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Cigni selvatici

By Jung Chang

(70)

| Others | 9788830421646

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Book Description

La storia vera di "Tre figlie della Cina": l'autrice, sua madre, sua nonna, lecui vite e le cui sorti rispecchiano un tumultuoso secolo di storia cinese,un'epoca di rivoluzioni, di tragedie e di speranze. Dal 1909, quando nasce lanonna di J Continue

La storia vera di "Tre figlie della Cina": l'autrice, sua madre, sua nonna, lecui vite e le cui sorti rispecchiano un tumultuoso secolo di storia cinese,un'epoca di rivoluzioni, di tragedie e di speranze. Dal 1909, quando nasce lanonna di Jung Chang e la Cina è ancora una società feudale, al 1932, chevede, sotto l'occupazione giapponese, la nascita della madre, fino agli anni'60 quando tocca a Jung Chang il compito di vivere, riflettere e sopportare larealtà del Paese.

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    Follie umane

    Testimonianza unica e incredibile, imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi alla storia cinese del 900. La rivoluzione culturale dovrebbe essere studiata dai sociologi di tutto il mondo, causa la sua unicità e follia. Il libro è scritto in mod ...(continue)

    Testimonianza unica e incredibile, imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi alla storia cinese del 900. La rivoluzione culturale dovrebbe essere studiata dai sociologi di tutto il mondo, causa la sua unicità e follia. Il libro è scritto in modo semplice, scarno, e questo a mio dire lo penalizza un poco dal punto di vista prettamente letterario.

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    Nimrod said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “Cigni selvatici” è un romanzo che mi ha tenuto compagnia per quasi tre settimane: la sua mole e la notevole quantità di informazioni in esso contenute hanno avuto bisogno di tempo per sedimentare nella mia memoria.

    Quando hai un romanzo sul comodin ...(continue)

    “Cigni selvatici” è un romanzo che mi ha tenuto compagnia per quasi tre settimane: la sua mole e la notevole quantità di informazioni in esso contenute hanno avuto bisogno di tempo per sedimentare nella mia memoria.

    Quando hai un romanzo sul comodino da tre settimane – e lo hai anche portato in gita con te in Veneto – è difficile salutare i protagonisti e i personaggi che per così tanto tempo ti hanno fatto compagnia. La scrittura di Jung Chang è coinvolgente e le fotografie nel centro del libro aiutano ad entrare nel vivo del romanzo.

    Yu Fang, Bao Qin e Jung Chang: nonna, mamma e figlia

    Jung Chang, come ho scritto nella nota biografica, è stata la prima cittadina cinese a conseguire un dottorato, all’estero per di più; quando la Cina ha aperto le frontiere e permesso ai cittadini di viaggiare in giro per il mondo (non senza pesanti sessioni di indottrinamento, prima di uscire), Jung appunto si è trasferita in Gran Bretagna. Quando la madre di Jung, Bao Qin, vola a Londra per andare a trovare la figlia, in realtà ha molto da raccontarle. Bao Qin inizia a raccontare la storia della vita della nonna dell’autrice, Yu Fang che fu concubina di un nobile cinese all’inizio del Novecento, passando poi a raccontare la storia della sua stessa infanzia. Jung Chang è impressionata dalla quantità di informazioni che la madre le sta raccontando, così decide di scrivere un romanzo epico, dove parlerà di Yu Fang e di Bao Qin.

    La Cina feudale: per le donne piedi fasciati, per gli uomini concubine

    Il romanzo infatti inizia con i racconto di una Cina feudale, dove molte donne – specialmente le più belle – hanno i piedi fasciati e come massima aspirazione hanno quella di diventare delle concubine. Questa è la sorte che tocca alla nonna di Jung Chang, tanto che viene costretta dal padre a sposare un generale, dalla cui unione nascerà Bao Qin.

    Le vicende di queste tre donne – nonna, madre e figlia – di avvicendano sullo sfondo di una Cina che vuole cambiare, un Paese che cresce a dismisura, che ha fame di cibo, energia e libertà e non vuole più sottostare alle regole e ai soprusi dei nobili. Inizia una vera e propria Rivoluzione, campeggiata dai comunisti, vicini alle idee di Marx e Lenin e capitanati da alcuni cinesi, tra cui Mao Zedong.

    La nuova Cina: arrivano i comunisti

    E’ attraverso il Partito che Bao Qin conosce Wang Yu, l’uomo che diventerà suo marito e i padre dei suoi figli; la Rivoluzione è qualcosa di faticoso, fatta di privazioni, marce senza fine, sacrifici e combattimenti per scacciare i nobili cinesi. Bao Qin si unisce senza esitare perché, come il marito, crede fortemente nel comunismo e nella nuova Cina.

    I comunisti vincono: una ad una cadono le città fortezza del Kuomintang, i conservatori, e Mao entra in Pechino come un salvatore. Iniziano gli anni della Cina comunista e le riforme di Mao, tra cui la riassegnazione della terra ai contadini e l’abolizione di ogni proprietà privata. Mao vieta persino di mangiare in casa propria, spronando la gente a mangiare nelle mense, tutti assieme.

    Il Grande Balzo in Avanti e la Rivoluzione culturale: come distruggere un Paese

    A cavallo tra gli anni ’50 e ’60 Mao inventa una “caccia alle streghe” dietro l’altra: molti letterati vengono imprigionati, molti presunti nemici del partito vengono deportati nei gulag cinesi (eh, sì! E tra l’altro i gulag cinesi esistono ancora, purtroppo!). Ma il vero e proprio disastro avviene alla fine degli anni ’50, quando Mao avvia il Grande Balzo in Avanti: tutti vengono costretti a lavorare in fabbrica per produrre acciaio, le campagne si spopolano, i pochi contadini che restano in campagna vengono costretti a seminare i cereali e le verdure senza rispettare i ritmi della natura e in poco tempo la situazione precipita: è l’epoca della grande carestia, si stima che in questi anni siano morti circa 30 milioni di cinesi.
    Mentre Jung Chang inizia le scuole, Mao dopo la grande carestia lancia l’ennesima campagna, quella che porterà il Paese al completo sfacelo: la Rivoluzione Culturale cinese. In realtà di culturale ha ben poco, perché come ci racconta l’autrice, è in questo periodo che vengono chiuse le scuole e il libri vengono dati alle fiamme. Questo periodo di tensione durerà fino alla morte del dittatore, nel 1976.

    I genitori di Jung Chang durante tutto questo periodo di incertezza e guerre, carestie e caccia alle streghe, conoscono non solo il potere ma anche la disgrazia: vengono spesso imprigionati, costretti alle famose autocritiche, e alle pesanti sessioni di denuncia, dove bastonate e frustate non si risparmiavano.

    Quando Orwell anticipò Mao: inquietanti analogie tra 1984 e la Cina maoista

    Leggere un romanzo così intenso e ricco di informazioni e nozioni non può che appassionare, ma anche confondere, fuorviare. Quando si leggono romanzi come questo ci si rende conto che ogni popolo, a modo suo, ha sofferto. Quando in un Paese si instaura una dittatura non ci sono speranze, spiragli, concessioni. No, si può solo vivere nel terrore e nella paura. La paura di morire o di venire denunciati e portati nei campi di lavoro.

    Ciò che più mi ha colpito è che nel 1948 il grande scrittore George Orwell ha descritto in 1984 (di cui potete leggere la mia recensione cliccando qui) una società traviata dalle menzogne e dalla paura. Ecco, io tutto questo l’ho trovato qui, durante il Grande Balzo in Avanti di Mao. Il bellissimo romanzo di Orwell è stato scritto nel 1948 e la politica del Grande Balzo in Avanti è del 1958, successiva di ben dieci anni. Eppure, con una veridicità pazzesca, Orwell anticipa le menzogne e le bugie che Mao rifilerà al suo popolo anni dopo. Nell’Oceania di Orwell i giornali sono controllati, le informazioni vagliate, modificate a piacimento. Proprio ciò che succederà nella Cina maoista e in generale in tutte le dittature.

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    Claudia (Il giro del mondo attraverso i libri) said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

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    tre generazioni di donne in Cina... molto bello, da leggere!!!

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    Simona said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

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    Penso che sia un libro da leggere soprattutto per conoscere, dall'interno, cosa è stato il regime maoista in Cina.
    Lo consiglio, soprattutto poiché racconta una storia (vera) che a scuola non si studia.

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    Marchimar said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Un libro che mi ha coinvolta al 100%. Jung Chang ci trasporta in una Cina spietata, crudele e assurda: quella antica inizialnente costituita da pregiudizi insormontabili, credenze, scaramanzie, concubine tirannate e mille autocelebrazioni, passando p ...(continue)

    Un libro che mi ha coinvolta al 100%. Jung Chang ci trasporta in una Cina spietata, crudele e assurda: quella antica inizialnente costituita da pregiudizi insormontabili, credenze, scaramanzie, concubine tirannate e mille autocelebrazioni, passando poi al primo cominusmo e all'era di Mao Zedong.
    Inizialmente visto come un modo per sradicare le mille disuguaglianze ingiuste nella patria, il comunismo viene accolto con grande entusiasmon dal popolo, ma come ogni totalitarismo si rivelerà disastro.
    Questa opera è quindi un altro prezioso documento che testimonia la pazzia del ventesimo secolo. Mi sono sempre chiesta perchè in questa era cosi vicina alla nostra poche persone abbiano potuto prendere piede in maniera tale da diventare assoluti e supremi, soprattutto in paesi molto vasti come la Russia e, appunto, la Cina. La mia conclusione è che sia stata creata una pericolosissima arma di finezza psicologica, oltre che ad una buona dose di violenza fisica, in modo molto astuto e che per lo piu'la massa deve obbidire e farsi soggiogare come piccole pedine in un gioco molto ben studiato. Controllare la vita, la mente, e persino i pensieri di milioni di persone sembra oggi impossibile. E piu' impossibile ancora sembra per noi dover vivere in un continuo stato di terrore, dove anche i tuoi stessi pensieri possono portarti a sofferenze inimmaginabili.

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    Kemmy said on Jun 27, 2014 | Add your feedback

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    Molto bello per chi ama la storia. E' un romanzo impegnativo in quanto vengono descritte le violenze fisiche e psicologiche inflitte ai cinesi.

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    Jenny Moscato said on Apr 8, 2014 | Add your feedback

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