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Cinafrica

Pechino alla conquista del continente nero

Di ,

Editore: Il Saggiatore

4.0
(26)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842815446 | Isbn-13: 9788842815440 | Data di pubblicazione: 

Curatore: C. Maiocchi

Genere: Business & Economics

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Descrizione del libro
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  • 0

    Africa, la frontiera del neocolonialismo cinese

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/05/africa-la-frontiera-del-neocolonialismo-cinese/

    Trascurata dalle potenze europee, flagellata da guerre civili e carestie, l’Africa sembra non far più gola a ...continua

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/05/africa-la-frontiera-del-neocolonialismo-cinese/

    Trascurata dalle potenze europee, flagellata da guerre civili e carestie, l’Africa sembra non far più gola a nessuno. Eppure qualcosa si muove. Come raccontano Serge Michel e Michel Beuret in “Cinafrica. Pechino alla conquista del continente nero” (Il Saggiatore, 2009), un reportage che ripercorre e documenta le tappe dell’espansionismo politico-economico della Cina nel continente africano. Un’anticipazione degli scenari e dei protagonisti del prossimo scacchiere strategico mondiale, di cui nessuno parla.

    ha scritto il 

  • 5

    Ricerca appassionata di due giornalisti francesi degli interessi cinesi in Africa. Motivi per pensare, per riflettere sul ruolo dell'europa che è sparita dal continente africano. Descrizione delle ...continua

    Ricerca appassionata di due giornalisti francesi degli interessi cinesi in Africa. Motivi per pensare, per riflettere sul ruolo dell'europa che è sparita dal continente africano. Descrizione delle modalità cinese esportate in Africa, anche se ai nostri occhi assurde, funzionano e creano nuove economie.

    ha scritto il 

  • 0

    Cinafrica, ovvero quando il titolo dice tutto.
    Il libro di Serge Michel e Michel Beuret non è solo un reportage documentato, ma anche un'avvincente prova narrativa. Nelle loro oltre 200 pagine, ...continua

    Cinafrica, ovvero quando il titolo dice tutto.
    Il libro di Serge Michel e Michel Beuret non è solo un reportage documentato, ma anche un'avvincente prova narrativa. Nelle loro oltre 200 pagine, infatti, è possibile ritrovare suggestioni, speranze, timori e contraddizioni che segnano l'espansione cinese in Africa negl inizi di questo terzo millennio.
    La strategia di Pechino è semplice, soppiantare l'influenza occidentale senza stare a parlare di diritti umani o democrazia, ma proponendo affari, affari, affari.
    (continua qui)

    http://www.lacompagniadellibro.sat2000.it/articolo.php?id=405

    ha scritto il 

  • 5

    L'allenza giallo-nera del Risiko globale

    Le frontiere africane tracciano i contorni di un nuovo "grande gioco". Le regole sono le stesse di quello russo-inglese del XIX secolo ma totalmente nuovo è il campo da gioco: il continente nero, ...continua

    Le frontiere africane tracciano i contorni di un nuovo "grande gioco". Le regole sono le stesse di quello russo-inglese del XIX secolo ma totalmente nuovo è il campo da gioco: il continente nero, nuovamente oggetto di tutte le brame dopo l'abbandono successivo alla fine della guerra fredda.

    La vera novità, che emerge con chiarezza da questo volume, è che le elite africane hanno affidato alla Cina il compito di soddisfare le richieste della popolazione, appaltando le loro responsabilità di governo: costruire strade e ferrovie, acquedotti e reti elettriche, scuole e ospedali.

    E' interessante leggere delle strategie messe in atto dal sistema-Cina per competere in Africa e accaparrarsi le simpatie dei governanti (e delle risorse) locali ma anche, e forse più, lo è dare una scorsa al panorama complesso delle relazioni tra i popoli: sguardi, parole e percosse che sfuggono alle interpretazioni dei grandi numeri ma che danno profondità laddove ci si ricorda che molti paesi africani sono molto più democratici dei loro partners asiatici.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando il Far East incontra il suo Far West

    “[…]si completa così, nel silenzio più totale, una delle ultime tappe della globalizzazione, e l’incontro tra due delle culture più distanti al mondo. In Africa, il loro nuovo Far West, i ...continua

    “[…]si completa così, nel silenzio più totale, una delle ultime tappe della globalizzazione, e l’incontro tra due delle culture più distanti al mondo. In Africa, il loro nuovo Far West, i cinesi scoprono improvvisamente i grandi spazi, l’esotismo, il rifiuto, il razzismo, l’avventura individuale, o addirittura spirituale. Si rendono conto che il mondo è più complesso di quanto sostenga Il quotidiano del popolo. Questi emigranti diventano tanto dei predatori quanto eroi della propria storia, conquistadores e samaritani. Hanno, ovviamente, la tendenza a restare tra loro e mangiare come a casa propria, non si sforzano di imparare le lingue autoctone, e nemmeno il francese o l’inglese, e mostrano spesso un moto di disgusto all’idea di uniformarsi ai costumi locali, o addirittura di sposare una donna africana! A forza di barricarsi dietro le loro grandi muraglie per millenni, i cinesi sembrano aver perduto la voglia di adattarsi alle altre civiltà e coabitare con esse. Ma nessuno torna indenne dall’Africa: i loro viaggi, le loro scoperte scuotono la Cina dalla sua inerzia tanto quanto ha fatto, negli anni ottanta, la conversione al capitalismo” (dal prologo)

    ha scritto il