Cime tempestose

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai (I classici per tutti)

4.2
(17827)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 452 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Coreano , Chi semplificata , Catalano , Svedese , Slovacco , Norvegese , Polacco , Olandese , Greco , Turco , Ungherese , Ceco , Macedone

Isbn-10: 8884905710 | Isbn-13: 9788884905710 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruna Dell'Agnese

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , Tascabile economico , CD audio , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Nell'inquietante, selvaggia brughiera dello Yorkshire una passione distruttivatravolge la vita di due esistenze in conflitto: Heathcliff, misteriosotrovatello, non si rassegna a perdere la sua Catherine, la cercherà e l'ameràsempre. A un primo livello di lettura, il romanzo disintegra il mitovittoriano della famiglia. Nonostante il lieto fine, infatti, Emily Bronterappresenta la storia di un nucleo famigliare diviso da odio profondo,contrasti e rotture insanabili. Elaborato attingendo al repertoriotradizionale del romanzo gotico, il romanzo presenta, tuttavia, alcunielementi di novità a livello strutturale, anticipando soluzioni che sarannoproprie del Novecento.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    A dispetto di quanto dicano gli altri, questo libro non mi ha appassionato. Sarà che il genere non è di quelli che preferisco e dal momento che parecchi lo hanno letto ho pensato di farlo anche io sol ...continua

    A dispetto di quanto dicano gli altri, questo libro non mi ha appassionato. Sarà che il genere non è di quelli che preferisco e dal momento che parecchi lo hanno letto ho pensato di farlo anche io solo per avere un parere da dare. Non mi piace parlare di un libro che non ho mai letto. Troppo cinismo, caratteri dei personaggi non li ho compresi fino in fondo e forse questo quello che mi ha fatto appassionare poco al romanzo. Non so se ad una seconda rilettura potrebbe migliorare il mio parere. vedremo.

    ha scritto il 

  • 4

    è un libro diverso da quelli che leggo di solito, poiché non ha un vero e proprio genere, potrebbe essere ritenuto un giallo da alcuni, un romanzo gotico da altri.
    Emily Brontë è riuscita a rappresent ...continua

    è un libro diverso da quelli che leggo di solito, poiché non ha un vero e proprio genere, potrebbe essere ritenuto un giallo da alcuni, un romanzo gotico da altri.
    Emily Brontë è riuscita a rappresentare al meglio le diversità tra le persone, e come l'esperienza e un forte sentimento possano cambiare, e addirittura distruggere, l'essere umano. le descrizioni sono dettagliate ma senza essere noiose, e mi hanno fatta immedesimare nel contesto e nell'epoca ottocentesca.

    ha scritto il 

  • 0

    ho letto questo libro spinta dalla curiosità essendo il libro preferito di alcune amiche...durante la lettura, scorrevole e sicuramente avvincente, non ho provato simpatia per nessuno dei personaggi, ...continua

    ho letto questo libro spinta dalla curiosità essendo il libro preferito di alcune amiche...durante la lettura, scorrevole e sicuramente avvincente, non ho provato simpatia per nessuno dei personaggi, anzi...non potevo fare a meno di provare un senso di disagio, fastidio ed inquietudine per il loro comportamento....sono reduce dalla lettura de Il conte di Montecristo un capolavoro in cui di odio e vendetta sono pervase le pagine, ma una vendetta che non ricade mai sui figli, che non scade mai nella perfidia fine a se stessa....come in questo libro.
    Sono delusa, devo dire, la sensazione che mi ha lasciato non e' affatto positiva.
    Emily Bronte scriveva davvero bene, ma cosa celava il suo cuore? che vita deve aver vissuto per riuscire a creare e a delineare dei personaggi capaci di simili azioni?

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo di una potenza sorprendente. Cosa doveva covare l'animo della meno che trentenne Emily Brontë per partorire personaggi così al di fuori di ogni stereotipo: allo stesso tempo incarnanti vend ...continua

    Un romanzo di una potenza sorprendente. Cosa doveva covare l'animo della meno che trentenne Emily Brontë per partorire personaggi così al di fuori di ogni stereotipo: allo stesso tempo incarnanti vendetta, pietá, dolore, passione, scherno. Consigliato senza riserve.

    ha scritto il 

  • 2

    Inattingibile fuori dal suo tempo

    Alcuni classici sono più universali di altri. Il senso di Cime tempestose purtroppo è molto vincolato al suo tempo, a una permanenza degli astratti furori del movimento romantico. Letto ora risulta ag ...continua

    Alcuni classici sono più universali di altri. Il senso di Cime tempestose purtroppo è molto vincolato al suo tempo, a una permanenza degli astratti furori del movimento romantico. Letto ora risulta agitato da passioni molto estreme prive di qualsiasi motivazione, un teatro di marionette che sono obbligate a provare sentimenti forti. Il solo personaggio con cui il lettore del presente possa in qualche modo identificarsi è il narratore del primo capitolo, il gentiluomo inglese che entra in contatto con la storia dei Linton e poi pensa bene di darsela a gambe. Così è capitato anche a me: la storia l'ho seguita, ma giunto al termine ho provato il sollievo di chi non tornerà più a leggere questa storia di brughiera.

    ha scritto il 

  • 3

    Il trionfo dell'odio

    Io non ho visto alcuna storia d'amore. Heathcliff e Catherine pesanti e odiosi come pochi. Sono arrivata alla fine a fatica. Nulla da dire sullo stile di scrittura, impeccabile.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo "classico" che non mi lascia niente di particolare, a parte un certo smarrimento. Per carità, è scritto benissimo (voglio dire, qualcosa di buono ce lo dovrà pure avere...), ma non riesco a v ...continua

    Il primo "classico" che non mi lascia niente di particolare, a parte un certo smarrimento. Per carità, è scritto benissimo (voglio dire, qualcosa di buono ce lo dovrà pure avere...), ma non riesco a venire a capo della cattiveria gratuita che aleggia ovunque. Né riesco a provare un minimo di empatia per alcuno dei personaggi, le cui virtù oscillano tra l'essere noiosamente lamentosi e l'inauditamente stronzi. "Beh ma allora ci sarà un finalone pieno di pathos e pregno di significato", mi sono detto, trascinandomi fino all'epilogo. No, non c'è.

    ha scritto il 

  • 5

    recensione a cura di LUNATICAMENTE.COM

    link alla recensione: https://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/38-cime-tempestose-di-emily-bronte.html

    Non so se capita anche a voi però di solito vedere un classico nella libreria di ca ...continua

    link alla recensione: https://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/38-cime-tempestose-di-emily-bronte.html

    Non so se capita anche a voi però di solito vedere un classico nella libreria di casa mi crea sempre una certa ansia da prestazione.
    Di solito funziona così: ci giro attorno e non ho neanche il coraggio di prenderlo in mano per paura che sia deludente o noioso... o addirittura di non essere io stessa all'altezza del libro.
    Poi per caso – sentendo il suo richiamo forte e chiaro – lo estraggo dalla pila che si regge in piedi per miracolo, lo sfoglio e in un batter d'occhio mi ritrovo a leggere le ultime pagine nel giro di due giorni.
    Voi direte: Secondo te perché è un classico? Avete ragione ma è più forte di me.
    COMUNQUE...
    Emily Bronte mi ha spiazzato.
    Con la sua penna scorrevole condita da semplici paesaggi e magnifici personaggi, mi ha avvolto in un'atmosfera cupa, mi ha spaventata, mi ha innervosito e fatto piangere, mi ha fatto girare la testa e mi ha costretto ad odiare alcuni personaggi come fossero persone reali.
    Ad ogni pagina il mio timore del NON lieto fine si faceva sempre più reale ma ormai ero preda della trappola letteraria ed era praticamente impossibile fermarla (non lo avrei fatto neanche sotto tortura!).
    In meno di quattro giorni sono arrivata alla fine, è stato più semplice che bere un bicchiere d'acqua.
    Mi è piaciuto moltissimo perché è un romanzo prima di tutto cupo, inquietante, pieno di risentimento, vendetta ed odio; caratteristiche complesse da rendere reali senza renderle banali.
    Dopodiché possiamo anche dedurre qualche altro sentimento come l'amore e la speranza, che però sfuggono come lucertole impaurite.
    Che meraviglia questi classici che riescono a farti sentire il profumo dell'erba, il freddo dell'inverno che batte alle porte e il sole che torna per rischiarare gli umori di un inverno ghiacciato, dove i sentimenti belli e puri sono stati usati per accendere il fuoco.
    Una luce alla fine del tunnel c'è... Piccola.

    ha scritto il 

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