna, che in prima persona ha vissuto tali eventi. Ciò dona alle immagini descritte una freschez ...continua

    Opera afferente alla categoria del romanzo storico, questo corposo testo offre uno spaccato efficacissimo della storia del '900 cinese, ma lo fa attraverso gli occhi e le mappe mentali di una giovane donna, che in prima persona ha vissuto tali eventi. Ciò dona alle immagini descritte una freschezza e una genuinità che pochi testi sono in grado di presentare. Il racconto scorre fluido seguendo uno stretto ordine cronologico, snidandosi lineare e presentandosi perciò assolutamente fruibile, attroverso le tre vite di tre generazioni di donne della stessa famiglia, inoltre è ricco di riferimenti etnologici e di costume che lo arricchiscono in maniera preziosa. A volte lo stile si fa tuttavia eccessivamente cronachistico, e si perdono le fila delle vicende dei personaggi per lasciare uno spazio a mio parere eccessivo alla macro-storia, rendendo alcune pagine più "saggistiche" che romanzesche, anche se in generale appare un limite sufficientemente trascurabile anzi a volte addirittura strumentale allo snidarsi del racconto, a cui tali pagine vanno spesso a offrirre una efficace cornice in cui incastonare gli eventi delle figure che compongono il testo. Stilisticamente, il racconto appare secco, la frase semplice seppur carica, ma al punto giusto, di aggettivazione, quasi ineccepibile a parte la scelta, che non ho condiviso, di identificara i personaggi qualificandone la parentela, scelta che porta il lettore a trovarsi di fronte a una serie di : "mia madre", "mia nonna", "sua madre", "sua zia", "sua figlia", "sua nipote", "mia sorella" ecc. che complicano a volte l'identificazione del personaggio di cui si parla perchè varia di continuo il parente di riferimento alla qualificazione stessa: sarebbe stato meglio a mio parere un utilizzo più preciso e assiduo dei nomi propri.
    Ciò, tuttavia, non toglie valore al testo, un valore per lo più storico/culturale, oltre che di forte carica emotiva (dato il vivere in prima persona da parte dell'autrice di quanto racconta), al massimo rende la lettura foriera di maggiore concentrazione da parte del lettore, il che alla fine non guasta mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Follie umane

    Testimonianza unica e incredibile, imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi alla storia cinese del 900. La rivoluzione culturale dovrebbe essere studiata dai sociologi di tutto il mondo, causa la sua unicità e follia. Il libro è scritto in modo semplice, scarno, e questo a mio dire lo pena ...continua

    Testimonianza unica e incredibile, imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi alla storia cinese del 900. La rivoluzione culturale dovrebbe essere studiata dai sociologi di tutto il mondo, causa la sua unicità e follia. Il libro è scritto in modo semplice, scarno, e questo a mio dire lo penalizza un poco dal punto di vista prettamente letterario.

    ha scritto il 

  • 4

    “Cigni selvatici” è un romanzo che mi ha tenuto compagnia per quasi tre settimane: la sua mole e la notevole quantità di informazioni in esso contenute hanno avuto bisogno di tempo per sedimentare nella mia memoria.


    Quando hai un romanzo sul comodino da tre settimane – e lo hai anche porta ...continua

    “Cigni selvatici” è un romanzo che mi ha tenuto compagnia per quasi tre settimane: la sua mole e la notevole quantità di informazioni in esso contenute hanno avuto bisogno di tempo per sedimentare nella mia memoria.

    Quando hai un romanzo sul comodino da tre settimane – e lo hai anche portato in gita con te in Veneto – è difficile salutare i protagonisti e i personaggi che per così tanto tempo ti hanno fatto compagnia. La scrittura di Jung Chang è coinvolgente e le fotografie nel centro del libro aiutano ad entrare nel vivo del romanzo.

    Yu Fang, Bao Qin e Jung Chang: nonna, mamma e figlia

    Jung Chang, come ho scritto nella nota biografica, è stata la prima cittadina cinese a conseguire un dottorato, all’estero per di più; quando la Cina ha aperto le frontiere e permesso ai cittadini di viaggiare in giro per il mondo (non senza pesanti sessioni di indottrinamento, prima di uscire), Jung appunto si è trasferita in Gran Bretagna. Quando la madre di Jung, Bao Qin, vola a Londra per andare a trovare la figlia, in realtà ha molto da raccontarle. Bao Qin inizia a raccontare la storia della vita della nonna dell’autrice, Yu Fang che fu concubina di un nobile cinese all’inizio del Novecento, passando poi a raccontare la storia della sua stessa infanzia. Jung Chang è impressionata dalla quantità di informazioni che la madre le sta raccontando, così decide di scrivere un romanzo epico, dove parlerà di Yu Fang e di Bao Qin.

    La Cina feudale: per le donne piedi fasciati, per gli uomini concubine

    Il romanzo infatti inizia con i racconto di una Cina feudale, dove molte donne – specialmente le più belle – hanno i piedi fasciati e come massima aspirazione hanno quella di diventare delle concubine. Questa è la sorte che tocca alla nonna di Jung Chang, tanto che viene costretta dal padre a sposare un generale, dalla cui unione nascerà Bao Qin.

    Le vicende di queste tre donne – nonna, madre e figlia – di avvicendano sullo sfondo di una Cina che vuole cambiare, un Paese che cresce a dismisura, che ha fame di cibo, energia e libertà e non vuole più sottostare alle regole e ai soprusi dei nobili. Inizia una vera e propria Rivoluzione, campeggiata dai comunisti, vicini alle idee di Marx e Lenin e capitanati da alcuni cinesi, tra cui Mao Zedong.

    La nuova Cina: arrivano i comunisti

    E’ attraverso il Partito che Bao Qin conosce Wang Yu, l’uomo che diventerà suo marito e i padre dei suoi figli; la Rivoluzione è qualcosa di faticoso, fatta di privazioni, marce senza fine, sacrifici e combattimenti per scacciare i nobili cinesi. Bao Qin si unisce senza esitare perché, come il marito, crede fortemente nel comunismo e nella nuova Cina.

    I comunisti vincono: una ad una cadono le città fortezza del Kuomintang, i conservatori, e Mao entra in Pechino come un salvatore. Iniziano gli anni della Cina comunista e le riforme di Mao, tra cui la riassegnazione della terra ai contadini e l’abolizione di ogni proprietà privata. Mao vieta persino di mangiare in casa propria, spronando la gente a mangiare nelle mense, tutti assieme.

    Il Grande Balzo in Avanti e la Rivoluzione culturale: come distruggere un Paese

    A cavallo tra gli anni ’50 e ’60 Mao inventa una “caccia alle streghe” dietro l’altra: molti letterati vengono imprigionati, molti presunti nemici del partito vengono deportati nei gulag cinesi (eh, sì! E tra l’altro i gulag cinesi esistono ancora, purtroppo!). Ma il vero e proprio disastro avviene alla fine degli anni ’50, quando Mao avvia il Grande Balzo in Avanti: tutti vengono costretti a lavorare in fabbrica per produrre acciaio, le campagne si spopolano, i pochi contadini che restano in campagna vengono costretti a seminare i cereali e le verdure senza rispettare i ritmi della natura e in poco tempo la situazione precipita: è l’epoca della grande carestia, si stima che in questi anni siano morti circa 30 milioni di cinesi.
    Mentre Jung Chang inizia le scuole, Mao dopo la grande carestia lancia l’ennesima campagna, quella che porterà il Paese al completo sfacelo: la Rivoluzione Culturale cinese. In realtà di culturale ha ben poco, perché come ci racconta l’autrice, è in questo periodo che vengono chiuse le scuole e il libri vengono dati alle fiamme. Questo periodo di tensione durerà fino alla morte del dittatore, nel 1976.

    I genitori di Jung Chang durante tutto questo periodo di incertezza e guerre, carestie e caccia alle streghe, conoscono non solo il potere ma anche la disgrazia: vengono spesso imprigionati, costretti alle famose autocritiche, e alle pesanti sessioni di denuncia, dove bastonate e frustate non si risparmiavano.

    Quando Orwell anticipò Mao: inquietanti analogie tra 1984 e la Cina maoista

    Leggere un romanzo così intenso e ricco di informazioni e nozioni non può che appassionare, ma anche confondere, fuorviare. Quando si leggono romanzi come questo ci si rende conto che ogni popolo, a modo suo, ha sofferto. Quando in un Paese si instaura una dittatura non ci sono speranze, spiragli, concessioni. No, si può solo vivere nel terrore e nella paura. La paura di morire o di venire denunciati e portati nei campi di lavoro.

    Ciò che più mi ha colpito è che nel 1948 il grande scrittore George Orwell ha descritto in 1984 (di cui potete leggere la mia recensione cliccando qui) una società traviata dalle menzogne e dalla paura. Ecco, io tutto questo l’ho trovato qui, durante il Grande Balzo in Avanti di Mao. Il bellissimo romanzo di Orwell è stato scritto nel 1948 e la politica del Grande Balzo in Avanti è del 1958, successiva di ben dieci anni. Eppure, con una veridicità pazzesca, Orwell anticipa le menzogne e le bugie che Mao rifilerà al suo popolo anni dopo. Nell’Oceania di Orwell i giornali sono controllati, le informazioni vagliate, modificate a piacimento. Proprio ciò che succederà nella Cina maoista e in generale in tutte le dittature.

    ha scritto il 

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