Cinque storie ferraresi

Dentro le mura

Di

Editore: Einaudi (ET scrittori ; 1362)

3.8
(448)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 212 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806163906 | Isbn-13: 9788806163907 | Data di pubblicazione: 

Postfazione: Eraldo Affinati

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Cinque storie. Quella di Lida Mantovani, ragazza madre che sposa un brav'uomo ma non riesce a dargli un figlio; quella del dottor Elia Corcos, solitario appassionato di scienza che mal sopporta la moglie; quella di Geo Josz, di ritorno dal lager; quella di Clelia Trotti, anziana militante socialista morta in carcere durante l'occupazione nazista; il farmacista Pino Barilari, paralitico, testimone nella notte del dicembre '43 della sanguinosa rappresaglia delle brigate nere contro gli antifascisti. L'edizione delle "Cinque storie ferraresi" (Premio Strega 1956) che qui pubblichiamo è quella proposta nella loro ultima versione, rivista e approvata dall'autore.
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  • 5

    Lida Mantovani

    Tra i miei "racconti ferraresi" di Bassani preferiti, grazie a una protagonista tanto dimessa quanto memorabile. Mi ha ricordato per la lucidità con cui descrive gli ambienti alcune opere di Zola. ...continua

    Tra i miei "racconti ferraresi" di Bassani preferiti, grazie a una protagonista tanto dimessa quanto memorabile. Mi ha ricordato per la lucidità con cui descrive gli ambienti alcune opere di Zola.

    ha scritto il 

  • 4

    Bassani è sempre Bassani

    Sono storie sghembe, vere sì, ma anche meccaniche, per non dire improbabili e non capisci bene dove ti possono portare, se hanno un senso oppure no. Frutto di una sensibilità in bilico tra l'austero e ...continua

    Sono storie sghembe, vere sì, ma anche meccaniche, per non dire improbabili e non capisci bene dove ti possono portare, se hanno un senso oppure no. Frutto di una sensibilità in bilico tra l'austero e il malizioso dove gli opposti convivono e si toccano. Ma poi c'è lo stile, il grande stile di questo autore, che quando meno te l'aspetti ti riesce a conquistare con quel suo velo fanciullesco di tristezza e di rimpianto per quel che è stato e mai più sarà.

    ha scritto il 

  • 4

    profumo di provincia

    Quando la provincia d'Italia è a misura d'uomo, viva e palpitante.
    Descrizioni memorabili di una Ferrara in un periodo storico tra i più complessi del XX secolo.

    Alcuni punti di questi racconti li ho ...continua

    Quando la provincia d'Italia è a misura d'uomo, viva e palpitante.
    Descrizioni memorabili di una Ferrara in un periodo storico tra i più complessi del XX secolo.

    Alcuni punti di questi racconti li ho trovati "troppo" Barocchi, troppo intrisi di letteratura da rendere la lettura difficile e lenta.

    Altre pagine sono di un piacere sublime sia per come descrivono la città pietra su pietra sia per come descrivono lo stato d'animo dei suoi abitanti.

    ha scritto il 

  • 3

    Desideravo leggere qualcosa di Bassani da tempo, poi a gennaio ho visitato Ferrara e mi sono ricordata di questo libro (in un'edizione Strega piuttosto datata di proprietà di mia mamma). Che dire? Bas ...continua

    Desideravo leggere qualcosa di Bassani da tempo, poi a gennaio ho visitato Ferrara e mi sono ricordata di questo libro (in un'edizione Strega piuttosto datata di proprietà di mia mamma). Che dire? Bassani scrive in modo interessante, anche se mi piacerebbe valutarlo alle prese con qualcosa di più sostanzioso di questi raccontini, che sono così delicati da sembrare acquerelli. Bellissimo nel suo insieme, perché rappresenta un bell'affresco di una città in un dato periodo di tempo, con personaggi ricorrenti che si inseguono tra le pagine. Detto questo, il tutto mi è sembrato un pochino inconcludente, e sarà ingiusto, ma questa recensione mi ha fatto davvero ridere:

    (attenzione spoiler)
    http://www.anobii.com/books/review/5455986edd9726b27f8b45cc

    ha scritto il 

  • 3

    Baf, bof, bif. Raccolta di racconti piuttosto discontinua ma senza picchi né in un senso né in un altro. I migliori sono quelli a cavallo tra il '43 ed il dopoguerra, le difficoltà dei sopravvissuti a ...continua

    Baf, bof, bif. Raccolta di racconti piuttosto discontinua ma senza picchi né in un senso né in un altro. I migliori sono quelli a cavallo tra il '43 ed il dopoguerra, le difficoltà dei sopravvissuti ai campi di sterminio a ritrovare un posto in una vita normale mentre i criminali di guerra fascisti riuscivano a cavarsela in un modo o nell'altro: un periodo piuttosto trascurato dai nostri romanzieri che hanno sviscerato in lungo e in largo le guerre partigiane ma si sono tenuti ben alla larga dalla fase della riappacificazione. Bassani per raccontarla usa uno stile pesante, prendendo le storie alla larga per poi lanciarsi in periodi lunghi, pieni di subordinate e di descrizioni, forse per riprodurre meglio i sommovimenti che avvenivano in profondità, in secondo piano, dietro le quinte.
    Fatto sta che un po' di pepe e di sveltezza in più non avrebbero guastato.
    Mi aspettavo di meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Chi non ricorda, a Ferrara, la notte del 15 dicembre 1943? Chi potrà mai dimenticare le lentissime ore di quella notte? Fu per tutti una veglia angosciosa, interminabile: con gli occhi che bruciavano ...continua

    "Chi non ricorda, a Ferrara, la notte del 15 dicembre 1943? Chi potrà mai dimenticare le lentissime ore di quella notte? Fu per tutti una veglia angosciosa, interminabile: con gli occhi che bruciavano fissi a scrutare attraverso le fessure delle persiane le vie immerse nel buio dell'oscuramento, col cuore che ogni minuto sobbalzava al crepitio delle mitragliatrici o al passaggio repentino, anche più fragoroso, dei camion carichi di uomini armati."

    Cinque storie brevi costituiscono questo primo capitolo del Romanzo di Ferrara, l'opera in cinque volumi di Bassani che i più conosceranno per "Il giardino dei Finzi-Contini" o per "Gli occhiali d'oro", rispettivamente terzo e secondo volume. Tematiche e ambientazione di questi racconti sono le medesime de "Il giardino dei Finzi-Contini": ci troviamo a Ferrara a ridosso della seconda guerra mondiale, quando la città emiliana vive i cupi anni segnati dal fascismo e dalle deportazioni degli ebrei. Bassani ce li racconta questa volta dagli occhi di tutta la cittadina: "Dentro le mura" è un romanzo per certi versi corale, dove sono i cittadini a raccontare le cinque storie in un susseguirsi di "si racconta" o di semplici punti di vista, di posti comuni citati più e più volte (il Caffè della Borsa, la Torre dell'Orologio, la Fossa del Castello, ...) a fare da sfondo a vicende che hanno per protagonista la stessa gente comune.

    Scorrono così le vite di cinque persone, raccontate pezzo pezzo da tutta Ferrara: da Lida Mantovani, ragazza madre che trova in un uomo con il doppio dei suoi anni il punto fermo della sua vita, al ritorno di Geo Josz, unico ebreo ferrarese sopravvissuto ai lager tedeschi, ripresentatosi una mattina come se nulla fosse accaduto ma segnato nell'animo da questa esperienza. E ancora, la storia d'amore fra il dottore ebreo Elia Corcos, appassionato studioso delle scienze, e l'infermiera cattolica Gemma Brondi; o gli ultimi anni di vita di Clelia Trotti, anziana maestra e socialista militante, costantemente tenuta d'occhio dai fascisti; e infine l'uccisione in pieno centro di undici avversari del regime fascista, fucilati in corso Roma nel dicembre del '43.

    È quest'ultimo racconto l'apice della raccolta: al singolo, brutale avvenimento si unisce la storia privata del farmacista Pino Barilari, il quale assiste dalla sua finestra all'uccisione degli undici. Bassani coglie l'occasione per ripercorre la storia del farmacista, dalla sua gioventù al matrimonio con la bella Anna, fino alla paralisi alle gambe e al decadimento mentale del farmacista, il quale passa le giornate sui cruciverba e appostandosi alla finestra. Unico ad aver assistito alla fucilazione così da vicino, Pino Barilari potrebbe far condannare l'amico/nemico Carlo Aretusi, presente durante quella serata di dicembre e al comando durante la fucilazione, ma preferisce dichiarare il falso per tornare alla sua vita di sempre.

    Le cinque storie, che valsero a Bassani il Premio Strega del '56, raccontano la vita di provincia nel ventennio più nero del nostro recente passato, e lo raccontano da un punto di vista che non vuole essere storico, ma semplicemente realista: Bassani dà voce alla collettività, ne esprime dubbi e incertezze (tanti sono i personaggi di questi racconti che non sanno come comportarsi davanti ai prodromi del fascismo), ne mostra limitazioni e ingenuità, ma anche una grande forza d'animo e un rimboccarsi le maniche dopo la caduta del regime. L'ambientazione, quella Ferrara degli anni '40, è ben rappresentata con tutti i suoi luoghi tipici, ma per il lettore non sarà difficile immaginarsi situazioni e vicende simili in qualsiasi luogo dell'Italia del ventennio. Proprio in questo sta la potenza letteraria del Bassani, che con "Dentro le mura" segna un buon prologo ai quattro libri successivi del Romanzo di Ferrara. Tre stelle e mezzo.

    ha scritto il 

  • 4

    La provincia a cavallo della Guerra....

    Pochi altri scrittori Italiani hanno saputo raccontare la provincia come Bassani.
    In queste cinque storie (discontinue perche' scritte in tempi diversi) vagamente legate l'una all'altra c'e' tutta la ...continua

    Pochi altri scrittori Italiani hanno saputo raccontare la provincia come Bassani.
    In queste cinque storie (discontinue perche' scritte in tempi diversi) vagamente legate l'una all'altra c'e' tutta la storia italiana tra fascismo e dopoguerra.
    L'adesione al fascismo, i periodi dell'ascesa e il consolidamento, la guerra, la Shoah e soprattutto il ritorno contraddittorio alla vita normale, dove i vinti cercano di farla franca le vittime quasi costretti a vergognarsi della propria drammatica esperienza e quasi ignorati da una società' che vuol solo dimenticare le proprie manchevolezze, omissioni e colpe di quanto avvenuto.
    Una Lapide in Via Mazzini e Gli ultimi anni di Clelia Trotti sono, secondo me, le piu' belle del volume

    ha scritto il 

  • 5

    "Lida Mantovani", "La passeggiata prima di cena", "Una lapide in via Mazzini", "Gli ultimi anni di Clelia Trotti", "Una notte del '43", sono i titoli delle cinque storie che si svolgono dal 1938 agli ...continua

    "Lida Mantovani", "La passeggiata prima di cena", "Una lapide in via Mazzini", "Gli ultimi anni di Clelia Trotti", "Una notte del '43", sono i titoli delle cinque storie che si svolgono dal 1938 agli inizi degli anni Cinquanta.
    Leggere Bassani è come ritrovare un amico di gioventù perso di vista per decenni. Anche se questi racconti non sono paragonabili al Il Giardino dei Finzi-Contini, la sua scrittura però si dispiega in tutto il suo splendore, come un manto drappeggiato artisticamente. Anche quando sono pagine o passaggio dolorosi Bassani non perde di trasmettere quei suoi valori che sente fortemente, come la democrazia o l’impegno civile, nonostante tutto, sì nonostante tutto egli ha anche una visione ottimistica della vita. Cornice di questi racconti sono sempre la provincia, Ferrara, la sua amatissima città, che qui è veramente illustrata come una vecchia cartolina che ora ha un suo valore inestimabile, perché testimonia qualcosa che non c’è più o che è cambiato o si è mutato, così come usano fare città e paesi nel corso degli anni. Ma il fascino, no, quello Ferrara non lo perde mai, e in queste descrizioni che hanno picchi davvero lirici, Ferrara è la vera protagonista.
    I due racconti che ho preferito sono Lida Matovani e Una notte del ’43, il primo è una storia privata, una ragazza madre, un brav’uomo che se ne prende carico e la sposa, e il secondo uno, fra i tanti, episodi di massacro e di rivalsa, reso ancor più efferato quando chi sceglie i cittadini da uccidere in una rappresaglia è un concittadino e sceglie in base a motivi personali.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è mezzo Novecento in questo libro (il fascismo, la seconda guerra mondiale, il ricordo della prima, gli anni '50), visto in una prospettiva ristretta alla sola Ferrara, città borghese di provincia, ...continua

    C'è mezzo Novecento in questo libro (il fascismo, la seconda guerra mondiale, il ricordo della prima, gli anni '50), visto in una prospettiva ristretta alla sola Ferrara, città borghese di provincia, selva di contrasti sociali e ideologici, di coscienze sepolte e di gretti interessi. In questo quadro Bassani mette a fuoco alcuni personaggi parzialmente atipici, figure di oppressi, di emarginati, ritratti talvolta al limite del ridicolo, grazie ai quali ci restituisce un'immagine terribile della città e dei suoi tremendi meccanismi.

    ha scritto il 

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