Cinquemila chilometri al secondo

Di

Editore: Coconino Press - Fandango

4.0
(619)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Norvegese , Spagnolo

Isbn-10: 8876181717 | Isbn-13: 9788876181719 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Piero, Lucia e il loro amico Nicola. Un delicato romanzo dei sentimenti, narrato con i colori ora sommessi ora accesi di Manuele Fior: il ritratto di una generazione precaria anche negli affetti. Sospesa tra il desiderio di fuga e la nostalgia delle proprie radici.

Manuele Fior è nato a Cesena nel 1975. Dopo la laurea in Architettura a Venezia nel 2000, si trasferisce a Berlino, dove lavora fino al 2005 come fumettista, illustratore e architetto. Nel 1994 vince il primo premio alla “Bienal do Juvenes Criadores do mediteraneo” di lisbona – settore fumetto. La collaborazione con l’editore tedesco Avant-Verlag comincia nel 2001 con la rivista Plaque. Da allora inaugura una fitta produzione di storie corte a fumetti scritte dal fratello Daniele, apparse su Black, Bile Noire, Stripburger, Forresten, Osmosa. “Rosso Oltremare” ha vinto il premio come miglior fumetto 2007 a Oslo, il Premio micheluzzi per Miglior Disegno per un Romanzo Grafico, al Comicon di Napoli. Collabora con Einaudi Ragazzi, Edizioni EL, Fabbri, Internazionale, Il Manifesto, Rolling Stone Magazine, Nathan, Far East Festival. Vive a Parigi. nel dicembre 2009 ha vinto il prestigioso Prix de la Ville de Genève pour la bande dessinée.
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  • 5

    Delicatezza e nostalgia

    Delicata e amara, tenera e nostalgica.
    Così definirei la graphic novel di Manuele Fior, una storia di sentimenti. Il pezzo di vita di una generazione divisa fra il desiderio di fuga e la nostalgia di ...continua

    Delicata e amara, tenera e nostalgica.
    Così definirei la graphic novel di Manuele Fior, una storia di sentimenti. Il pezzo di vita di una generazione divisa fra il desiderio di fuga e la nostalgia di ciò che è stato e che non può più essere. Scoprirsi, amarsi, crescere, perdersi e poi ritrovarsi, quando tutto è cambiato, noi per primi.
    E’ stata una meravigliosa scoperta, come spesso sono per me le graphic novels. E i suoi acquerelli, con un uso del colore acceso, mi hanno regalato un senso di vivo.
    Bellissima!

    ha scritto il 

  • 3

    Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi (a volte) ritornano.

    Cinquemila chilometri e un secondo* sono lo spazio e il tempo che separano Lucia e Piero.
    I fiordi norvegesi e le piramidi d’Egitto sono la geografia che testimonia e racconta non solo la lontananza ( ...continua

    Cinquemila chilometri e un secondo* sono lo spazio e il tempo che separano Lucia e Piero.
    I fiordi norvegesi e le piramidi d’Egitto sono la geografia che testimonia e racconta non solo la lontananza (che si sa, è come il vento), ma anche le loro diversità caratteriali: l’una si nasconde e ricomincia sotto una coltre di neve, l’altro nel deserto, entrambi lasciano il luogo che li ha visti crescere, incontrarsi e amarsi.
    Il blu e il verde sono colori freddi (qui, mentre sappiamo benissimo che grazie all’amore può diventare un colore caldo), il giallo e l’arancio sono colori caldi, e scandiscono tavola dopo tavola, capitolo dopo capitolo, le fasi della vita che allontanano e riavvicinano Piero a Lucia, Lucia a Piero, il tempo passato al tempo presente.
    Eppure, nonostante le potenzialità di una storia di amore che nasce e appassisce ma che lascia un segno indelebile nelle vite adulte di Piero e Lucia, nonostante la delicatezza con cui Manuel Fior esplora il tema della precarietà dei legami e dell’importanza delle radici nelle relazioni umane, nonostante i bei disegni dello stesso autore (eh, ma La signorina Else è un’altra cosa), la lettura di questa graphic novel lascia la sensazione di qualcosa di inespresso, una lieve delusione che, al pari di quella che accompagna le esistenze di Piero e Lucia, acuisce il rimpianto per qualcosa che avrebbe potuto essere bellissimo mentre invece ha mancato le promesse.

    (*Perché allora modificare il titolo quel tanto che basta per fargli perdere di significato?)

    ha scritto il 

  • 4

    Bello. Belle le illustrazioni, anzitutto. E poi la storia, che si fa apprezzare per semplicità e cruda tristezza, per nulla scontata. E, a farci attenzione, è una di quelle storie da cui nessuno dei p ...continua

    Bello. Belle le illustrazioni, anzitutto. E poi la storia, che si fa apprezzare per semplicità e cruda tristezza, per nulla scontata. E, a farci attenzione, è una di quelle storie da cui nessuno dei personaggi esce "bene".

    ha scritto il 

  • 4

    Continuanando il mio viaggio nelle graphic novel, sto imparando che il potere dell'immagine silenziosa, soprattutto se colorata come fosse un acquerello, come fa Fior, è sorprendente. Ti coinvolge e t ...continua

    Continuanando il mio viaggio nelle graphic novel, sto imparando che il potere dell'immagine silenziosa, soprattutto se colorata come fosse un acquerello, come fa Fior, è sorprendente. Ti coinvolge e ti tocca e ti chiama con una tale delicatezza.
    L'uso dei colori è sapiente in queste tavole, strettamente connesso al sentire che si desidera esprimere. Ed è senza dubbio riuscito. È la testimonianza di quanto determinante e accattivante possa essere l'impatto emotivo del disegno.
    La storia è tenera. Forse avrei scelto un finale diverso.

    ha scritto il 

  • 4

    Cinquemila chilometri al secondo? Cos’è fantascienza o supereroismo? No, solo la velocità della comunicazione telefonica tra due persone distanti 5000 chilometri, una spiegazione banale quasi come la ...continua

    Cinquemila chilometri al secondo? Cos’è fantascienza o supereroismo? No, solo la velocità della comunicazione telefonica tra due persone distanti 5000 chilometri, una spiegazione banale quasi come la storia di Piero, Lucia e Nicola, dall’adolescenza all’età adulta. Una delle tante storie comuni che ci circondano, di cui a volte si sente parlare, ma delle quali, molto più spesso, non si sa assolutamente nulla. Sono là, intorno a noi, ne è pieno il mondo di storie così. Si direbbe: banali? Forse sì. Ma bisogna avere poi il coraggio di dirsi che quasi tutte le vite sono banali. Allora forse è meglio dire unica. O anche: una storia di vita. Che è più bello, ma anche triste (sapendo come va a finire la vita). Tristezza, bellezza e vita vissuta, tutto qua. Sopra a tutto, gli acquerelli di Fior, belli, impressionisti e commoventi.

    ha scritto il 

  • 5

    Sai cos'è peggio di partire? Ritornare

    Abili pennellate:
    - splendidi acquerelli dell'Italia, dei fiordi della Norvegia e dell'Egitto
    - personaggi caratterizzati a meraviglia in poche battute

    ha scritto il